Mladenovic-Bajin, è già finita. Kiki: "Sono molto delusa dalla decisione di Sascha"

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Mladenovic-Bajin, è già finita. Kiki: “Sono molto delusa dalla decisione di Sascha”

Dopo soli 6 mesi si interrompe la collaborazione tra la tennista francese e il coach tedesco. E a dire stop è stato lui. Nuova panchina in vista?

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Nemmeno una stagione. Tanto è durato il sodalizio tra Kristina Mladenovic e Sascha Bajin, cominciato la scorsa primavera. Ad annunciare la repentina fine della collaborazione è stata la tennista francese tramite un post sul suo profilo Twitter. “Sono molto delusa dalla decisione di Sascha di non continuare il nostro rapporto lavorativo nell’anno prossimo. Mi è piaciuto lavorare insieme a lui, ho ottenuto delle belle vittorie e sento che il mio gioco sta tornando al livello migliore. Penso che ci fossero ancora dei traguardi da raggiungere insieme ma non posso cambiare la sua decisione”, ha scritto Mladenovic.

Dalle sue parole emerge come chiaramente sia stato Bajin a mollarla e non viceversa. Forse l’ex allenatore di Osaka ha già trovato una panchina più stimolante e remunerativa. O forse si vuole prendere una pausa dal circuito. Fatto sta che anche con Mladenovic, in questi pochi mesi, Bajin aveva indiscutibilmente fatto un buon lavoro. La transalpina è infatti rientrata tra le prime 50 al mondo in classifica e in particolare nelle ultime settimane aveva centrato due semifinali a Zhengzhou e Mosca. Staremo a vedere quale sarà la prossima avventura di Bajin e se Mladenovic riuscirà a ripartire con il piede giusto nel 2020 sotto la guida di un nuovo allenatore a questo punto.

 

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È già finita la collaborazione tra Sabalenka e Kindlmann

La bielorussa aveva assunto il coach tedesco per lo US Open, subito scaricato a fine torneo. Affronterà il finale di stagione con il suo sparring partner in veste di allenatore

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Aryna Sabalenka - Wuhan 2019 (via Twitter, @wuhanopentennis)

Appena un mese fa Aryna Sabalenka aveva iniziato la collaborazione col tedesco Dieter Kindlmann, ma in questi 30 giorni non sembra essersi creato un vero feeling. La bielorussa infatti ha annunciato che il rapporto tra i due è già giunto al termine. Attualmente Sabalenka si trova a Strasburgo per il torneo WTA International, dove ha superato agevolmente il primo turno contro Ellen Perez, ma il passo falso che sembra essere costato il posto al tedesco è la sconfitta al secondo turno degli US Open per mano di Azarenka. L’accordo tra Sabalenka e Kindlmann era proprio quello di lavorare fino al termine dello Slam newyorkese e poi valutare il da farsi.

“Gli ho detto che penso di non essere pronta per una nuova persona nel mio team al momento“, ha spiegato la n. 12 del mondo. “Lui è una persona fantastica, un grande allenatore, ma io non sono pronta. Per il momento lavorerò con il mio sparring partner (Anton Dubrov, ndr) come coach”. La prossima sfida è costituita dagli ottavi di finale del torneo francese, dove la bielorussa affronterà la russa Anna Blinkova.

UN BREVE RECAPSabalenka ha iniziato a lavorare con Tursunov nell’estate del 2018 e i due hanno subito mostrato di essere molto affiatati. Le prime crepe sono comparse un anno dopo, nell’agosto 2019, quando è stata annunciata una prima rottura che in realtà è durata poco. Nel finale di stagione i due hanno ripreso a lavorare insieme – e si è visto: Aryna ha vinto Wuhan e ‘Masterino’ di Zhuhai – salvo poi allontanarsi di nuovo, ritrovarsi a febbraio dopo l’Australian Open (giocato da Sabalenka senza Tursunov) e allontanarsi di nuovo circa un mese fa, quando la tennista bielorussa ha annunciato la collaborazione con Kindlmann che si è già conclusa.

 

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I dubbi di Pliskova verso Parigi: “Spero l’infortunio non sia grave”

La ceca si è dovuta ritirare dalla finale degli Internazionali per un problema alla coscia sinistra. “Magari è solo affaticamento per essere passata dal cemento alla terra, ma dovranno dirmelo i medici”

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Karolina Pliskova - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Le mie gambe non c’erano“. Sintesi efficace di una finale che Karolina Pliskova, nella sostanza, non ha mai giocato fino al momento del ritiro dopo tre game del secondo set. “Ma restano i grandi meriti di Simona – ha commentato – è una che non regala mai nulla, sicuramente non era l’avversaria giusta contro cui scendere in campo non al meglio“. Ci ha voluto provare comunque, la campionessa degli Internazionali 2019, nonostante le coscia sinistra (ampiamente fasciata) non le trasmettesse buone sensazioni già da qualche giorno. “E’ un problema che ho iniziato ad avvertire già dal quarto di finale contro Elise Mertens – svela – poi è diventato più fastidioso alla vigilia di questa finale. Ho pensato per qualche istante se fosse giusto giocare o no, scegliendo poi di provarci. Non è andata bene, adesso mi prendo due giorni di riposo sperando siano utili“.

VERSO PARIGI – Il pensiero, ovviamente, è proiettato al Roland Garros. “Spero di essere pronta, c’è una settimana di tempo e dovrebbe essere sufficiente – l’auspicio della ceca -, magari è solo un affaticamento per aver giocato partite difficili e intense sulla terra arrivando direttamente dal cemento americano. In ogni caso, dovranno essere i medici a dirmelo. Spero di recuperare anche perché sarebbe complicato reggere due settimane di tennis a Parigi senza essere in buone condizioni“. Comunque senza eccessive pressioni, perché Pliskova ha le idee ben chiare sui rapporti di forza: “Ci sono ragazze che sulla terra giocano molto bene, io non mi sento una favorita. Posso giocare un buon tennis, quello sì. La vera favorita è Halep, non solo per il suo grande valore, ma anche perché arriva da due tornei consecutivi vinti sulla terra (Praga prima di Roma, ndr). E questo può essere un significativo vantaggio“.

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ATP Challenger Forlì: avanzano Tiafoe e Pellegrino. Martedì l’esordio di Musetti: “Ho tanta voglia di lottare”

Il giovane azzurro, pronto al debutto contro Teymuraz Gabashvili, torna sulla splendida settimana agli Internazionali di Roma: “Uno step di crescita importante. Dopo aver battuto Wawrinka mi veniva di piangere”

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Frances Tiafoe - ATP Challenger Forlì 2020 (foto Marta Magni)

Esaurite le qualificazioni finalmente si parte col tabellone principale dell’ATP Challenger di Forlì, che lunedì ha visto in campo, tra gli altri, il numero 1 del seeding, lo statunitense Francis Tiafoe e tre italiani: Pellegrino, Arnaboldi e Vavassori. Tiafoe si è liberato senza alcun problema del taiwanese Tsung-Hua Yang (6-2 6-0), confermandosi giocatore di altro livello e grande favorito del torneo.

Sorti alterne per i nostri giocatori: Andrea Pellegrino ha regolato 6-4 6-4 il croato Viktor Galovic, avversario sempre scorbutico, che oggi però non ha mai avuto vere chances di impensierire Pellegrino. Peggio è andata per Andrea Vavassori che non è riuscito a spuntarla con il brasiliano Pedro Sakamoto che si è imposto dopo un match molto combattuto (4-6 7-6 6-3) e con molti rovesciamenti di fronte. Sconfitto anche Andrea Arnaboldi che nulla ha potuto contro la testa di serie n.6, il sudafricano Lloyd Harris, già giustiziere del nostro Cecchinato agli US Open (6-7 6-1 6-7). Partita incredibile in cui il nostro rappresentante ha avuto non poche occasioni e probabilmente avrebbe meritato di più.

Tra gli altri match da segnalare quello del brasiliano Thiago Monteiro che si conferma in grande condizione e liquida in due set (6-1 7-6) il giapponese Sugita (n.94 del mondo) senza dargli mai una sola possibilità di entrare in partita. Lo stesso tie-break è stato a senso unico. Del resto non è che Sugita con il 38% sulla seconda di servizio possa andare molto lontano. Dispiace per l’americano Christian Harrison, il fratellino di Ryan, che ha sì ritrovato la salute dopo un duro percorso contrassegnato da ben otto interventi chirurgici ma non ancora il suo miglior tennis. Anche se il britannico Cameron Norrie, testa di serie n.2, ha dovuto faticare non poco per domarlo (7-5 3-6 6-4).

Thomaz Bellucci, giocatore purtroppo dai risultati sempre inferiori a quello che tecnica ed estetica suggerirebbero, si è liberato velocemente del francese Elliot Benchetrit (6-4 6-2). Martedì giornata molto interessante con tanti italiani in campo: Seppi contro il francesino Jules Okala, Caruso che affronterà lo spagnolo Sanchez Izquierdo, lo statunitense Bjorn Fratangelo per Filippo Baldi e infine il derby tra Giulio Zeppieri e Riccardo Bonadio, con Zeppieri che dovrebbe essere favorito, ma dovrà fare molta attenzione al suo avversario che è in un ottimo momento di forma.

Lorenzo Musetti – ATP Challenger Forlì 2020 (foto Marta Magni)

Dopo la bella settimana degli Internazionali di Roma, martedì sarà giornata di esordio anche per Lorenzo Musetti, opposto all’esperto russo Teymuraz Gabashvili. “Il Foro Italico può rappresentare uno step di crescita importante da tutti i punti di vista”, ha dichiarato il giovane azzurro all’ufficio stampa del torneo di Forlì. “Ora sono qui a Forlì e ho tanta voglia di lottare. Devo ringraziare Marcello Marchesini e MEF Tennis Events per il percorso che mi fanno vivere dall’anno scorso: hanno sempre creduto in me e lo dimostrano continuamente. I tornei organizzati da loro sono simili ai Masters 1000”.

Lorenzo torna poi a parlare di Roma, dell’assenza del pubblico e della vittoria contro Wawrinka: “Quando sono entrato al Foro Italico e non ho trovato il pubblico ho pensato all’anno scorso, quando sin dalle prequalificazioni era tutto pieno. Mi ha fatto effetto, considerando anche tutte le volte in cui sono venuto da bambino a guardare i campioni dalla tribuna. Ma lo abbiamo accettato e sono riuscito a concentrarmi sul campo. Cosa ho pensato quando ho saputo che avrei giocato contro Wawrinka sul Centrale? ‘Che sfiga!’. Averlo battuto è un grande orgoglio, è stato il momento più bello della settimana, mi veniva da piangere”. Infine una dedica speciale: Senza il mio coach Simone Tartarini queste vittorie non sarebbero state possibili”.

Massimo Gaiba

 

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