Alla Nuvola Lavazza vanno in scena i Supertennis Awards

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Alla Nuvola Lavazza vanno in scena i Supertennis Awards

Il 19 dicembre la nuova casa di Lavazza ospiterà la seconda edizione dei premi destinati ai protagonisti del tennis italiano

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Nuvola Lavazza

Sembra tutto pronto per la seconda edizione dei Supertennis Awards, i premi destinati ai protagonisti del tennis italiano. La cerimonia si terrà giovedì 19 dicembre a partire dalle 19 a Torino, alla Nuvola Lavazza, e verrà trasmetto in diretta su Supertennis. Conduttori d’eccezione saranno Max Giusti, grande appassionato di tennis, e Elena Ramognino. Tra gli ospiti d’onore non potevano mancare il presidente della FIT Angelo Binaghi e la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Nel corso della serata saliranno sul palco le due squadre vincitrici del campionato di Serie A1 maschile e femminile, ovvero Sporting Club Selva Alta Vigevano e TC Prato, oltre ovviamente ai vincitori delle seguenti categorie:

Miglior giocatore
Miglior giocatrice
Miglior prestazione
Most improved (il giocatore che ha fatto i maggiori progressi)
Miglior Next Gen maschile
Miglior Next Gen femminile
Miglior Coach
Miglior atleta Wheelchair
Migliori coppia di Beach Tennis
Miglior Giocatore del circuito Fit-Tpra
Miglior dirigente
Miglior insegnante
Sponsor dell’anno
Premio Guido Oddo – Giornalista dell’anno

Una bella serata di festa per celebrare un 2019 che ha regalato tante soddisfazioni all’Italia del tennis. Il primo Masters 1000 vinto e l’agognato ingresso in top 10 di Fabio Fognini; la splendida stagione di Matteo Berrettini, impreziosita dalla storica qualificazione alle ATP Finals, da un nuovo best ranking (numero 8) e dalla semifinale agli US Open; senza dimenticare le piccole e grandi imprese di Jannik Sinner, campione alle NextGen Finals di Milano, e il successo agli Australian Open Junior di Lorenzo Musetti. Anche fuori dal campo le gioie non sono mancate con l’assegnazione delle ATP Finals 2021-2025 alla città di Torino e la nomina di Andrea Gaudenzi a presidente dell’ATP e di Massimo Calvelli a CEO.

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Problemi alla schiena per Hyeon Chung

Il tennista sud-coreano è in fase di riabilitazione, ma non c’è ancora una data per il rientro in campo

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Hyeon Chung - Tokyo 2019 (foto via Twitter, @rakutenopen)

In mezzo ai nomi di tennisti Next Gen quali Medvedev, Zverev e Rublev ci potrebbe benissimo stare anche quello di Hyeon Chung, ma purtroppo i guai fisici che da tempo tartassano la carriera del sud-coreano lo hanno relegato alla posizione numero 163 del mondo. Lo scorso anno, dopo il lockdown, aveva tentato un rientro in campo soft concentrandosi su tre Challenger est europei, tuttavia la terra non è il suo forte e di conseguenza non è riuscito a prendere il ritmo né tantomeno vincere un incontro. L’unica vittoria del 2020 è arrivata nel primo turno di qualificazione al Roland Garros contro la wild card Baptiste Crepatte, seguita subito da una sconfitta da Renzo Olivo, che ha posto fine alla sua stagione segnata da un record di una vittoria e cinque sconfitte.

Chung, vincitore della prima edizione delle Next Gen Finals nel 2017, aveva stupito tutti l’anno successivo raggiungendo la semifinale agli Australian Open e adesso, proprio mentre questo torneo tiene banco nel mondo tennistico, lui ha deciso di aggiornarci sulle sue condizioni fisiche. Con un post sul suo profilo Instagram il giocatore asiatico così ha voluto salutare i suoi fan.

“Ciao a tutti! Solo un piccolo aggiornamento su come vanno le cose. A dire il vero, ho sofferto di mal di schiena per un bel po’ di tempo. Così ho fatto un trattamento e le cose sono andate abbastanza bene. Non vedo l’ora di scendere in campo. Ho appena iniziato la riabilitazione, sono determinato a tornare nel tour il prima possibile. Un po’ tardi per augurare un felice anno nuovo, ma vi auguro che questo possa essere il vostro anno!”

 

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Australian Open, una quarantena da 40 milioni: il conto degli hotel chi lo paga?

Il governo di Victoria smentisce Craig Tiley: “Non saremo noi a pagare”. E Tennis Australia fa marcia indietro

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Gli Australian Open 2021 non sono ancora iniziati e gli organizzatori si vedono già costretti a dover pagare una somma superiore ai 40 milioni di dollari statunitensi. A tanto infatti ammonta il programma di quarantena messo in piedi per giocatori e allenatori coinvolti nei voli che presentavano persone positive al coronavirus, e adesso bisogna appurare chi salderà il conto. Nei giorni scorsi il direttore del torneo Craig Tiley aveva detto che il governo dello stato di Victoria – dove appunto si trova Melbourne – avrebbe coperto parzialmente le spese, ma una volta uscita la notizia relativa alla cifra totale è subito arrivata una smentita.

Craig Tiley, intervistato dalla stazione radiofonica 3AW, aveva assicurato che il governo avrebbe fatto la sua parte sostenendo economicamente il programma di quarantena, in quanto “questi costi di quarantena sono spese nuove”. A smentirlo pubblicamente ci ha pensato subito la ministra delle misure di emergenza Lisa Neville, la stessa che una settimana fa insisteva sulla necessità di disputare questo Slam in quanto questa edizione “garantirà il futuro degli Australian Open a lungo termine”. Questa volta è sembrata meno incline agli interessi del torneo: “Noi chiediamo agli australiani che rientrano nel paese di contribuire alle loro spese di quarantena negli hotel… quindi ci sembra appropriato che Tennis Australia faccia lo stesso“.

La sua opposizione nel sostenere le spese dunque riguarda solo l’aspetto della quarantena: “Voglio essere molto chiara. Gli hotel per gli Australian Open saranno completamente finanziati da Tennis Australia. Noi supportiamo gli Australian Open come evento, ma qui si tratta di un programma separato”. Poco dopo è arrivata la conferma di Tennis Australia, che in un comunicato stampa ha ammesso l’errore di Tiley: “Saremo noi a finanziare il programma di quarantena”. In mezzo a tutta questa incertezza comunque ci si può consolare con dei dati rassicuranti: lo stato di Victoria per il quattordicesimo giorno consecutivo non ha registrato casi di COVID-19 tra i residenti.

 

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Rafa Nadal giocherà il torneo di Rotterdam

Il maiorchino sarà la stella di un’edizione intrigante nonostante la confermata assenza di pubblico. Al via anche Medvedev, Wawrinka, Rublev e Jannik Sinner

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Costretto a modificare la propria posizione in calendario dalle complicazioni legate allo svolgimento dell’Open d’Australia – e a chiudere le porte al pubblico causa Covid-19 – l’ATP 500 di Rotterdam può finalmente salutare una bona notizia. Nelle scorse ore il management del torneo olandese ha infatti ufficializzato la presenza, sorpresa delle sorprese, di Rafael Nadal.

Il fenomeno maiorchino, che nelle prossime settimane giocherà ATP Cup e Australian Open, beneficerà della proroga dei punti in scadenza ad Acapulco concessa dall’ATP, e potrà rinunciare senza troppi pensieri alla trasferta in Messico. Nadal tornerà a Rotterdam a dodici anni di distanza dall’ultima apparizione, e per la terza volta in assoluto. Nel 2008 fu fermato al secondo turno da Andreas Seppi, mentre l’anno successivo raccolse una sconfitta nella finale contro Andy Murray.

In programma dal primo al sette di marzo sui campi dell’Ahoy Rotterdam, la kermesse rappresenterà per il numero due del mondo un’altra occasione per migliorare il magro bilancio messo insieme in carriera al coperto, dove l’unico trofeo è sempre quello alzato nel 2005 a Madrid.

Ovviamente illuminato dalla presenza del venti volte campione Slam, il campo di partecipazione del torneo si presenta particolarmente prestigioso, grazie alla concomitante partecipazione di Daniil Medvedev, Stan Wawrinka, Andrey Rublev, del bicampione in carica Gael Monfils e di Jannik Sinner.

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