A Hobart sorride Rybakina, battuta Zhang in due set

Flash

A Hobart sorride Rybakina, battuta Zhang in due set

Dopo la finale persa la scorsa settimana a Shenzhen, arriva il secondo titolo in carriera per la 20enne kazaka

Pubblicato

il

Elena Rybakina - WTA Hobart 2020 (via Twitter, @HobartTennis)

[3] E. Rybakina b. [4] S. Zhang 7-6(7) 6-3

Inizio di stagione davvero dirompente per Elena Rybakina: la 20enne kazaka infatti, dopo la sconfitta in finale a Shenzhen della settimana scorsa, ha conquistato il titolo del WTA International di Hobart. Per lei è il secondo sigillo di una carriera appena cominciata che lascia intravedere belle cose anche nell’immediato futuro; la bacheca al momento è completata dal trofeo vinto lo scorso anno sulla terra di Bucarest. “La scorsa settimana la mia avversaria a Shenzhen (Ekaterina Alexandrova) ha giocato davvero bene ed è stata una partita dura. Oggi forse ero più concentrata perché era la mia seconda finale e ovviamente volevo vincere davvero tanto, ha commentato Elena a fine partita.

In finale Rybakina ha battuto in due set la cinese Shuai Zhang, n. 40 al mondo, soffrendo molto di più nel primo parziale – dove ha anche annullato un set point nel tie-break – nonostante il largo vantaggio acquisito nei primi game. “Ho iniziato molto bene e poi ancora una volta ho perso la concentrazione per pochi game, ma alla fine sono tornata a farmi sotto. Non era facile, c’era un po’ di vento, ha fatto sapere la kazaka. Dopo un break che l’aveva portata sopra 4-1, Elena si è fatta recuperare e nel tie-break, come detto, è stata la 30enne cinese la prima ad avere una chance di chiudere. La kazaka tuttavia l’ha spuntata per 9-7. Nel secondo set le cose sono state molto più agevoli e senza concedere neanche una palla break, Rybakina ha chiuso 6-3 in un’ora e 44 minuti, con un allungo finale di quattro game consecutivi.

A partire dal suo primo titolo, Rybakina ha vinto 30 delle ultime 39 partite giocate nel circuito e un anno fa di questi tempi era numero 171 del mondo. Ora invece si appresta a giocare gli Australian Open da n. 26 del ranking WTA e con la testa di serie n. 29: “Mentre lo scorso anno uscii al primo turno di qualificazioni”. La diretta interessata riconosce che la sua scalata è stata “piuttosto rapida. Abbiamo lavorato tanto con il coach e non è stato facile: lo scorso anno ho giocato così tanti tornei. Ora ho avuto un’ottima pre-stagione e mi sento molto meglio fisicamente rispetto allo scorso anno“. Insomma Rybakina non potrebbe presentarsi nel migliore dei modi al primo turno di Melbourne contro Bernarda Pera.

Il tabellone completo

Continua a leggere
Commenti

Flash

Accadde il 28 marzo: sedici anni fa il primo Fedal

Il 28 marzo 2004, si giocò a Miami la prima delle 40 memorabili sfide tra Roger Federer e Rafa Nadal

Pubblicato

il

In un periodo di assenza di tennis giocato vale la pena, anche solo per passare il tempo, spulciare un po’ tra gli archivi e trovare qualche bell’incontro da rivedere, e il posto migliore per farlo è forse nella rivalità tra Rafa Nadal e Roger Federer. Oggi 28 marzo ricorre proprio l’anniversario della loro prima sfida, avvenuta al terzo turno del torneo di Miami del 2004: l’allora 17enne maiorchino centrò la vittoria più importante della sua carriera fino a quel momento battendo il numero 1 svizzero per 6-3 6-3. Come si può vedere nel video sottostante le differenze rispetto ad oggi sono tante: in primis il look di Federer che ancora non aveva abbandonato il codino, e poi è evidente come Nadal cercasse con molta più insistenza rispetto ad oggi di colpire col dritto, arma che quel giorno fu davvero micidiale.

“Ha messo a segno dei colpi davvero incredibili ed è questo che sono in grado di fare i giovani” confermò Roger dopo la sconfitta.Ho sentito molto parlare di lui e avevo visto qualche sua partita, quindi non è una grande sorpresa“. Rafa invece dopo quel match non ebbe molto da dire: “Ho giocato quasi un tennis perfetto” ammise, e la dolce sensazione di vittoria contro lo svizzero riuscì ad assaggiarla per altre 23 volte in carriera. L’ultima sfida tra i due tuttavia, la quarantesima, se l’è aggiudicata Federer sull’erba londinese lo scorso anno.

Continua a leggere

Flash

L’americana Ashley Kratzer sospesa per doping

La 21enne Ashley Kratzer, numero 492 del mondo, a fine gennaio è risultata positiva ad un ormone della crescita

Pubblicato

il

Ashley Kratzer (via Twitter, @usta)

Se la maggior parte dei tennisti è costretta stare lontana dai campi a causa del Coronavirus non è questo il caso dell’americana Ashley Kratzer. La 21enne residente in California infatti, come riposta il sito tennis.life, è risultata positiva ad un controllo antidoping effettuato il 27 gennaio durante il torneo WTA 125K di Newport Beach, dove è stata eliminata al primo turno di qualificazioni dalla giapponese Eri Hozumi. La sostanza proibita da lei usata, ben nota ai centri antidoping, è il GHRP-6 che rientra nella categoria degli ormoni per la crescita ed è spesso utilizzata per aumentare la massa muscolare e perdere peso. La notifica di sospensione dalle attività agonistiche per l’attuale n. 492 è arrivata il 18 marzo in attesa dell’inizio del processo.

Kratzer non ha avuto una lunga carriera tra i junior – ha disputato solo quattro tornei – mentre l’apice rappresenta il titolo di campionessa statunitense under-18 che le fece guadagnare una wild card per gli US Open 2017. Al suo esordio Slam fu sconfitta 6-1 6-1 al primo turno da Tatjana Maria e l’anno dopo invece, sempre su invito, si arrese al primo turno di qualificazione. Nel 2018, proprio prima del major casalingo, aveva inoltre raggiunto la sua posizione più alta in classifica alla numero 200. Le cose sembravano essersi messe bene in questo inizio di 2020 perché, proprio nel mese di marzo, era riuscita a vincere il torneo di pre-qualificazione a Indian Wells guadagnandosi una wild card per le qualificazioni del WTA Premier (prima che questo venisse cancellato), ma una notizia ben più sconvolgente ha cambiato drasticamente la sua carriera.

Continua a leggere

Flash

I tennisti italiani in quarantena. Fabbiano: “Negli USA virus sottovalutato”

Il tarantino e Filippo Baldi commentano lo stop del circuito fino al 7 giugno senza sapere in realtà quale sarà la data di ripresa

Pubblicato

il

Thomas Fabbiano US Open 2019 - Foto Luigi Serra

Il tennis è bloccato. Lo sport è bloccato. La vita di tutti i giorni è bloccata. E chissà quando si potrà tornare alla normalità, se così si potrà chiamare. Il Coronavirus ci costringe a fermarci e a stare isolati tra le mura di casa. Tutti scelgono di uccidere la noia alla propria maniera, con qualcosa che amano o fare o qualcosa che ancora non sanno fare. Anche Thomas Fabbiano e Filippo Baldi (numero 147 e numero 249 della classifica ATP) si sono fermati, assieme a tutti gli altri colleghi del Tour. Il tarantino ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno dove ha commentato lo stop del circuito fino al 7 giugno.

“Ero a Indian Wells con il mio preparatore fisico” ha raccontato. “Dovevo preparare le tourné americana, che prevedeva anche il Challenger di Phoenix e il Masters 1000 di Miami. Subito dopo l’annuncio della cancellazione di Indian Wells sono tornato in Italia, senza che la cancellazione dei torneo fosse ufficiale. Non sapevo sarebbe accaduto nei giorni successivi. Rimanere in America non mi sembrava una buona idea”.

Gli Stati Uniti sono attualmente la nazione con più contagiati al mondo (oltre 82.000 accertati) e Fabbiano ha evidenziato la poca prudenza del Paese nell’affrontare la diffusione del virus, che ha portato a numeri di contagio così drammatici: Si respirava un clima normalissimo, non c’era niente che faceva pensare a uno stop. Tuttavia il circolo è rimasto aperto anche dopo la cancellazione, tutti potevano continuare ad allenarsi. Lì ho notato che stavano sottovalutando il problema, anche rispetto alle misure adottate in Italia. Forse proprio questo mi ha spinto a tornare subito, non volevo rischiare”.

 

“Ricordo che stranamente quando siamo atterrati in Italia nessuno ci ha sottoposti a ulteriori controlli rispetto alle norme” ha puntualizzato però il tarantino, che ora sta rispettando la quarantena a Sanremo e si allena a casa, nonostante sia tra i tennisti che, secondo la FIT, possono scendere in campo per allenarsi, con le dovute precauzioni. “Ho deciso di non rischiare nulla e aspettare l’evolversi della situazione” ha detto nell’intervista.Si dovrebbe riprendere il 7 giugno e perciò c’è tempo per riprendere la forma fisica. In questo momento non penso che un tennista la possa vivere diversamente da un lavoratore che non può andare a lavorare. Il sacrificio vero è quello dei medici e degli infermieri”.

Anche Filippo Baldi resta a casa, a Palermo, città in cui si è trasferito a fine 2016 (Baldi è nato a Milano) per allenarsi con l’ex allenatore di Roberta Vinci, Francesco Cinà. Dalla Sicilia ha rilasciato un’intervista a ‘Il Giorno’. “Qui la situazione è un po’ meno grave rispetto al Nord” ha detto Baldi, originario proprio della Lombardia martoriata dal Covid-19. “Ho la sensazione però che gran parte della popolazione non abbia capito appieno la gravità della situazione. Io ero appena tornato da un Challenger in Francia, a Pau, e mi preparavo a partire per gli Stati Uniti per partecipare a un corso dell’ATP e poi a un Challenger in Ecuador. Poi è arrivato lo stop”.

Fermare tutto nell’immediato è stata una decisione corretta secondo Baldi, che non condivide però l’azione del Roland Garros: “Non si sa quando riprenderemo perché la situazione è in continua evoluzione e lo stop è ipotetico. ATP e ITF secondo me hanno agito correttamente, viviamo una situazione inedita. Tuttavia giocare due tornei dello Slam in cinque settimane, considerando il tre su cinque e il cambio di superficie, è sbagliato. Probabilmente non sarà un mio problema, ma ho sempre l’obiettivo di entrare nei tabelloni degli Slam”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement