Fed Cup, finale Australia-Francia: aprono Tomljanovic e Mladenovic

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Fed Cup, finale Australia-Francia: aprono Tomljanovic e Mladenovic

Con in campo la numero 1 del mondo Barty, le australiane sono favorite. Occhio però al team francese, guidato in panchina da Benneteau e in campo da Caroline Garcia

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Ashleigh Barty in Fed Cup (foto via Twitter, @FedCup)

Nella settimana che anticipa il Masters maschile, il circuito femminile vive il suo epilogo con la finale di Fed Cup tra Australia e Francia sul veloce della RAC Arena di Perth (capienza 13.500 posti, outdoor, prima finale all’aperto dal 2013). Sarà l’ultima finale con l’attuale formula perché dal 2020 anche la competizione a squadre nazionali femminili si adeguerà a quella maschile con concentramento finale a 12 squadre che fino al 2022 si terrà sulla terra battuta di Budapest.

AUSTRALIA

Le australiane non vincono il titolo dal 1974, hanno giocato l’ultima finale nel 1993 ed hanno vinto in tutto sette titoli (tutti tra il ’64 ed il ’74 per l’appunto). Hanno perso le ultime otto finali giocate nella competizione (sei consecutive tra il 1975 ed il 1980, una nel 1984 ed una nel 1993), ma è la prima volta che arriva in finale con l’attuale format. Obiettivo principale quindi interrompere questa striscia negativa.

Partono con i favori del pronostico in quanto schiereranno la vera rivelazione di questa stagione, nonché attuale numero 1 del ranking e vincitrice del recente Masters di Shenzhen, Ashleigh Barty (per lei quest’anno anche vittorie al Roland Garros, Miami e Birmingham e finali a Sydney e Pechino). Per la bravissima giocatrice locale l’opportunità di chiudere il 2019 già di per sé esaltante in maniera addirittura trionfale davanti al pubblico amico. Ma Barty ha già dato un apporto incredibile per il raggiungimento di questa finale, avendo dato ben sei punti alla sua nazionale nei due match precedenti, entrambi vinti dall’Australia 3-2, contro USA e Bielorussia. Un cammino perfetto che chiaramente cercherà di proseguire nel prossimo week-end. Se dovesse vincere sia i due singolari che il doppio sarebbe la prima giocatrice a portare nove punti alla sua squadra da quando il World Group ha questo format.

Al fianco di Ashleigh Barty la capitana australiana Alicia Molik ha convocato l’esperta Sam Stosur (record di vittorie in singolare nella storia della Fed Cup australiana, 29, e ancora imbattuta in doppio), Ajla Tomljanovic (fidanzata di Matteo Berrettini), Astra Sharma e la giovanissima Priscilla Hon. Piccola curiosità, per la Tomljanovic si tratta dell’esordio con l’Australia, avendo già giocato in Fed Cup ma per la Croazia.

FRANCIA

Più completo dall’altra parte della barricata forse il team francese, che quest’anno ha visto l’esordio in panchina di Julien Benneteau, bravo a ricompattare il gruppo (e a riunire Garcia e Mladenovic) sfruttando probabilmente l’enorme esperienza maturata con la squadra maschile in Davis. La Francia ha vinto due titoli, uno nel 1997 e l’altro nel 2003 mentre ha giocato l’ultima finale nel 2016 perdendo in casa contro la Repubblica Ceca a Strasburgo al termine di una sfida stupenda ed equilibrata.

Proprio dopo quel match si ruppe l’armonia nel gruppo transalpino, con Caroline Garcia che decise di dare priorità alla sua carriera da singolarista e che interruppe anche il sodalizio in doppio con Kiki Mladenovic. Entrambe sono state convocate per l’atto finale della manifestazione insieme alla solita (e arcigna) Alizé Cornet, all’esperta Pauline Parmentier e al “pulcino” del gruppo Fiona Ferro.

 
Finale Fed Cup 2019, la squadra francese (foto via Twitter, @FedCup)

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI

Sono sei: l’Australia ha vinto i primi cinque, la Francia l’ultimo, ma si è sempre giocato con la formula del raggruppamento in sede neutra (anche se per due volte in Australia). Quindi è questa la prima sfida tra le due nazionali con l’attuale formula del World Group.

AUSTRALIA-FRANCIA 5-1

4 settembre 1964, Philadelphia, grass, World Group Semifinal
Australia-Francia 3-0
Smith-Durr 6-4 6-1
Turner-Liefrigg 6-1 6-2
Smith/Turner-Durr/Liefrigg 6-3 9-7

4 gennaio 1965, Melbourne, grass, World Group Semifinal
Australia-Francia 3-0
Smith-Durr 6-2 6-2
Turner-Liefrigg 6-1 7-5
Smith/Tegart-Durr/Liefrigg 6-1 6-4

9 giugno 1967, Berlino, clay, World Group Quarterfinal
Australia-Francia 2-1
Melville-Salvati 4-6 6-4 9-7
Durr-Turner 9-7 6-1
Tegart/Turner-Durr/Liefrigg 6-3 6-3

23 maggio 1969, Atene, clay, World Group Quarterfinal
Australia-Francia 3-0
Melville-Chanfreau 6-2 8-6
Court-Darmon 6-1 6-1
Court/Tegart-Chanfreau/Darmon 6-1 6-2

28 dicembre 1970, Perth, grass, World Group Quarterfinal
Australia-Francia 3-0
Court-Chanfreau 6-1 6-1
Goolagong-Durr 6-3 3-6 6-0
Court/Goolagong-Chanfreau/Durr 6-2 6-3

28 aprile 2000, Mosca, carpet, World Group Round Robin
Francia-Australia 2-1
Dechy-Pratt 6-4 5-7 6-2
Dokic-Testud 6-7(4) 7-5 6-3
Halard Decugis/Tauziat-Molik/Stubbs 6-0 7-6(3)

PRECEDENTI TRA LE CONVOCATE

Precedenti in buona parte a favore delle tenniste di casa. Occhio a Tomljanovic che non ha mai incontrato Garcia ma che è in vantaggio 2-0 su Mladenovic (la loro sfida aprirà la finale) ed è 1-1 contro Cornet.

Barty-Garcia 2-1
2019, Wuhan, hard, R32, Barty 4-6 6-4 6-1
2018 Zhuhai, hard, R1, Barty 6-3 6-4
2017 Wuhan, hard, F, Garcia 6-7(3) 7-6(4) 6-2

Barty-Mladenovic 1-1
2019 Roma, clay, R16, Mladenovic 6-2 6-3
2018 Eastbourne, grass, R32, Barty 6-3 6-2

Barty-Cornet 1-1
2018 Montreal, hard, R16, Barty 6-3 6-4
2014 Roland Garros, clay, R128, Cornet 6-2 6-1

Barty-Parmentier 1-0
2018 Strasburgo, clay, R16, Barty 6-1 6-4

Tomljanovic-Mladenovic 2-0
2014 Strasburgo, clay, R32, Tomljanovic 6-4 6-0
2014 Miami, hard, R128, Tomljanovic 7-6(4) 6-4

Tomljanovic-Cornet 1-1
2019 Indian Wells, hard, R128, Tomljanovic 7-5 6-3
2013 US Open, hard, R64, Cornet 6-2 6-2

Tomljanovic-Ferro 3-0
2019 Rabat, clay, R32, Tomljanovic 6-4 6-4
2018 Hiroshima, hard, R32, Tomljanovic 6-4 6-1
2017 Dubai, hard, R32, Tomljanovic 6-0 6-0

Stosur-Garcia 0-1
2016 Zhuahi, hard, R1, Garcia 6-4 6-3

Stosur-Mladenovic 4-1
2018 Indian Wells, hard, R64, Mladenovic 7-5 7-5
2015 Washington, hard, R32, Stosur 6-2 6-2
2015 Strasburgo, clay, F, Stosur 3-6 6-2 6-3
2014 Hobart, hard, R16, Stosur 6-4 2-6 7-6(7)
2013 Roland Garros, clay, R64, Stosur 6-4 6-3

Stosur-Cornet 5-3
2018 Gstaad, clay, Q, Cornet 6-4 7-6(2)
2014 Pechino, hard, R16, Stosur 6-4 6-2
2013 Mosca, hard, R16, Stosur 6-4 6-1
2013 Tokyo, hard, R64, Stosur 2-6 6-4 6-1
2012 Mosca, hard, R16, Stosur 7-6(6) 7-5
2009 Pechino, hard, R64, Cornet 6-4 4-6 6-3
2009 New Haven, hard, R32, Stosur 6-7(8) 6-2 6-4
2007 Us Open, hard, R128, Cornet 6-3 6-2

Stosur-Parmentier 1-2
2019 Bronx, hard, R64, Parmentier 6-2 6-3
2015 Miami, hard, R64, Stosur 6-1 3-6 6-0
2008 Zurigo, hard, R32, Parmentier 6-4 2-6 7-6(1)

Stosur-Ferro 0-1
2019 Losanna, clay, Q, Ferro 6-4 6-2

Sharma-Mladenovic 0-1
2019 Nottingham, grass, R16, Mladenovic 6-1 7-5

IL CAMMINO VERSO LA FINALE DELL’AUSTRALIA

L’Australia torna in finale dopo ben 26 anni e lo fa dopo un cammino tortuoso con due sfide vinte solo al doppio decisivo, la prima contro gli Stati Uniti e la seconda con la possente Bielorussia. Vera trascinatrice nell’anno Barty, sempre vincente.

9-10 febbraio 2019, Ashleville, hard, World Group, Quarterfinal
USA-Australia 2-3

Barty-Kenin 6-1 7-6(2)
Keys-Birrel 6-2 6-2
Barty-Keys 6-4 6-1
Collins-Gavrilova 6-1 3-6 6-2
Barty/Hon-Collins/Melichar 6-4 7-5

20-21 aprile 2019, Brisbane, hard, World Group Semifinal
Australia-Bielorussia 3-2

Sabalenka-Stosur 7-5 5-7 6-3
Barty-Azarenka 7-6(2) 6-3
Barty-Sabalenka 6-2 6-2
Azarenka-Stosur 6-1 6-1
Barty/Stosur-Azalenka/Sabalenka 7-5 3-6 6-2

Finale Fed Cup 2019, la squadra australiana (foto via Twitter, @FedCup)

IL CAMMINO VERSO LA FINALE DELLA FRANCIA

Se la sfida di primo turno contro il Belgio è stata una pura formalità, la semifinale con la Romania di Simona Halep è stata un vero e proprio thrilling, con la vittoria arrivata nel doppio decisivo ed in rimonta. La ritrovata compattezza del duo Garcia/Mladenovic è stata la chiave di volta della sfida e si punterà su di loro anche a Perth per provare il colpaccio.

9-10 febbraio, Liegi, hard, World Group Quarterfinal
Belgio-Francia 1-3

Garcia-Van Uytvanck 7-6(2) 4-6 6-2
Cornet-Mertens 7-6(6) 6-2
Garcia-Mertens 6-2 6-3
Bonaventure/Flipkens-Ferro/Parmentier 6-3 3-6 10-6

20-21 aprile 2019, Rouen, clay, World Group Semifinal
Francia-Romania 3-2

Halep-Mladenovic 6-3 6-1
Garcia-Buzarnescu 6-3 6-3
Halep-Garcia 6-7(6) 6-3 6-4
Parmentier-Begu 6-3 2-6 6-2
Garcia/Mladenovic-Halep/Niculescu 5-7 6-3 6-4

PRONOSTICO

Il ruolo chiave sarà quello della seconda singolarista australiana, Ajla Tomljanovic. Molik ha scelto lei come seconda singolarista e si riserva Sam Stosur per il doppio (ed eventualmente per la seconda giornata), vista l’esperienza e la classifica dell’ex campionessa degli US Open nel ranking di doppio (numero 12, oltre alla recente semifinale nel Masters di Shenzhen nella specialità e alla vittoria agli Australian Open quest’anno). Oltretutto come abbiamo visto Tomljanovic ha precedenti positivi con le francesi, anche se quest’anno non ha particolarmente brillato nel circuito (finalista a Hua Hin, semifinalista a Rabat e Zhengzhou, attualmente n.51 WTA).

Dall’altra parte è chiaro che le se Barty è quella vista durante la stagione (e durante la Fed Cup 2019) le francesi la corsa la dovranno fare proprio sulla numero due locale per poi puntare al doppio che sarebbe molto equilibrato e anche spettacolare. Garcia in Fed ha dato spesso il meglio di sé, viene da un anno alquanto anonimo nel circuito (vittoria a Nottingham e finale a Strasburgo i risultati migliori) ed è precipitata alla posizione n.45 in singolare, sopravanzata da Mladenovic (attualmente n. 40, semifinalista a Zhengzhou e Mosca quest’anno) che ha raccolto i migliori risultati in doppio (recente vittoria al Masters in coppia con l’ungherese Babos e titolo anche a Istanbul e al Roland Garros).

Il problema per le francesi è che nella prima giornata si aprirà con Tomljanovic-Mladenovic e poi Barty-Garcia e quindi Mladenovic, forse caratterialmente la più debole delle ospiti, dovrà garantire se i pronostici saranno rispettati il punto dell’1-1 ed oltretutto sarà la prima a scendere in campo. È chiaro che vale anche il ragionamento al contrario: Barty sentirà la pressione di essere la favorita e di dover portare almeno i due punti del singolare al suo paese?

Come sappiamo le competizioni a squadre riservano sorprese inaspettate e la Fed Cup non è da meno della Davis (almeno con questa formula). Concludendo, l’impressione è che le padrone di casa australiane siano nettamente favorite ma che le francesi non devono essere sottovalutate perché soprattutto Garcia (in campo) e Benneteau in panchina (senza dimenticare la carta a sorpresa dell’ostica e arcigna Cornet) daranno sicuramente tutto per rovesciare il pronostico.

Australia 65% – Francia 35%

SORTEGGIO

Sabato (dalle ore 4 italiane, diretta su Supertennis)
A. Tomljanovic vs K. Mladenovic
A. Barty vs C. Garcia

Domenica (dalle ore 4 italiane, diretta su Supertennis)
A. Barty vs K. Mladenovic
A. Tomljanovic vs C. Garcia
A. Barty/S.Stosur vs C. Garcia/K. Mladenovic

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Mladenovic (strepitosa) e Garcia riportano la Fed Cup in Francia

La finale si decide al doppio, ma Mladenovic indirizza la sfida battendo Barty. Inutile la vittoria di Tomljanovic su Parmentier. Terzo trionfo della storia per la Francia

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La gioia di Garcia e Mladenovic dopo il successo nel doppio - Finale Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FFTennis)

FED CUP, Finale: AUSTRALIA – FRANCIA 2-3

Finisce con la Marsigliese che risuona nella RAC Arena di Perth l’ultima edizione della Fed Cup con questo format. Vince la Francia, vince soprattutto Kristina Mladenovic che in un weekend da sogno porta tre punti al suo paese che rinconquista la Fed dopo ben 16 anni. Straordinaria la numero 40 del ranking WTA (e n.2 in doppio) che fa l’impresa della giornata battendo la n.1 del mondo Ashleigh Barty nel primo singolare e indirizza in maniera decisiva. Sfida poi chiusa dal doppio nel quale in coppia con Garcia travolge la stessa Barty e una irriconoscibile Stosur per il 3-2 finale, rendendo così inutile la prima vittoria di Ajla Tomljanovic con i colori australiani nella competizione su Parmentier che (a sorpresa) aveva sostituito la stessa Garcia.

Se vogliamo, con questa vittoria Garcia e Mladenovic hanno raccolto quanto avevano sfiorato tre anni fa a Strasburgo, quando al termine di una sfida infinita avevano ceduto 3-2 alla Repubblica Ceca sempre al doppio finale. Un giusto merito alla ritrovata compattezza del team francese il cui merito va ascritto soprattutto a Julien Benneteau, esordiente sulla panchina transalpina quest’anno e sempre molto sfortunato nella sua carriera da singolarista (10 finali disputate e sempre sconfitto) e in Davis (era nella squadra battuta dalla Svizzera a Lille nel 2014). La squadra femminile ha emulato così quella maschile, che nel 2000 a Sydney batté in un’altra incredibile finale sull’erba l’Australia di Hewitt e Rafter con un protagonista a sorpresa, Nicolas Escudé.

Cosa dire sulle sconfitte. Barty forse è arrivata un po’ con le pile scariche all’atto conclusivo. Del resto aveva trascinato la squadra fino alla finale con ben sette vittorie su sette match giocati (tra doppio e singolare), e avrebbe avuto bisogno di una mano consistente nel doppio odierno che però una troppo nervosa Stosur non ha saputo darle. E di certo non si poteva chiedere di più a Tomljanovic, già brava a battere Parmentier sull’1-2. Per le “aussie” è la nona finale consecutiva persa, più che una maledizione verrebbe da dire.

IMPRESA MLADENOVIC – La seconda giornata della finale di Fed Cup di Perth tra Australia e Francia si apre con il singolare tra le due numero 1, Ashleigh Barty e Kristina Mladenovic, ieri nettamente vincitrici nei loro match. 1-1 i precedenti tra le due tenniste che si sono affrontate proprio quest’anno a Roma, dove ha vinto in due set Mladenovic. La RAC Arena di Perth è piena come un uovo, gli spettatori sono oltre 13.800. Parte al servizio la n.1 del mondo che tiene la battuta senza problemi. Mladenovic sembra un po’ contratta, arriva subito il break della tennista australiana che poi lo conferma, 3-0 Australia. Mladenovic inizia ad entrare in partita ma Barty concede poco al servizio. Nel quinto gioco si arriva ai vantaggi sul servizio dell’australiana, ma è poi Mladenovic a capitolare di nuovo nell’ottavo game sprecando dal 40-15. Così la n.1 locale chiude dopo 33 minuti il primo set 6-2.

Sembra l’avvio di una altra cavalcata trionfale per Barty, ma Mladenovic non si disunisce e ben sostenuta da capitan Benneteau inizia a macinare il suo gioco. Lo si percepisce subito dal primo game del secondo set. La tennista francese si procura ben cinque palle break, Barty con gran caparbietà e pazienza le salva tutte e tiene la battuta. Ma ora c’è partita, Mladenovic serve bene, l’australiana perde fluidità nei colpi, non trova più profondità e in risposta non riesce più ad essere incisiva. Si seguono i servizi senza particolari sussulti. Sul 4-3 per la tennista di casa Mladenovic regala con un doppio fallo una palla break delicatissima che se sfruttata da Barty la manderebbe a servire per il match. La n.1 ospite si butta a rete, Barty avrebbe lo spazio per passare ma spedisce il diritto sul nastro. La francese si salva e dopo 10 minuti e 14 punti giocati sigla il 4-4.

L’australiana accusa il colpo, sbaglia molto di diritto e cede la battuta nel gioco successivo, la situazione si è capovolta, ora è Mladenovic che va a servire per il set. La francese non manca l’occasione, altro errore di diritto di Barty e dopo un’ora e 26 minuti siamo un set pari. Se si tiene conto che Barty non perde un match in Fed dal 2017 e che da allora ne ha vinti 14 consecutivi (tra singolare e doppio) si può ben capire quale impresa stia facendo Mladenovic a rimanere in partita. La tennista australiana è calata molto nel secondo set, a volte è sembrata lenta nei movimenti e soprattutto ha perso scioltezza nei colpi, la tensione probabilmente si fa sentire e la posta in palio pesa non poco nella testa della n.1 del ranking WTA.

Inizia il set decisivo con Barty al servizio, l’australiana tiene la battuta ma Mladenovic è ormai entrata in partita, non molla di un centimetro da fondo campo e sembra in gran forma anche da un punto di vista fisico. Barty continua a sbagliare troppo, arriva il break francese nel terzo game. Benneteau gongola sulla panchina francese, Alicia Molik si contorce su quella australiana. Barty rischia il tracollo, Mladenovic indovina due risposte profonde nel quinto game e si procura una palla per il 4-1 “pesante”. Stavolta l’australiana si salva con il servizio ma al cambio di campo mostra molto nervosismo, lamentandosi con il giudice di sedia Keothavong per le perdite di tempo tra un punto e l’altro della sua avversaria. Lo sfogo rimette in partita la n.1 del mondo che nel game successivo sale 0-40 e trasforma la terza palla break, 3-3, tutto da rifare.

L’inerzia sembra passare in mano alla tennista di casa, ma è un fuoco di paglia. Si arriva alla volata finale e la tensione la fa da padrona, i gratuiti aumentano a dismisura da una parte e dall’altra, succede di tutto. Mladenovic approfitta di quattro errori della sua avversaria e va a servire per il match sul 5-4. Controbreak a zero Barty, 5-5. Undicesimo game palpitante, Mladenovic per tre volte ha la palla break ma Barty risponde da n.1 aiutandosi con il servizio, 6-5 Australia. Mladenovic serve per rimanere nel match ma non accusa la minima tensione, game a zero, la sfida si deciderà al tie break.

Mininbreak immediato di Mladenovic, subito rintuzzato da Barty, ma dall’1-1 è una passeggiata per la francese che approfitta degli errori della tennista australiana completamente bloccata dalla tensione e si invola fino al 7-1 finale che sancisce il clamoroso e sorprendente 2-1 francese. Mladenovic festeggia con capitan Benneteau e piangendo dalla felicità si prende l’abbraccio di Cornet e Ferro in panchina. Barty lascia velocemente il campo probabilmente molto delusa da se stessa. Australia con le spalle al muro, Tomljanovic ha un compito arduo, battere Garcia e riaprire la sfida.

TOMLJANOVIC SIGLA IL 2-2 – Sul 2-1 per la Francia Benneteau cambia le carte in tavola sostituendo Caroline Garcia, letteralmente umiliata ieri da Barty (doppio 6-0) con Pauline Parmentier. La mossa è abbastanza sorprendente, non tanto perché il capitano francese si riserva Garcia per un eventuale doppio sul 2-2 ma soprattutto perché sceglie la quinta forza in singolare a sua disposizione, in quanto Parmentier è numero 122 e davanti a lei ci sono sia Cornet (che forse in questa atmosfera sarebbe la scelta ideale) sia Ferro. Non cambia naturalmente Alicia Molik che conferma Ajla Tomljanovic con Sam Stosur pronta a giocare il doppio (eventualmente) decisivo.

Subito emozioni nel primo gioco, serve Tomljanovic che va sotto 15-40, ma Parmentier non ne approfitta e l’australiana si salva tenendo la battuta. Entrambe le tenniste hanno nel rovescio il loro colpo migliore e da subito cercano di giocare sul diritto dell’avversaria. Ne viene fuori una partita tecnicamente mediocre, con tanti gratuiti (soprattutto di diritto) e con la tensione che la fa da padrona. Del resto, da un lato c’è una giocatrice che deve portare a tutti i costi a casa il punto del 2-2 e viene da un esordio alquanto scarso nella prima giornata con i colori dell’Australia. Dall’altro c’è la n.122 del ranking che potrebbe assurgere ad eroina nazionale perché potrebbe dare il punto del 3-1 e quindi essere decisiva nella conquista della terza Fed Cup del suo paese. Si seguono i servizi, Tomljanovic dopo i brividi del game d’apertura non concede più un punto alla risposta e va senza problemi sul 5-4. Chiamata a servire per rimanere nel set Parmentier si irrigidisce, due gratuiti di diritto e al primo set point Tomljanovic chiude il parziale dopo 41 minuti 6-4.

Il pubblico della RAC Arena ci crede, Benneteau prova a sostenere la sua giocatrice. Parmentier trema ancora nel secondo gioco che alla fine vince ai vantaggi nonostante due doppi falli. Il leit motiv della partita non cambia, tanti errori da una parte e dall’altra, poco spettacolo. Tomljanovic sembra trovare l’allungo decisivo con un break nel sesto game grazie ad una bella risposta di diritto, ma l’australiana vede la meta vicina e nel gioco successivo si irrigidisce. Tre gratuiti di diritto e un doppio fallo sulla palla break, Parmentier torna nel match. La francese però non riesce ad approfittare del momento, pareggia i conti sul 4-4 e non sfrutta una importantissima palla break nel nono game. Superato il momento di difficoltà, Tomljanovic ritrova sicurezza e nel dodicesimo game trova il break decisivo, quello che le consente di dare il 2-2 all’Australia.

LA FRANCIA DOMINA IL DOPPIO – Ed eccoci al doppio decisivo, le coppie sono quelle previste. Barty e Stosur da una parte, Garcia e Mladenovic dall’altra. Tutte e quattro le tenniste hanno in Fed un bilancio ragguardevole, Stosur addirittura è ancora imbattuta (8-0). A questo aggiungiamo che Mladenovic è la n.2 della speciale classifica e che la scorsa settimana ha vinto il Masters a Shenzhen con l’ungherese Babos. Insomma, tecnicamente non si può chiedere di meglio per l’ultima finale di Fed Cup con questo format.

Inizia a servire Garcia, Barty pare la più pronta delle quattro allo sparo dello start, arriva subito il break della coppia di casa per la gioia della RAC Arena (fino all’inizio di quest’anno sede della Hopman Cup). Le australiane vanno sul 2-0 ma le francesi pian piano vengono fuori. Mladenovic sta vivendo un week-end da sogno, Garcia esce dal torpore iniziale. Va a servire Stosur che sembra in campo quella che ancora deve capire dove si trova, controbreak a zero delle francesi complice un doppio fallo di Sam, 2-2, match di nuovo in equilibrio. Ora si seguono i servizi senza problemi, l’intesa tra Garcia e Mladenovic sembra più solida di quella delle australiane, Barty non riesce ad incidere più di tanto, Stosur è troppo contratta (e non è una novità nelle sfide che contanto). Sul 5-4 Francia serve Barty, le francesi spingono alla risposta, un nastro e due gratuiti della n.1 del mondo in singolare le aiutano, arriva il break e il primo set dopo 31 minuti e della coppia ospite.

Sotto i piedi delle australiane si apre una voragine e Garcia e Mladenovic (impeccabile) ne approfittano. Parte il secondo set ed in un amen le francesi vanno 3-0. La Fed Cup pare aver preso la via di Parigi, Barty e Stosur provano a rientrare, ma un po’ per loro demeriti, un po’ per la bravura delle avversarie, i tentativi esperiti non sortiscono effetto. Le australiane non sfruttano tre palle break sullo 0-2 ed una sul 2-4 (volée di Stosur in rete). Soprattutto nei pressi della rete le padrone di casa non incidono facendosi trovare spesso impreparate. Sul 5-2 per la Francia arrivano due match point per le transalpine, ma Stosur riesce a salvarsi in entrambe le occasioni. Il verdetto finale però è solo rimandato. Va a servire Mladenovic, piccolo brivido sul 15-30, poi arrivano tre punti di fila e la Francia può festeggiare il terzo titolo di Fed Cup della sua storia (l’ultimo nel 2003).

GIOIA FRANCESE A FINE MATCH – Riscatto Garcia: Ho provato a ricaricarmi dopo la debacle di ieri, abbiamo lottato punto su punto, è una gioia immensa”. Mladenovic non ci crede: “È un’emozione grandissima, abbiamo dato l’anima, non ci credo. Questa è la nostra rivincita dopo la sconfitta di tre anni fa a Strasburgo contro la Repubblica Ceca, ce lo meritiamo”. Capitan Benneteau: “Sono orgoglioso di questo gruppo, a inizio anno non avrei mai immaginato una cosa del genere. Sono state incredibili tutte. Kristina è stata bravissima, Caroline ha dimostrato grande forza di volontà dopo il doppio bagel di ieri, ma tutto il team ha contribuito a questa vittoria”.

Risultati:

K. Mladenovic (FRA) b. A. Barty (AUS) 2-6 6-4 7-6(1)
A. Tomljanovic (AUS) b. P. Parmentier (FRA) 6-4 7-5
C. Garcia/K. Mladenovic (FRA) b. A. Barty/S. Stosur (AUS) 6-4 6-3

Mladenovic chiama, Barty risponde: 1-1 tra Australia e Francia
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Mladenovic chiama, Barty risponde: 1-1 tra Australia e Francia nella finale di Fed Cup

Due singolari senza storia a Perth. La francese lascia due game a Tomljanovic, la numero 1 del mondo regola Garcia con un incredibile cappotto. Domani si riprenderà con Barty-Mladenovic (ore 4 italiane, diretta Supertennis)

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Kiki Mladenovic - Finale Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FedCup)

Fed Cup, Finale: AUSTRALIA – FRANCIA 1-1

Non c’è stata partita nei due singolari della finale di Fed Cup tra Australia e Francia in corso di svolgimento a Perth. Attanagliata dalla tensione, Ajla Tomljanovic (fidanzata del nostro Matteo Berrettini) non entra mai nel match contro la più esperta Kiki Mladenovic e conquista appena due giochi (tenendo una sola volta il servizio) cedendo 6-1 6-1 in appena 71 minuti. Caroline Garcia viene invece letteralmente annichilita nel secondo incontro (la francese ha lasciato il campo in preda alla disperazione a fine partita e in lacrime) dalla numero 1 del mondo Ashleigh Barty che in 56 minuti la travolge con un inaspettato e sonoro cappotto e riporta le australiane in parità. Nella sostanza viene rispettata la classifica nella prima giornata della finale di Fed, ma con risultati che nessuno avrebbe nemmeno mai lontanamente immaginato. Le australiane rimangono favorite, domani si ricomincia da Barty-Mladenovic, che per quanto visto oggi dovrebbe garantire anche un discreto spettacolo da un punto di vista tecnico.

IL PRIMO PUNTO È DI KIKI – Primo singolare della finale di Fed Cup tra Australia e Francia, apre la sfida Ajla Tomljanovic e Kristina Mladenovic. Due i precedenti, entrambi vinti dalla giocatrice di casa che oltretutto fa il suo esordio nella manifestazione con i colori australiani, visto che Tomljanovic ha già giocato in Fed ma con la Croazia.

È proprio l’australiana che parte al servizio, ma l’inizio non è confortante. Subito 15-40 e poi, dopo aver annullato le due palle break, Tomljanovic capitola sulla terza, subito break Francia. La tennista di casa sembra accusare non poco la tensione, Mladenovic pare più pronta e non si fa pregare, incitata a gran voce dai suoi fans. Altro break nel terzo gioco dove Tomljanovic spreca dal 40-15: 3-0 Francia, non c’è al momento partita. Sam Stosur dalla panchina prova a scuotere la sua compagna in campo, ma è Mladenovic a darle una speranza. Due doppi falli nel quarto game e arriva il break australiano. Si auspica l’inizio di una vera partita, invece Tomljanovic non esce dal fosso nel quale è precipitata, fa 5 punti negli ultimi 3 giochi e dopo 38 minuti cede il parziale 6-1.

Mladenovic vola sulle ali dell’entusiasmo, con il diritto comanda a piacimento e sposta l’avversaria a destra e a sinistra senza problemi. L’inizio del secondo set per la n.2 australiana e se possibile peggio della fine del primo; 12 punti a 1 Mladenovic, 3-0 Francia e praticamente partita in ghiaccio. Tomljanovic prova a combattere, quarto game lunghissimo (7 minuti), ma arriva un altro break della tennista francese, 4-0. Mladenovic non trema in dirittura d’arrivo, 5-0. Tomljanovic finalmente tiene il servizio e conquista il game della bandiera. Alla prima occasione nel settimo game Mladenovic chiude la contesa e porta in vantaggio la Francia nella finale di Perth.

Raggiante la tennista transalpina a fine partita: “Ringrazio innanzitutto i nostri tifosi che hanno affrontato questo lungo viaggio. Nonostante la tensione ho giocato un gran match, l’organizzazione australiana è stata perfetta e mi sento come se stessi giocando a casa mia. Non è stato facile per Ajla giocare oggi, la tensione era altissima. Noi però siamo venute qui per dare tutto e cercare di portare la coppa a casa. Sono felice ma già sto pensando al match di domani”.

LA NUMERO 1 NON SBAGLIA – Sono tre i precedenti tra la n.1 del mondo Ashleigh Barty e la sua avversaria Caroline Garcia, conduce 2-1 l’australiana che ha vinto l’ultimo precedente quest’anno a Wuhan in 3 set. Si attende Barty al varco, chiamata a pareggiare i conti dopo la disfatta di Tomljanovic. La tennista di casa inizia come meglio non potrebbe, servizio dirompente e grande aggressività. Garcia è un po’ fallosa, cinque minuti e siamo già sul 3-0 per la sua avversaria. La n.1 del mondo mostra una leggerezza di mano e mentale da brividi, non sbaglia praticamente niente e mostra tutto il vasto repertorio in suo possesso. Passanti di diritto e di rovescio, lungolinea ed incrociati, prime vincenti centrali, diritti letali ad aprirsi il campo, determinazione e precisione sotto rete.

Dopo 15 minuti il tabellone recita 5-0 Barty che nei vincenti conduce 10-0, un massacro. Il sesto game dura dodici minuti, quasi la metà del primo parziale. Garcia ha due palle per l’1-5, ma una la spreca con un doppio fallo, Barty si procura poi cinque set point. È buono l’ultimo dopo un orrendo smash fuori della francese, 29 minuti per un 6-0 senza repliche. Il presidente della Federtennis francese Giudicelli ha perso il sorriso in tribuna così come Benneteau in panchina, Alicia Molik invece parla con la sua giocatrice in maniera serena.

Garcia prova a cambiare ritmo nel secondo set, cerca di palleggiare di più e al centro per non dare angoli alla sua avversaria, ma la strategia non paga, perché lei sbaglia troppo e perché la sua avversaria mette la palla dove vuole. Nel secondo game la francese sale 30-0, pare la volta buona, macché. Quattro punti in fila per Barty, 2-0 e altro break. È uno show della tennista locale, Garcia è un pugile che dopo un atterramento prova a rialzarsi ma non è proprio giornata. Si arriva velocemente sul 5-0 Barty, l’australiana forse l’ultimo gioco lo potrebbe pure concedere, ma non ne vuole sapere. Finisce con uno storico “cappotto” dopo 56 minuti, Barty e Molik salutano festanti il pubblico nell’intervista sul campo post-partita, Garcia esce in lacrime dal campo. Si ricomincia domani sull’1-1.

Risultati:

K. Mladenovic (FRA) b. A. Tomljanovic (AUS) 6-1 6-1
A. Barty (AUS) b. C. Garcia (FRA) 6-0 6-0

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Fed Cup

Fed Cup: Australia-Francia è la finale migliore. Italia in C, rimbocchiamoci le maniche

Week-end di Fed Cup con due semifinali emozionanti ed equilibrate e la preventivabile sconfitta dell’Italia in Russia. Garbin avrà molto da lavorare, ma è la capitana migliore per il momento nero del nostro movimento femminile

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Fed Cup 2019, la gioia francese dopo il successo in semifinale (foto via Twitter, @FedCup)

Mentre a Montecarlo il nostro tennis maschile viveva uno dei momenti più belli da una quarantina di anni a questa parte, a Mosca il nostro tennis femminile sprofondava nella serie C della Fed Cup, una delle sue pagine più nere. Curioso notare come fino a 6/7 anni fa i ruoli fossero completamente invertiti. Le nostre ragazze ci facevano vivere momenti di felicità a cui non eravamo mai stati abituati, mentre i nostri tennisti erano incapaci di acuti degni di nota. Alterne vicende di cui è piena la vita che viviamo ogni giorno, logico che ciò possa accadere anche in campo sportivo ed in una disciplina come il tennis. E ora?

Sul momento del tennis maschile abbiamo dedicato ampio approfondimento sul nostro sito, vediamo qui qual è ad oggi la situazione del nostro tennis femminile inquadrandolo in quello che è stato il solito, divertente ed emozionante week-end di Fed Cup appena passato.

SIAMO IN C MA A MOSCA NON POTEVAMO FARE DI PIÙ


La trasferta di Mosca era onestamente alquanto improba già al momento del sorteggio, ed è poi diventata un Everest da scalare quando le nostre due migliori giocatrici hanno dichiarato forfait. Giorgi fatica ancora a riprendersi da un infortunio al polso (si è ritirata anche questa settimana dal torneo di Istanbul), Sara Errani nonostante i recenti quarti a Bogotà non era al top. Giusto quindi farsi da parte e lasciare la scena a due ragazze che per quanto inferiori tecnicamente hanno comunque avuto il loro giusto momento di ribalta, vestendo i panni delle titolari in Fed. Una primizia vera e propria sia per Martina Trevisan che per Jasmine Paolini, che onestamente hanno difeso strenuamente i colori del nostro paese nei due giorni di gare, dando il massimo e forse anche di più e complicando per quanto possibile la strada verso la vittoria alle nostre avversarie, tecnicamente superiori.

 

Sia Potapova che Pavlyuchenkova non hanno avuto vita facile nei singolari disputati, segno che comunque la mano di Garbin, la nostra capitana, si vede. La grinta e la determinazione di Tathiana sono state trasmesse in toto alle sue giocatrici, che hanno giocato al limite delle loro possibilità ma che soprattutto non hanno mai mollato. Ecco, questa è la base dalla quale ripartire. Purtroppo il periodo d’oro delle nostre ragazze è finito, lo sapevamo e le conseguenze vanno accettate. Non avremo più Schiavone, Pennetta e Vinci, ma se mandiamo in campo due ragazze quasi esordienti che danno l’anima in campo possiamo ritenerci in parte soddisfatti. Certo, ora siamo in C e l’anno prossimo saremo costretti ai raggruppamenti zonali, ma non dimentichiamoci che anche la nostra nazionale di Davis finì ingloriosamente retrocessa alcuni anni fa, ma come spesso accade, toccato il fondo iniziò poi la risalita. Solo il lavoro, il sacrifico e la voglia di riemergere potranno riportare in auge il nostro movimento femminile. E avere in questo frangente una capitana come Garbin è già una buona base di partenza, con calma ora ci dovremo concentrare sul futuro.

AUSTRALIA E FRANCIA IN FINALE, FORSE ROMANIA E BIELORUSSIA HANNO SBAGLIATO LA FORMAZIONE DEI DOPPI


Avevamo pronosticato due semifinali equilibrate ed emozionanti e così è stato. I verdetti finali hanno premiato le due formazioni di casa, l’Australia che torna in finale dopo ben 26 anni, e la Francia che ha superato la Romania di Simona Halep, arrivata ad un set dalla prima finale della sua storia in Fed Cup.

A Brisbane è stato soprattutto il week-end di Ashleigh Barty, unica tra uomini e donne ad essere nella Top10 sia di singolare che di doppio, ed il perché è facilmente intuibile se guardiamo quello che la nr.9 WTA ha fatto nella sfida contro la Bielorussia. Ha vinto un non facile singolare contro Azarenka, ha schiantato Sabalenka la domenica e poi in coppia con Stosur ha vinto un doppio di altissimo livello giocato in maniera esemplare. Finale meritata per l’Australia e anche per Alicia Molik e le sue ragazze. Stavolta i panni della seconda singolarista li ha vestiti l’esperta Stosur che ha combattuto allo stremo contro Sabalenka, è stata inesistente contro Azarenka, ma poi ha giocato un signor doppio. Considerando che nel team australiano c’è anche Gavrilova e che alle loro spalle stanno arrivando tenniste come Hon e Sharma che sembrano promettere bene, l’Australia avrà sicuramente le sue carte da giocarsi a novembre per la finale, partendo forse anche con il vantaggio nei pronostici, certo bisognerà vedere che stato di forma avranno le giocatrici tra sette mesi.

Fed Cup 2019, la squadra australiana festeggia il successo in semifinale (foto via Twitter, @FedCup)

La Bielorussia è una squadra temibilissima, l’arrivo di Tatiana Poutchek in panchina l’ha resa ancor più forte. Ci voleva una Barty “deluxe” per fermare Sabalenka e Azarenka (senza dimenticare Sasnovich). Forse però la capitana ha sbagliato la formazione del doppio. Vero che Sabalenka nell’anno ha raccolto soddisfazioni anche nella disciplina (in coppia con la belga Mertens) ma Azarenka non sappiamo quanto possa ritenersi affidabile. Non era meglio allora mettere in campo Lapko e Marozava che sono doppiste ‘DOC’? Oppure mettere una delle due al fianco di Sabalenka? Chissà, sta di fatto che comunque anche per l’anno prossimo questa Bielorussia farà paura e potrà fare strada nella competizione.

Tante emozioni anche sulla terra rossa di Rouen, dove la Francia, anche qui con il doppio decisivo, ha superato la Romania. Onestamente è stata la vittoria della squadra francese e del suo capitano Benneteau (ottimo esordio per lui sulla panchina transalpina in questa stagione) contro Simona Halep. È mancata infatti alla squadra rumena una seconda singolarista valida che raccogliesse il terzo punto. Ancora troppo lontana dalla forma migliore Buzarnescu, scelta non felice quella di farla sostituire nella seconda giornata da Begu, che strutturalmente è più giocatrice da veloce che da terra. Tanto che è bastata una volenterosa Parmentier per sconfiggerla. E anche sulla formazione del doppio Segarceanu ha lasciato un po’ a desiderare. Begu e Niculescu erano sulla carta molto più affidabili di qualsiasi altra coppia, ma probabilmente lo sforzo profuso da Begu nel secondo singolare ha consigliato al capitano rumeno di scegliere la nr.1 Halep. Il risultato è stato che Simona (non proprio una doppista) non è stata continua e alla fine la sua incostanza ha pesato sul risultato finale.

La Francia come detto è stata più squadra e il ritorno di Garcia dà una serie di opzioni a Benneteau che potrà tornare utile nell’atto conclusivo. Il gruppo sembra molto unito e questo è un punto di forza non da poco per il team transalpino. In Australia si prospetta a novembre una finale altrettanto equilibrata ed emozionante, ci darà da divertirsi.

PLAY-OFF: REPUBBLICA CECA E GERMANIA FACILI, USA CON QUALCHE PATEMA, SPAGNA AL FOTOFINISH


Oltre alle quattro semifinaliste, nel prossimo tabellone del World Group ci saranno anche la Repubblica Ceca, la Germania, gli Stati Uniti e la Spagna. 

Non hanno avuto alcun problema le seconde linee della Repubblica Ceca a superare un Canada senza Andreescu e Bouchard (tra poco la cercheranno a “Chi l’ha visto”), vittoria sicura anche delle tedesche in Lettonia dove l’assenza tra le locali di Sevastova si è fatta sentire. Qualche piccolo patema per gli USA che hanno superato la Svizzera 3-2. Fuori forma Keys battuta da Golubic nella prima giornata, ci ha pensato Kathy Rinaldi nella seconda a mettere le cose a posto sostituendola con la grintosa Kenin, che infatti dopo i successi di Stephens ha raccolto il punto decisivo del 3-1.

Sloane Stephens – Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FedCup)

Da thrilling la vittoria della Spagna in Belgio. La capitana Medina Garrigues deve ringraziare la veterana Suarez Navarro che ha fatto le veci anche di una impresentabile Muguruza, battuta prima da Flipkens e poi da Bonaventure. I due punti di Suarez e poi il doppio composto dalla stessa Suarez e da Muguruza hanno permesso alle iberiche di essere l’anno prossimo nel World Group.

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