Seppi maratoneta a Mosca, colpo di Travaglia a Stoccolma

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Seppi maratoneta a Mosca, colpo di Travaglia a Stoccolma

Andreas annulla due match point e batte Garin dopo quasi tre ore di lotta. “Steto” sopravvive ai trenta ace del temuto bombardiere USA Opelka. Niente da fare per Sonego con Tsonga

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Andreas Seppi -Zhuhai 2019 (via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Una buona giornata per il tennis di casa nostra, il lunedì indoor sparpagliato tra Anversa, Mosca e Stoccolma. Non era scontato, date le grige premesse emerse dai turni di qualificazione, già avari di buone novelle nei giorni passati e anche oggi non particolarmente confortanti. Tra la tarda mattinata e l’immediato dopo pranzo è arrivato il disco rosso per Gianluca Mager a Stoccolma e per Paolino Lorenzi ad Anversa, rispettivamente fermati da Dennis Novak e da Gregoire Barrere. Fortuna che Andreas Seppi e Stefano Travaglia hanno iniziato la settimana di luna buona.

SEPPI DI TIGNA E CORAGGIO – Bene, anzi benissimo Andreas Seppi, il quale ha aggiunto un nuovo pezzo alla proprio prestigiosa, ed estesissima, collezione di vittorie in rimonta in match di durata superiore alle due ore e mezza. Stavolta, a Mosca, luogo del cuore di Andreas in quanto sede del trionfo andato in archivio nell’annata 2012, ce ne sono volute quasi tre per superare El Tanque Garin in una partita ondivaga, altalenante e sinceramente tesa: non quanto di solito ci si aspetta da un primo turno in un 250 nel sottotetto europeo.

Presumibile highlitght della settimana benché sia appena lunedì, l’incontro è finito nelle mani di Seppi in un modo che in molti riterranno inaspettato, vista la fiacca versione del maratoneta di Caldaro andata in scena nel primo set; primo set chiuso con due break a sfavore sul groppone e tante cattive sensazioni. All’improvviso, Andreas si è messo a macinare tennis matematico all’inizio della seconda partita, scappando avanti sul quattro a due e non riuscendo tuttavia a chiudere con il servizio a disposizione sul cinque a quattro, quando ha riammesso il cileno nel set dopo aver anche sciupato due palle per il terzo.

 

Di nuovo incupitosi, Seppi è stato costretto ad aggrapparsi all’ultimo lembo di match disponibile quando Garin per due volte ha avuto la palla per chiudere nel dodicesimo gioco, ma, salvatosi, ha disputato un gran tie break che gli è valso l’iscrizione alla volata nel set decisivo. Un set iniziato maluccio, a dir la verità, ma tenuto in piedi anche grazie alla stampella offerta dal carrarmato di Santiago del Cile, che ha dapprima restituito nell’ottavo game il break precedentemente conquistato, poi ha sprecato nel nono due palle per staccarsi ancora.

Costretto a servire per rimanere in vita, Garin si è salvato in un dodicesimo game da ventotto punti in cui ha dovuto cancellare a Seppi quattro match point, manifestando con urlacci ad altissimo voltaggio di decibel il proprio grande nervosismo. Nel nuovo tie break, tuttavia, egli ha proseguito nel suo pomeriggio eccessivamente prodigo, sprecando per due volte un minibreak di vantaggio e consegnando quello che obiettivamente è stato un gran match a Seppi, il quale, al prossimo turno, incrocerà la racchetta con il vincente della sfida tra Carballes Baena e Berankis.

VAI STETO – L’ottimo voto che merita Seppi va esteso anche a Stefano Travaglia, emerso vincitore dalla durissima sfida di primo turno contro il pivot USA Reilly Opelka, la cui impropria arma d’inizio scambio era ancora più temuta considerata la superficie, notoriamente piuttosto veloce, della Kungliha Tennishallen. Non lasciandosi troppo impressionare dai trenta, dicasi trenta, ace messi giù dall’avversario, Travaglia ha addirittura riscosso maggiori dividendi al servizio, con cui ha concesso appena due punti nella prima frazione vinta grazie al decisivo break ottenuto nell’undicesimo gioco.

Quando improvvisamente, e per l’unica volta nell’incontro, il 2.11 dal Michigan è riuscito a far breccia nel turno di battuta di Travaglia, portando dalla propria parte la seconda partita con l’incursione nel servizio italiano del decimo game, si è avuta l’ennesima conferma dello straordinario carattere di cui è dotato il tennista di Ascoli. Senza fare una piega, Stetone nel terzo set è tornato a essere l’unico tra i due contendenti insidioso in ribattuta, e il break decisivo, conquistato addirittura a zero nel nono gioco, gli ha consegnato la terza vittoria in carriera contro un top 50 e un secondo turno appetitoso contro il vincente del match tra la wild card Elias Ymer e il lucky loser Yuichi Sugita.

TSONGA TROPPO PER SONEGO – Ad Anversa nel match clou della prima giornata Jo-Wilfried Tsonga ha superato in 1h20 il nostro Lorenzo Sonego. Un match in cui un solo break per set ha fatto la differenza ma dove il piemontese ha raccolto un solo break point non riuscendo mai a scalfire il servizio del francese

Risultati:

Anversa

[5] G. Pella b. P. Gojowczyk 5-7 6-4 7-6(2)
[6] J-W. Tsonga b. L. Sonego 6-3 6-4

Mosca

A. Seppi b. [3] C. Garin 3-6 7-6(2) 7-6(4)
[Q] L. Rosol b. J.I. Londero 6-7(4) 7-6(7) 6-3
[7] A. Mannarino b. [Q] D. Dzumhur 7-6(2) 6-0

Stoccolma

S. Travaglia b. [6] R. Opelka 7-5 4-6 6-4
[8] D. Evans b. B. Tomic 6-4 1-6 6-3
[PR] J. Tipsarevic b. C. Moutet 6-2 6-4

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ATP Delray Beach: Korda non ne ha più, secondo titolo per Hurkacz

Hubert Hurkacz vince il titolo a Delray Beach senza perdere un set. Sebastian Korda, seppur sconfitto, bussa alla Top100

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Hubert Hurkacz con il trofeo di Delray Beach 2021 (foto Twitter @DelrayBeachOpen)

(4) H. Hurkacz b. S. Korda 6-3 6-3

Il futuro può attendere ancora un po’ per il figlio d’arte Sebastian Korda (ATP n. 119), ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa sia quella giusta. Dopo una settimana quasi trionfale, durante la quale quattro giocatori classificati più in alto di lui (Kwon, Paul, Isner e Norrie), l’ex campione juniores dell’Australian Open 2018 ha dovuto cedere il passo in finale alla maggiore esperienza e alla maggiore freschezza atletica del polacco Hubert Hurkacz, n. 35 ATP e testa di serie n. 4 del tabellone.

Entrato in campo con grande spavalderia, Korda ha subito ottenuto il break a zero aggredendo l’avversario con la risposta. Hurkacz tuttavia non si è fatto impressionare dalla partenza a razzo del suo avversario, e dall’1-3 del primo set ha infilato cinque giochi consecutivi per chiudere il primo parziale 6-3 in 34 minuti. Decisivo l’ottavo gioco, nel quale Korda ha ceduto la battuta da 30-0, iniziando ad avvertire il fastidio alla gamba sinistra che lo ha costretto poco dopo a chiedere un medical time-out. “Ho giocato diverse partite piuttosto lunghe questa settimana, ho cominciato a sentire un dolore all’adduttore che si propagava fino all’inguine ogni volta che atterravo dal servizio – ha spiegato Sebastian dopo la partita – In ogni modo non si tratta di una scusa, dal 2-1 del primo set è stato lui il giocatore migliore”.

 

L’intervento del fisioterapista sull’1-2 del secondo set non ha potuto far molto per migliorare la situazione della gamba di Korda, che ha continuato a fare esercizi di allungamento tra un punto e l’altro ed ha subito il break decisivo subito dopo, siglato da un doppio fallo e due errori gratuiti da fondocampo.

Secondo sigillo in carriera per Hurkacz, dopo il successo di Winston-Salem nel 2019, che gli vale l’ingresso nei Top 30 e nelle teste di serie per il prossimo Australian Open. Per il diciannovenne Korda, invece, un po’ di riposo a casa con la sua famiglia, che era in tribuna a Delray Beach per sostenerlo durante la finale: oltre a papà Petr (camipione dell’Australian Open 1998) e a mamma Regina (ex n. 26 WTA) c’erano anche le sorelle Jessica e Nelly, entrambe golfiste professioniste. Korda si è infatti cancellato dal Challenger di Istanbul della settimana prossima e raggiungerà il suo preparatore atletico in Repubblica Ceca per una sessione di rafforzamento fisico. “Anche se mi piacerebbe giocare quanti più tornei possibile, il mio corpo ha bisogno di riposo e di rinforzarsi – ha spiegato Korda – Sono fortunato che il mio preparatore è un ottimo comunicatore e dopo essermi riposato qui in Florida andrò da lui”.

Nel frattempo con questo risultato Korda si è avvicinato alla Top 100: a partire da lunedì prossimo salirà fino al n. 103, suo miglior ranking in carriera.

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Il battesimo del figlio d’arte: Sebastian Korda giocherà la prima finale a Delray Beach

Bella vittoria in due set su Cameron Norrie: il figlio di Petr Korda sfiderà Hurkacz per vincere il primo titolo in carriera ed entrare in top 100

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A quasi ventitré anni – era il 1° febbraio 1998 – dal primo, unico e contestatissimo successo Slam di papà Petr sui campi di Melbourne, il mondo del tennis deve volgere lo sguardo a Sebastian Korda, 20 anni, che raggiunge la prima finale della sua giovane carriera all’ATP 250 di Delray Beach.

Sui campi che guardano la costa della Florida opposta alle rive su cui è nato Sebastian – gli ha dato i natali Bradenton, ‘terra di tennis’ per via dell’accademia di Nick Bollettieri – Sebastian ha battuto in due set e con insospettabile saggezza Cameron Norrie, mancino dal tennis assai interessante. “Sono veramente gasato, non potrei essere più felice” ha detto Korda dopo il successo, tradendo tutta l’eccitazione dei vent’anni. “Mi sono allenato con il mio coach (Dean Goldfine, è nel team assieme a papà Petr – e chissà che non si aggiunga Agassi a breve, come da rumors), lui colpisce molto piatto. Ha funzionato. Norrie ha un gioco super estroso, il rovescio incrociato è di livello mondiale e il dritto è difficile da difendere. Sono contento del modo in cui ho giocato l’intera partita, per come sono rimasto aggressivo“.

Dicevamo dell’insospettabile saggezza perché dopo aver corsa di testa praticamente per tutto il match, sul 6-3 5-4 e servizio a disposizione il giovane Sebastian ha sentito un po’ la pressione e ha mancato due match point. “Sul primo è stato bravo lui, ma sul secondo ho fatto doppio fallo“. In realtà Korda ha buttato via entrambi i punti (il primo con un dritto abbastanza comodo in corridoio), ma ha ricevuto un piccolo aiuto dal suo avversario che nel game successivo gli ha reso il favore del doppio fallo; ottenuto così un altro break di vantaggio, lo statunitense ha rimesso in moto il suo tennis di pressione da fondocampo, sempre guidato dal dritto, e si è guadagnato la sua prima finale tra i grandi.

 

Non partirà favorito nel match contro Hubert Hurkacz, che da un lato ha fatto percorso netto – nessun set ceduto e due soli turni di servizio non difesi in tre partite – ma dall’altro non ha dovuto affrontare alcun top 100; tra quarti e semifinale, ha addirittura superato un giocatore che occupa la top 300 per un soffio (Quiroz) e un altro (Christian Harrison) che ha iniziato il torneo da numero 789 del mondo. Non certo un campo minato per il polacco, che ringrazia e oltre ai favori del pronostico in finale si prende anche la certezza di una testa di serie all’Australian Open (al momento la 29°); non a scapito di Lorenzo Sonego, per fortuna dell’italiano, poiché i forfait di Isner e Garin consentono al torinese di mantenere la 31° piazza nel seeding. Con Sinner che attende alla finestra: un altro forfait e ci sarà spazio anche per lui tra le teste di serie.

Il tabellone completo di Delray Beach

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Bublik infortunato, de Minaur trionfa ad Antalya dopo due giochi

Un infortunio alla caviglia impedisce al kazako di giocare: match sospeso dopo sette minuti e quarto titolo in carriera per l’australiano. “Un buon modo per iniziare l’anno”

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Alex de Minaur con il trofeo di Antalya 2021 (via Instragram, @alexdeminaur)

[4] A. de Minaur b. [8] A. Bublik 2-0 rit.

Ci si aspettava un match frizzante con scambi altamente coinvolgenti nella finale dell’ATP 250 di Antalya, e invece la delusione per il mancato spettacolo è arrivata ancora prima che l’acquolina in bocca potesse formarsi. Alex de Minaur e Alexander Bublik sono rimasti in campo per sette minuti prima che il kazako fosse costretto ad alzare bandiera bianca per un infortunio alla caviglia. Si è dunque concluso così il torneo di Bublik che fino a quel momento lo aveva visto vincere quattro incontri con gran fiducia, incluso quello su Matteo Berrettini.

Ho subìto un infortunio nel mezzo della partita ed ho pensato di ritirarmi, ma mi sono detto ‘ok, ci proverò’“, aveva rivelato ieri il n. 49 del mondo dopo la semifinale vinta su Jeremy Chardy. “Ho quindi giocato incredibilmente bene al servizio, nel modo migliore che avessi mai fatto da Chengdu 2019. Ho colpito a piena potenza in quasi ogni servizio, e sono stato fortunato a vincere la partita”. Evidentemente però il problema deve essersi ripresentato in maniera più insistente, impedendogli di giocare quest’oggi. Possiamo solo immaginare quanto sia grande il rammarico del francese in questo momento.

Per de Minaur invece si tratta del quarto titolo ATP in carriera, arrivato in maniera piuttosto agevole nell’ultimo atto ma non per questo meno meritato. Dopo tre vittorie in due set, solamente ieri il giovane australiano aveva perso il suo primo parziale del torneo contro David Goffin e la vittoria su un ex top 10 come il belga può dargli una bella spinta in vista dello Slam casalingo. Lo scorso anno una serie di infortuni avevano compromesso la sua stagione, chiusa con 13 vittorie a fronte di 10 sconfitte e nessun titolo conquistato. In questo 2021 invece la musica è cambiata sin da subito e, proprio come accaduto nel 2019 quando trionfò a Sydney, è arrivato un titolo nel mese di gennaio.

 

Non è la finale che vuoi per vincere un titolo. Però ho giocato un bel tennis per tutta la settimana ed è un buon modo per iniziare l’anno”, ha dichiarato l’australiano nella conferenza stampa post match. “Siamo in una bolla per tutto il tempo, passiamo dall’hotel ai campi e dai campi all’hotel. Qui avevamo un minimo di libertà di muoverci, sempre senza lasciare l’hotel. Sarà bello tornare a giocare di fronte al pubblico: è una cosa che mi da energia“.

Il tabellone completo

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