Australian Open: l'Italia parte forte nelle qualificazioni

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Australian Open: l’Italia parte forte nelle qualificazioni

Dieci azzurri in campo nella prima giornata, otto superano il primo turno. En plein per le donne, tra gli uomini sconfitti Fabbiano e Baldi

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Elisabetta Cocciaretto - Australian Open 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

In una prima giornata di qualificazioni condizionata dalla pessima qualità dell’aria di Melbourne, l’Italia sorride per un bilancio decisamente positivo. Hanno passato il turno infatti otto dei dieci nostri tennisti scesi in campo nel day 1, in attesa degli altri sei alle prese con la scalata dei tabelloni cadetti.

GLI UOMINI FANNO 4 SU 6 – Segno più, dicevamo. Ma la copertina se la prende – un po’ a sorpresa – l’eliminazione di Thomas Fabbiano che difendeva il terzo turno di un anno fa. Il tarantino, undicesima testa di serie, è stato eliminato in due set dalla wild card di casa Aleksandar Vukic (268 ATP) che l’ha bombardato di ace: 15 a zero. Se fa meno notizia il ko (conquistando appena tre game) di Filippo Baldi contro il Davisman colombiano Diego Galan Riveros, ampi sorrisi arrivano dal quartetto che ha passato il turno. Guida il gruppo Paolino Lorenzi (12 del seeding), che ha lasciato appena sei game allo spagnolo Menendez Maceiras in un incrocio tra veterani. Ha onorato la testa di serie numero 13 Gianluca Mager: il sanremese ha risolto con un 7-5 6-4 l’insidiosa pratica Matthew Ebden, ex numero 39 del mondo oggi molto lontano dagli anni migliori (è 237 del ranking). Avanti anche Roberto Marcora in due set su Lukas Lacko e Matteo Viola, che ha beneficiato del ritiro di Nicola Kuhn: lo spagnolo, finalista del Roland Garros junior nel 2017, si è fermato per un problema fisico quando era sotto 3-1 nel terzo set.

[12] P. Lorenzi b. A. Menendez-Maceiras 6-3 6-3
[13] G. Mager b. M. Ebden 7-5 6-4
R. Marcora b. L. Lacko 6-3 6-2
[WC] A. Vukic b. [11] T. Fabbiano 7-6(2) 6-4
D. Galan b. F. Baldi 6-1 6-2
M. Viola b. N. Kuhn 4-6 6-3 3-1 rit.

Il tabellone delle quali maschili (con tutti i risultati aggiornati)

POKER FEMMINILE – Bottino pieno per le ragazze, dove sappiamo già che almeno una delle nostre tenniste si giocherà l’accesso al main draw. Sarà infatti derby al secondo turno tra Martina Di Giuseppe e Giulia Gatto-Monticone. Bella soddisfazione per la romana (196 WTA) che ha combattuto per oltre due ore fino ad avere la meglio al terzo su Whitney Osuigwe, testa di serie numero 26 e campionessa del Roland Garros dei giovani nel 2017. Per Gatto-Monticone successo comodo (6-2 6-0 sulla cinese Liu), ma con l’affanno: la torinese e la sua avversaria hanno infatti sofferto per le polveri presenti nell’aria, arrivando al limite della sopportazione. Battaglia di due ore e 40 minuti quella tra Elisabetta Cocciaretto e l’olandese Bibiane Shoofs (184 WTA): passa la marchigiana, che bagna con un successo il debutto assoluto a 18 anni a livello Slam dopo la semifinale junior raggiunta a Melbourne Park nel 2018. Senza affanni Martina Trevisan, che ha lasciato appena quattro game alla romena Cristian e se la vedrà adesso con Ysaline Bonaventure, nona del seeding.

M. Trevisan b. J. Cristian 6-2 6-2
E. Cocciaretto b. B. Schoofs 6-7(4) 7-5 6-3
M. Di Giuseppe b. [26] W. Osuigwe 3-6 6-4 6-1
G. Gatto-Monticone b. F. Liu 6-2 6-0

Il tabellone delle quali femminili (con tutti i risultati aggiornati)

GLI AZZURRI IN CAMPO MERCOLEDÌ (inizio incontri alla mezzanotte)

D. Lee vs [32] A. Giannessi: 1° match sulla 1573 Arena
F. Gaio vs K. Coppejans: 1° match sul campo n. 5
[5] A. Kalinskaya vs S. Errani: 2° match sulla 1573 Arena
[WC] L. Musetti vs [20] H. Chung: 3° match sul campo n. 13
L. Giustino vs Y. Bai: 4° match sul campo n. 15
S. Napolitano vs [24] F. Bagnis: 5° match sul campo n. 5

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Australian Open, il sogno deve ancora attendere: Serena fuori

Sconfitta a sorpresa Serena Williams dalla cinese Qiang Wang. Interrotta ancora la rincorsa al record di Margaret Court

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Serena Williams - Australian Open 2020

[27] Q. Wang b. [8] S. Williams 6-4 6-7(2) 7-5

Non se lo aspettava nessuno, meno che meno i bookmakers che davano Serena Williams favorita per la vittoria finale da settimane, e neppure tutti gli analisti che, memore del 6-0, 6-1 rifilato da Serena a Qiang Wang allo US Open, avevano snobbato la partita.

E invece 28enne cinese di Tianjing, una delle tante “Wang” che popolano il circuito WTA (ce ne sono quattro per il momento che bazzicano nel circuito maggiore), ha fatto tesoro della lezione ricevuta lo scorso settembre ed ha sfoderato una grande prestazione che le è valsa il primo ottavo di finale in un torneo dello Slam. Ma soprattutto ha messo nel suo carniere una vittoria su Serena Williams in un torneo del Grande Slam, dove l’americana è ancora a secco di titoli da tre anni a questa parte ed è ancora alla ricerca di quel 24° titolo che le consentirebbe di eguagliare il record di Margaret Court Smith.

 

Wang ha impostato tatticamente la partita in maniera impeccabile, soprattutto all’inizio, prima che il pensiero di poter battere Serena Williams sulla Rod Laver Arena la facesse ritornare a meno saggi consigli durante la fase finale del secondo set. La cinese, molto meno potente dell’avversaria e con un gioco simile a una Kerber destra che tira più piano, ha deciso di palleggiare alto e lungo al centro del campo, evitando le traiettorie incrociate per non aprire angoli ai lift di Serena e costringendo la statunitense a prendere molti rischi per trovare i cross dal centro del campo (alla fine saranno 56 gli errori gratuiti per la ex n.1 del mondo).

È doveroso comunque sottolineare come la giornata di Williams fosse ben lontana da quelle migliori: estremamente impacciata nei cambiamenti di direzione e non ancora al meglio sugli spostamenti laterali dal fondo, è risultato abbastanza evidente come la vittoria nel WTA International di Auckland di qualche settimana fa fosse anche il risultato di un campo di partecipazione non particolarmente competitivo nella capitale neozelandese. Serena rimane comunque Serena, ed anche in una giornata di scarsa vena tennistica ha comunque messo in campo la sua celebre “garra” che in certi frangenti è anche sconfinata in comportamenti censurabili, come un “come on” sparato in faccia all’avversaria a tutti decibel dopo che un nastro vincente le aveva annullato una palla break a sfavore.

La partita avrebbe potuto essere anche molto più breve delle 2 ore e 41 minuti durante le quali ha occupato la Rod Laver Arena nel mezzo di uno mite pomeriggio d’estate, un vero toccasana per una zona del mondo che ha vissuto mesi molto difficili. In questo venerdì prima di un “long weekend” (domenica 26 gennaio è festa nazionale, l’Australia Day, che siccome cade di domenica viene osservata il lunedì seguente, quando tutti gli uffici saranno chiusi), Qiang Wang avrebbe potuto essere negli spogliatoi molto prima se avesse sfruttato la palla del 5-2 pesante avuta nel secondo set, dopo aver vinto il primo (peraltro annullata da un bel diritto di Serena) e se avesse tenuto il servizio poco dopo sul 5-4, invece di vedere il suo braccino rattrappirsi. La cinese è regredita agli schemi classici sulla diagonale rovescia proprio nel momento decisivo, mentre Williams ritrovava almeno in parte l’efficacia sul servizio.

“Non avrei mai pensato di perdere questa partita”

Serena Williams

Perso il tie-break, sembrava che si dovesse scrivere un altro capitolo del grande libro dei “coulda, woulda, shoulda” scritto dagli avversari dei campionissimi che hanno avuto una chance di vittoria, ma se i colpi possono ritrovarsi anche d’incanto, se si ha tanto talento, non così è per i movimenti. “Non avrei mai pensato di perdere questa partita, specialmente dopo il secondo set” ha detto Williams in conferenza stampa. Per tutto il set è stata infatti Wang a condurre il punteggio e a pungere di più nei turni di battuta dell’avversaria. Nel rush finale, sul 6-5 Wang, sono stati i troppi rischi presi da Williams per cercare gli angoli a risultare fatali, dopo che la cinese aveva ancora una volta mostrato una grande emotività mancando due match point consecutivi sul 15-40 a causa di due errori gratuiti.


“Non ci sono scuse per come ho giocato oggi, sono troppo vecchia per giocare in questo modo


Serena Williams

Ho fatto davvero troppi errori oggi, troppi per un’atleta professionista – ha continuato Serena – Lei ha servito bene, ma oggi non ho risposto da Serena. Non posso giocare di nuovo in questo modo, non è professionale. Credo di essere ancora in grado di giocare, e non è nemmeno per cercare di vincere uno Slam, ma solo per giocare il tennis che sento di poter giocare. Davvero non ci sono scuse per come ho giocato oggi, sono troppo vecchia per giocare in questo modo. Da domani riprenderò ad allenarmi per assicurarmi che questo non accada più”.


Ho cercato di essere aggressiva, ma non aggressiva come lei. Sono stata aggressiva alla mia maniera

Qiang Wang

Ovviamente felicissima, Qiang Wang ha sottolineato di aver lavorato molto durante l’off season e di aver imparato molto dalla partita persa proprio contro Serena. “Ho cercato di essere aggressiva – ha spiegato Wang – ma non aggressiva come lei. Sono stata aggressiva alla mia maniera. Lei gioca molti più vincenti, perchè quello è il suo gioco, ma oggi ha sbagliato tanto, ed è stata quella la chiave del match“.

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Australian Open, solo Carreño e Khachanov tra Nadal e Kyrgios

Lo spagnolo deve sudare per chiudere in 3 set su Delbonis. Convincente l’australiano in 4 set su Simon. Si avvicina l’attesa sfida

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[1] R. Nadal b. F. Delbonis 6-3 7-6(4) 6-1

La miglior prestazione di Federico Delbonis contro Rafael Nadal si conclude a favore dello spagnolo nei tre set largamente previsti, ma il n. 76 ATP ha impegnato oltre ogni aspettativa il numero 1 del mondo, regalandoci almeno un secondo set decisamente godibile. Nulla di preoccupante per il campione spagnolo che, nei tre precedenti, gli aveva inflitto la lezione meno severa a Viña del Mar nel 2013 (un perentorio 6-3 6-2), ma nella serata di Melbourne l’argentino è riuscito a mettere in campo scampoli del suo tennis migliore. Un punteggio equilibrato dei primi due parziali, giova precisarlo, chiaramente influenzato da quelle 17 palle break su 18 non trasformate da Rafa.

Nadal si fa subito ammirare per dei dritti vincenti praticamente in mezza volata sugli incrociati pesanti e profondi di Delbonis. “Gordo” non fa della rapidità la sua migliore caratteristica e Nadal ha buon gioco nel rovesciare l’inerzia dello scambio anche quando costretto in difesa da un avversario che, non potendo permettersi di palleggiare con lo spagnolo, cerca di spingere appena ne ha l’occasione – in pratica, solo dopo una buona prima di servizio. Nei suoi giorni migliori, sulla terra, contro avversari del suo livello, il mancino di Azul può diventare per lunghi tratti incontenibile se non gli si tolgono spazio e tempo per scatenare i suoi topponi. Nessuna di queste tre condizioni sembra verificarsi in questo match di secondo turno: lontano da quel n. 33 che è il suo best ranking, tra lui e Rafa c’è più di una categoria di differenza e i tre precedenti ne sono una superflua testimonianza. Salvate sei palle break nel secondo game, Delbonis va sotto al turno di battuta successivo e, sempre in difficoltà quando è in ribattuta (arriva a “40” solo nell’ultimo gioco), cede il set con un onorevole 6-3.

Forse l’umidità che accentua il problema delle “palle che diventano aranci” (cit. Fognini), magari Rafa che pensa di restare in controllo a velocità di crociera, ma Federico trova il modo di tirare i suoi colpi e conservare la battuta, con l’aiuto psicologico di servire per primo. Come nel primo set, Rafa vede l’avversario farsi (relativamente) pericoloso in risposta solo nel finale di partita e affronta un quasi allarmante 15-30, ma va a conquistarsi i al volo i due punti successivi. Anche Delbonis, che si avvicina alla rete con la stessa tranquillità di un pesce, fa vedere una volée vincente per prendersi la sua seconda deuce in risposta di tutto il match, ma il 5 pari arriva come previsto. Allo stesso modo, dopo un doppio fallo e errore con il dritto argentini, arriva anche la solita palla break al game successivo (è la diciottesima), annullata dall’ace, mentre due dritti pesanti gli assicurano almeno il tie-break che giunge puntuale e senza alcun patena spagnolo. Delbonis non spinge a dovere il dritto lungolinea dopo l’ottimo servizio slice esterno, ma il recupero di Rafa è strepitoso quanto il suo pallonetto a superare l’avversario: il classico punto “quasi vinto” che vale invece il 3-1 per Nadal e decide di fatto il set.

L’inevitabile crollo mentale dello sfavorito arriva al quarto game, con tre brutti errori di dritto che condannano Delbo ad affrontare lo 0-40, trasformato da Rafa alla prima opportunità, dopo uno scambio intenso concluso da un tentativo di drop shot argentino, non la specialità della casa. Il match finisce lì: Delbo ha già dato tutto e il diciannove volte campione Slam vola tranquillo verso il 6-1, con l’unico spavento al quinto gioco quando un suo dritto in allungo centra al volto la raccattapalle di fianco alla sedia dell’arbitro. Nessuna conseguenza, all’apparenza, con la ragazzina che reagisce come se nulla fosse, guadagnandosi un bacio da Rafa sulla guancia sana. Al terzo turno, Nadal troverà Pablo Carreño Busta: meno uno verso lo scontro che tutti si augurano, quello con Kyrgios.

[23] N. Kyrgios b. G. Simon 6-2 6-4 4-6 7-5

È come se tenesse ad arrivare a un appuntamento non scontato, Nick Kyrgios, per quanto dosa premura e attenzione contro Gilles Simon sul campo della Melbourne Arena, con una distrazione nella parte finale del terzo set che prolunga l’incontro facendolo temporaneamente scivolare verso la zona di comfort francese. Ma nella testa di Nick c’è un obiettivo chiaro – durante il match, avrà anche modo di rivelare chi occupa i suoi pensieri tennistici – e resta concentrato per andare a prendersi la quarta partita in volata.

Pressoché perfetto per due set e mezzo, Kyrgios domina i numeri sia quando gli scambi restano sotto i cinque colpi sia quando si allungano: non una buona notizia per Simon, che vorrebbe intrappolare l’avversario disegnando il campo con la sua mano delicata. Paga invece nel peggiore dei modi la bassa percentuale di prime e i pochi punti vinti sulla seconda, cedendo la battuta all’inizio dei primi due parziali, mentre in risposta arriva un paio di volte a “30” e nulla più. Vinto uno scambio di 17 colpi costringendo Gilou a tentare il dritto di chiusura, il ventiquattrenne di Camberra si prende un warning per violazione di tempo. Un’infrazione per lui rarissima, quindi la chiamata è ben poco apprezzata dall’australiano che dapprima si giustifica con un “sto servendo” (in realtà, stava facendo oscillare la racchetta, non aveva ancora iniziato il movimento vero e proprio), poi mima polemicamente il rituale pre-battuta di Rafa facendo sorridere anche l’arbitro. “Always in my mind”, verrebbe da canticchiare, anche se, quando a fine incontro gli chiederanno dove pensa di arrivare, risponderà “non guardo avanti”.

Dopo i break in apertura di primo e secondo set, quasi ci si domanda perché costringere il povero Simon a vivere l’inevitabile e non partire direttamente dall’1-0 Kyrgios. Per cattiveria, probabilmente. Tutto pare quindi procedere verso l’inevitabile epilogo, pur dando tempo al trentacinquenne di Nizza di prendersi anch’egli una sanzione per aver ritardato l’inizio del gioco, a cui reagisce chiedendo all’arbitro se abbia un appuntamento (“You got a date?”) e imitando la “smutandata” nadaliana, un gesto che per poco fa venir giù l’Arena, con Nick piegato in due e l’arbitro che nemmeno tenta di restare serio. Poi, quasi dal nulla o, più probabilmente, raccogliendo i frutti di quasi due ore di lavoro, Simon rientra in partita: su quella che è la seconda palla break del set e del match, Kyrgios commette doppio fallo, Gilles tiene la battuta e per la prima volta mette la testa avanti. Altro doppio errore di Nick seguito dalla smorzata che letteralmente non arriva alla rete e si va al quarto.

Il match, fino a pochi minuti prima in completo controllo australiano, si fa equilibrato, con le ragnatele francesi diventate finalmente efficaci; all’undicesimo gioco, però, arriva l’accelerazione di Kyrgios per lo strappo che gli vale il terzo turno contro Karen Khachanov, vincitore di Mikael Ymer solo al match tie-break, con lo svedese che ha servito vanamente per chiudere sul 6-5 al quinto.

 

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

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Australian Open: il quinto set è fatale a Seppi. “Ancora 3-4 settimane, poi nasce la bimba”

Andreas Seppi esce al secondo turno contro Stan Wawrinka non senza rimpianti. Era avanti un break nel set finale. “Mi fermo perché nasce la bimba e devo fare le infiltrazioni all’anca”

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Andreas Seppi - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

[15] S. Wawrinka b. A. Seppi 4-6 7-5 6-3 3-6 6-4 (da Melbourne, il nostro inviato)

Dopo le due grandi vittorie di Fognini, questa volta il quinto set non è stato amico dell’Italia, nonostante Andreas Seppi sia sempre stato conosciuto come un grande giocatore da “best of 5” (questa era la sua quarantunesima partita al quinto set, di cui 14 solo all’Australian Open). Il match non è stato entusiasmante, in parte perché sia Seppi sia Wawrinka hanno uno stille di gioco piuttosto simile, in parte perché entrambi hanno sbagliato davvero tanto (57 gratuiti per Seppi, 65 per Wawrinka). Certo è grande il rammarico di Andreas per le due grandi occasioni avute e non sfruttate: il game di servizio sul 5-4 del secondo set, giocato davvero male, vinto il quale sarebbe andato avanti per due set a zero, e il break di vantaggio avuto nel quinto set sul 4-3, subito restituito senza che Wawrinka dovesse fare cose eccezionali.

La partenza “diesel” di Andreas Seppi fa parte di una delle certezze (o quasi) della vita, e questa partita non fa eccezione: Wawrinka scappa subito 3-0 in nove minuti con Seppi che inspiegabilmente gli palleggia sempre sul rovescio esponendosi alle accelerazioni lungolinea. Ma l’azzurro è un esperto della corsa lunga, continua con i suoi palleggi da fondocampo e in poco tempo riaggancia Wawrinka sul 3-3. Lo svizzero non è preciso, sbaglia più del solito quando prova le aperture laterali, e quando sul 4-4 cede la battuta facendosi rimontare da 40-15 subisce il break che gli costa la prima frazione in 42 minuti di gioco.

 

Il campione svizzero è decisamente nervoso, la sua racchetta impara a conoscere il cemento della Margaret Court Arena in un paio d’occasioni, ma la sua rabbia sbotta al sesto game, quando non riesce a sfruttare tre palle break. Un gratuito da fondo campo e un brutto smash insaccato in rete di Seppi regalano a Wawrinka un 15-40 che però l’atleta rosso-crociato non riesce a concretizzare. Stizzito spara una pallina che colpisce le travi del tetto e il giudice di sedia Alison Hughes lo ammonisce. Stan non ci sta, dice che il suo gesto non merita l’ammonizione, che in altre occasioni non era stato penalizzato: parla per diversi minuti con il giudice di sedia, chiama in causa anche il giudice arbitro Gerry Armstrong, ma il warning rimane. Un’altra palla break svanisce due giochi più tardi, nonostante i ruggiti che Wawrinka produce per cercare di caricarsi, e finisce per essere proprio lo svizzero a incartarsi sul 4-4 in tre errori gratuiti che mandano Seppi a servire per il set sul 5-4. Qui è l’azzurro a non cogliere un’occasione d’oro, restituendo i tre gratuiti e il break per il 5-5. Sul 6-5 Stan costruisce due ottimi punti, si porta 15-40 e chiude al secondo set point con un altro brutto errore di Seppi che resiste appena alla tentazione di imitare il suo avversario nello scaraventare la palla nel ground di Melbourne Park.

Nessuno dei due protagonisti riesce a trovare sufficiente continuità nel proprio gioco per poter imprimere un’accelerazione al proprio punteggio, o anche solo per riscaldare un po’ la folla della Margaret Court Arena che si stringe in giacche, felpe e anche coperte per ripararsi dalla brezza freddina di questa serata di mezz’estate australiana. Sul 3-2 è Wawrinka a trovare il guizzo giusto: entra con la risposta di diritto su due seconde piuttosto deboli (da sinistra) di Seppi, poi un diritto incrociato vincente e un errore dell’italiano completano l’opera che dà a Stan il break di vantaggio. Nei successivi due turni di battuta Wawrinka concede solamente un punto, e dopo due ore e 9 minuti di gioco si porta in vantaggio due set a uno.

Il quarto set procede sulla stessa falsariga dei primi tre, anche se Wawrinka sembra accentuare la tendenza a muovere la palla da fondo con lo slice invece che giocare in progressione. È tuttavia lui il primo a impelagarsi in un game di battuta complicato, quello sul 2-3 durato 14 punti, nel quale inizia con un doppio fallo ma dal quale esce senza concedere una palla break. Subito dopo è Seppi che deve servire un game-fiume, questa volta di 18 punti, nel quale viene aiutato dagli errori di diritto di Wawrinka, incapace di sfruttare ben quattro occasioni per il break. A questo punto il contrappasso tennistico colpisce impietoso: Wawrinka infila altri tre errori gratuiti, arriva il break che consente a Seppi di portare il match al quinto set.

La musica non cambia anche nel set decisivo (se non quella programmata dal DJ che lancia il parziale con “Sweet Caroline” di Neil Diamond, forse in onore della pensionanda Wozniacki). Nei primi sei game il ribattitore raccatta solamente tre quindici. Sul 3-3 è Seppi che piazza il primo allungo: approfittando di due errori di Wawrinka, sempre più traballante dalla parte destra, ottiene il break. Andreas si mette a remare da fondo, ma sulla palla del 5-3 perde sette punti di fila (quattro dei quali con errori gratuiti) e rimanda in vantaggio il suo avversario. Nel decimo game, Stan improvvisamente estrae dal cilindro due pallate da fondo, Seppi mette un rovescio in rete e sul primo match point uno dei pochissimi diritti incrociati vincenti di Wawrinka chiude la partita segnando la vittoria dello svizzero dopo 3 ore e 38 minuti.

LE DICHIARAZIONI DI ANDREAS – “Sono abbastanza incazzato” esordisce il tennista altoatesino. “La prima (palla del 5-3 nel quinto set, ndr) mi è uscita di niente, ace a uscire fuori di così. Ho sbagliato due rovesci abbastanza facili che potevo evitare, di solito sono abbastanza solido da quel lato; poi mi sono innervosito, ma alla fine ha giocato meglio lui. Durante il set lui fa un po’ meno, poi verso la fine del set inizia a tirare di più. Ma devi riuscire a farlo bene, quindi bravo lui“. Molto simpaticamente, Seppi ha sintetizzato così: “Si vede che anche a 35 anni si riesce a fare delle cazzate, non si finisce mai di imparare!“.

Sulla programmazione delle prossime settimane: “Bella domanda. Sono iscritto al challenger di Newport che inizia lunedì e credo che andrò lì, anche se non ho troppa voglia di andarci dopo questa sconfitta” scherza Andreas. “Poi ho New York e Delray Beach. Sono le ultime 3-4 settimane che gioco, poi mi fermo un po’ perché nasce la bimba e faccio le infiltrazioni all’anca”.

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