Arriva la conferma di Fognini: sarà Barazzutti il suo coach nel 2020

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Arriva la conferma di Fognini: sarà Barazzutti il suo coach nel 2020

Il tennista ligure ufficializza il suo team per la prossima stagione. A guidarlo sarà l’allenatore della nazionale italiana

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Fabio Fognini e Corrado Barazzutti - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Cambia il team di Fabio Fognini per la stagione 2020 dopo la separazione da Franco Davin. Come già parzialmente preannunciato nella stagione che si è appena conclusa, vista la sua presenza in quasi tutti i tornei disputati da Fognini, da gennaio sarà ufficialmente Corrado Barazzutti l’head coach del campione in carica di Montecarlo. Il selezionatore della squadra italiana di Davis dovrà quindi conciliare le due attività, che potrebbero trovarsi spesso a convergere essendo Fognini – n.12 del mondo e attuale n.2 d’Italia – un elemento imprescindibile della nazionale.

Completano il team del tennista di Arma di Taggia il fisioterapista Giovanni Teolo, il preparatore atletico Stefano Barsacchi e Alberto Giraudo. Una nuova squadra a supporto di Fognini nella speranza di ripetere o addirittura migliorare i successi del 2019. Nonostante le vittorie siano state ‘solo’ 30 (nel 2018 erano state 46 e l’anno prima 36), il titolo di Montecarlo pesa tantissimo; il ligure non ha disputato altre finali o altre semifinali, ma ha raggiunto gli ottavi al Roland Garros, a Roma e a Madrid e i quarti a Montreal e Shanghai.

Prima di riprendere l’attività agonistica ufficiale, Fognini sarà a Diriyah, Arabia Saudita, tra il 12 e il 14 dicembre per una esibizione dal montepremi di 3 milioni di dollari. Assieme a lui ci saranno Isner, Goffin, Medvedev, Wawrinka, Monfils, Pouille e Struff. La partecipazione di Fognini all’ATP Cup, dove Fabio dovrebbe iniziare il 2020, è invece ancora incerta a causa della gravidanza di Flavia Pennetta che dovrebbe giungere al termine proprio in quel periodo. La sua preparazione per l’Australian Open proseguirebbe poi con l’ATP 250 di Auckland, la settimana subito prima di Melbourne, nella cui entry list figura al momento come seconda testa di serie.

 

Giorgio Di Maio

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Navratilova e McEnroe hanno protestato in favore del cambio di nome della Margaret Court Arena

L’Australian Open celebra Margaret Court, discussa vincitrice del Grande Slam nel 1970. Martina e John protestano: “Cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?”

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Aveva già fatto discutere la scelta di Tennis Australia di celebrare il cinquantesimo anniversario del Grande Slam di Margaret Court, risalente al 1970, pur schierandosi allo stesso tempo contro le posizioni sostenute dall’ex giocatrice sui diritti civili. La polemica è tornata viva più che mai grazie alla cassa di risonanza offerta da John McEnroe e Martina Navratilova, presenti a Melbourne in qualità di commentatori televisivi e partecipanti al torneo di doppio delle leggende.

A margine dell’incontro di doppio disputato questa mattina sulla 1573 Arena in coppia con Daniela Hantuchova, Navratilova ha atteso l’arrivo sul campo di McEnroe per poi sfilare con uno striscione recante la scritta ‘Evonne Goolagong Arena (foto in cima all’articolo), manifestando così la volontà che il secondo campo di Melbourne Park venga intitolato a ‘una campionessa che può ispirare e motivare giovani e meno giovani a fare del loro meglio ogni giorno‘, oltre che vincitrice di sette titoli dello Slam in singolare (quattro in Australia), come spiegato dalla stessa Martina in questa lettera aperta pubblicata da Tennis.com. John e Martina hanno poi tentato di prendere possesso del microfono del giudice di sedia per dare voce alla loro protesta, ma la diretta televisiva è stata interrotta in quel momento.

Tennis Australia ha già rilasciato un comunicato per prendere posizione sull’episodio, parlando di due personaggi di alto profilo che hanno tentato di infrangere il protocollo e della possibilità di prendere provvedimenti. Inizialmente erano circolate voci (riportate dal Telegraph) di una possibile sospensione dell’accredito, ma l’ipotesi è presto decaduta.

 

La protesta è giunta 24 ore dopo la celebrazione di Court che si è svolta ieri, lunedì, sulla Rod Laver Arena prima dell’incontro tra Nadal e Kyrgios che ha chiuso il programma. La vincitrice di 24 Slam è stata omaggiata con la proiezione di una sua intervista, focalizzata interamente sul tennis, e con la consegna di un trofeo speciale. A Court non è però mai stata data la parola, qualcuno immagina per tutelarsi dal pericolo che potesse rilasciare altre dichiarazione spiacevoli (come queste, tristemente note, sulle unioni civili tra omosessuali).

A seguito della cerimonia McEnroe aveva già criticato pesantemente l’operato di Tennis Australia: “Margaret Court attualmente è un ventriloquio che utilizza la Bibbia come una scusa per dire quello che vuole. Tennis Australia è di fronte a un dilemma: cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?.

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Australian Open, il programma di mercoledì: Wawrinka-Zverev di notte, Nadal-Thiem alle 09:30

Apertura di programma dedicata ai quarti femminili: all’una Kontaveit contro Halep, a seguire Muguruza sfida Pavlyuchenkova

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Dominic Thiem e Rafa Nadal - Rally for relief, Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Nella decima giornata dell’edizione 2020 dell’Australian Open si disputeranno i quarti di finale della parte alta del tabellone maschile e quelli della parte bassa del draw femminile, tutti rigorosamente sulla Rod Laver Arena. Si parte all’una italiana di mercoledì con il terzo confronto diretto tra Simona Halep e Anett Kontaveit (2-0 i precedenti in favore della giocatrice rumena, entrambi giocati nel 2017). A seguire toccherà ad Anastasia Pavlyuchenkova, che ha battuto Garbine Muguruza una sola volta in cinque precedenti (sulla terra di Stoccarda nel 2018).

Non prima delle 04:30 Stan Wawrinka proverà a centrare il primo successo in carriera contro Alexander Zverev, che l’ha sempre battuto nei due precedenti. In chiusura di programma (alle 09:30) il match più atteso, quello tra Rafa Nadal e Dominic Thiem. L’austriaco ha battuto il numero 1 del mondo quattro volte (nove invece i successi di Rafa), ma l’unico confronto diretto giocato su cemento lo ha vinto Nadal al tiebreak del quinto set (US Open 2018).

Il programma completo (orari italiani)

Rod Laver Arenadalle 01
[28] A. Kontaveit vs [4] S. Halep
Non prima delle 02:30
G. Muguruza vs [30] A. Pavlyuchenkova
Non prima delle 04:30
[15] S. Wawrinka vs [7] A. Zverev
Non prima delle 09:30
[1] R. Nadal vs [5] D. Thiem

Il tabellone del torneo maschile (con tutti i risultati aggiornati)
Il tabellone del torneo femminile (con tutti i risultati aggiornati)

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Ubitennis ricorda Kobe Bryant, leggenda dello sport mondiale

Il campionissimo NBA tragicamente scomparso a 41 anni. Allo scorso US Open aveva incontrato e sostenuto Coco Gauff e Naomi Osaka

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Kobe Bryant con Roger Federer (US Open 2019)

Domenica 26 gennaio 2020, un giorno che gli appassionati di sport non dimenticheranno tanto facilmente. Kobe Bryant, straordinario asso dei Los Angeles Lakers della NBA ritiratosi dopo una sontuosa carriera ventennale dal 1996 al 2016, ha perso la vita a 41 anni per uno schianto in elicottero nei pressi di Los Angeles insieme alla sua secondogenita Gianna (13 anni).Insieme a loro hanno perso la vita il pilota e altre cinque persone che erano dirette all’Academy dello stesso Bryant per disputare una partita di basket femminile giovanile.

Bryant, uno degli sportivi più iconici della Storia e uno dei più importanti del XXI Secolo a livello globale lascia la moglie Vanessa e altre tre figlie: Natalia (17 anni), Bianka (3 anni) e Capri (appena 7 mesi). La carriera di Kobe è tra le più decorate dello sport americano e non solo del basket: cinque titoli NBA con i Lakers, quarto marcatore di tutti i tempi della NBA, due ori olimpici con la nazionale USA a Pechino 2008 e Londra 2012, oltre a ogni genere di premio individuale. Proprio Bryant era diventato il leader della nazionale in Cina dopo i fallimenti alle Olimpiadi di Atene 2004 e ai Mondiali 2006 in Giappone in cui la squadra americana non andò oltre la medaglia di bronzo in entrambe le occasioni.

Nick Kyrgios con la canotta dei Lakers di Kobe Bryant – Australian Open 2020 (via Twitter, @atptour)

Kobe, figlio di Joe, quattro volte consecutive capocannoniere della nostra Serie A2 di basket negli anni ’80, è cresciuto in Italia dai 6 ai 13 anni tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia seguendo gli spostamenti del padre. Padroneggiava perfettamente la nostra lingua anche a distanza di decenni dal suo addio al nostro Paese. Dopo il ritiro di Joe, la famiglia Bryant tornò negli Stati Uniti a Philadelphia, città natale di Kobe. Bryant portò il suo liceo, Lower Merion alla vittoria del campionato di Stato della Pennsylvania dopo 53 anni. Poi il salto diretto nella NBA senza passare dal college.

Kobe ha giocato tutta la carriera con una sola maglia e detiene la maggior parte dei record della Storia dei Lakers, la squadra più famosa e più ricca di campioni nella Storia della lega americana di basket. Dopo la conclusione della carriera aveva conquistato anche un Premio Oscar per un cortometraggio animato basato sulla sua lettera di addio al basket, scritta nel novembre 2015 e consegnata agli spettatori dello Staples Center di Los Angeles per annunciare il suo ritiro.

Ubaldo con Kobe Bryant a Flushing Meadows (30 agosto 2019)

Nell’agosto scorso è stato in visita a Flushing Meadows durante lo US Open, partecipando al sorteggio di un match di Roger Federer e spendendo parole al miele per Coco Gauff oltre a sviluppare una profonda amicizia con Naomi Osaka che oggi sui social gli ha dedicato una bellissima lettera di addio che si è chiusa con queste parole: “Grazie per avermi insegnato così tanto nel poco tempo durante il quale ho avuto la fortuna di conoscerti. Grazie di essere esistito. Sarai per sempre il mio fratellone/mentore/ispirazione“.

 

Durante la visita di Bryant allo US Open, il direttore Ubaldo Scanagatta ha trovato il modo di fermarlo e fargli firmare un autografo con dedica per uno dei suoi collaboratori, Luca De Gaspari, suo grandissimo ammiratore da sempre.

L’autografo firmato da Kobe


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