Bercy: Tsonga supera Rublev, sarà lui a sfidare Berrettini

ATP

Bercy: Tsonga supera Rublev, sarà lui a sfidare Berrettini

PARIGI – Prima giornata al Rolex Paris Masters con il forfait di Roger Federer e le vittorie di Tsonga, Cilic e Verdasco

Pubblicato

il

Jo-Wilfried Tsonga a Parigi-Bercy 2019 (foto Twitter @RolexPMasters)

da Parigi, il nostro inviato

Dieci partite del primo turno del singolare hanno caratterizzato la giornata inaugurale della trentaquattesima edizione del Rolex Paris Masters. Un torneo sempre giocato, sin dalla prima edizione datata 1986 e vinta da Becker, nell’accogliente Palazzo dello Sport di Bercy, attualmente ribattezzato col nome dello sponsor, Accors Hotel Arena. Le dimensioni del pur moderno e funzionale impianto inaugurato nel 1984 e ristrutturato una quindicina di anni fa, che oltre al centrale conta due campi di gioco (la cui altezza dei tetti a dire il vero pare ad occhio al limite del regolamento) e altri due di allenamento sono ridotte rispetto alle esigenze di un torneo di altissima categoria come questo, nono e ultimo Masters 1000 della stagione.

Per tale ragione a Bercy si gioca con un tabellone a “soli”48 giocatori: per forza di cose si possono giocare meno partite e ci devono essere meno giocatori e così le sedici teste di serie sono esentate dal primo turno, con inevitabili problemi sul livello d’interesse della prima giornata del tabellone principale. Gli organizzatori hanno cercato di ravvivare la qualità di un programma senza top 20 prevedendo in campo la presenza di un vincitore di Slam come Marin Cilic e di quattro degli otto tennisti di casa presenti in tabellone, ma non è bastato ad attirare una considerevole quantità di spettatori. Alcune parti delle tribune superiori del campo centrale sono state così chiuse al pubblico e coperte verticalmente dall’alto con un telo nero, con l’intento di nascondere i vuoti tra le sedute: un’idea che ha permesso di avere un migliore colpo d’occhio televisivo, con gli spettatori per forza di cose raccolti in spazi più piccoli, che davano l’impressione di essere più numerosi. 

 

La vera notizia della giornata non è però provenuta dai campi di gioco ed è invece arrivata prima dell’inizio del programma odierno: è stata purtroppo pessima per il torneo, seppur non del tutto inaspettata. Federer ha infatti ufficializzato la sua assenza – la terza negli ultimi quattro anni– dal Masters 1000 parigino da lui vinto nel 2011, per preservare il suo fisico in vista delle ATP Finals che inizieranno tra meno di due settimane. Nessun italiano è stato in campo in questa giornata d’esordio del tabellone principale: il suddetto ritiro del campione svizzero ha avuto l’unico risvolto positivo (per i nostri colori) del ripescaggio nella veste di lucky loser di Andreas Seppi, ieri eliminato nel turno decisivo delle quali al fotofinish da Nishioka dopo essere andato a servire per il match sul 5-4 a suo favore nel terzo set. L‘altoatesino si aggiunge così a Berrettini e Fognini, entrambi teste di serie con speranze (sebbene diverse) di guadagnare i punti necessari a guadagnare una storica qualificazione alle ATP Finals.

Il ligure, a dire il vero, alla O2 Arena ha già giocato, sebbene nel Masters di doppio nel 2015, e proprio in questa specialità si è disimpegnato oggi, avendo questa volta come compagno Feliciano Lopez: davanti al pubblico che lo sosteneva calorosamente dalle tribune del piccolo campo numero 2, Fabio non ha offerto una buona prova contro la coppia tedesca composta da Kevin Krawietz e Andreas Mies, teste di serie numero 5 del tabellone e vincitori proprio a Parigi quattro mesi fa del Roland Garros (uno dei tre tornei che assieme hanno vinto assieme in questo 2019). Fognini (che quest’anno come unico buon piazzamento in doppio vanta la semifinale raggiunta a Indian Wells con Djokovic) e Lopez hanno perso con un duplice 6-4 contro i due tennisti teutonici, punteggio rispecchiante fedelmente la maggiore solidità vista in campo dagli avversari di Fognini e del mancino spagnolo.

Per quanto concerne i risultati andati in archivio, la giornata ha registrato in apertura sul Centrale la vittoria in due set di Cilic su un Hurkacz sprecone (il polacco sul 4-5 del tie-break del primo set è incappato in un grave doppio fallo), con il croato che ha fatto salire a otto vinti e un solo parziale perso il bilancio dei set nei tre precedenti giocati contro Hurkacz. Il programma sul centrale è poi proseguito con la quinta sconfitta consecutiva di questo sfortunato 2019 per Borna Coric. Il quasi 23enne croato si è fatto rimontare un set di vantaggio, sciogliendosi a partire da metà del secondo set contro un altro giocatore in crisi, Fernando Verdasco. Il madrileno classe ’83 non vince infatti due partite consecutive da Wimbledon ed è sceso al 49° posto del ranking, rischiando di abbandonare una top 50 che da giugno 2016 aveva riconquistato e non più mollato.

Per la gioia dei francesi, sempre sul centrale, Chardy (vincendo al fotofinish del terzo set sul meglio classificato Querrey) e Paire (impostosi in due parziali su Dzhumur) hanno guadagnato l’accesso al secondo turno. Ma il match di giornata, per contrasto generazionale e di stili di gioco, ma anche per il talento che accumunava entrambi i giocatori, era quello che inaugurava il programma serale tra Rublev, 22 ATP e classe ’97, e Jo-Wilfried Tsonga, 35 ATP con ben dodici anni in più del suo avversario sulla carta d’identità, ma ex 5 del mondo e vincitore a Bercy nel 2008 (e anche finalista nel 2011).

Agli appassionati italiani il confronto interessava in maniera particolare: il vincitore del match sarebbe andato a sfidare Berrettini, pronto mercoledì a fare il suo esordio assoluto a Bercy. Rublev e Tsonga si erano già affrontati due volte, sempre in condizioni indoor, e avevano vinto una volta ciascuno. La partita non ha deluso le aspettative, risultando nettamente la più divertente del lunedì. Il primo set era vinto da un Rublev molto concentrato, al quale bastava aspettare gli errori di troppo del francese per portare a casa con un 6-4 in nemmeno quaranta minuti di gioco il primo set.

Nel quarto gioco del secondo parziale il francese annullava due delicatissime palle break: il pericolo scampato risultava a posteriori la svolta della partita. Il ventiduenne russo iniziava infatti a innervosirsi e aumentare così gli errori: contestualmente diminuiva anche la sua percentuale di prime in campo, frangente che consentiva a Tsonga di essere molto aggressivo in risposta. Sul 5 pari del secondo, Rublev perdeva due volte nei successivi tre turni di servizio la battuta, consegnando in pratica in quella fase la vittoria a Tsonga, bravo ad esaltare il pubblico annullando nella parte finale del match complessive quattro palle break, prima di chiudere con un successo dopo circa due ore e mezza di appassionante partita.

Sarà dunque lui l’avversario mercoledì di Matteo Berrettini, primo ostacolo per il romano nella corsa alle ATP Finals (sarà una sfida inedita). Non sarà facile per l’azzurro, sia per il valore tecnico di un ex numero 5 del mondo come Tsonga, sia per le condizioni ambientali: il 34enne di Le Mans saprà rendere incandescente il Centrale, portandolo tutto dalla sua parte. Il nostro giocatore avrà invece un grande peso da dover gestire: sa di avere il grande vantaggio di occupare l’ottavo posto nella Race, l’ultimo utile per la qualificazione alle Finals. Il numero 1 azzurro è anche conscio di avere molte combinazioni a proprio favore, ma che è certo – indipendentemente da risultati altrui – di andare a Londra solo se arriva in finale questa settimana.

Altrimenti, deve sperare che un numero sempre più esiguo di concorrenti diretti, a seconda di quanto lui stesso andrà avanti a Bercy, non faccia meglio (o molto meglio, se più distaccato) di lui. Difficile riassumere qui tutte le varie opzioni attualmente esistenti, ma se ad esempio Berrettini dovesse perdere mercoledì, vincendo il torneo potrebbero superarlo un totale di nove giocatori (sino a Wawrinka, Isner e Khachanov, qualora uno di questi ultimi vincesse il Masters 1000 parigino). Se sempre per ipotesi Matteo invece si issasse sino a un piazzamento in semi, potrebbe essere beffato solo da una molto difficile serie di coincidenze (il verificarsi di due eventi tra i quarti di Zverev, la finale di Bautista e la vittoria di uno tra Fognini, Goffin e Monfils). In ogni caso, non resta che sperare anche questa settimana il meglio per i nostri due migliori giocatori.

Il tabellone completo (con tutti i risultati aggiornati)

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

Pubblicato

il

Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

(clicca per ingrandire)

A.S.

Tutti i tabelloni della settimana

Continua a leggere

ATP

Kyrgios perde ad Atlanta e bisticcia con Ruud su Twitter

L’australiano cede a Norrie con un netto 6-1 6-4 e poi polemizza con il norvegese sui social. “Stai rubando punti nei tornei minori”

Pubblicato

il

Nick Kyrgios ad Atlanta 2021 (Credit: @ATLOpenTennis on Twitter)

Altro giorno, altra polemica che coinvolge Nick Kyrgios. Ad Atlanta l’australiano è stato eliminato da Cameron Norrie con un netto 6-1 6-4, senza di fatto mai entrare in partita, e si è poi reso protagonista dell’ennesima scaramuccia social. Da quando le sue apparizioni sul Tour si sono fatte più rare, si sono invece moltiplicate le discussioni sui social o le dichiarazioni controverse, anche se forse è solo il fatto che certi sassi siano lanciati da lontano che amplifica poi l’effetto. Il teatro della nuova diatriba è stato Twitter, coprotagonista del dramma Casper Ruud. Tra i due non corre buon sangue dal (tristemente) noto episodio della squalifica di Kyrgios a Roma 2019: l’australiano fu punito e multato per aver lanciato una sedia in campo (tra le altre cose), mentre il norvegese accolse la sanzione esultando platealmente per il passaggio del turno, ricevendo poi gli sberleffi di Nick per tale gesto.

Stavolta il norvegese, che attende di giocare a Kitzbuhel la sua terza semifinale consecutiva dopo aver vinto i tornei di Bastad e Gstaad, ha risposto ironicamente a un Tweet del profilo ufficiale dell’ATP nel quale si chiedeva di formulare qualche domanda per Kyrgios. “Qual è il suo torneo su terra preferito?” ha scritto Ruud con intenti evidentemente ironici (se non apertamente polemici).

La risposta, anzi, le risposte dell’australiano non hanno tardato ad arrivare. Ufficialmente infatti la replica di Nick è un commento sferzante, ma pacato: “Questo è un classico. Casper Ruud sei un buon giocatore, ma sappiamo tutti che stai rubando punti grazie a quei tornei“. Il riferimento è ovviamente alla finora trionfale campagna del norvegese nei tornei minori su terra post-Wimbledon, storicamente più poveri di concorrenza e frequentati per lo più da amanti del rosso in cerca di punti. In precedenza Kyrgios aveva anche commentato con un “facepalm” (la faccina che si batte la fronte con la mano in segno di disappunto) l’elenco dei quattro semifinalisti del torneo di Kitzbuhel.

 

C’è però il sospetto che questa sia soltanto la seconda risposta di Kyrgios, perché su Twitter è stato diffuso uno screen che riporta una frase molto meno elegante, un laconico “tua mamma“. Il commento non è più reperibile o perché cancellato rapidamente o perché mai esistito. Non sarebbe impensabile infatti che lo screen possa essere stato allestito ad arte e non ci sono conferme attendibili della veracità del commento. Tuttavia per dovere di cronaca vale la pena menzionare la cosa.

Qui il tabellone aggiornato di Atlanta e degli altri tornei di questa settimana

Continua a leggere

ATP

Sinner rientra male in campo all’ATP di Atlanta: O’Connell lo elimina in due set

Prestazione sottotono per l’altoatesino, al rientro in campo dopo un mese. Manca tre set point nel primo set e incassa una delle peggiori sconfitte dell’anno

Pubblicato

il

Jannik Sinner - ATP Miami 2021 (via Twitter, @atptour)

Doveva essere un nuovo inizio per Jannik Sinner all’ATP 250 di Atlanta. Le partite poco convincenti giocate negli ultimi tre mesi hanno convinto il giovane altoatesino a saltare i Giochi Olimpici e continuare a preparare la stagione su cemento nordamericano. Ma l’intenso periodo che si chiuderà con lo US Open è partito molto male per Sinner.

All’esordio nel torneo di Atlanta, è stato eliminato da Christopher O’Connell (n. 132 ATP) in due set, avendo anche mancato tre set point nel tie-break del primo set. Al di là del punteggio (il primo set, come detto, si è deciso su due punti), si è visto un Sinner molto negativo. Sicuramente vincere quel primo parziale avrebbe aiutato tanto il nostro giocatore a prendere fiducia, che è l’obiettivo di questi tornei di preparazione agli appuntamenti più importanti, ad agosto.

Jannik non è partito male. Ha provato a lasciare andare i colpi, pur trovando qualche difficoltà a fare la partita, com’è normale che sia dopo un mese senza partite ufficiali. Un punto ben giocato, conquistato al servizio sul 4-5 dopo due ottime soluzioni di O’Connell, sembrava avergli dato una bella carica. Lo stesso si può dire per la risposta vincente che nel tie-break gli ha dato la possibilità di andare al servire per il primo set sul 5-4. Sul primo set point, l’australiano ha spinto col dritto, costringendo all’errore Jannik. Poi ha scagliato un servizio vincente. Un suo regalo ha dato all’azzurro un terzo set point: nei due punti successivi si è però fatto infilare da due passanti tutt’altro che fulminanti del suo avversario. Le incertezze a rete di Sinner sono ormai croniche, ma la lentezza nell’andare in avanti hanno sottolineato quella mancanza di fiducia che si porta dietro da qualche tempo.

 

O’Connell ha chiuso il primo set con un ace e nel primo game del secondo set ha approfittato di un Sinner con la testa ancora al tie-break e ai set point mancati. Se un primo set giocato con poche pretese può essere accettabile per chi rientra da una piccola pausa, è poco confortante il secondo parziale di Jannik. Si può perdere un po’ di smalto – soprattutto a quest’età – a livello di gioco, ma il carattere e la determinazione a questi livelli devono sempre essere al massimo. Le uniche piccole occasioni le ha create nel sesto game (15-30), ma le ha giocate piuttosto male, sbagliando in risposta e un dritto che avrebbe creato problemi a O’Connell. Dopo aver tremato sui primi due match point al servizio sul 5-4, ha archiviato l’incontro guadagnandosi il primo quarto di finale ATP in carriera.

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement