Australian Open, qualificazioni: Musetti al turno finale, Trevisan vola nel main draw

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Australian Open, qualificazioni: Musetti al turno finale, Trevisan vola nel main draw

Grande venerdì per i colori italiani, che festeggiano il primo ingresso nel tabellone principale. Giustino vince come Musetti, domani in campo anche Viola e Cocciaretto

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Lorenzo Musetti - Australian Open Junior 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Erano impegnati quattro italiani nella giornata di venerdì, che doveva essere l’ultima delle qualificazioni dell’Australian Open ma è diventata la penultima a causa delle condizioni climatiche avverse, che forzeranno la conclusione al sabato. L’ottimo bilancio è stato di tre vittorie e una sola sconfitta con una qualificazione al tabellone principale, quella di Martina Trevisan (la prima in carriera).

Non ce ne voglia Martina, di cui parleremo tra poco, se dedichiamo ancora la copertina a Lorenzo Musetti. Il 17enne di Carrara aveva approfittato di un primo turno abbordabile contro Weintraub per guadagnarsi la sfida a Marius Copil, che pareva odorare di capolinea. Invece il campione in carica dell’Australian Open junior – che lascerà il titolo in mano d’altri – ha vinto una sorprendente battaglia di due ore e mezza e tre set (6-7 6-4 7-5) contro il tennista rumeno, attuale n.151 del mondo ma ex finalista a Basilea nel 2018, rimontando uno svantaggio di 5-2 nel set decisivo. Una rimonta che va ulteriormente elogiata se si considera che Musetti aveva fallito un set point nel tie-break del primo set, sotto forma di comodo dritto da metà campo, e ha comunque trovato le energie mentali per rimanere in partita e soprattutto trovare lo spunto decisivo negli ultimi game, caratterizzati da una serie di colpi vincenti.

Ho giocato la partita più bella della mia vita” ha dichiarato Musetti a Dario Castaldo, per il sito della federtennis. “L’Australia mi porta davvero fortuna. Già conoscevo Melbourne Park, per cui non ho patito l’impatto con la partita e anzi sono entrato in campo convinto. Devo migliorare sulla continuità, ma il livello c’è. Recuperare un break di svantaggio al terzo contro un avversario che serve così bene anche grazie ad un nastro e a un vincente sulla riga significa rimettere in piedi un match ormai compromesso. La morale è che si può vincere anche con le scarpe rotte. Basta crederci“. Lorenzo fa riferimento all’episodio del secondo game del terzo set, che ha dovuto giocare per intero con i lacci della scarpa sinistra rotti perché il giudice di sedia, Lahyani, gli ha imposto di attendere la fine del game per cambiarla.

 

Tra Musetti e la prima partecipazione a un torneo del Grande Slam adesso c’è soltanto l’olandese Tallon Griekspoor, numero 175 del mondo, che in carriera – tra challenger e ITF – ha giocato venti volte contro tennisti italiani vincendo in metà delle occasioni. A Lorenzo l’augurio di infliggergli l’undicesima sconfitta e dimostrare di aver onorato al massimo la wild card ricevuta proprio in qualità di ultimo vincitore del ‘torneo dei piccoli’.

Non solo Musetti però. Anche Lorenzo Giustino, 28enne di Napoli, ha rimontato con successo il tedesco Yannick Maden (tds n.18) per guadagnarsi il turno finale contro Marco Trungelliti. Un risultato ragguardevole per Giustino, che non ha mai visto il suo nome nel main draw di uno Slam e una sola volta ha avuto l’occasione di disputare un turno finale di qualificazioni, a New York nel 2018 (sconfitto da Dennis Novak). Assieme a Giustino e Musetti, domani, ci sarà anche Matteo Viola (sfiderà Alejandro Tabilo) per tentare di confezionare un tris che porterebbe a undici le unità italiane nel tabellone principale.

I risultati degli italiani

[WC] L. Musetti b. M. Copil 6-7(6) 6-4 7-5
L. Giustino b. [18] Y. Maden 6-7(4) 6-2 6-4

Il tabellone completo

BRAVISSIMA MARTINA, PECCATO GIULIA (ASPETTANDO ELI) – Tre maschietti al turno finale, tre ragazze al turno finale. Considerando che erano partite soltanto in cinque, si sono difese più che egregiamente le nostre rappresentanti nel tabellone cadetto femminile. E Martina Trevisan si è persino già presa il lusso di condurre la nave in porto battendo al terzo turno nientemeno che una ex finalista Slam, Eugenie Bouchard, in due comodi set che proiettano il nome della 26enne di Firenze per la prima volta nel tabellone di un Major. Martina, che da giovane ha sofferto anche di anoressia e ha rischiato di allontanarsi definitivamente dal mondo del tennis, ha riscattato le delusioni del 2018 (Roland Garros e US Open) e quella dell’Australian Open 2019; in tutte e tre le occasioni era stata sconfitta al turno finale. Questa volta nessuno può toglierle la grande soddisfazione. Trevisan va ad aggiungersi a Camila Giorgi e Jasmine Paolini.

Peccato invece per Giulia Gatto-Monticone, che lo scorso anno a Parigi aveva conquistato la prima partecipazione Slam (per poi replicare a Londra e guadagnarsi addirittura la sfida sul centrale con Serena). Gatto-Monticone è stata nettamente sconfitta (6-1 6-3) dalla britannica Harriet Dart, che vola così nel main draw. All’Italia rimane ancora una (giovanissima) cartuccia, quella rappresentata da Elisabetta Cocciaretto che dopo aver sconfitto Schoofs e Di Lorenzo è in attesa di sfidare la slovacca Martincova per il match che può valere un deciso cambio di rotta in stagione e perché no, forse anche in carriera. Per Elisabetta, che tra una settimana compirà 19 anni, non ci sarebbe regalo migliore. Sarebbe inoltre la conferma che la scintilla è davvero scattata.

I risultati delle italiane

M. Trevisan b. E. Bouchard 6-4 6-3
H. Dart b. G. Gatto-Monticone 6-1 6-3

Il tabellone femminile completo


Gli italiani impegnati sabato (turno finale – orari italiani)

E. Cocciaretto vs [23] T. Martincova (ore 10, court 22)
M. Viola vs A. Tabilo (ore 01, court 19)
L. Giustino vs M. Trungelliti (ore 4 circa, court 19)
L. Musetti vs T. Griekspoor (ore 4 circa, court 8)

Le quattro partite saranno visibili su Eurosport Player

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Caruso e il tennis senza pubblico: “Mi sembra di andare in ufficio a timbrare il cartellino”

Il tennista siciliano dopo la sconfitta con Mager a Buenos Aires: “Senza nulla togliere a chi lavora in ufficio, mi sembra di timbrare il cartellino. Non siamo abituati, ma lo facciamo per amore dello sport”

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Salvatore Caruso - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il tennis in bolla, senza o con poco pubblico, è un percorso senza deviazioni che va da un tampone all’altro prima che da un avversario all’altro e offre ben poche occasioni di svago. Lo raccontiamo da mesi, pur premettendo il massimo rispetto per chi ha pagato le conseguenze peggiori della pandemia. Del resto c’è anche chi, come Kyrgios, ha detto che di andare in giro a offrire spettacolo in stadi vuoti non ha alcuna voglia e preferisce aspettare la riapertura dei cancelli. Tutti gli altri ci provano, viaggiando di continente in continente e tenendo a bada la tristezza con un po’ di fatica. Ci ha raccontato il suo punto di vista Salvatore Caruso poco dopo la sconfitta nel derby contro Mager a Buenos Aires. Per il tennista siciliano, giocare in queste condizioni è un po’ come limitarsi a timbrare il cartellino.

Non ti nascondo che manca la parte più bella di questo lavoro. Senza nulla togliere a chi lavora in ufficio, e mi tolgo il cappello perché anche il loro lavoro è difficile… mi sembra di andare in ufficio a timbrare il cartellino” dice Sabbo, che da ragazzo estremamente corretto qual è si preoccupa di non esprimere alcun concetto irrispettoso. “Esco dall’hotel, vengo qua, mi alleno e torno in hotel. Poi non c’è il contatto con i tifosi perché giochi in stadi vuoti e la sera non ti puoi svagare, non puoi andare a cenare fuori – non parlo di andare a far festa perché ci mancherebbe, siamo dei professionisti e dobbiamo fare una vita sana. Però non è semplice, capisco i giocatori che fanno notare che siamo in bolla praticamente da agosto, perché a parte l’Australia siamo stati sempre in bolla. Non siamo abituati a timbrare il cartellino, ma lo facciamo per amore dello sport e sperando di tornare il prima possibile a una vita normale“.

Tornare a giocare presto con gli stadi pieni sarebbe veramente il massimo” è il primo desiderio di Caruso. “A volte quando hai qualcosa tra le mani non ti rendi conto di quanto sia importante fin quando poi non ce l’hai più. Sarà una frase detta e ridetta, ma è molto attuale. Ed è questo l’augurio che faccio: spero che tra agosto e settembre, magari con il vaccino, riusciremo a godercela un po’ di più giocando a tennis“.

 

Immagino che sia lo stesso anche per voi“, dice Salvo immaginandosi dall’altra parte del televisore – l’unico sistema tramite cui ci è possibile fruire del tennis, in questo momento. “Vedendo le partite in TV si perde un po’ di pathos, non c’è il pubblico che inizia a urlare dopo un punto pazzesco“. Gli chiediamo in quale stadio si immagina, una volta chiusi e riaperti gli occhi, a godere del calore del pubblico a cui eravamo abituati prima di questo brutto affare della pandemia. “Assolutamente a Roma. Non potrei pensare a un altro torneo“. Ce lo auguriamo insieme a lui.

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WTA Doha: la giornata degli sgambetti. Fuori Rybakina, Wang e Bencic

Siegemund vince in due tie break una dura lotta con la kazaka, la cinese e Belinda travolte da Pegula e Keys. Avanti anche Jabeur e Pavlyuchenkova

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Scossoni un po’ più sonori nella seconda giornata di gare a Doha. Merito delle partecipanti giunte dalle qualificazioni, in buona parte: Laura Siegemund e Jessica Pegula, uscite dal setaccio del pre-torneo, hanno battuto contro classifica Elena Rybakina e Qiang Wang. Fa particolarmente scalpore la precoce eliminazione della kazaka, la quale, giusto un paio d’anni fa, si era prodotta in una performance d’eccezione in Medio Oriente. Due tie-break e due ore e mezza di gioco hanno invece spedito al secondo round contro Vika Azarenka la riccioluta fantasista di Filderstadt, alla quale il punteggio finale va persino un po’ stretto. Al solito molto intelligente nel scegliere dall’arsenale le variazioni più nocive per i potenti cannoni delle avversarie, Laura ha mandato a lungo fuori giri la collega lucidando il drop shot e imponendo continui cambi di ritmo, che le hanno garantito un break di vantaggio tanto nel primo quanto nel secondo set.

Comunque decisa a giocarsi le proprie chance al meglio, Elena ha rimontato in entrami i casi, arrivando addirittura a set point nel tie break della prima frazione, prima che il rovescio l’abbandonasse nei due punti che l’hanno invece consegnata all’avversaria. Nella seconda, ancor più tortuosa, la numero ventitré WTA ha annullato un match point sul cinque-tre e un altro sul cinque quattro forzando un nuovo decider, stavolta perdendolo con poche attenuanti. Lo sgambetto inflitto da Siegemund è stato il secondo di giornata, preceduto di pochi minuti dallo scherzo, in realtà piuttosto atteso, fatto da Jessica Pegula a Qiang Wang. La classifica diceva Cina, ma se upset è stato, lo è stato solo sulla carta. La cinese è in crisi, nel 2021 la bilancia dice 2-6 laddove sei non sono le vittorie, mentre Pegula è una giocatrice tra le più in forma del circuito, per giunta corroborata dal clamoroso quarto di finale strappato all’Australian Open. I bookies, che difficilmente sbagliano, davano Jessica nettamente favorita, e Jessica ha rispettato tali favori, cedendo quattro game in una passeggiata durata meno di un’ora: vedremo se la nuova potenziale diva del circuito avrà vita altrettanto facile con l’insondabile Aliona Ostapenko nel prossimo turno.

Detto che l’avversaria di Karolina Pliskova, attesa domani all’esordio nel torneo, sarà la scintillante Ons Jabeur che ha spianato la malcapitata Anna Blinkova, il match più atteso era quello tra Bencic e Keys, le quali, non si sa se più per demeriti di Belinda o per meriti di Madison, hanno finito per deludere alquanto le speranze suddette. Forse ancora condizionata dal jet-lag australe e dalla finale di Adelaide ceduta a Iga Swiatek, la svizzera ha ceduto in poco più di un’ora raccogliendo la miserie di cinque giochi. La ventiseienne da Rock Island, alla prima partita dopo il Roland Garros autunnale, ha mostrato invece una forma che non le sospettavamo: probabile l’abbia aiutata un’avversaria in versione fantasma, ma ha spinto bene e convinto alquanto: chissà che questo non possa essere anche il suo anno, dopo un periodo complicato così lungo.

 

Risultati:
[Q] L. Siegemund b. E. Rybakina 7-6(7) 7-6(5)
[Q] J. Pegula b. Q. Wang 6-3 6-1
O. Jabeur b. A. Blinkova 6-2 6-2
A. Pavlyuchenkova b. Kr. Pliskova 6-2 6-3
M. Keys b. [6] B. Bencic 6-4 6-1
S. Zheng vs [LL] M. Do

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ATP

ATP Rotterdam: avanti Rublev e de Minaur, Khachanov elimina Wawrinka

Rublev non brilla contro il qualificato Giron ma vince in due set, il suo connazionale rischia poco contro Stan. L’australiano e Chardy vincono due derby

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Il martedì di Rotterdam si apre con il derby australiano tra Alex de Minaur e John Millman che rispetta il pronostico. Come nell’unico precedente, la vittoria di de Minaur arriva in due set, questa volta per 6-1 6-4, con dieci game consecutivi conquistati dal ventitreenne di Sydney fino a 4-0 del secondo set, quando Millman inizia la rincorsa che lo porta in pareggio nel parziale, prima di cedere definitivamente. A John non ha particolarmente giovato quel 45% di prime in campo, peraltro trasformandone meno della metà, a fronte di una prima avversaria ben più efficace. Ma, in generale, è complicato battere uno che contrattacca e corre meglio di te se non hai le armi per variare o per sfondarlo. Non solo complicato, ma sembra quasi che tu sia lì per fargli fare bella figura, come nel punto da 44 colpi, chiuso sì da Demon in un modo che avrebbe meritato la folla sugli spalti, però con grosso merito di John che, con l’altro per tre volte consecutive a scodellare recuperi in spaccata, non schioda i piedi dalla linea di fondo per andare a chiudere con una volée facile anche per… Ma non tiriamo in ballo gli assenti.

Dopo un primo set equilibrato, Andrey Rublev dilaga nel tie-break e fa suo anche il secondo parziale contro il qualificato statunitense Marcos Giron. È la sedicesima vittoria consecutiva per Rublev a livello di ATP 500: nella seconda parte della scorsa stagione, infatti, il ventitreenne moscovita ha alzato i trofei ad Amburgo, San Pietroburgo e Vienna. Non che questa stagione sia iniziata male, con una sola sconfitta, ai quarti dell’Australian Open, dopo l’en plein in ATP Cup. Al prossimo turno lo aspetta Andy Murray che, pur in grado di girare il match contro un ottimo Haase lunedì, avrà bisogno di più continuità e attenzione per avere possibilità di giocarsela.

 

È un brutto Stan Wawrinka quello che viene sconfitto in due set da Karen Khachanov. Una prima su due in campo per Stan, che sbaglia tanto all’inizio e, se salva il servizio di apertura, capitola al turno successivo. Karen annulla due opportunità consecutive del rientro al sesto gioco, ma Wawrinka continua a essere impreciso, cosa evidente soprattutto nei punti pesanti o quando sta comandando lo scambio, e il set va in archivio per 6-4.
Khachanov gioca un buon match e sfrutta molto meglio la risposta sulla seconda, ma, se vince dei punti remando in difesa, c’è qualcosa che non va dall’altra parte della rete. Se ne va con uno smash sbagliato l’occasione svizzera per il 15-40 in quel secondo gioco dove arriva comunque a un’inutile palla break, l’unica del set. È ancora 15-30 quando affossa una risposta di dritto sulla seconda russa. Nessuna sorpresa all’undicesimo gioco quando sbaglia tutto mandando l’altro a servire per il match, missione oggi fin troppo possibile per Khachanov. Per lui, al prossimo turno, la sfida inedita contro il qualificato Cameron Norrie, mancino britannico dallo stile “personale” e dalla mite velocità di palla, ma che difficilmente commetterà i 30 non forzati odierni di uno Stan ancora alle prese con gli strascichi del Covid-19. Chardy salva due match nel terzo set nel derby contro Humbert prima di chiudere al tie-break decisivo.

In serata, non prima delle 19.30, esordirà il secondo favorito del tabellone Stefanos Tsitsipas contro Egor Gerasimov, esentato speciale in virtù della semifinale raggiunta la settimana scorsa a Montpellier, dimostrando di essersi rialzato senza conseguenze dopo che a Melbourne gli era passato sopra un Karatsev.

Risultati:

A. de Minaur b. Millman 6-1 6-4
[4] A. Rublev b. [Q] M. Giron 7-6(1) 6-3
K. Khachanov b. [8] S. Wawrinka 6-4 7-5
[SE] E. Gerasimov vs [2] S. Tsitsipas
B. Coric vs [WC] B. Van de Zandschulp
H. Hurkacz b. A. Mannarino 6-3 7-6(6)
[Q] J. Chardy b. U. Humbert 4-6 7-6(5) 7-6(4)

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