Classifica WTA: best ranking per Yastremska e Rybakina. Barty n.1 comunque vada

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Classifica WTA: best ranking per Yastremska e Rybakina. Barty n.1 comunque vada

Sia Yastremska che Rybakina capitalizzano la finale e la vittoria nei tornei della settimana scorsa. Barty non potrà essere superata in vetta anche perdendo nei primi turni all’Australian Open

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Elena Rybakina - Hobart 2020 (via Twitter, @HobartTennis)

Pochi movimenti nella classifica odierna, che coincide con l’inizio del primo Slam stagionale. In attesa di vedere se riuscirà a confermare la vittoria dell’anno scorso,  Naomi Osaka deve lasciare il passo a Simona Halep, che la scavalca al n.3 della classifica. Questa è anche l’unica novità in top 20.

Per quanto riguarda la top 100, si fanno notare le protagoniste di Adelaide e di Hobart. Dayana Yastremska, finalista ad Adelaide sconfitta da Barty, fa un piccolo salto di 3 posizioni che però le consente di raggiungere la sua migliore classifica di sempre, il n.21. Best ranking anche per Elena Rybakina, vincitrice a Hobart su Shuai Zhang (+5, n.35). La giovane kazaka sale di 4 posti e si posiziona al n.26. Fa un passo in avanti verso il proprio best ranking Bernarda Pera (+5, n.65). L’americana era stata n.63 nel luglio del 2019. Si rivede Heather Watson (+26, n.75), semifinalista a Hobart, progrediscono Ons Jabeur (+7, n.78) e Kateryna Kozlova (+8, n.83).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti
1 0 Ashleigh Barty 8017
2 0 Karolína Pliskova 5940
3 1 Simona Halep 5561
4 -1 Naomi Osaka 5496
5 0 Elina Svitolina 5075
6 0 Bianca Andreescu 4935
7 0 Belinda Bencic 4675
8 0 Petra Kvitova 4436
9 0 Serena Williams 4215
10 0 Kiki Bertens 4165
11 0 Madison Keys 3072
12 0 Aryna Sabalenka 3025
13 0 Johanna Konta 2813
14 0 Petra Martic 2646
15 0 Sofia Kenin 2565
16 0 Marketa Vondrousova 2490
17 0 Elise Mertens 2250
18 0 Angelique Kerber 2175
19 0 Alison Riske 2130
20 0 Donna Vekic 2120
21 3 Dayana Yastremska 2070
22 -1 Karolína Muchova 1847
23 0 Maria Sakkari 1845
24 -2 Amanda Anisimova 1843
25 2 Danielle Collins 1825
26 4 Elena Rybakina 1816
27 -2 Sloane Stephens 1683
28 -2 Ekaterina Alexandrova 1645
29 -1 Qiang Wang 1593
30 1 Anastasia Pavlyuchenkova 1585
31 -2 Anett Kontaveit 1575
32 2 Garbiñe Muguruza 1526
33 -1 Anastasija Sevastova 1518
34 -1 Barbora Strycova 1516
35 5 Shuai Zhang 1505
36 -1 Caroline Wozniacki 1463
37 -1 Su-wei Hsieh 1450
38 -1 Yulia Putintseva 1415
39 -1 Julia Görges 1415
40 2 Veronika Kudermetova 1383
41 -2 Kristina Mladenovic 1360
42 -1 Saisai Zheng 1350
43 0 Magda Linette 1302
44 0 Rebecca Peterson 1275
45 0 Jeļena Ostapenko 1250
46 0 Caroline Garcia 1235
47 0 Alison Van Uytvanck 1175
48 0 Polona Hercog 1145
49 0 Jennifer Brady 1143
50 0 Victoria Azarenka 1115


Andiamo a vedere la top 20 live, parzialmente aggiornata con i risultati finora acquisiti:

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti
1 0 Ashleigh Barty 7657
2 1 Simona Halep 5331
3 -1 Karolína Pliskova 5170
4 2 Bianca Andreescu 4665
5 0 Elina Svitolina 4655
6 1 Belinda Bencic 4555
7 2 Serena Williams 3855
8 2 Kiki Bertens 3735
9 -5 Naomi Osaka 3566
10 -2 Petra Kvitova 3106
11 0 Madison Keys 2842
12 0 Aryna Sabalenka 2820
13 0 Johanna Konta 2753
14 0 Petra Martic 2586
15 0 Sofia Kenin 2565
16 0 Marketa Vondrousova 2430
17 2 Alison Riske 2130
18 -1 Elise Mertens 2130
19 -1 Angelique Kerber 2100
20 2 Karolína Muchova 1817


Ashleigh Barty sa già di restare in vetta comunque vada lo Slam australiano. Infatti i punti che separano la seconda virtuale, Halep, dalla vetta sono più di 2000. Osaka, campionessa in carica, e Kvitova, finalista della passata edizione, si trovano ora ai margini della top 10, con il rischio concreto di uscirvi se non avanzano nel torneo. È virtualmente in top 20 Muchova, al posto di Vekic. Al di fuori delle 20, segnaliamo Gauff in salita al n.59 dopo la vittoria al primo turno su Venus Williams.

Per quanto riguarda le italiane, 2 posizioni in meno per Paolini (n.96), una in più per Giorgi (n.102), 3 in meno per Cocciaretto (n.175). Tutte e tre sono impegnate nel tabellone principale a Melbourne. Per Paolini e Cocciaretto (leggi qui e qui gli approfondimenti sulla sua prima qualificazione) sarà l’occasione per guadagnare molte posizioni (sono virtualmente  già n.91 e n.152, rispettivamente), mentre Giorgi dovrà confermare il terzo turno del 2019 se non vorrà retrocedere ancora (ora sarebbe n.116 senza i 130 punti dell’anno scorso).

 

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Challenger

Challenger: italiani tutti fuori, a Belgrado Giannessi esce tra le polemiche

L’azzurro chiede ripetutamente la sospensione del match per impraticabilità del campo e alla fine si ritira: “Era davvero pericoloso, praticamente c’era il fango”

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Alessandro Giannessi - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Al Challenger 125 di Belgrado entrambi gli italiani in tabellone escono prematuramente di scena. Alessandro Giannessi, dopo aver superato due turni di qualificazioni, perde al primo turno contro lo sloveno Blaz Rola (n.142 ATP), in gran fiducia dopo aver vinto la scorsa settimana sempre qui a Spalato. E se la sconfitta qua ci sta, è grave invece il modo in cui è maturata. Si è infatti giocato su un campo molto scivoloso, ai limiti dell’impraticabilità. Lo spezzino, nel corso dell’ora e un quarto del match, ha chiesto per ben tre volte la sospensione dell’incontro ma il giudice arbitro non ha mai acconsentito. Così, a inizio secondo set (sotto 6-4 2-0), dopo che una sua quarta richiesta era andata a vuoto, ha deciso di ritirarsi.

Alessandro, raggiunto telefonicamente, ci ha detto: “La cosa che è successa è molto brutta, ho chiesto ripetutamente di sospendere il match perché il campo era davvero pericoloso, praticamente c’era il fango. Tra l’altro era un campo destinato solo all’allenamento e riadattato oggi per l’occasione perché bisognava recuperare delle partite. Ma l’arbitro non ha inteso ragioni. La beffa poi è che, subito dopo, gli organizzatori hanno sospeso le partite su quel campo“.

Incuriositi, siamo andati a controllare i match della giornata e abbiamo notato che il tedesco Matthias Bachinger, impegnato contro Antoine Hoang nello stesso orario e in un campo adiacente, si era ritirato sul punteggio di 7-5 4-6, quindi in una situazione di punteggio di perfetto equilibrio. Non sono noti i motivi del ritiro (forse si scivolava anche sul suo campo?), anche perché le immagini in streaming stranamente non erano disponibili. Una vicenda gestita malissimo dagli organizzatori.

Fuori anche Federico Gaio che, dopo essersi preso la rivincita sul russo Donskoy (che lo aveva battuto in febbraio a Biella 2), nel secondo turno poco ha potuto contro lo slovacco Jozef Kovalik (n.128 ATP) che lo ha battuto 6-0 7-6. Sconfitta netta in cui al faentino ha fatto difetto soprattutto il servizio: gli sono stati fatali il 53% di punti sulle prime contro il 75% e il 55% sulle seconde contro il 74%. Eliminato nelle qualificazioni Andrea Arnaboldi, mentre non ha avuto bisogno di alcun turno preliminare il giovanissimo padrone di casa Hamad Medjenovic, entrato direttamente in tabellone grazie ad una wild card concessa dalla Federazione Serba. Il promettente 17enne ha onorato al meglio l’invito battendo al primo turno il tedesco Oscar Otte (n.155 ATP), salvo poi cedere all’esperto argentino Facundo Bagnis.

CHALLENGER 80 SPALATO 2

Lorenzo Giustino non supera il primo turno, eliminato (6-4 6-4) da Andrea Collarini (n.204 ATP) in un match sostanzialmente senza storia. All’argentino è stato più che sufficiente un break per set per portare a casa la partita, senza che il napoletano avesse mai una sola occasione (nessuna palla break) per rovesciare l’inerzia. Fuori nelle qualificazioni Matteo Viola e Gian Marco Moroni.

CHALLENGER 80 ORLANDO

Al Challenger statunitense nessun italiano ai nastri di partenza ma tanti americani (15 su 32) e un campo di partecipazione molto qualificato. Denis Kudla (n.124 ATP), il nostro favorito, è partito bene ma difficilmente vincerà, vista la nostra proverbiale allergia ad azzeccare un pronostico. Allora indichiamo un’alternativa e cioè l’altro americano Jenson Brooksby (n.232 ATP) che ovviamente è autorizzato a fare tutti gli scongiuri del caso.

 

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Mondo Futures: Cobolli e Agamenone firmano la doppietta italiana

Italiani grandi protagonisti nella settimana Futures con due successi

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Flavio Cobolli (foto Ray Giubilo)

M15 ANTALYA (TUR, terra rossa) – VINCITORE: Flavio Cobolli

Il primo sorriso azzurro della settimana è di Flavio Cobolli (n.863 ATP): l’ex numero 8 junior, nonché vincitore del torneo di doppio allo scorso Roland Garros, in virtù di questo successo si guadagna il suo best-ranking alla posizione 837. Nonostante il 6-0 subito nel primo parziale, il nostro non si lascia intimidire, e con tenacia dà il via alla rimonta e conquista il primo alloro della sua promettente carriera: 0-6 6-3 6-3 il risultato finale, contro lo svedese Dragos Madaras. Raggiunto telefonicamente Flavio ci ha detto: “È stata una settimana fantastica in cui ho giocato bene fin dal primo turno. Sono molto contento perché venivo da un momento abbastanza negativo in cui non riuscivo a riproporre in partita quello su cui stavo lavorando in allenamento”.

In generale è stato un torneo positivo per i nostri colori, con ben tre semifinalisti su quattro: oltre al citato Cobolli, menzione per Edoardo Eremin (costretto al ritiro dopo il primo set) e Matteo Gigante (uscito vincente dal derby con Galoppini ai quarti). Graziani e Massara si fermano al secondo turno, mentre Marchetti è sconfitto all’esordio da Matteo Gigante.

M15 MONASTIR (TUN, cemento) – VINCITORE: Franco Agamenone

Sulla scia del più giovane connazionale, Franco Agamenone (n.583 ATP) si porta a casa il secondo successo dell’anno, e sesto totale (cui potremmo aggiungere i 34 trofei in doppio): anche per lui (seed numero 8 del torneo) una vittoria finale in rimonta, dopo aver ceduto il primo set al tie-break, contro il francese Antoine Escoffier (tds numero 1). L’italo-argentino ha saputo sfruttare l’abbrivio in suo favore, creatosi in seguito alla sofferta vittoria nei quarti contro il seed numero 3, Sho Shimabukuro: infatti, il giapponese aveva sempre condotto nel set decisivo, arrivando a servire per il match; Agamenone era stato quindi bravo a rientrare in partita, non prima di aver annullato un match point. Fuori al secondo turno gli altri due italiani in tabellone, la tds numero 4 Balzerani e Capecchi.

M15 SHARM EL SHEIKH (EGI, cemento) – VINCITORE: Paul Jubb

Paul Jubb (n.494 ATP) trionfa per la seconda volta sui campi di Sharm, in questo 2021 positivo per lui: il record recita infatti 17 vittorie e sole 4 sconfitte, a testimonianza del fatto che il giovane britannico sa scegliere bene i tornei a cui partecipare. Giunto al quarto successo totale, il vincitore del prestigioso torneo NCAA nel 2019, ha lasciato per strada un solo set, peraltro in finale, contro l’indiano Sasi Mukund. Il migliore degli azzurri è Alessandro Bega, tds numero 3, uscito ai quarti proprio contro il vincitore; Simone Roncalli, Mattia Bellucci e Francesco Vilardo passano un solo turno, mentre va peggio la spedizione di Ruggeri e Malgaroli (eliminato dal connazionale Bega).

 

M15 CORDOBA (ARG, terra rossa) – VINCITORE: Gonzalo Lama

Sembra pian piano tornare al suo migliore livello Gonzalo Lama (n.590 ATP), ex numero 160 al mondo; il cileno aveva riassaporato il gusto della vittoria, dopo ben cinque anni, nello scorso gennaio: ed ora, a distanza di pochi mesi, si ripete in Argentina. Il 27enne, che tra i dodici titoli in carriera (tutti esclusivamente su terra rossa) vanta anche due Challenger ATP, ha infatti lasciato le briciole ai suoi avversari, compreso il finalista Facundo Juarez, tds numero 5. Quest’ultimo, ai quarti è stato il giustiziere dell’unico azzurro presente in tabellone, l’oriundo Luciano Darderi, che al primo turno aveva avuto ragione del seed numero 4, il brasiliano Reis da Silva.

M15 ST. PETERSBURG (RUS, cemento indoor) – VINCITORE: Ivan Nedelko

L’esperto padrone di casa Ivan Nedelko (n.362 ATP) vince nella bellissima San Pietroburgo il 27esimo titolo ITF in carriera, il primo su una superficie diversa dalla terra rossa. Dopo aver vissuto un vero e proprio annus horribilis (nel 2020 sono state, infatti, solo otto le partite vinte dal russo), il 34enne spera sicuramente di tornare alla buona forma che lo aveva accompagnato fino allo scorso anno. Battuto in finale il giovane qualificato ucraino Illya Beloborodko per 2-6 7-5 6-4, che ha pagato nei punti decisivi la minore esperienza; ma il 19enne sarà ugualmente soddisfatto della sua settimana, che lo ha visto protagonista dell’eliminazione di due tds dal torneo.

M15 SHYMKENT (KAZ, terra rossa) – VINCITORE: Ivan Gakhov

Altra finale contesa tra un atleta russo ed uno ucraino, ed a vincere è sempre Ivan: il 24enne mancino Gakhov (n. 502 ATP) interrompe un digiuno durato tre anni e conquista l’11esimo titolo in carriera. La tds numero 2, dopo aver battuto il nostro Antonio Campo in semifinale, si ripete nell’ultimo atto contro Eric Vanshelboim, pur non senza difficoltà, come testimonia il 6-3 5-7 7-5 consegnato agli archivi. Anche l’altro italiano Ingarao ha incrociato il vincitore finale, al primo turno, cedendo il passo in due set; poco meglio il percorso di Tomasetto, che elimina il seed numero 6 Nikita Mashtakov prima di uscire dal torneo. Per chiudere, doppio bagel subito da Federico Bertuccioli ai quarti contro il futuro finalista ucraino.

A cura di Antonio Flagiello

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Krajinovic scherza su Fognini e il duello odierno: “Ora anch’io lo chiamo zingaro!”

Il serbo e l’italiano si affronteranno al terzo turno del torneo di Montecarlo. La lite ad Amburgo 2014 è ormai soltanto un brutto ricordo. I due rivali odierni scherzano ripensandoci

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Filip Krajinovic - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Fabio Fognini e Filip Krajinovic si scontreranno al terzo turno del Masters 1000 di Montecarlo. Entrambi hanno avuto un ottimo inizio di torneo, specialmente Fabio che dopo la brutta partita persa a Marbella, ha sfoderato davvero due ottime prestazioni contro Miomir Kecmanovic e Jordan Thompson. L’italiano non ha mai battuto Krajinovic nei due precedenti confronti diretti, a Amburgo nel 2014 e a Basilea nel 2019. Proprio alla partita di Amburgo è legato uno brutto episodio, che vide Fabio andare oltre i limiti del consentito e dare dello zingaro al proprio avversario. Ovviamente Fabio fu multato.

Da allora però ne è passata di acqua sotto i ponti e i rapporti tra i due sono ad oggi molto distesi, se non proprio amichevoli. A confermarlo è lo stesso serbo in conferenza stampa che, rispondendo al direttore di Ubitennis, dice: “Ci scherziamo spesso sopra. Lui mi chiama zingaro, io lo chiamo zingaro e ormai sarà così per sempre credo“.

Quando gli viene chiesto cosa si può aspettare da Fabio nel loro prossimo incontro, Krajinovic risponde con parole di stima. “Non lo sa nessuno. Ho grande rispetto per lui, ha vinto qui nel 2019. Abbiamo giocato contro due volte, una ad Amburgo quando mi ha dato dello zingaro. Mi aspetto una battaglia sicuramente, sarà dura ma ho iniziato bene il torneo e mi sento bene. Anche lui ha iniziato bene, ha vinto due belle partite e penso che sarà una partita di buona qualità“.

 

I complimenti da parte del serbo non finiscono qui. Krajinovic infatti, a precisa domanda del direttore Ubaldo Scanagatta, ha risposto che sicuramente la superficie avvantaggia leggermente Fognini, ma che di fatto l’azzurro sarebbe un avversario pericolosissimo a prescindere. “Ovviamente preferirei affrontarlo su campi duri, ma lui può giocare bene ovunque. Se sta bene e ha voglia di giocare può battere chiunque. Dopotutto è stato anche un top 10, sa giocare bene su tutte le superficie, quindi alla fine non fa troppa differenza se si tratta di cemento o terra. Certo se potessi scegliere probabilmente sceglierei il cemento“.

Anche Fabio, molto soddisfatto dei suoi primi due match, ha speso belle parole per il suo prossimo avversario. “Krajinovic è un giocatore di grande talento e gioca molto bene a tennis, perciò sarà molto dura. L’importante è stare in campo come questi due giorni, con il giusto atteggiamento, poi il risultato sarà una conseguenza. Gioca bene su tutte le superfici e non vale la classifica che ha, infatti è già stato top 30 (vanta un best ranking di numero 26, ndr). L’importante come ho detto è mantenere l’atteggiamento giusto, perché il tennis c’è ancora. Sarà una battaglia molto dura, le probabilità di vittoria sono 50-50“.

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