Nadal sempre più 'fenomenal'

Coppa Davis

Nadal sempre più ‘fenomenal’

Rafa regala alla Spagna la sesta Coppa Davis della sua storia. Battuto il Canada di Shapovalov nella finale-show di Madrid. Effetto Federer: in 42000 in Messico

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Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Mateo Villalba / Kosmos Tennis)

da Madrid, il direttore

L’articolo che segue, a firma del direttore Scanagatta, è stato pubblicato questa mattina su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno


Es banal hablar de un Rafa Nadal fenomenal. Perdonate il “comincio” in spagnolo, peraltro comprensibile a… todos, ma davvero tanto di cappello al formidabile campione maiorchino che chiude da numero 1 l’anno per la quinta volta – come Federer e Djokovic – e conquista nell’entusiasmo incontenibile di tutto il Paese per una volta unito fra castillani e catalani, la sua quinta Coppa Davis da assoluto protagonista, su un totale di sei conquistate dalla Spagna in dieci finali.

Ieri il fenomeno maiorchino, che io vidi trionfare diciottenne assieme all’altro maiorchino Carlos Moya (oggi suo allenatore) nella prima Coppa Davis del 2004 a Siviglia davanti a 25.000 spettatori sugli USA di Roddick e Fish – scrissi “Una piccola isola delle Baleari ha matato il grande Paese degli Stati Uniti” – ha vinto sull’irriducibile e fortissimo numero 1 canadese (15 ATP) Denis Shapovalov (6-3 7-6, 9-7 nel tiebreak), l’ottavo incontro di questa settimana, cinque singolari e tre doppi, rendendo inutile, sul 2-0, la disputa del doppio finale.

Prima di questo singolare, infatti, Roberto Bautista Agut (n.9 ATP), tornato a Madrid sabato dalla sua Castellon de la Plana (423 km, cinque ore di auto) dopo la morte giovedì del padre da tempo malato e i funerali venerdì, aveva battuto 7-6(3) 6-3 Felix Auger-Aliassime, 19 anni e numero 21 ATP, consentendo a Rafa di scendere sul “centrale” sold-out della Caja Magica sull’1-0, giusto per le quasi due ore necessarie ad alzare la prima Coppa Davis di questo nuovo discutibile formato ideato e finanziato dalla Kosmos, la società di Gerard Piqué, il difensore del Barcellona che ha lo stesso sponsor della Davis, Rakuten, sorta di Amazon giapponese. Prima di Bautista Agut e Auger-Aliassime si era esibita, una decina di minuti per tre canzoni, la pop-star colombiana Shakira che di Piqué è la moglie e di Rafa Nadal buona amica.

 
La Spagna conquista la Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

In questa fase finale della Coppa Davis, Rafa – 33 anni compiuti il 3 giugno e imbattuto in Davis in singolare dal 2004 (battuto dal ceco Jiri Novak) e in doppio dal 2005 (k.o. contro Bracciali/Galimberti) – ha perso un solo set, in doppio nei quarti con gli argentini Gonzalez/Mayer. Battendo Shapovalov il maiorchino ha vinto il suo 29esimo singolare di Davis di fila, lasciando per strada solo cinque set. Ma altrettanto pazzesco è il dato dei suoi turni di servizio. Rafa non ne ha più ceduto uno dal terzo set del secondo round delle finali ATP di Londra con Medvedev, quando finì sotto 3-0. Fra Londra e qua, ne ha tenuti 89 di fila fra singolo e doppio, 68 solo qui!

Per il Canada dei figli di emigranti – Shapovalov ha un genitore russo e l’altro ucraino, Auger-Aliassime del Togo, Pospisil cechi – è stata comunque la prima storica finale in questa competizione. Sono comunque felici dell’exploit. Certo la Spagna, mai più in finale di Davis dopo quella persa a Praga 2012, è stata favorita dal fattore campo. Ma il vero segreto del successo è stato l’aver avuto sempre disponibile il miglior Nadal, sconfitto in soli sette match lungo tutto il 2019 e solo in due da non top-ten (Fognini a Montecarlo, Kyrgios ad Acapulco).

Roger Federer intanto ha battuto il record di affluenza per un match di tennis, 42.000 spettatori a Città del Messico, ma che avranno potuto vedere? Una pallina da ping-pong? A Madrid si è visto vero tennis.

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Coppa Davis

Ufficiale, le finali di Coppa Davis si giocheranno (anche) a Torino!

Il capoluogo piemontese sarà una delle tre sedi della manifestazione assieme a Madrid e Innsbruck

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Simone Bolelli e Fabio Fognini - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

La notizia circolava da qualche settimana, ma ora è ufficiale: Torino sarà una delle due città (l’altra è Innsbruck) che si aggiungeranno a Madrid per ospitare le finali di Coppa Davis in programma dal 25 novembre al 5 dicembre. Ciascuna sede ospiterà due gironi da tre squadre, mentre la gran parte delle fasi finali si disputerà nella capitale iberica – due quarti di finale, le semifinali e la finale si giocheranno infatti alla Madrid Arena (che sostituirà la Caja Magica), mentre Torino (al Pala Alpitour) e Innsbruck (all’Olympia-Halle) avranno un quarto di finale ciascuno.

Queste le suddivisioni:

  • a Torino si giocheranno il gruppo E (Italia, USA e Colombia) e il gruppo D (Australia, Croazia e Ungheria);
  • Madrid avrà il gruppo A (Spagna, Russia ed Equador) e il B (Canada, Kazakistan e Svezia);
  • Innsbruck avrà il C (Francia, Regno Unito e Cechia) e l’F (Austria, Serbia e Germania).

Questo il video di conferma del profilo ufficiale della Davis su Twitter:

 

“Non vediamo l’ora di portare le finali di Coppa Davis a Innsbruck e Torino”, ha detto il direttore del torneo Albert Costa, come riportato da Reuters. “Entrambe le città hanno lanciato delle candidature di grande valore che non solo permetteranno a giocatori e appassionati di avere un’esperienza di altissimo livello, ma includeranno misure stringenti per garantire la sicurezza di tutti gli astanti”. Ha poi aggiunto:Era importante trovare due città europee facilmente accessibili da Madrid e con condizioni simili, così da garantire una buona transizione per i giocatori che si sposteranno da un luogo all’altro“.

Il torneo verrà disputato su 11 giorni invece che su sette per evitare che le sessioni si dilunghino troppo come capitato nel 2019, quando il tie fra Italia e Stati Uniti, per esempio, si concluse alle quattro del mattino. “Pensiamo di aver fatto un grande lavoro nel 2019, ma di sicuro c’erano degli aspetti migliorabili, come la programmazione e il numero di spettatori sugli spalti, ha detto Costa. “Il nuovo format risolverà tutti i nostri problemi. Undici giorni sono meglio di sette perché era difficile per i giocatori disputare cinque tie in così poco tempo”.

Infine, nel 2022 le nazioni partecipanti scenderanno da 18 a 16, ma, stando a quanto dichiarato dall’ITF, l’evento continuerà ad essere disputato in più città.

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Coppa Davis

Filippo Volandri sarà il nuovo capitano dell’Italia in Coppa Davis

L’ex-N.25 ATP sostituisce Corrado Barazzutti, che l’aveva fatto esordire nel 2001: “Un grazie sentito a Corrado. Spero di onorare quanto lui questo ruolo”

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Filippo Volandri - Team SKY - ATP World Tour Finals 2016

Il Consiglio Federale della FIT ha annunciato che Filippo Volandri è stato scelto come nuovo capitano di Coppa Davis dell’Italia sostituendo Corrado Barazzutti, in carica dal 2001. Proprio poche ore prima dell’annuncio della sostituzione, Barazzutti aveva rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport – dicendosi sicuro delle possibilità di vittoria Slam di Berrettini e Sinner.

Quanto a Filippo Volandri, 39 anni, non è nuovo a collaborazioni con la FIT, visto che dal 2018 ricopre anche la carica di Direttore Tecnico Nazionale; in precedenza si occupava del progetto Over 18, che ha aiutato giocatori come Berrettini e Sonego a muovere i primi passi nel tennis professionistico.

La carriera da giocatore del toscano in Coppa Davis include 10 vittorie e 7 sconfitte, tutte in singolare, con una curiosità: è stato proprio Barazzutti a farlo esordire contro la Finlandia nel 2001.

 

Ringrazio il Consiglio Federale per la fiducia riposta in me“, ha detto Volandri, che in carriera ha vinto 10 incontri su 17 di singolare in Davis, al sito della FIT. “In questo momento così importante nella mia carriera di tecnico un grazie altrettanto sentito va poi a Corrado, che nel 2001, appena nominato capitano, mi fece debuttare in Coppa Davis nonostante fossi ancora un ragazzo. Spero di riuscire a onorare quanto lui questo ruolo”.

Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, ha commentato così la nomina: “A Filippo Volandri va l’augurio di proseguire sulla panchina azzurra l’ottimo lavoro che sta svolgendo già da qualche anno, assieme a tutto lo staff tecnico federale, per favorire e coordinare la crescita dei nuovi talenti tricolori”.

CORRADO SALUTA – Per quanto riguarda Barazzutti, il suo mandato è scaduto il 31 dicembre, chiudendo la sua avventura con gli uomini azzurri dopo 20 stagioni; dal 2002 al 2016 è stato anche capitano di Fed Cup, conquistando quattro titoli mondiali (2006, 2009, 2010 e 2013).

Il tennis italiano sarà sempre grato a Corrado Barazzutti per lo straordinario contributo offerto al nostro movimento prima da giocatore e poi da tecnico“, ha detto Binaghi. “Così come facemmo grazie a lui nel 2001, voltando pagina per procedere al totale rinnovamento dirigenziale, tecnico ed etico della Federazione, abbiamo ritenuto che la recente fase di eccezionale sviluppo del nostro Settore Tecnico maschile fosse la più adatta per procedere a un nuovo cambiamento in ottica futura. […] A Corrado va il nostro ‘grazie’ più sincero per i risultati che ha ottenuto e per l’esempio che ha saputo dare a giocatrici e giocatori italiani per due decenni”. Il sito della FIT riporta anche “l’auspicio” del Consiglio Federale affinché Barazzutti continui a lavorare con la federazione.

Dopo la cancellazione di quella del 2020, la prossima edizione della Coppa Davis si giocherà alla Caja Magica di Madrid fra il 25 novembre e il 5 dicembre con gli stessi gironi previsti per lo scorso anno; l’Italia sarà nel Gruppo E con Stati Uniti e Colombia. A seguito della proposta di riforma del format che verrà valutata dal board ITF, c’è la possibilità che anche Torino possa ospitare alcuni match – nel caso, sarebbero certamente quelli del girone italiano – delle finali di Davis 2021.

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Coppa Davis

Le finali di Coppa Davis 2021 si giocheranno a Torino?

La scelta più logica è il Pala Alpitour, che già ospiterà le ATP Finals. Un sondaggio ‘ufficioso’ per le date di fine novembre: Torino può fare bis. Vienna o Londra?

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Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Le voci attorno alle nuove proposte di Kosmos Tennis, che ha suggerito dei piccoli cambiamenti per le finali 2021 di Coppa Davis, hanno chiaramente stuzzicato la fantasia dei tifosi italiani nel momento in cui è emersa l’ipotesi che alcuni match possano disputarsi all’ombra della Mole, a Torino, che è già certa di ospitare la prima di cinque edizioni delle ATP Finals (14-21 novembre).

Come vi abbiamo già raccontato, il board ITF ha approvato l’estensione della finestra di disputa delle finali di Coppa Davis a 11 giorni – già a partire da quest’anno, si giocherà dal 25 novembre al 5 dicembre – e la riduzione del numero di squadre da 18 a 16, che sarà però effettiva dall’edizione 2022. L’ipotesi di affiancare due nuove sedi (saranno chiaramente città europee) a quella di Madrid ha sicuramente un suo senso, in virtù delle difficoltà logistiche emerse durante la prima edizione del 2019 (nel 2020 le finali non si sono giocate a causa della pandemia). La proposta verrà però discussa nei prossimi mesi e una decisione verrà presa dal board a marzo.

Non c’è dunque nulla di ufficiale e molto dipenderà dalla solidità delle candidature che perverranno al board, oltre che dall’evoluzione della pandemia – per quanto a marzo, è chiaro, sarà comunque difficile prevedere la situazione di fine novembre.

 

LE CHANCE DI TORINO

Se però si parla con una certa insistenza di questo formato ‘multi-city’, e il direttore del torneo Albert Costa ha confermato la consistenza della proposta elencando i vantaggi di una manifestazione divisa in tre città (‘il seguito sarebbe il più ampio possibile‘, citiamo), è logico dedurre che sia già più di una ipotesi. Così come più di una ipotesi sembra essere l’approdo della Davis a Torino.

Ne aveva scritto per primo Stefano Semeraro su ‘La Stampa‘, a margine della conferenza di presentazione delle ATP Finals 2021 del 15 gennaio, collegando l’ipotesi del matrimonio Torino-Davis a una dichiarazione di Binaghi, che aveva lasciato intendere di poter fare un altro grande annuncio nel giro di pochi giorni. L’idea di spacchettare le finali di Davis è stata confermata dall’ITF quattro giorni dopo e adesso ci si interroga sulle reali chance di Torino.

La Gazzetta dello Sport ha dato per certo il fatto che la FIT abbia già presentato la candidatura (dagli ambienti federali nessuna conferma, per ora), sul Tennisitaliano si legge che oltre a Torino c’è la certezza anche per Vienna – a configurare un triangolo austro-italo-spagnolo. Di sicuro a Torino il clima è quello che circonda i vincitori, specie dopo l’abbuffata di sponsor che si sono precipitati a sostenere le ATP Finals e potrebbero decidere di fare lo stesso con la Davis – magari con un investimento un po’ più contenuto, esistendo una certa differenza di appeal tra i due tornei. La certezza della presenza italiana in campo però, certezza che non esiste per quanto riguarda le Finals, potrebbe ridurre questo scarto.

Chiaramente l’ipotesi più logica per ospitare la manifestazione rimane il Pala Alpitour, capienza 18.500 spettatori, che farà da cornice al torneo dei Maestri. Ambienti vicini allo staff gestionale dell’impianto torinese confermano che è stata ufficiosamente sondata la disponibilità del Pala Alpitour per fine novembre-inizio dicembre, e sebbene la buona riuscita dell’operazione dipenda dalla FIT e dalla consistenza della suddetta candidatura, è una prospettiva da ritenersi assolutamente possibile – se non addirittura probabile, come si spingono a dire in Piemonte.

Insomma, le basi per un succoso bis torinese – che è anche un poker italiano, se consideriamo che Roma ospita gli Internazionali e Milano dovrebbe tornare teatro delle Next Gen Finals, pokerissimo se il WTA di Palermo rimane in sella – ci sono tutte.

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