Spettacolo e veleni a Shanghai: Fognini batte Murray in tre set

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Spettacolo e veleni a Shanghai: Fognini batte Murray in tre set

Fabio provoca Andy in un paio di occasioni, ma sul campo è il giocatore migliore dopo oltre tre ore di grande tennis. Agli ottavi contro Fritz o Khachanov

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Fabio Fognini- Shanghai 2019 (foto via Twitter, @ATPTour)

[10] F. Fognini b. [WC] A. Murray 7-6(4) 2-6 7-6(2)

Numero 12 contro numero 289 del mondo, chi lo avrebbe mai detto? Eppure ne è venuta fuori la partita (sinora) più bella di quest’ultima fetta di stagione che prende il via un po’ mestamente dopo lo US Open. Dimentichi dell’atmosfera compassata e delle tribune (ingenerosamente) spoglie dello Show Court 3 di Shanghai, Fabio Fognini e Andy Murray hanno combattuto per più di tre ore a colpi di tennis e… provocazioni verbali, poiché nel terzo set la contesa si è fatta parecchio intensa anche sotto il profilo emotivo. Alla fine l’ha spuntata l’italiano dominando il tie-break decisivo: Fognini si avvicina nella Race a Monfils (oggi sconfitto, adesso dista appena 25 punti) e guadagna un giorno di riposo prima di sfidare agli ottavi Fritz o Khachanov, contro il quale avrebbe l’opportunità di vendicare la recente sconfitta di Pechino.

PRIMO SET DI ‘ROTTURE’ – Il bilancio dei precedenti dice 4-3 in favore di Murray, lo scozzese sa bene che gli è già capitato di soffrire Fognini anche quando l’anca non era un problema. Le seconde di servizio faticano sin da subito, spesso è netta la sensazione che la ribattuta viaggi più del primo colpo dello scambio: ne approfitta per primo Fognini, che in realtà avvia soltanto uno scambio multiplo di break (due per parte) affatto risolutivo per l’esito del parziale. Tra rumori molesti – entrambi i giocatori si lamentano di sentire una voce dagli spalti, non è chiaro se si tratti di una cuffia abbandonata da un operatore o di un autoctono particolarmente disinteressato al match – e grandi colpi si arriva al 4-3 scozzese, con Fognini che domina da fondo e Murray che si affida quasi interamente alla prima esterna in slice, ricavandone un dividendo costante.

Fabio tiene a zero due splendidi game di servizio e mette pressione all’ex numero uno del mondo sul 5-5; Murray commette due errori banali da fondo (un dritto e un rovescio) concedendo altrettante palle break, annullate con autorità. Fognini paga un po’ a livello nervoso e va sotto 0-30 nell’ultimo game che precede il tie-break, poi tira fuori un ace di seconda e uno smash complicatissimo a conclusione di uno scambio da applausi. Il tie-break è sostanzialmente deciso da un doppio fallo di Murray, che un paio di minuti più tardi si ritrova a giocherellare con la racchetta per ingannare la delusione. 7-4 Fognini, vantaggio meritato.

L’ORGOGLIO E LA RABBIA DI ANDY – Quella che stiamo vedendo in campo è comunque una buona versione di Murray, con i limiti del post-infortunio che sembrano riguardare meno del solito la mobilità. Lo scozzese corre e sbuffa da par suo, ma soprattutto fa sentire a Fognini la sua esperienza. Tiene in campo molte risposte e lo costringe a giocare 22 punti (con due palle break annullate e quattro doppi falli) nel game di servizio in apertura, poi è l’italiano a fallire una chance del 3-1 prima di perdere quasi d’incanto l’energia mentale per sostenere questa lotta spalla a spalla. Fognini subisce il primo break e scaglia una pallina nei cieli di Shanghai, poi ne subisce un altro senza replicare il gesto di stizza. Due ore di gioco e terzo set, con Murray che non sembra accusare la fatica.

 
Andy Murray – Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

In apertura di terzo i due si sfidano sulla diagonale di rovescio, che quanto a vincenti vede prevalere nettamente l’italiano (dopo i primi due set è 15-6 in favore di Fabio). S’amplifica la tensione in campo, nel terzo game arriva anche qualche goccia di pioggia che si ritrae immediatamente, forse consapevole di disturbare uno spettacolo di ottima fattura. La prima di Murray è sempre molto efficace e gli concede respiro dagli scambi lunghi cui spesso la seconda lo costringe, quantomeno quando Fognini non riesce a essere risolutivo sin dalla risposta. Si percepisce come Murray sia pienamente in partita dalla solita espressione corrucciata al cambio campo, che tende quasi alla disperazione: Fognini non manca di farglielo notare, ‘mimando’ il suo pianto con tanto di mano fanciullesche sotto gli occhi, a mezza bocca Murray sembra rispondere ‘che gentleman‘.

Lo scozzese forse se la lega un po’ al dito e pochi minuti più tardi va a segno. Fa le prove generali sul 3-3, ma Fognini annulla la palla break con un dritto a uscire; sul 4-4 invece un ottima palla corta inganna l’italiano a cui il recupero riesce solo dopo il secondo rimbalzo. Let’s go a pieni polmoni di Murray, che va a servire per il match.

Non è glaciale come l’Andy che ha saputo sopportare il peso imperiale dell’attesa britannica prima che vincesse Wimbledon, e ne dà un’idea il doppio fallo in apertura di decimo game. Lo confermano la maldestra volée che concede la prima palla break del set e l’ennesimo errore di dritto su palla senza peso, un cronico difetto di Murray che la convalescenza sembra aver esacerbato. Immediato contro-break di Fognini che però non tiene il punto. Murray spalanca ancora le fauci e morde, prima con il dritto (appena il quinto vincente da fondo della partita) e poi con una chiusura di volo che Fognini prova a disturbare urlando prima che Murray colpisca. Non un gesto troppo elegante, lo scozzese lo fa notare all’arbitro che non prende provvedimenti. Il break arriva ugualmente: questa volta il let’s go di Murray sul passante incrociato che vale la seconda opportunità di servire per il match arriva fin sul centrale, dove ormai non si gioca più.

Fognini però sa di non essere spacciato, perché nello scambio va sotto solo di rado. Attacca, prima con una risposta vincente e poi con volée a seguito di risposta aggressiva, e Murray deve ancora abdicare senza arrivare a match point. Dopo tre ore precise si va al tie-break decisivo: a nulla è valso il tentativo dello scozzese di farsi valere con l’arbitro. Fognini avrebbe anche tentato di innervosirlo rivolgendogli un ‘look at me‘ interpretato da Andy come gesto di sfida, che durante la breve discussione con l’arbitro ha anche zittito Fognini in modo abbastanza deciso.

Piuttosto inaspettatamente però per il bagaglio d’esperienza dei due giocatori, coetanei ma non certo protagonisti di due carriere paragonabili, non indirizza in alcun modo il game decisivo. Fognini lo apre con un paio di punti splendidi, tra cui un passante incrociato a risolvere il problema di una seconda tirata ad appena 103 km/h, e lo chiude con una stretta di mano glaciale all’avversario sconfitto.

Quarta vittoria in otto confronti diretti per Fognini, che in modo piuttosto inusuale è riuscito a ricavare energie positive dalle provocazioni che di solito gli si ritorcono contro. Forse è vero che il clima da corrida finisce per premiare il giocatore più forte sul campo, e quest’oggi quel giocatore è stato proprio Fabio Fognini. Potrà però riemergere presto dal suo rammarico, Andy, che ha confermato anche oggi di essere sulla via del (pieno? ce lo auguriamo tutti…) recupero.

Il tabellone completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Ancora pioggia a Rio, Mager fermato a tre giochi dalla finale

Ottimo primo set per Gianluca Mager, poi ancora la piogga. Christian Garin in vantaggio su Borna Coric. Si riprende domenica alle 17 italiane

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Gianluca Mager - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Ci hanno provato fino in fondo, gli organizzatori del Rio Open, a completare il programma della giornata. Ma verso mezzanotte e mezzo, con le due semifinali a metà del secondo set e la pioggia ancora incessantemente a impantanare i campi rossi, hanno dovuto alzare bandiera bianca e rimandare a domenica. Dopo il completamento dei quarti di finale nel primo pomeriggio, le semifinali erano state ritardate di oltre cinque ore rispetto all’orario previsto delle 17, ma la tregua concessa da Giove Pluvio non è stata sufficientemente lunga per giocare un incontro completo.

Gianluca Mager (n.128 del mondo, ma da lunedì entrerà in top 100) si è trovato nella bizzarra situazione di dover incontrare di nuovo, sei giorni dopo, un avversario già battuto in questo torneo, quell’Attila Balazs (n.106 ATP) cui aveva lasciato solo due game nel turno decisivo delle qualificazioni. Nella partita di gran lunga più importante delle due il sanremese ha preso il comando del punteggio aggiudicandosi un primo set nervoso e altalenante, ma chiuso con grande carattere in un tie-break giocato con i nervi d’acciaio.

Attila Balazs – Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Il campo ridotto quasi a pantano dalla pioggia e l’importanza della posta in palio hanno pesato non poco sulla qualità del tennis espresso, che non è stato di livello eccelso. D’altra parte si trattava senza alcun dubbio della partita più importante della carriera per entrambi i giocatori: c’erano in palio ben 120 punti e quasi 88.000 dollari di montepremi.

 

Al buon inizio di Mager, che si è portato subito sul 2-0, ha fatto seguito la rimonta e il sorpasso di Balazs sul 4-2 che poi si è comunque fatto raggiungere sul 4-4. Entrambi hanno usato con grande frequenza la palla corta, che su un campo così pesante risultava alquanto efficace. Né i colpi lineari di Mager, normalmente più ficcanti, né quelli più arrotati di Balazs risultavano abbastanza rapidi da poter generare vincenti, e così eccezion fatta per le palle corte e le sporadiche discese a rete dei due, i punti venivano decisi principalmente dagli errori. Sul 5-5 si doveva sospendere il gioco per diversi minuti perché la pioggerella che ha accompagnato tutta la partita si era fatta più fitta e le righe erano diventate scivolose, ma fortunatamente si è potuto riprendere quasi subito.

Il primo set si è concluso al tie-break, altalenante come il resto del parziale, ma nel quale Mager ha dato ancora una volta dimostrazione di quella freddezza che lo ha accompagnato nei momenti decisivi in questa settimana (tre tie-break vinti su tre) mostrando un tennis molto solido e disciplinato. L’errore più grave lo ha compiuto Balazs, che sul 3-4, con il servizio a disposizione, ha fermato lo scambio reputando fuori un diritto di Mager che invece, secondo l’arbitro, ha toccato la riga. L’azzurro ha capitalizzato quel vantaggio tenendo i suoi due turni di servizio successivi mettendo quindi in cascina il primo set per 7-4 in 62 minuti.

Mentre la pioggia aumentava di intensità, ma nessuno voleva smettere, il match continuava sugli stessi binari di equilibrio fino al 3-3, quando, allo scoccare della mezzanotte locale, ci si doveva arrendere all’evidenza e i giocatori venivano mandati ancora una volta negli spogliatoi.

Le semifinali saranno completate a partire dalle 13 ora locale (le 17 in Italia), con la finale programmata non prima delle 17.30 locali (21.30 in Italia).

I risultati completi:

[3] C. Garin vs [5] B. Coric 6-4 4-4 sosp.
[Q] G. Mager vs [LL] A. Balazs 7-6(4) 3-3 sosp.

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Tanta pioggia a Rio: Sonego sconfitto, Mager in vantaggio su Thiem

Tra uno scroscio e l’altro Lorenzo Sonego cede in due set contro Borna Coric nonostante una buona partita. Mager fermato dalla pioggia avanti un set e un break contro Thiem. La ripresa sabato alle 18

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Borna Coric - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

La pioggia torrenziale per per diverse ore è caduta su Rio de Janeiro nella giornata di venerdì ha disturbato non poco i quarti di finale del Rio Open nel quale erano impegnati anche i due italiani Lorenzo Sonego e Gianluca Mager. Inizialmente programmati tutti sul campo principale, la Quadra Kuerten, gli incontri sono stati progressivamente distribuiti sui vai campi dell’impianto: a metà pomeriggio, dopo una breve interruzione del primo quarto di finale (quello tra Garin e Coria), gli incontri sono stati ripartiti sul Kuerten e sul n.1; successivamente, a seguito di una più lunga sospensione di quasi quattro ore, tutte le partite non ancora disputate sono state programmate contemporaneamente su tutti i campi disponibili.

Lorenzo Sonego ha giocato quindi sul campo n.1, facendo vedere ottime cose contro la testa di serie n.5 Borna Coric, piuttosto remissivo nella prima parte del match e spesso in difficoltà sulla propria battuta. Il croato ha dovuto salvare cinque palle break al quarto game e poi, immediatamente dopo la lunga pausa per la pioggia, si è trovato a salvare due set point sul 4-5 e un altro sul 5-6, peraltro ben cancellati giocando in maniera più aggressiva. Al tie-break si è andati avanti a forza di minibreak (sei nei primi otto punti) per poi arrivare con Coric al set-point sul 6-5 e capace di convertirlo subito con una risposta aggressiva sulla seconda. Tra un’interruzione e l’altra il primo parziale ha richiesto ben 83 minuti.

Nel secondo set il piemontese ha avvertito il contraccolpo della perdita di un parziale nel quale era sembrato avere il controllo del gioco e che lo aveva visto ottenere ben otto palle break senza concederne nessuna. Sempre costretto a inseguire nel punteggio, Sonego ha finito per cedere il servizio al sesto game, scaraventando a terra la racchetta e facendo uscire tutta la sua frustrazione nel sentire che il match gli stava scappando di mano. Coric, dal canto suo, ha giocato con grande mestiere e discernimento, nonostante la sicura stanchezza per il lungo match giocato nemmeno 24 ore prima, ed ha portato a casa il match dopo due ore e 10 minuti di gioco.

 

Borna Coric è stato fortunato anche perché un paio di minuti dopo la fine della sua partita il cielo sopra Rio de Janeiro si è riaperto sospendendo le partite ancora in corso, tra cui quella tra il nostro Gianluca Mager e la testa di serie n.1 Dominic Thiem. Il match è stato sospeso con l’italiano, n. 128 del ranking ATP, sorprendentemente in vantaggio di un set e un break.

Sceso in campo senza alcun timore reverenziale, Mager ha approfittato di un Thiem un po’ appesantito forse anche dalla maratona del giorno prima contro Munar, conclusa ben oltre la mezzanotte, e si è portato subito in vantaggio sul 4-1. Un controbreak a zero al settimo game ha però riequilibrato il primo parziale, che si è deciso poi al tie-break dove Mager ha giocato con grande coraggio, spingendo sempre Thiem a giocare punti forzati e conquistando il set per 7 punti a 4. Poco prima che la pioggia ricominciasse a scendere, il sanremese ha approfittato di un paio di errori di Thiem per ottenere il break di vantaggio per il 2-1 avendo così questo importante vantaggio psicologico durante la notte di pausa.

Il programma di sabato verrà sul campo Kuerten il completamento di Mager-Thiem a partire dalle ore 14 locali (le 18 in Italia) ed alla stessa ora la continuazione di Martinez-Balasz sul campo 1. Le semifinali poi seguiranno sul campo Kuerten non prima delle 17 locali (le 21 in Italia), iniziando con Garin-Coric, seguita poi dal match tra i vincenti dei due quarti di finale non terminati venerdì.

Risultati:

[3] C. Garin b. [Q] F. Coria 2-6 6-3 7-5
[5] B. Coric b. L. Sonego 7-6(5) 6-3
[Q] P. Martinez vs [L] A. Balasz 6-2 2-2 sosp.
[Q] G. Mager vs [1] D. Thiem 7-6(4) 2-1 15-15 sosp.

Il tabellone aggiornato

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Simon ritrova il feeling con Marsiglia e travolge un pessimo Medvedev

MARSIGLIA – Psicodramma Medvedev che si fa imbrigliare dal tennis velenoso di Simon e cede di schianto nel secondo set senza vincere game

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Gilles Simon - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

da Marsiglia, la nostra inviata

Marsiglia porta bene a Gilles Simon, che ha vinto l’Open 13 nel 2007 e nel 2015, torneo in cui ha conquistato complessivamente il maggior numero di match (29) e che lo vedrà per la quinta volta in semifinale. Il francese disputa un match perfetto contro un Medvedev quasi irriconoscibile. Dopo aver vinto il primo parziale per 6-4, Gilles continua a penetrare nelle insicurezze del russo che perde completamente testa e fiducia e, dando l’impressione di aver gettato la spugna, si fa travolgere da un sorprendente 6-0.

Il francese comincia con un break di ritardo, salvo riuscire in pochi minuti a imbrigliare il russo e a pareggiare i conti. Da quel momento Simon è in controllo delle operazioni al punto da procurarsi un set point sul 5-4. Medvedev lo annulla con un rovescio lungolinea millimetrico, tuttavia il dritto lo tradisce di nuovo e c’è un secondo set point tutto francese che viene convertito. Daniil è furioso e il Palazzetto invece esulta per il suo “Gillou” che vince il primo parziale 6-4. Il n. 5 del mondo ha perso del tutto la trebisonda e il suo tennis non funziona più, mentre Gilles continua a tessere la sua bella tela, ordinato e preciso.

 

In un crescendo di precisione e solidità, Simon prende rapidamente il largo sul 4-0, mentre Medvedev non trova più il campo, come se si fosse rassegnato alla supremazia di Simon e avesse gettato la spugna. L’atmosfera sul Centrale e incandescente, sebbene a tratti surreale. Sul 5-0, Daniil gioca il tutto per tutto con due buoni punti, un rovescio lungolinea vincente e una buona volée. Ma il match point francese arriva inesorabile. Gillou è perfetto fino all’ultimo, trafiggendo Medvedev a rete con un impeccabile passante incrociato di dritto che vale il bagel.

Daniil Medvedev – Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

È la prima vittoria su un top 10 da Pune 2018 (con Cilic) e la prima contro un top 5 dopo la vittoria con Wawrinka a Shanghai 2016. Comprensibilmente, il francese appare raggiante dopo il match: “Oggi sono riuscito a fare tutto bene, soprattutto ho risposto molto bene. Anche se sulla carta è più forte di me, ha fatto finale agli US Open, il tennis è così, sono riuscito a piazzare i miei colpi come volevo e gli ha dato fastidio. È da 14 anni che vengo qui, spero di continuare a giocare bene, qui le cose molto spesso mi sono andate bene!”. In semifinale, Gillou affronterà Felix Auger-Aliassime che ha brillantemente cancellato un brutto avvio contro Gerasimov e vinto il suo quarto di finale in due set.

Dopo essere stato in vantaggio 5-3, Egor Gerasimov (27 anni e n. 72 ATP) non riesce ad essere costante e subisce la rimonta del giovane avversario. Auger-Aliassime non solo recupera ma, sempre più intraprendente, lo sorpassa andando poi a conquistare il primo set per 7-5.

Il secondo parziale viene poi dominato dal canadese che, dopo aver avuto più occasioni di strapppare il servizio al bielorusso ad inizio set, prende il largo sul 2-0 e poi sul 4-1. È centrato Félix, particolarmente efficace con la prima di servizio, è intraprendente anche negli scambi prevalendo sull’avversario. Sale ancora 5-2 e ora ha due possibilità di chiudere il match. Gerasimov cancella la prima ma poi, sul secondo matchpoint, scaraventa fuori misura una palla innocua a metà campo. È la terza semifinale del 2020 per il 19enne canadese – l’unico rimasto in corsa dei tre canadesi giunti ai quarti a Marsiglia – dopo quelle disputate ad Adelaide e Rotterdam.

Mi sono un po’ complicato la vita nel primo set” dice Félix dopo la partita, “non voglio cercare scuse ma sono stato un po’ colto di sorpresa quando il match tra Simon e Medvedev è finito così presto. Dovevo ancora riscaldarmi e fare tutto velocemente e questo mi ha fatto perdere un po’ di energie. Nonostante questo, colpiva bene ed era regolare; Però ci credevo, ero fiducioso perché sentivo che avevo le mie chanche. E poi è andata sempre meglio”.

SECONDA SEMIFINALE – A contendersi l’altro posto in finale saranno invece il vulcanico Alexander Bublik, che sul campo batte Shapovalov e in conferenza regala spettacolo, e il campione uscente Stefanos Tsitsipas, bravo ad aggiudicarsi un set combattuto e poi prendere il largo contro il Pospisil in gran spolvero di queste settimane.

Il canadese comincia spingendo al massimo con il servizio, dall’alto dei suoi 194 centimetri, alternando attacchi repentini a rete e colpi pesanti da fondo che impegnano non poco il greco. Tsitsipas però è sicuro del proprio gioco e gli tiene perfettamente testa, contrapponendo una ricetta simile: servizi aggressivi e colpi pesanti da dietro. L’equilibrio viene spezzato dal giocatore più forte, come spesso accade in circostanze simili. Il vincitore delle ultime Finals vince gli ultimi due giochi e si porta avanti di un set.

Tsitsipas gioca sempre in avanzamento e tiene i piedi in campo, ma sul piano dello spettacolo Pospisil non è da meno e delizia il pubblico del Palais des Sport con stop volley e fendenti profondi. Nel corso del set tuttavia il canadese finisce per andare fuori giri, forse accusando la difficoltà di infastidire Tsitsipas al servizio (zero palle break concesse). Sul 3-3 c’è la prima palla break del set per il greco; l’ennesima volée del canadese è fuori misura e Stefanos, celebrato dal boato del pubblico marsigliese, passa in testa 4-3 e servizio. Rimarrà il vantaggio decisivo. Dopo un’ora e 26 minuti, Stefanos Tsitsipas chiude un match praticamente impeccabile con lo score di 7-5 6-3 e continua con successo la difesa del titolo.

Tutti i risultati:  

A. Bublik b. [4] D. Shapovalov 7-5 4-6 6-3
[2] S. Tsitsipas b. V. Pospisil 7-5 6-3
G. Simon b. [1] D. Medvedev 6-4 6-0
[7] F. Auger-Aliassime b. E. Gerasimov 7-5 6-2

Il tabellone completo

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