In Cina vince sempre Aryna: è di Sabalenka il WTA Elite Trophy 2019

WTA

In Cina vince sempre Aryna: è di Sabalenka il WTA Elite Trophy 2019

ZHUHAI – Finale dominata dalla bielorussa, che lascia appena 6 game alla prima favorita Bertens. È il suo terzo titolo stagionale in Cina, il quarto su cinque vinti in carriera

Pubblicato

il

Aryna Sabalenka (con il trofeo) - WTA Elite Trophy 2019

da Zhuhai, il nostro inviato

Inizia ad assumere proporzioni ‘Djokoviciane‘ il rendimento di Aryna Sabalenka sul suolo cinese. Nella finale del WTA Elite Trophy la 21enne bielorussa ha lasciato appena sei game (6-4 6-2) a Kiki Bertens, numero uno del seeding, conquistando il terzo titolo stagionale in Cina dopo Shenzhen e Wuhan. C’è di più: dei cinque titoli vinti in carriera nel circuito maggiore, ben quattro li ha vinti entro i confini di pertinenza del presidente Xi Jinping, poiché a Wuhan ha sollevato il trofeo anche lo scorso anno. Analizzando il suo ranking attuale – Sabalenka confermerà l’undicesima posizione di fine 2018 – si evince come abbia conquistato il 60% dei suoi punti stagionali in Cina (e il suo primo risultato escluso dal best 16 è sempre cinese, i 100 punti di Zhengzhou). Senza swing asiatico, in pratica, Aryna vivacchierebbe nelle posizioni della bassa top 50.

UN ATTIMO DI TENEREZZA, POI… – La tigre di Minsk – ce l’ha tatuata sull’avambraccio sinistro perché è nata nell’anno della tigre, che ricorre ogni 12 anni – mostra subito il suo lato tenero all’ingresso in campo, quando prende in braccio la sua mini-accompagnatrice dagli occhi a mandorla. La piccola è spaventata dal fumo scenografico proiettato al momento della presentazione delle giocatrici e sembra decisa a tornare indietro, ma Aryna fa le prove di sollevamento del trofeo e la conduce al centro del campo. La sua tenerezza però si esaurisce qui e per 76 minuti lascia spazio all’assetto da guerra, ben riconosciuto da un pubblico che riempie – finalmente! – quasi fino all’orlo l’Hengqin International Tennis Center.

 

Che sia un pubblico poco abituato alla tenzone tennistica si capisce dalla confusione generata ad ogni cambio campo, tanto da costringere la giudice di sedia a ripetuti richiami perché il gioco possa ricominciare. Sabalenka sembra immune alle distrazioni e si avventa su tutto ciò che Bertens le consegna, e fa davvero poca differenza che si tratti di prime, seconde o colpi in manovra. La grande concentrazione della bielorussa si evince anche dal 2/2 nei challenge chiamati nel primo set e dallo sguardo che cerca meno del solito coach Tursunov, di solito punto di riferimento visivo costante per Aryna. Dopo aver mancato una palla break nel secondo break, Sabalenka ne trova due consecutive sul 5-4 che sono anche set point: il secondo è quello buono per passare in vantaggio, a seguito di un violento passante che frustra l’incauta discesa a rete di Bertens. L’olandese ha probabilmente prestato troppa attenzione al rumore del pubblico, protestando e ritardando il servizio in un paio di occasioni nell’ultimo game, e la distrazione le è costata cara. 6-4 e appena cinque punti concessi al servizio da Sabalenka, due dei quali sono doppi falli.

Aryna Sabalenka – WTA Elite Trophy 2019

SENZA ESITAZIONI – Nel secondo set Aryna va subito avanti 2-0 e gestisce in maniera esemplare la timida reazione di Kiki, che nel terzo game indovina una risposta vincente di rovescio lungolinea e mette pressione sul 30-30. L’olandese non riesce però a toccare quota 40 in risposta, né vi riuscirà in seguito. Sabalenka serve una prima vincente e poi le piega la racchetta con un rovescio incrociato, e quando si ritrova nuovamente 30-30 due game più tardi infila uno smash vincente (baciato dal nastro) e un altro rovescio, questa volta lungolinea, che vale il 4-1 e profuma di vittoria.

Bertens chiede l’intervento del coach, come evidente extrema ratio, ma ad assisterla non c’è più l’allenatore Raemon Sluiter – ‘they are on a break’, per dirla alla Ross Geller, e non si sa se torneranno a lavorare assieme – bensì un’altra ex tennista olandese, Elise Tamaëla, con lei anche a Mosca (a Linz, invece, Kiki aveva scelto di farsi seguire dal fidanzato Remko de Rijke). In generale sembra esserci una buona intesa tra Kiki ed Elise, le abbiamo viste molto affiatate in allenamento, ma questa volta il conciliabolo non produce alcun effetto tangibile. Sabalenka tiene l’ultimo turno di servizio a 15 e chiude l’incontro in risposta, breakkando per la terza volta: il match point decisivo è il quarto, in occasione del quale Bertens spedisce lungo il suo ultimo rovescio dell’anno (a meno che a Shenzhen, dove si recherà in qualità di alternate, una delle otto aspiranti maestre venga meno).

Sabalenka porta a casa 700 punti, 700000 dollari e un doppio trofeo: nella mano destra quello luccicante per aver vinto il torneo, nella mano sinistra la bimba ‘salvata’ a inizio partita. E adesso di corsa a Shenzhen, perché ci sono le Finals di doppio – in coppia con Elise Mertens – da vincere.

Aryna Sabalenka e Kiki Bertens – WTA Elite Trophy 2019

Continua a leggere
Commenti

WTA

Rogers sorprende Serena Williams a Lexington, Gauff in semifinale

Serena Williams sconfitta al tie-break del terzo set da Shelby Rogers. Coco Gauff rimonta un set e un break a Ons Jabeur

Pubblicato

il

Shelby Rogers a Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)

Grande sorpresa nei quarti di finale del Top Seed Open in corso di svolgimento a Lexington, in Kentucky. Dopo la vittoria contro sua sorella Venus al secondo turno, la testa di serie n.1 Serena Williams è stata sconfitta in tre set dalla connazionale Shelby Rogers, numero 116 della classifica WTA ed entrata in tabellone solamente grazie a una wild card.

Il match sembrava incanalato su binari in linea con il pronostico: dopo un ritardo di oltre un’ora dovuto alla pioggia, Serena Williams si era aggiudicata il primo set per 6-1 in soli 26 minuti, facendo pensare a una partita molto veloce. La sua potenza negli scambi da fondo campo era difficile da gestire per Rogers, così come i suoi servizi che rimbalzavano particolarmente alti sul cemento di Lexington. “La palla rimbalzava molto alta oggi – hanno detto entrambe le giocatrici alla fine dell’incontro – era difficile rispondere ai servizi ‘kick’”. Nella seconda frazione è stato proprio il servizio a prendere il sopravento: soli sei punti vinti dalla ribattitrice nei primi otto game, fino a quando, sul 4-4, Rogers è riuscita a riacciuffare un game da 0-30 grazie ad alcune ottime battute molto ben piazzate, e da quel momento è partita la rimonta.

Mi sono resa conto che nel primo set e all’inizio del secondo commettevo troppi errori – ha spiegato Rogers – quindi ho cercato di prolungare gli scambi tenendo la palla in campo senza rischiare così tanto”. Nell’unico game in cui ha avuto palle break, la ragazza originaria di Charleston, in South Carolina, ha strappato il servizio a Serena aggiudicandosi il secondo set.

 

La terza partita ha visto ancora una volta il dominio del servizio: zero palle break in tutti e dodici i giochi, per poi arrivare ad avere sette minibreak nei primi 10 game del tie-break. Dal 3-1 per Serena si è passati al 5-3 Rogers, che ha poi chiuso vittoriosamente il match dopo 2 ore e 9 minuti grazie all’ultimo errore gratuito di Williams da fondo campo.

È sicuramente una vittoria molto prestigiosa questa ottenuta contro una giocatrice come Serena, ma è soprattutto importante aver conquistato un’altra vittoria che fa tanto morale dopo una pausa così lunga dai tornei”. Rogers è anche reduce da un’operazione al ginocchio sinistro affrontata nel 2018 e che durante la rieducazione aveva messo in dubbio il prosieguo della sua carriera. “Ora non ci penso quasi più, devo fare esercizi di prevenzione ogni sera, ma rientra tutto nella norma per un’atleta che sta comunque iniziando a invecchiare”.

Comunque soddisfatta Serena Williams per le tre partite giocate in Kentucky e per una forma che sembra essere sulla strada del ritorno: “So che posso giocare molto meglio di così, ho avuto l’occasione di vincere la partita in due set e mi sono complicata la vita da sola. Ora non ho ben chiaro qual è il programma, per il momento vivo alla giornata e vedrò quando spostarmi a New York”.

Rogers affronterà in semifinale la svizzera Jill Teichmann (n. 63 WTA) che ha liquidato in due set la statunitense Cici Bellis.

Nell’ultimo incontro della giornata la sedicenne Coco Gauff ha dato ancora una volta prova delle sue grandi potenzialità rimontando uno svantaggio di 6-4 4-2 contro la tunisina Ons Jabeur. Dopo due match contro giocatrici di potenza come Brengle e Sabalenka, Gauff ha saputo aggiustare il suo tennis per affrontare un’avversaria molto differente e talentuosa come Jabeur, che sa usare molto bene le rotazioni e riesce a proporre palle sempre diverse.

Credo di avere un buon record nelle partite al terzo set [10-2 n.d.r.] perché ho molta resistenza, d’altro canto tendo a essere più giovane delle mie avversarie – ha detto Gauff dopo la partita – Oggi sono riuscita a ribaltare il match rimanendo positiva e continuando a pensare che avrei potuto farcela. Poi ho provato a prolungare gli scambi alzando le traiettorie per mettere più palle in campo e la partita è girata.”

Nell’ultimo quarto di finale, spostato sul Campo 2 a causa del ritardo causato dalla pioggia, Jennifer Brady (n. 49 WTA) ha liquidato in soli 64 minuti la ceca Marie Bouzkova cedendo solamente tre game.

Tutti i risultati:

[WC] S. Rogers b. [1] S. Williams 1-6 6-4 7-6(5)
J. Teichmann b. C. Bellis 6-2 6-4
J. Brady b. M Bouzkova 6-1 6-2
C. Gauff b. [8] O. Jabeur 4-6 6-4 6-1

Il programma di sabato 15 agosto:

Center Court, ore 11 (le 17 in Italia)
[WC] S. Rogers vs J. Teichmann
J. Brady vs C. Gauff

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere

WTA

WTA Lexington: Serena si aggiudica il ‘derby’ con Venus

Vittoria in rimonta per Serena Williams che batte per la diciannovesima volta la sorella Venus

Pubblicato

il

Serena Williams a Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)

Un’altra maratona per Serena Williams e un’altra vittoria in voltata al Top Seed Open di Lexington in Kentucky. Questa volta però l’affermazione è arrivata contro sua sorella Venus, nel trentunesimo confronto diretto tra le due giocatrici che hanno segnato un cambiamento epocale nel tennis e che nonostante l’anagrafe segni 39 anni per Serena e 40 per Venus (solo altri due match nella storia della WTA sono stati più “vecchi” di questo) continuano a regalare ottimo tennis ai loro tifosi.

La partenza è stata estremamente problematica per Venus Williams, che ha impiegato diversi games a trovare il suo movimento di servizio, leggermente modificato nel corso degli ultimi mesi senza tennis, andando subito sotto 0-2 e costretta a salvare tre palle per lo 0-3. Trovato il ritmo sulla battuta, però, nel primo parziale Venus ha fatto valere una maggiore consistenza da fondocampo, approfittando della mobilità sulla linea di fondo non ancora al meglio da parte di Serena.

Nel secondo set la 23 volte campionessa di Slam ha trovato molta più assistenza dalla sua battuta, con la quale ha ceduto solamente otto punti su 28 nel corso dei suoi turni di battuta, ottenendo l’unico break del set al sesto gioco (dopo ben quattro occasioni sfumate) e pareggiando i conti dopo 1 ora e 32 minuti di gioco.

 

Il terzo set ha visto ben quattro break nei primi sei giochi, con Serena molto più solida negli scambi da fondo, pronta a tenere il palleggio sulle diagonali e chiudere con il vincente alla prima occasione. Entrambe le giocatrici hanno messo sotto grande pressione la seconda di servizio dell’avversaria entrando appena possibile per chiudere subito il punto: nessuna ha avuto percentuali nemmeno vicine al 50% nei punti giocati con la seconda, e soprattutto Serena ha ottenuto un paio di punti molto importanti in questo modo durante il nono, decisivo game, nel quale ha strappato il servizio alla sorella per andare a servire per il match.

Ho dovuto aumentare il livello negli ultimi due giochi – ha spiegato Serena alla stampa – sentivo di doverlo fare per chiudere la partita. Non mi ero accorta di essere stata sotto 2-4 nel terzo set, e questo è un buon segno. Credo che la partita sia stata di alto livello, Venus sta giocando benissimo, il suo coach Eric ha fatto un gran lavoro con lei, ci sono stati molti scambi lunghi, a tratti abbiamo servito molto forte e poi abbiamo iniziato a spingere con la risposta. È la prima volta che sono a un torneo senza la pressione di vincere, non mi aspetto niente, ed è una sensazione strana”.

Ho giocato ad alto livello per tutta la mia vita, quindi mi aspetto di giocare bene – ha commentato VenusTutto considerato credo di aver giocato bene, è stato un buon inizio dopo una pausa così lunga”.

Serena Williams ha terminato la partita rimontando da 2-4 nel set finale, mettendo a segno 14 ace al suo attivo, e vincendo il centesimo match in carriera dopo aver perso il primo set (100 vinte e 110 perdute, 49,7%, la migliore percentuale del circuito) e conquistando i quarti di finale dove affronterà la connazionale Shelby Rogers che si è imposta in due set sulla qualificata canadese Leylah Fernandez.

Tutti i risultati:

J. Teichmann b. [5] Y. Putintseva 6-2 6-2
[1] S. Williams b. V. Williams 3-6 6-3 6-4
C. Bellis b. J. Pegula 6-3 6-2
[WC] S. Rogers b. [Q] L. Fernandez 6-2 7-5

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere

WTA

Halep a fatica se la cava di nuovo a Praga, solida Bouchard

La n. 2 del mondo accusa un dolore alla spalla ma vince in rimonta contro la wild card Krejcikova. Vittoria sofferta e convincente per Bouchard

Pubblicato

il

Simona Halep - Praga 2020 (via Twitter, @WTA)

Ancora il grande caldo a Praga, intervallato da forte folate di vento, ha caratterizzato la giornata di mercoledì dedicata ai secondi turni. È scesa di nuovo in campo la numero 1 del tabellone Simona Halep e come accaduto nel suo precedente incontro, ha trovato dall’altra parte della rete una tennista in grande forma e per avere la meglio ha dovuto far ricorso a tutte le sue energie. L’avversaria in questo caso è stata la ceca Barbora Krejcikova, attuale n. 118 ed ex numero 1 di doppio che ha fatto valere alla grande le sue doti sotto rete.

CHE FATICA HALEP – La tennista di casa ha effettuato un’ottima preparazione durante i torni di esibizione vincendo ben 10 partite sulla terra battuta, e contro Halep ha adottato uno stile molto aggressivo a partire dalla risposta. La romena raramente è riuscita a tenere in mano il controllo degli scambi e anche in difesa ha sofferto molto, sopratutto sul lato del rovescio. La wild card locale ha giocato una partita superba vincendo il primo set in un battibaleno, e anche nei momenti di difficoltà attraversati nel secondo set si è fatta valere. In quel caso Halep si era portata prepotentemente in vantaggio 5-2, ma la disinvoltura di Krejcikova mista ad un’eccessiva titubanza da parte della romena avevano riaperto i giochi. La consueta tenacia di Halep è stata fondamentale per riuscire a chiudere il secondo set alla sesta occasione ma è sempre stata la ceca a dettare il gioco e a sembrare molto più a suo agio in campo.

Col passare dei game è emerso anche un problema fisico per l’attuale n. 2 del mondo la quale, tra secondo e terzo set, ha fatto ricorso all’intervento della fisioterapista per un dolore tra la spalla destra e il collo (ripetuto poi al cambio campo successivo); la prolungata inattività interrotta bruscamente con due partite tanto dispendiose sicuramente non avranno giovato al suo fisico. Nel parziale decisivo c’è stata comunque un’ulteriore svolta nel match: tutto lasciava supporre un dominio della tennista ceca, ma una volta sfumata la chance del 3-0 per Krejcikova, l’indomita Halep si è rimessa sui binari giusti e con 6 game consecutivi ha portato a casa la partita dopo 2 ore e 7 minuti.

 

Se questo torneo deve essere l’ago della bilancia per decretare la presenza o meno di Halep agli US Open, al momento la sua preparazione non sembra ottimale. Mentalmente oggi è riuscita a ribaltare una partita che sembrava già persa ma sul piano fisico è apparsa ancora troppo incerta. Il terzo turno contro la lucky loser Magdalena Frech dovrebbe dargli un po’ più di respiro e sarà forse più facile fare una valutazione della sua condizione.

SOLIDA BOUCHARD – Ad aprire la giornata alle 11:00 era stata un’altra wild card, Eugenie Bouchard scesa attualmente alla posizione n. 322 del ranking. Dopo l’agevole vittoria nel primo turno, è arrivato un’altro successo convincente per lei ma questa volta molto più sudato. La canadese ha infatti battuto Tamara Zidansek per 7-6(2) 6-7(2) 6-2 in 2 ore e 52 minuti dopo un incontro sfiancante. Entrambe hanno impostato la loro partita col gioco da fondo e solo ogni tanto la slovena tentava delle variazioni con la smorzata di dritto. Il grande equilibrio – testimoniato anche dalla durata del primo set, 71 minuti – è svanito durante i due tie-break dominati rispettivamente il primo dalla canadese e il secondo dalla slovena. In più occasioni Bouchard ha sperperato un vantaggio tanto faticosamente conquistato, ma alla lunga è stata lei ad avere il maggior controllo delle operazioni e ha mostrato un atteggiamento decisamente positivo, supportato da un’ottima prestazione alla battuta. Ad ogni errore ha sempre reagito con determinazione e la sua superiorità è emersa nel parziale decisivo.

Risultati secondo turno:

[WC] E. Bouchard b. T. Zidansek 7-6(2) 6-7(2) 6-2
[LL] M. Frech b. A. Rus 6-3 2-6 6-4
[1] S. Halep b. [WC] B. Krejcikova 3-6 7-5 6-2
S. Sorribes Tormo b. L. Siegemund 6-2 6-3
I.C. Begu vs [LL] L. Kung 6-7(3) sospesa

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement