Verso la prima giornata di serie A1: subito grandi sfide, TC Italia senza le sue stelle

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Verso la prima giornata di serie A1: subito grandi sfide, TC Italia senza le sue stelle

Dopo 10 mesi di attesa ri inizia il massimo campionato a squadre e si parte subito con tante sfide interessanti

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Paolo Lorenzi: guiderà il TC Crema all'esordio contro la corazzata TC Italia

Spazio sponsorizzabile: 15 articoli nel corso del campionato di Serie A1 (rivolgersi a direttaubitennis@gmail.com per i dettagli)

Serie A1 maschile: la presentazione

Nel primo girone la sfida di rilievo è quella tra il TC Italia – privato dagli impegni internazionali di pedine importanti come Sinner, Sonego e Struff, si affiderá probabilmente a Stefano Travaglia – e TC Crema guidato dall’intramontabile Lorenzi.

Nel secondo girone i finalisti del TC Parioli ripartono dalla sfida in casa contro l’ATA Trentino, formazione che sulla terra rossa non dovrebbe dare fastidio alla rosa del club romano mentre l’SC Selva Alta sfida il CT Bologna sulla superficie rapida del club di Vigevano. 

 

Nel terzo girone partono in casa le due grandi favorite: il Park Club Tennis Genova sfiderá il CTD Massa Lombarda, contando sull’esperienza di Bolelli e Arnaboldi, sull’ottima forma di Gianluca Mager e sul talento di Musetti opposti al figlio d’arte Ocleppo e al giovanissimo Rottoli. Il New Tennis Torre Del Greco, invece, ospita il TC Angiulli e nella sfida tra numeri uno c’è grande interesse per sapere chi verrà schierato tra i tanti nomi altisonanti del club campano (Garcia Lopez, Miedler o gli italiani Moroni e Brancaccio, tutti top 300), opposti con certezza al talento pugliese Andrea Pellegrino. 

Nel quarto e ultimo girone il TC Prato ospita il neopromosso CT Maglie mentre una sfida di livello internazionale è assicurata nel duello tra TC Vela Messina e il CT Vomero, con i padroni di casa che potranno puntare su uno dei due forti terraioli Trungelliti o Lopez Perez, opposti a Daniel Gimeno Traver, numero uno del club campano che prende il posto di Thomas Fabbiano impegnato nel torneo di Mosca

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ATP Finals, il programma di mercoledì: Nadal alle 15, Tsitsipas e Zverev in serata

Quasi un’ultima chiamata per Rafa e Medvedev. Sascha e Stefanos per confermare le prestazioni di lunedì

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Rafael Nadal - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

L’ordine di gioco della seconda giornata dei gruppi Agassi e Mirnyi propone nel pomeriggio le sfide tra gli sconfitti del lunedì, mentre riserva la sera ai vincitori della prima giornata. Con riferimento agli orari italiani, si comincia alle 13 con il doppio che oppone Cabal e Farah a Rojer e Tecau.

A seguire ma non prima delle 15, contro Daniil Medvedev, Rafa Nadal cercherà di mettere in campo una prestazione migliore rispetto a quella offerta di fronte a Zverev – parecchio migliore se vuole tenere bene in vita la possibilità di accedere alle semifinali, risultato che manca dal 2015. In realtà, anche Medvedev è parso in versione molto meno convincente di quella ammirata da agosto in poi, Bercy esclusa. Il girone resta aperto a qualsiasi risultato, ma le chance di chi uscirà sconfitto da questo confronto saranno davvero ridotte.

Alle 19, i tedeschi Krawietz e Mies si giocheranno il primo posto provvisorio contro la coppia ritrovata Herbert/Mahut che li ha sconfitti all’ultimo Masters 1000. Non prima delle 21, Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev daranno vita al loro quinto duello: alla vittoria di Sascha nell’estate 2018, ne sono seguite tre di “Stef”. L’ultima è stata poco più di un mese fa a Pechino, proprio quando Zverev ha iniziato a mostrare segni di risalita dalla buca dove sembrava essersi infilato.

Il programma completo di mercoledì 13 (orari italiani)

ore 13: [1] J.S. Cabal/R. Farah vs [6] J-J. Rojer/H. Tecau
ore 15: [1] R. Nadal vs [4] D. Medvedev
ore 19: [3] K. Krawietz/A. Mies vs [7] P-H. Herbert/N. Mahut
ore 21: [6] S. Tsitsipas vs [7] A. Zverev

Gironi e tabellone (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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L’orgoglio di Benneteau: “Le mie ragazze più forti di tutto. La nuova Fed Cup non mi piace”

Il capitano francese parla a L’Equipe dopo il trionfo nella finale di Perth. Nel corso dell’anno ha riaccolto in squadra Garcia per ricomporre la coppia d’oro con Mladenovic. Ma ha delle perplessità su Budapest 2020

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La Francia festeggia la vittoria della Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FedCup)

Sono state forti al di sopra di tutto“. Ha parole dolci, per le sue ragazze mondiali, Julien Benneteau. Che ha riportato la Fed Cup in Francia alla prima esperienza sulla panchina Blues, neutralizzando l’Australia (e il fattore campo) a Perth. Il successo arrivato grazie al doppio decisivo, firmato Garcia-Mladenovic, gli ha consentito di risalire il filo di un successo costruito nel corso della stagione anche con la diplomazia.

Ci sono stati diversi momenti decisivi per costruire questo successo – ha raccontato a L’Equipe -, partendo da febbraio con il ritorno di Caroline in Nazionale, decisivo per superare il Belgio. Da allora è stata brava a mettersi il passato alle spalle, non parlandone più. La coppia con Kiki si è ricomposta a Rouen, in occasione della semifinale contro la Romania. Anche lì hanno conquistato il punto decisivo trascinandoci in finale, riuscendo a non far pesare il fatto di non giocare insieme da più di due anni per le note vicende. Ho guidato un gruppo unito anche all’interno, senza concorrenza né inquietudini derivanti dalle scelte tecniche. A Perth nei giorni della finale c’è stato sempre lo spirito giusto, massima concentrazione negli allenamenti senza farsi condizionare dalle possibili polemiche“.

Il riferimento è al cambio di nazionalità tennistica di Alja Tomljanovic, schierata per la prima volta dall’Australia dopo aver già giocato la Fed con la Croazia e protagonista del punto del 2-2.

Il momento in cui mi sono accorto di avere in squadra delle vere guerriere è stato domenica, al momento degli inni, quando si sono rivolte ai nostri tifosi presenti sulle tribune. Hanno lanciato un segnale forte alle australiane, è stata la nostra più bella Marsigliese“. Benneteau ha accompagnato la Francia alla conquista dell’ultima Fed Cup disputata con lo storico format, visto che anche il Mondiale del tennis femminile seguirà la strada tracciata dalla Davis a partire dal 2020. La prossima Fed verrà assegnata a Budapest, con 12 squadre a contendersela in una settimana dal 18 al 24 aprile.

Il capitano francese non sembra entusiasta della novità. “Vedremo già a Madrid come andrà con la Davis, non si respirerà la stessa atmosfera. In Fed siamo abituati a finali giocate davanti a un grande pubblico e lì si rischia invece l’anonimato. Per noi non sarà tanto strano difendere il nostro titolo in cinque mesi, ma più che altro giocarci tutto in così pochi giorni. Certe volte mi metto nei panni dei dirigenti ITF e faccio fatica a capire cosa passi per la loro testa durante le riunioni. In ogni caso, le ragazze sono grandi professioniste e vorranno difendere comunque il titolo. Per fortuna, dopo Budapest ci saranno anche i Giochi di Tokyo per continuare a emozionarci per questi colori. Dopo l’Olimpiade vedremo cosa succederà – ha concluso – visto che il mio contratto andrà in scadenza“.

 

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Il ritorno di Cici Bellis: vince due match a Houston dopo oltre 600 giorni di buio

La ventenne di San Francisco mancava dal circuito da marzo 2018. Poi un calvario di infortuni e interventi chirurgici, prima del rientro grazie a una wild card nel torneo texano

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Cici Bellis - Indian Wells 2018 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Negli appuntamenti periferici della off season del circuito principale, torna il sorriso sul volto di Catherine Bellis. La statunitense è riuscita a vincere un match di un main draw dopo oltre 600 giorni dalla sua ultima apparizione nel circuito. La ventenne di San Francisco ha onorato così nel migliore dei modi la wild card che le è stata concessa per le qualificazioni a Houston, dove si sta disputando il torneo 125K Series. L’ex numero 35 del mondo (best ranking raggiunto nel 2017) ha prima superato l’unico step di quali, lasciando sette game ad Alexa Glatch. Per poi avere anche la meglio in due set, nel primo turno, sull’australiana Ellen Perez (225 WTA).

Parliamo di un tabellone dai valori tecnici comunque dignitosi per il periodo: le prime due teste di serie sono Danielle Collins e Taylor Townsend. Sulla strada di Cici spunta adesso Varvara Lepchenko, che l’ha battuta nell’unico precedente datato 2017. Significativi segnali di vita tennistica, per una giocatrice sfortunatissima che era scomparsa dai radar da più di un anno e mezzo.

L’ultimo match ufficiale disputato da Bellis risaliva infatti a Miami 2018, quando perse in due set da Vika Azarenka. Da quel momento, un calvario di quattro interventi chirurgici per risolvere una somma di problemi tra polso e gomito destro che avrebbero potuto anche farle perdere la voglia. Nella scorsa primavera, quando i tempi di recupero erano ancora incerti, la statunitense ha affidato al dietro le quinte di Behind the Raquet la ricostruzione precisa dei mesi più bui e dei sacrifici ai quali si è dovuta sottoporre per intravvedere la luce di una “nuova” carriera (anche se, non dimentichiamo, ha sempre e solo 20 anni).

La cosa più difficile da superare è stata l’avvicinarsi alla normalità, alla convinzione di essere sulla giusta via per la guarigione e trovarsi ogni volta a dover ricominciare da capo, con un problema sempre più grande da affrontareNon avrei fatto tutto questo se non provassi un amore sconfinato per il mio lavoro“, le sue parole che avevano già il suono di una promessa. Aveva una gran voglia di tornare sul campo. Quella che era stata etichettata come una grande promessa del tennis USA, confida adesso nel 2020 per tornare a sentirsi un’atleta. Tutto quello che verrà, sarà guadagnato. Con la carta d’identità che soffia a suo favore.

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