Mladenovic-Bajin, è già finita. Kiki: "Sono molto delusa dalla decisione di Sascha"

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Mladenovic-Bajin, è già finita. Kiki: “Sono molto delusa dalla decisione di Sascha”

Dopo soli 6 mesi si interrompe la collaborazione tra la tennista francese e il coach tedesco. E a dire stop è stato lui. Nuova panchina in vista?

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Nemmeno una stagione. Tanto è durato il sodalizio tra Kristina Mladenovic e Sascha Bajin, cominciato la scorsa primavera. Ad annunciare la repentina fine della collaborazione è stata la tennista francese tramite un post sul suo profilo Twitter. “Sono molto delusa dalla decisione di Sascha di non continuare il nostro rapporto lavorativo nell’anno prossimo. Mi è piaciuto lavorare insieme a lui, ho ottenuto delle belle vittorie e sento che il mio gioco sta tornando al livello migliore. Penso che ci fossero ancora dei traguardi da raggiungere insieme ma non posso cambiare la sua decisione”, ha scritto Mladenovic.

Dalle sue parole emerge come chiaramente sia stato Bajin a mollarla e non viceversa. Forse l’ex allenatore di Osaka ha già trovato una panchina più stimolante e remunerativa. O forse si vuole prendere una pausa dal circuito. Fatto sta che anche con Mladenovic, in questi pochi mesi, Bajin aveva indiscutibilmente fatto un buon lavoro. La transalpina è infatti rientrata tra le prime 50 al mondo in classifica e in particolare nelle ultime settimane aveva centrato due semifinali a Zhengzhou e Mosca. Staremo a vedere quale sarà la prossima avventura di Bajin e se Mladenovic riuscirà a ripartire con il piede giusto nel 2020 sotto la guida di un nuovo allenatore a questo punto.

 

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Tsitsipas si pente: “Non sono ancora pronto per uno Slam”

Il greco corregge il tiro sulle sue dichiarazioni post-ATP Finals. “Mi sono messo troppe aspettative”

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Stefanos Tsitsipas - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Il tennista greco Stefanos Tsitsipas dopo la vittoria delle ATP Finals aveva dichiarato di sentirsi “vicino a vincere uno Slam”, ma dopo nemmeno un anno arriva il dietrofront. Intervistato da Alize Lim per Tennis Majors il campione in carica delle ATP Finals ha ammesso di aver sbagliato a caricarsi con tutte quelle aspettative che hanno messo ulteriore pressione su di lui.

“Tornandoci indietro penso di aver detto una cosa troppo grande per essere presa sul serio. Non dovrei guardare così lontano così presto. […] Penso di essermi messo troppa pressione addosso puntando così in alto. Devo prendere tutto questo passo passo e non pensare troppo al futuro. […] Dovrei parlare meno di queste cose e concentrarmi sul presente.”.

L’attuale numero 6 del ranking mondiale dopo la vittoria delle ATP Finals è considerato come il Next Gen più promettente e quello che più probabilmente potrebbe spezzare il dominio dei Big3, vincitori di ogni Slam dal 2017.

 

E proprio parlando degli Slam Tsitsipas non nasconde il suo desiderio. “Dico ogni volta che è la cosa che più voglio in tutta la mia vita, però la mia idea è che se ci pensi troppo potrebbe anche non accadere, quindi è meglio rilassarsi e godersi tutto quello di buono che succede.”

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L’ATP lancia un questionario per costruire il tennis del futuro

I tifosi possono esprimere la propria opinione per aiutare Gaudenzi (o chi per lui) a costruire uno sport modellato sulle nuove esigenze degli appassionati

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La nuova ATP presidiata da Andrea Gaudenzi – qui intervistato da Ubitennis – ha dimostrato da subito di avere una propensione e un’attenzione particolare per i nuovi media. In questo questionario sarà possibile per i tifosi esprimere le proprie opinioni sul futuro del tennis. Questo aiuterà l’ATP a ricevere il feedback dei tifosi in maniera ottimale per poter programmare le strategie utili a rendere il tennis uno sport sempre più globale.

Come del resto Gaudenzi ha già espresso in diverse occasioni, nella nuova epoca digitale si tratta di competere con l’attenzione del consumatore – e non soltanto con gli appassionati degli altri sport. Il tennis ha tutto per coinvolgere i tifosi dal vivo ma anche per conquistare un nuovo pubblico in competizione con tante altre forme di intrattenimento, sportivo e non. Come? La strada maestra è ovviamente sfruttare le potenzialità del digitale, ma per farlo bisogna conoscere i nuovi gusti del pubblico.

Il questionario è compilabile in pochi minuti cliccando sul link qui in basso.

 

QUESTIONARIO ATP

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C’è un Agassi che non gioca a tennis

Il figlio di Steffi Graf e Andre Agassi ha deciso di non seguire le orme dei genitori e di giocare a baseball; è già eleggibile per il draft MLB

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I suoi illustri genitori, Andre Agassi e Steffi Graf, non volevano che tentasse una carriera nel mondo dello sport, proprio perché sanno benissimo quanto sia difficile emergere. Jaden Agassi però non se n’è curato, ed ora è considerato uno dei migliori prospetti statunitensi del baseball.

A differenza del padre Andre, che ha dichiarato in Open di “non avere mai amato il tennis”, Jaden ha le idee chiare da quel punto di vista. “Io amo il baseball, amo i miei compagni e il lottare insieme a loro. Con ogni partita arrivano nuove sfide, e adoro doverle risolvere ogni volta“.

Il 18enne americano ha dimostrato di saper portare questo amore dentro il diamante, il campo su cui si gioca a baseball. Alto 1.90 per 96 kg gioca nel ruolo di terza base e di lanciatore per i Las Vegas Recruits, ma ha appena dichiarato la sua intenzione di iniziare la carriera universitaria ad USC, la University of Southern California. Jaden avrebbe potuto dichiararsi da subito per il draft dell’MLB, ma le troppe incertezze dovute al coronavirus e l’infortunio al legamento collaterale ulnare (si è da poco operato) lo hanno indotto a optare per la carriera universitaria, almeno per adesso.

 

Il ragazzo non si è mai vergognato di essere un figlio d’arte. Nonostante non abbia seguito le orme dei genitori, Jaden ha parole di ammirazione per i suoi genitori e la loro carriera. “Mi hanno insegnato sin da bambino ad impegnarmi tanto per migliorare“. Parole ricambiate da papà Andre: “Sono molto orgoglioso di lui. È sempre stato un ragazzo che pensa molto prima di fare qualcosa. Ha imparato come crearsi il proprio percorso di vita e so che andrà sempre oltre i propri limiti per portarlo avanti. Sono orgoglioso di vederlo giocare e per me non c’è bisogno che diventi un fenomeno per poterlo apprezzare quando gioca“.

Per adesso Jaden è solo un giovane prospetto, ma molti scout dell’MLB sono sicuri che il ragazzo farà strada ed è destinato a giocare nella Major League. E chissà che non ritroveremo un altro Agassi a brillare come un diamante… sul diamante.

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