Sette match point annullati, Federer non finisce mai: è in semi all'Australian Open

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Sette match point annullati, Federer non finisce mai: è in semi all’Australian Open

Menomato da un infortunio alla gamba destra, Roger rimonta Sandgren con il “braccino” e vince il suo 15° quarto di finale a Melbourne su 15 disputati. “Sono stato fortunato, non meritavo di vincere”. Attende Djokovic o Raonic

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Roger Federer - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[3] R. Federer b. T. Sandgren 6-3 2-6 2-6 7-6(8) 6-3 (da Melbourne, il nostro inviato)

“I believe in miracles”, credo nei miracoli, ha detto Federer alla fine di questa rocambolesca partita che sulla carta doveva essere una passeggiata per lo svizzero, imbattuto in 14 precedenti apparizioni nei quarti di finale dell’Australian Open. E invece a causa di un problema all’adduttore sofferto da Federer ha regalato tantissime emozioni e un’occasione probabilmente irripetibile per Sandgren di raggiungere le semifinali di un torneo del Grande Slam. Eh sì, perchè almeno su quattro dei sette match point all’americano si è accorciato un po’ il ‘braccino’. “Avrei potuto giocarli meglio, i match point – ha detto un comprensibilmente deluso Sandgren dopo la partita – li ho passati in rassegna numerose volte nella mia testa, lui è stato aggressivo in una occasione, io sono stato passivo in un altro paio, avrei potuto mettere la volée in un punto diverso, poi lui ha tirato due buoni passanti. Ho sbagliato un approccio, ma ero in una brutta posizione, lui mi avrebbe probabilmente passato comunque in quella circostanza…”.

L’infortunio ha disinnescato le due armi principali dello svizzero, il servizio (soprattutto la seconda palla) e la risposta, che non ha permesso a Federer di opporsi alle battute dell’avversario. Dopo l’intervento del medico e, probabilmente, degli antidolorifici, la situazione è lentamente cambiata ed ha consentito all’ex n.1 del mondo di rovesciare una partita che sembrava persa annullando ben sette match point.

LA PARTITA – Nel sole del pomeriggio, anche se mite, Federer probabilmente sperava che le palle volassero un po’ di più, ma il campo rimane quello che è, e rimane non proprio agevole mettere a segno dei punti vincenti. Soprattutto se non sono incrociati. Sandgren sembra gestire in maniera egregia l’esordio contro Federer su un campo importante (dove comunque aveva già giocato), ma la prima di servizio non lo assiste. Mette sì a segno 4 ace nel primo set e altrettanti servizi vincenti, ma quando comincia il palleggio le cose per lui si complicano. Deve fronteggiare palle break in tutti i suoi primi tre turni di servizio e sul 2-3 perde il gioco con tre errori gratuiti piuttosto banali e un doppio fallo.

Dopo il primo set vinto in 35 minuti un alone di inevitabilità sembra scendere sulla Rod Laver Arena, tuttavia Federer di colpo smarrisce il pallino del gioco e comincia a sbagliare colpi in sequenza. Lo svizzero subisce un parziale di 10 a 2, nel quale otto dei punti di Sandgren sono errori suoi errori gratuiti e i suoi due miseri “quindici” includono anche un doppio fallo dell’avversario. Federer prova a riprendersi con la battuta, accorciando i punti e venendo più spesso a rete, ma non sembra avere troppa energia, e il suo rovescio lo tradisce sempre più spesso. Tra lo stupore generale il secondo set va a Sandgren per 6 giochi a 2 con un secondo break che arriva a chiusura di parziale.

Tennys Sandgren – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

La situazione inattesa attrae sulla Rod Laver Arena gli spettatori che si erano attardati a pranzo o sugli altri campi e si viene a creare un po’ più di atmosfera. Sandgren apre il set tenendo la battuta con tre ace, e poi si porta 2-0 con il secondo break consecutivo. Vincendo uno scambio da 28 colpi Federer arriva a 0-40, ma con il servizio Sandgren viene fuori dalla buca ancora una volta (Roger è 1/9 nelle palle break) e viene pure ammonito per una “audible obscenity” che nessuno ha sentito se non il giudice di sedia Marijana Veljovic.

L’elvetico esce dal campo con il fisioterapista per un medical time-out che dà occasione al DJ di dar fondo alla sua scorta di “party songs”, e al ritorno ricomincia a servire in maniera molto più cauta di prima, sembrando anche piuttosto rigido negli spostamenti laterali, soprattutto verso destra. Sandgren tiene i suoi servizi fino al 5-2 quando un game-agonia da 20 punti vede Federer annullare non si sa come quattro set point, per poi cedere definitivamente il parziale con l’ennesimo rovescio sbagliato.

Appare chiaro che Federer non è al 100 per cento fisicamente: dopo il momento di cautela nel terzo set, oppure con l’aiuto degli antidolorifici, il servizio ha ripreso ad andare alle velocità usuali, almeno sulla prima, ma i movimenti son certamente più goffi e gli errori arrivano copiosi. Sul servizio si difende ammirevolmente, ma è sulla risposta che per lui sono guai: Sandgren infila una serie di 13 punti consecutivi alla battuta, interrotta solamente da un tweener sbagliato dopo un bello schema palla corta più pallonetto al volo di Federer. Sul 5-4 l’americano arriva al match point per ben tre volte, ma i suoi nervi lo tradiscono e commette tre brutti errori gratuiti. Nel game seguente Federer avrebbe una palla del 6-5 (la prima palla break per lui dal medical time-out) ma Sandgren la annulla.

Roger Federer – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Si giunge al tie-break dove i primi sei punti vanno con i servizi, poi Roger mette in rete un diritto che lancia l’americano sul 6-3 e altri tre match point. Sul primo Tennys sbaglia un rovescio, sul secondo Federer mette una prima vincente e sul terzo lo svizzero vince un corpo a corpo a rete con un passante al volo. Due punti più tardi il settimo match point di Sandgren viene messo in rete su uno slice corto di rovescio, Federer ha un set-point sull’8-7 ma viene cancellato da un ace. Ne arriva un altro sul 9-8, grazie a un gratuito di Sandgren, e questo è quello buono, perché dopo un pallonetto difensivo di Federer su una volée molto profonda, lo statunitense mette fuori uno smash a rimbalzo da fondo.

Nella pausa prima del quinto set, Federer si fa massaggiare dal fisioterapista e si può capire che il suo problema è agli adduttori della gamba destra. Sandgren ovviamente accusa il contraccolpo per le tante occasioni svanite e va subito sotto 0-1 0-30, poi salva due palle break tra mille distrazioni, dal fruscio statico del microfono dell’arbitro a un telefono che non smette di suonare. Al sesto gioco la svolta del match. Sul 40-30 Sandgren infila due errori di rovescio che danno una palla break a Federer, la diciannovesima della serata. Federer prende il coraggio a due mani, lascia partire un diritto inside-in e ottiene il break. Dieci minuti più tardi il match finisce: 3 ore e 31 minuti di montagne russe che sicuramente Sandgren non dimenticherà tanto facilmente.

Federer esce vincitore da un match nel quale si è aggiudicato
meno punti (160 a 161) e meno giochi (23 a 24)
, fatto questo che si era verificato solamente un’altra volta nel corso della ultra-ventennale carriera dello svizzero nei tornei del Grande Slam: nella finale di Wimbledon 2009 vinta contro Andy Roddick per 16-14 al quinto set.

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ATP Nur-Sultan: Musetti lotta ma non basta, terza sconfitta (su tre) con Djere

Musetti sbaglia troppo ed esce sconfitto a Nur-Sultan: è la settima sconfitta nelle ultime nove partite. La tempesta non è ancora passata

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Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

[7] L. Djere b. L. Musetti 6-4 6-7(3) 6-4

Continua il periodo sottotono di Lorenzo Musetti. Contro Laslo Djere, nel secondo turno a Nur-Sultan già Astana, il kid di Carrara ha raccolto la settima sconfitta negli ultimi nove match ufficiali disputati: dopo il pirotecnico ottavo perso al Roland Garros al cospetto di Novak Djokovic, il teenager italiano non è più riuscito a vincere due partite in fila. Peggiora inoltre il bilancio delle sfide con Djere, che lo aveva sconfitto anche nei due precedenti in (e sulla) terra sarda – l’ultimo datato aprile 2021, ai quarti del torneo di Cagliari.

In una recentissima intervista dagli intensi contenuti, Musetti ha fatto sapere di aver passato una buia estate afflitta da disagevoli problemi personali, e di aver smarrito la scintilla. Ha anche sottolineato di aver ritrovato almeno parte di quel fuoco a New York, insieme alla voglia di lottare. Il rinnovato desiderio di dar battaglia non l’ha abbandonato nemmeno oggi: gli è stato utile a prolungare fino ai margini delle tre ore un match perso e straperso, ma dov’è arrivata la volontà ancora poco ha potuto il braccio. È il momento di stare lì, tempi migliori certo arriveranno.

 

All’abbondantissima durata della sfida ha senz’altro concorso la strana performance messa insieme da Laslo Djere: il serbo, diciotto quarti di finale nel Tour principale sempre sulla terra battuta e forse oltremodo impressionato dalla chance di raggiungere l’inedito traguardo sul duro, ha dominato in lungo e in largo, mancando però clamorosamente ogniqualvolta fosse chiamato a impacchettare il successo. Partito forte, con un break nel gioco inaugurale, Musetti ha condotto con agio in porto la prima frazione, respingendo le due palle per il contro-break guadagnate da Musetti nel sesto gioco. Troppa la differenza con la prima di servizio (17/19 nel parziale per Djere, l’89% di conversione contro il 69% del ragazzo) e soprattutto con il dritto, invano sollecitato da un disperatissimo Lorenzo: “Perché non sento mai la palla?“, l’abbiamo sentito domandarsi sconsolato. La risposta sta nelle tremebonde esecuzioni, in una cattiva ricerca della palla e nella fiducia, come sappiamo tendente a sud.

Il secondo set è una fotocopia, almeno fino al momento cruciale: break Djere nel primo game e serbo in assoluto controllo della situazione fino al 5-4. Inopinatamente, chiamato a servire per chiudere un match a senso unico, il settimo favorito in gara ha d’improvviso smarrito il supporto dei colpi che l’avevano portato fin lì: niente prime, dritto contumace e Musetti, probabilmente con la testa in doccia, si è ritrovato sul cinque pari. Ha fatto in tempo a sprecare anche due set point sul sei-cinque, il Nostro, prima di prevalere al tie-break. Contesa al terzo, ma chi si aspettava il tipico salto avanti del superstite miracolato è rimasto deluso. Come se nulla fosse accaduto, Djere ha ricominciato a martellare con servizio e dritto a sventaglio, Musetti ripreso a traballare e lo score, conseguente, a pendere dalla parte serba.

Tuttavia, ancora una volta, al momento di servire per il match sul cinque-tre il volto del povero Laslo è tornato una maschera di terrore: 0-40, e alla terza chance Lorenzo ha trovato il modo di rimanere in vita. Ma forze residue e convinzione non erano sufficienti a completare il miracolo-bis. Un paio di dritti ben assestati e un duro scambio vinto hanno portato il serbo a tre match point consecutivi. Finita? il copione della partita non lo avrebbe permesso, capirete. Lorenzo li ha annullati tutti e tre, in fila, ma prima che si predisponesse la scenografia per lo psicodramma finale Djere se ne è procurato un quarto, infine convertito.

Passata la tremenda paura, Djere giocherà il primo quarto di finale sul cemento della sua vita contro uno tra Dusan Lajovic e Soonwoo Kwon. Per Musetti un’altra brutta giornata, in parte rischiarata dalla ritrovata smania di vender cara la pelle. Al momento occorre aggrapparsi a quello, in attesa che passi la bufera.

Il tabellone completo di Nur-Sultan

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Bella vittoria di Sonego a Metz, ma va fuori Mager. Sconfitta inattesa per Seppi a Nur-Sultan

Lorenzo straripante contro Fucsovics, mentre Andreas si incarta con la wild card Skatov

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ATP 250 Nur-Sultan

La giornata azzurra inizia con la brutta sconfitta di Andreas Seppi nel suo match di esordio all’Astana Open contro la wild card locale Timofey Skatov, n. 280 ATP, al suo secondo incontro del circuito maggiore. 7-6 (3) 4-6 6-1 per quasi tre ore di battaglia in cui è stato decisivo il lunghissimo primo parziale, andato al ventenne kazako (di nascita, non frutto della campagna acquisti della federtennis nazionale) dopo aver recuperato un break e annullato quattro set point. Troppo incostante Andreas nel corso del match e alla fine la stanchezza si è fatta sentire.

Peccato, perché tutto era iniziato come previsto: il nostro fa valere la differenza di livello in termini di ritmo e solidità, arrivando 4-1 in virtù del break al secondo gioco. Skatov, con la sua eastern di rovescio, serve praticamente solo kick a velocità contenute verso il lato sinistro di Seppi. Batti sul rovescio, girati sul dritto: più semplice di così… Il trentasettenne di Caldaro allenta un po’ la presa, incappa in un brutto game di servizio mentre l’altro trova continuità e la partita si riapre. Determinante il turno di battuta di Skatov sul 4-5, quando risale da 15-40 e salva due vantaggi esterni per poi chiudere dopo ventidue punti. Sui quattro set point per Andreas, l’allievo di José Altur ha invece indirizzato la battuta verso il dritto avversario, in un paio di occasioni ottenendo il punto diretto, nelle altre due uscendo vincitore dallo scambio prolungato. Tie-break con Skatov che non sbaglia più e mette le mani sull’insperato primo set dopo un’ora e venti minuti.

Il suo momento prosegue fino al 3-0 del secondo set, poi la Seppia nazionale torna nei propri panni (e anche Timofey, diciamolo), infila una serie di cinque giochi e pareggia con un 6-4 che potrebbe far svanire qualsiasi velleità kazaka. Invece resta lì, Skatov, fa suoi i primi tre game ai vantaggi che restano nella gambe e nella testa dell’azzurro, il quale peraltro mette in campo meno di una prima su tre nel parziale (46% nel match). Dopo dieci punti di fila per il 173 cm di Petropavlovsk, c’è il moto di seppioso orgoglio finale che tuttavia non evita il 6-1. Prima vittoria ATP per Skatov e secondo turno contro Ymer o Ivashka, assente, come del resto Gerasimov, nel tie di Coppa Davis contro l’Argentina a Baires.

 

Martedì, secondo incontro dalle ore 8 italiane, tocca invece a Lorenzo Musetti che incrocerà per la prima volta il qualificato australiano Marc Polmans.

Il tabellone aggiornato di Nur-Sultan

ATP 250 Metz

Va meglio in Francia, con la convincente vittoria di Lorenzo Sonego che pareggia il bilancio negli scontri diretti con il (quasi) sempre ostico Marton Fucsovics, n. 41 ATP, ma 26° della Race. Un 6-3 6-2 in un’ora e dodici minuti che lascia poco spazio alle interpretazioni, con un Lorenzo tornato in grande spolvero, dopo le delusioni post-Wimbledon, in quella che è in ogni caso la sua miglior stagione: vittoria n. 25 (18 sconfitte), best ranking al 23° posto raggiunto un mese fa, titolo a Cagliari, finale a Eastbourne e la splendida semifinale contro Djokovic a Roma. I piedi che di nuovo girano a mille hanno supportato l’aggressività, i recuperi, l’agonismo – insomma, tutte le caratteristiche del miglior Sonego. Anche Fucsovics sta avendo un’ottima annata e anch’egli ha un po’ tirato il fiato dopo i quarti raggiunti sui Sacri Prati, ma nel lunedì francese c’è stato poco da fare con questo avversario.

Il primo parziale si decide con il break al quarto gioco, propiziato da un grossolano errore sullo smash del ventinovenne di Nyiregyhaza; Sonego va a prendersi i successivi due punti a rete senza dare tempo di riordinare le idee all’altro che si fa infine sorprendere dalla risposta azzurra (o, forse, dal suo stesso servizio). Meno di metà di prime in campo per Lorenzo, che però vince tanti e più punti con la seconda.

Fucsovics, grande atleta e solidissimo negli scambi, è il classico tennista che non si batte da solo. Tranne quando lo fa. In questa sfida, sono senz’altro più i meriti dell’azzurro che, inesorabile in risposta sulle seconde, passa subito avanti dopo il riposo. Marton si inguaia ancora al quinto gioco, che finisce con il cedere con un doppio fallo e un dritto al volo comodamente appoggiato sul grigio oltre la linea di fondo. Non si arrende, però, e si fa ammirare quando gira uno scambio con un recupero incredibile su un contropiede che pareva irraggiungibile e poi, fintando la smorzata, scodella il dritto vincente con nonchalance. Al punto successivo, che potrebbe riaprire il game, tocca a Sonego l’ottimo recupero sul notevole lob magiaro in sensibile mezza volata – sensibilità che però svanisce del tutto sul successivo tentativo di drop shot. Sul 5-1 è ormai show, Fucsovics vince uno scambio ravvicinato con un passante in tweener spalle alla rete, ma può solo accorciare lo svantaggio perché Sonego chiude con la battuta a disposizione.

73% di punti vinti al servizio e nessuna palla break concessa – di più, mai permesso all’avversario di arrivare a “40” in risposta. Quinta testa di serie sorteggiato nel quarto inferiore presidiato da Carreño Busta, al secondo turno Sonego troverà il vincente fra il qualificato Holger Rune e un lucky loser, non ancora annunciato, che sostituirà in tabellone Popyrin.

Niente da fare invece per Gianluca Mager, fermato 6-3 7-6(5) dal n. 36 ATP Nikoloz Basilashvili nel primo confronto diretto in assoluto. Il risultato del primo set è frutto di una partenza dell’azzurro praticamente senza la prima di servizio (uno su dieci). In grossa difficoltà sulla seconda, rischia addirittura lo 0-4 ma, sulla palla del doppio break, la risposta resta sulle corde di Basilashvili. Mager si procura poi un’opportunità del rientro anche grazie a una delle classiche pause del ventinovenne di Tbilisi, il quale si riprende però in tempo per cancellare l’occasione giocando con la sua solita spinta. Ritrovata in fretta la solidità, Nikoloz si fa bastare l’iniziale vantaggio per assicurarsi il set.

Gianluca non controlla la risposta sulla pesante prima georgiana e sfuma il possibile 2-0, ma il servizio è finalmente arrivato a dargli una mano e anche negli scambi da fondo riesce a essere meno falloso. Tra gran colpi e brutture, il ventiseienne di Sanremo salva il settimo gioco, mentre sul 5-4 sbaglia un dritto in palleggio a due punti dal set. L’impressione è che ci sia spesso un’immotivata fretta da parte di Mager e il testa a testa nel tie-break è risolto dal passante di Basilashvili che punisce l’avventurosa – se non precipitosa – discesa a rete del nostro.

Il tabellone aggiornato di Metz

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ATP Winston-Salem: Ilya Ivashka vince il primo titolo in carriera

Il bielorusso demolisce in meno di un’ora lo svedese Mikael Ymer, concedendo solo due giochi. Sesto giocatore fuori dalla top 50 a vincere un titolo nel 2021

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Ilya Ivashka - ATP Winston-Salem 2021 (via Twitter, @WSOpen)

L’atto finale del Winston-Salem Open si è rivelato un incontro a senso unico con il bielorusso Ilya Ivashka, numero 63 ATP, che ha coronato la sua settimana d’oro sconfiggendo in 56 minuti lo svedese Mikael Ymer, numero 90 ATP, con il punteggio di 6-0 6-2.

Nella strada verso il primo titolo in carriera, alla prima finale, il bielorusso ha eliminato tre teste di serie: CIlic (match in cui è stato a due punti dalla sconfitta), Struff e soprattutto il numero 1 del tabellone Carreno Busta, concedendo solo un set in tutto il torneo. Ivashka è diventato l’ottavo giocatore a conquistare il suo primo titolo in questo 2021 e il sesto fuori dalla top 50 a sollevare un trofeo quest’anno.

I numeri del match spiegano chiaramente il dominio del bielorusso: 100% di punti vinti con la prima di servizio, nessun punto concesso sul suo servizio nel primo set a Ymer e solo due punti nell’intero match. Ymer non è stato in grado di gestire il servizio del bielorusso e spesso è stato portato all’errore dai colpi profondi di Ivashka.

 

Ivashka con questo successo lunedì raggiungerà il suo best ranking al numero 53. “Questa settimana ho avuto tutto” ha affermato Ivashka durante la cerimonia di premiazione. “Nel secondo turno sono stato a due punti dalla sconfitta e ora sono qui. È incredibile quante cose cambiano in un match”. Ivashka ha riportato la Bielorussia al successo quasi vent’anni dopo il titolo vinto da Max Mirnyi a Rotterdam, nel 2003. “Sono cresciuto guardando Max giocare, era un idolo per noi” ha affermato Ilya. “Volevo un successo sin da bambino. Non molte persone in Bielorussia hanno vinto un titolo ATP, è una grandissima sensazione”. Per Ivashka adesso l’attenzione si sposta sullo US Open, dove martedì lo attende la sfida con lo statunitense Sandgren.

Per Ymer, nonostante la sconfitta, rimane la gioia per la prima finale a livello ATP in carriera – ottenuta battendo in semifinale Alcaraz – e la risalita in classifica al numero 72, non lontano dal suo best ranking al numero 67 raggiunto a marzo 2020. Anche lo svedese volerà a New York, dove al primo turno lo attende la sfida non proibitiva contro lo statunitense Brooksby.

A cura di Giuseppe Di Paola

Il tabellone completo di Winston-Salem

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