L'Italia vince il doppio dopo il KO di Berrettini. 2-1 Canada, Davis in salita

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L’Italia vince il doppio dopo il KO di Berrettini. 2-1 Canada, Davis in salita

MADRID – Dopo avergli regalato la qualificazione alle Finals, il canadese batte Matteo. Il doppio Berrettini/Fognini ci regala poi il punto della speranza

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Matteo Berrettini alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (foto Twitter @DavisCupFinals)

da Madrid, il nostro inviato

Il primo match: Pospisil batte Fognini
La situazione aggiornata dei gironi e tutti i risultati

D. Shapovalov [CAN] b. M. Berrettini [ITA] 7-6(5) 6-7(3) 7-6(5)

Numero 8 del mondo contro numero 15, Matteo Berrettini contro Denis Shapovalov. Il canadese ha vinto l’unico precedente giocato l’anno scorso a San Pietroburgo. Inutile dire che eravamo aggrappati a Matteo per sperare di ribaltare la situazione dopo la sconfitta di Fognini contro Pospisil, ma purtroppo il giovane canadese gioca una grande partita e porta al team nordamericano il secondo punto del giorno che vale la vittoria.

 

Vince il sorteggio il canadese e sceglie di ricevere. Matteo tiene senza problemi il servizio nel game d’apertura ma sull’1-1 va sotto 0-40. Qui arrivano le sue proverbiali prime oltre i 220 km/h che gli risolvono il problema, palle break annullate e 2-1 Italia. I tifosi italiani vanno in visibilio quando sul 30-0 del quinto gioco Berrettini recupera un lob di Shapovalov con un tweener-lob spalle alla rete che mette in difficoltà il canadese che sbaglia il successivo smash. Altro duello sotto rete vinto da Matteo sul 3-3 che con grande istinto respinge un paio di bordate di Shapovalov, il match è divertente, il pubblico gradisce.

Shapovalov concede pochissimo alla risposta, soffre più Berrettini al servizio. Matteo va in difficoltà soprattutto quando è chiamato a giocare il colpo di approccio di rovescio sulla palla bassa. Nel nono game complice un doppio fallo l’italiano va sotto 15-40, ma ancora una volta con gran caparbietà ed un ace a 230 km/h Berrettini si salva e tiene la battuta. Nel game seguente però è la volta di Shapovalov a soffrire sul servizio. Il canadese commette due doppi falli e arrivano 3 palle break non consecutive per Matteo che sono anche set point. Il primo il canadese lo salva con il servizio, sugli altri due Berrettini commette due gratuiti di diritto. Shapovalov si salva e riparte a testa bassa sul servizio dell’avversario.

Altro gratuito di diritto del n. 8 del mondo e sesta palla break per il canadese. Shapovalov sbaglia un rovescio, poi arrivano due ace consecutivi di Berrettini, 6-5 Italia, il grido “Matteo Matteo” rimbomba forte nello Stadio 2 della Caja Magica, le emozioni non mancano. Shapovalov tiene facilmente la battuta, come nel primo singolare sarà il tie-break a decidere il primo set. Tutto regolare fino al 4-3 Shapovalov, Berrettini sbaglia due diritti consecutivi, 6-3 Canada, due set point sul servizio. Il canadese però non chiude, gratuito di diritto e doppio fallo, 6-5 Shapovalov ma serve Berrettini. L’azzurro viene a rete, bordata Shapovalov, l’azzurro affossa una volée troppo tenera: 7-6 Canada dopo un’ora di gioco. I canadesi si stanno dimostrando molto ostici e tenaci, nei momenti fondamentali dei due singolari hanno giocato sin qui meglio.

Denis Shapovalov alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (foto Twitter @DavisCupFinals)

Il tifo italiano non cessa comunque di sostenere il nostro n.1 che onestamente dà l’anima, non molla una palla ma non riesce a sbrogliare la complicata matassa che questa sfida gli propone. Nel secondo set i servizi vanno via veloce, Shapovalov concede qualcosa nel terzo game (vinto ai vantaggi) e nel nono (sotto 15-30 complici due doppi falli consecutivi) ma non offre nessuna palla break. Berrettini se possibile fa anche meglio, il secondo tie-break del match è la logica conclusione del parziale. Subito mini-break Berrettini che però spreca il vantaggio con uno schiaffo al volo fuori di metri quasi a campo aperto. Il romano non si scompone, Shapovalov mette una volée non facile in rete, nuovo allungo Italia, 3-2 e due servizi per Matteo. Che sale sino al 5-3, vince poi un durissimo scambio da fondo e sfrutta il primo set point a sua disposizione. Un set pari, si va al terzo, siamo ancora vivi. Grande secondo set di Berrettini, giocato la solidità da top 10 contro uno Shapovalov davvero scorbutico.

Si riparte con Berrettini al servizio, tutto regolare sino al 2-2. Nel quinto gioco Matteo sbaglia un rovescio e sul 30 pari Shapovalov indovina un gran vincente di diritto: palla break Canada, la prima dalla fine del primo set. Il canadese però sbaglia un rovescio e il tennista italiano si salva chiudendo il turno in battuta con l’undicesimo ace della partita. Shapovalov ci riprova sul 3-3, va 15-30 sul servizio di Berrettini che però gioca un rovescio che pizzica la riga, va sul 30 pari e poi tiene la battuta. Il canadese si lamenta con la giudice di sedia, il pubblico di fede italiana lo becca, l’atmosfera della Davis non tradisce. Il battibecco polemico prosegue, il tennista canadese mette tre ace consecutivi sul 3-4 porta la mano all’orecchio provocando i supporter italiani. Sul 5-4 Berrettini arriva due volte a due punti dal match sui vantaggi (recuperando dal 40-15) ma Shapovalov allontana con bravura la minaccia. Non ci sono altri break e si arriva il terzo tie break della sfida.

Matteo inizia male mettendo una volée di rovescio fuori, ma Shapovalov cede subito il mini-break e con un doppio fallo (il quattordicesimo del match) sul 3-3 manda Berrettini avanti. Matteo però prova il serve&volley e sbaglia la volée di diritto, tutto da rifare sul 4-4. Il primo match point per il Canada arriva sul 6-5, Berrettini mette un’ottima prima ma spara fuori il diritto. Vince il Canada 2-0, peccato perché la differenza nei due singolari è stata davvero minima e Matteo è andato molto vicino a vincerla. Ora il doppio che comunque riveste un’importanza fondamentale, sia in ottica del secondo posto nel girone che potrebbe garantire il passaggio agli ottavi, sia per evitare di essere una delle due peggiori terze dei gironi, eventualità che porterebbe alla retrocessione nel World Group I (a meno di wild card). Scenderanno in campo Fognini e Berrettini contro Shapovalov e Pospisil.

M. Berrettini/F. Fognini [ITA] b. V. Pospisil/D. Shapovalov 6-2 3-6 6-3

Trovare motivazioni quando la sfida già è compromessa deve essere molto difficile, ma Berrettini e Fognini sono chiamati a siglare almeno il punto dell’1-2 per darci ancora una piccola speranza di passare ai quarti, questo richiede il nuovo format della Coppa Davis. Dancevic imita Barazzutti e mette in campo anche lui i due singolaristi di giornata, Pospisil e Shapovalov. Tutti e quattro i giocatori sembrano un po’ scarichi e stanchi, equilibrio sino al 2 pari poi un magistrale Fognini trascina un Berrettini un po’ distratto sotto rete. Arrivano 4 giochi consecutivi per gli azzurri, 6-2 Italia in appena 28 minuti. Molto falloso Pospisil, Shapovalov fa quel che può.

La coppia azzurra funziona meglio quando serve Matteo, a rete Fognini gioca con gran naturalezza ed è sempre decisivo. Secondo set molto regolare, nell’ottavo game arriva però il break canadese complici un paio di errori sotto rete di Berrettini. Shapovalov serve per il set e chiude il parziale 6-3, si va al terzo. Ora Pospisil è salito di tono, gli azzurri non riescono più a pungere alla risposta. Equilibrio iniziale nel terzo set, poi sul 3-3 Fognini alla battuta va sotto 15-40. I canadesi però sprecano le due palle beak, Fognini mette due servizi vincenti e tiene la battuta. Nel game successivo si ribalta la situazione, Pospisil offre tre palle break sullo 0-40, salva la prima ma un passante di rovescio fantastico di Fognini ci porta a servire per il set. Berrettini soffre fino al 30 pari, poi un servizio vincente ed un ace ci danno il punto sperato.

Martedì sarà il turno di Canada-USA, una vittoria canadese ci condannerebbe alla ricerca di un buon secondo posto per arrivare ai quarti. Una vittoria americana riaprirebbe i giochi nel girone in attesa della sfida con gli americani di mercoledì. Chi vivrà vedrà.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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Coppa Davis 2021: RTF troppo forte, la sorpresa Gojo, Italia mezza delusione

Medvedev e Rublev non sbagliano un colpo. La Croazia in finale grazie al numero due, N.279 del ranking ATP. L’Italia fallisce l’appuntamento con le semifinali. Delusione Spagna. Organizzazione migliore rispetto al 2019, ma nel 2022 il format cambierà ancora

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

La stagione tennistica 2021 si è chiusa come da tradizione con la finale di Coppa Davis. La vittoria è andata alla RTF, a certificare un anno davvero d’oro del movimento tennistico russo. Oltre alla Davis alla federazione russa sono finite l’ATP Cup, la Billie Jean King Cup e la Coppa Davis juniores. Insomma, nel 2021 non ce ne è stato per nessuno.

Nulla si può dire sul successo dei russi in quel di Madrid. Ampiamente pronosticato prima dell’inizio della manifestazione, Medvedev e Rublev non hanno sbagliato una partita (se si esclude la rimonta subìta da Andrey contro Feliciano Lopez, di 16 anni più anziano…), partendo semmai con il freno a mano tirato nelle prime sfide e poi carburando alla grande quando il torneo andava avanti. Se al vecchio format della Davis si imputava la colpa di non premiare per molteplici fattori la squadra in assoluto più forte, la nuova formula mai come quest’anno ha premiato davvero i migliori e il verdetto appare incontrovertibile.

Nessuno invece si sarebbe aspettato la Croazia finalista. Ma le incredibili performance di Borna Gojo unite all’affidabilità dei numeri uno in doppio, Mektic e Pavic, ha fatto sì che i tentennamenti di Marin Cilic venissero ampiamente compensati. Del resto con l’attuale formula il doppio pesa per il 33%: quando almeno un singolare lo porti a casa e puoi schierare i migliori al mondo nella specialità (oltretutto anche campioni olimpici), la vittoria finale è praticamente cosa fatta. Complimenti ai croati, oltretutto finalisti nel 2016 e campioni nel 2018, gran bella testimonianza di continuità.

 

Diciamo la verità, ci attendevamo molto dalla nostra nazionale. Le aspettative erano alte nonostante l’assenza di Berrettini (che ha pesato e non poco). Ma la mancanza di un doppio collaudato (visto anche l’indisponibilità di Bolelli convocato proprio al posto di Berrettini) e l’eccessiva tensione (probabilmente) accusata da Lorenzo Sonego hanno fatto sì che la nostra nazionale si fermasse ai quarti. Certo, così come nel 2019 ci ha fermato la poi finalista, allora il Canada, quest’anno la Croazia. Ma la super-performance di Gojo non può essere una attenuante per i nostri ragazzi. Se si vuole andare avanti nella manifestazione bisogna essere più forti di tutto e tutti e nonostante un anno più che positivo per il nostro movimento l’appuntamento con la Davis è stato fallito. In ogni caso i margini per i prossimi anni sono più che ampi, il futuro sembra dalla nostra parte. Non resta che pazientare.

Per il resto vanno sicuramente fatti i complimenti alla Germania, che nonostante l’assenza di Alexander Zverev si è guadagnata le semifinali, facendo fuori nel girone la Serbia di Nole Djokovic (poi ripescata come migliore seconda). Anche qui decisivo un doppio formato da specialisti, Tim Puez e Kevin Krawietz. Molto bene anche la Svezia dei fratelli Ymer. Vero che sono passati come migliori secondi nel girone forse meno valido del lotto da un punto di vista qualitativo, però fa piacere rivedere nel tennis che conta una nazionale che per anni ha dominato nella manifestazione. Vedremo se nelle prossime edizioni gli svedesi sapranno confermarsi.

Djokovic si è dimostrato troppo solo per portare la Serbia in finale, uno degli obiettivi che il numero 1 del mondo si era riproposto di raggiungere e che invece ha puntualmente fallito. Ma in una formula che prevede le sfide su tre incontri, se non hai una valida spalla e un buon doppio fai fatica anche se sei il migliore del mondo. Maluccio la Spagna detentrice del titolo. Certo hanno pesato non poco l’assenza di Nadal e la positività dell’ultimo momento al COVID di Alcaraz. Ma che sia stato Feliciano Lopez a 40 anni il trascinatore della squadra la dice lunga, e l’eliminazione nel Round Robin è stata più che meritata.

Complimenti al solito Kazakistan, che oramai da matricola è diventato una costante mina vagante della manifestazione. Ai quarti si è arreso alla Serbia di Djokovic, ma se l’è giocata fino all’ultima palla e per il movimento kazako non è cosa da poco. Con Bublik in campo per i prossimi anni, il Kazakistan potrebbe regalare altre piacevoli sorprese.

Se Ecuador e Colombia hanno fatto quello che potevano, grosse delusioni sono venute da Francia e Stati Uniti che rispetto alla loro storia passata hanno tradito le attese. La Gran Bretagna ha mancato le semifinali perdendo nei quarti con la Germania in una rivincita dei quarti del 2019 che allora aveva vinto. Potenzialmente i britannici erano più forti, piccola delusione.

Deludente anche l’Australia, sconfitta nettamente dalla Croazia e nella sostanza subito fuori dalla competizione. L’Ungheria ha fatto quello che poteva, vaso di coccio tra Australia e Croazia. Gli ungheresi hanno impegnato sia gli “aussie” che i croati poi futuri finalisti. Zombor Piros si è preso anche il lusso di battere Marin Cilic, di più era difficile aspettarsi.

Non giudicabile il Canada, troppo pesanti le assenze di Shapovalov e Auger-Aliassime, certo passare da finalisti a ultimi del lotto è davvero pesante. Non giudicabili nemmeno Cechia e Austria, arrivate alle Finals con minime aspettative e che hanno comunque onorato l’impegno.

Facciamo anche un rapido bilancio della nuova formula della Davis, che quest’anno rispetto all’edizione 2019 si è giocata su più giorni ma soprattutto ha diviso i Round Robin su tre sedi. Da questo punto di vista la mossa è stata sicuramente indovinata. È vero che non sono mancate le partite finite a tarda notte, ma si sono evitati gli scempi visti a Madrid e sicuramente tutta l’organizzazione ne ha giovato.

Va anche rimarcato che se l’obiettivo dell’ITF, al di là di quello economico, era far sì che la manifestazione fosse una specie di Coppa del mondo dove vince la squadra più forte, come detto all’inizio l’obiettivo è stato indovinato. Certo, il fattore campo è sempre stato un qualcosa di unico nel mondo tennistico per la Davis, ma probabilmente sia la vittoria della Spagna nel 2019 (anche se giocando in casa un piccolo vantaggio sicuramente c’era stato) sia quella della RTF quest’anno hanno premiato i team migliori, e i loro successi danno ancora più lustro alla manifestazione.

Come detto però la formula cambierà ancora. Si passerà a 4 gironi da 4 squadre, quindi le nazionali alle Finals passeranno da 18 a 16. Le prime due di ogni girone ai quarti che si giocheranno in un’altra sede (Abu Dhabi?), niente più calcoli cervellotici per scegliere le migliori seconde come nelle ultime due edizioni. Andrà meglio? Solo il tempo ce lo potrà dire. Per il resto ci sentiamo solo di rimarcare che nonostante tutto anche questa edizione della Davis ha riservato tante emozioni, tante piccole imprese da raccontare, tanti match combattuti, un’atmosfera sempre molto particolare e suggestiva. Si ricomincerà a marzo con i Qualifiers per le Finals 2022, l’Italia cercherà la qualificazione in Slovacchia (sulla carta impegno più che abbordabile). Nonostante tutto, lunga vita alla Davis!

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