La crisi di Coric: “Sono lontano dal realizzare i miei sogni”

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La crisi di Coric: “Sono lontano dal realizzare i miei sogni”

Prosegue il periodo-no del giovane croato, eliminato al primo turno anche a Buenos Aires (“Sono peggiorato negli ultimi sei mesi”). A breve tanti punti da difendere, ma Borna è convinto di poter risalire la china (“Posso tornare ai livelli del 2018, mi basta potermi allenare con costanza, senza infortuni”)

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Undici sconfitte negli ultimi dodici incontri. Dalla seconda metà del 2019, ha superato più di un turno solo in uno dei su 13 tornei disputati. E a parte la vittoria contro Thiem nell’ATP Cup di inizio anno – che aveva fatto sperare in una inversione di tendenza – non batte un top 40 dalla vittoria su Garin (peraltro specialista della terra battuta) nel torneo sull’erba di s’Hertogenbosch dello scorso giugno.

Sono questi i numeri della crisi di Borna Coric, il 23enne tennista croato che un anno fa di questi tempi era al n. 13 del ranking ed ora invece, dopo l’ennesima sconfitta al primo turno (contro il brasiliano Monteiro a Buenos Aires) scivolerà di un ulteriore gradino in classifica, alla posizione n. 32. L’ennesima serie di infortuni (prima agli addominali ad Halle, poi alla schiena allo US Open) e a seguire il cambio dello staff con la separazione da Piatti e il suo team, l’hanno fatto finire in una spirale che gli ha fatto perdere ben venti posizioni dal suo best ranking, quella 12esima posizione in cui si era insediato per l’ultima volta alla fine dell’agosto scorso.  

Classifica ancora di tutto rispetto, ma con in scadenza nei prossimi due mesi le pesanti cambiali della semifinale di Dubati e dei quarti dei Masters 1000 di Miami e Montecarlo – 540 punti in tutto – se Borna continuasse con l’andazzo attuale il rischio è quello di scivolare fuori dai primi settanta al mondo. Con tutte le conseguenze che comporterebbe poi una stagione sulla terra partendo dalle retrovie, lui che lo scorso anno la disputò tutta da testa di serie. In queste settimane, intervistato in patria, Coric ha parlato del suo periodo-no. Già dopo la sconfitta contro Querrey aveva analizzato – come sempre in maniera schietta e onesta – la situazione: “Dopo la vittoria contro Thiem, sinceramente non credevo arrivassero queste sconfitte. È evidente che il mio tennis avrà diversi alti e bassi finché non ritroverò la fiducia che avevo nel 2018. Negli ultimi sei mesi sono peggiorato, mi sto ancora cercando e perciò non faccio promesse.”.

I sogni di Borna però, rimangono intatti: “I miei grandi sogni sono vincere un titolo del Grande Slam e diventare n. 1° al mondo, ma sono molto lontano dal realizzarli. Ma sono stato n. 12 e questo mi dà la fiducia e la consapevolezza che posso giocare a quei livelli, devo solo rimanere sano e poter lavorare bene con costanza. Spero di poter tornare al mio top e poter realizzare quei sogni”.

Il tennista di Zagabria si rende conto anche di cominciare ad essere un po’ in ritardo rispetto ai suoi coetanei. Ma ciò non lo turba minimamente e, anzi, ha una sua spiegazione in merito. Ed ha anche una ricetta per evitare che il paragone con i Big Three possa essere controproducente per la loro crescita: “Sono un po’ lontano dai giocatori della mia generazione, dato che non ho mai superato il quarto turno in uno Slam. Però, vedendo come sta andando bene a loro, ritengo che a me serva solo più tempo. Tutti noi dobbiamo concentrarci sull’allenamento e sul migliorarci, non dobbiamo pensare a Federer, Nadal o Djokovic, perché non abbiamo controllo su quello. Spero comunque che qualcuno dei giovani conquisti presto un grande trofeo.”.

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 29 marzo. Leggero calo dei decessi, confusione sui tamponi

Oggi sono stati registrate 756 nuove vittime, il totale sale a 10779. 5217 nuovi casi, ma con molti meno tamponi analizzati rispetto a ieri

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Il Dipartimento di Protezione Civile italiana ha letto il consueto bollettino di aggiornamento sull’andamento dell’epidemia italiana di COVID-19 alle ore 18.

Il numero delle vittime è salito a 10779 per effetto dei 756 decessi registrati nelle ultime ventiquattr’ore, 416 dei quali in Lombardia che resta ampiamente la ragione più colpita. L’aumento delle positività è stato di 5217 nuovi casi che portano il totale dei casi registrati da inizio epidemia a 97689. Si tratta di un aumento inferiore a quello di ieri (+5974), ma sono stati analizzati anche molti tamponi in meno, 24504 contro i 35447 di ieri: si precisa inoltre che al dato comunicato dalla Protezione Civile mancano i tamponi analizzati in Emilia Romagna (Borrelli ha anticipato che sono circa 3500).

Il dato rimane molto difficile da contestualizzare, ma è verosimile che non si sia registrato un calo numerico ‘reale’ di casi giornalieri perché a fronte di uno scarto di 757 pazienti positivi (circa il 13% del totale) sono stati analizzati oltre 10000 tamponi in meno (il 31%). Per farla ancora più semplice, ieri i positivi sono stati il 17% dei testati mentre oggi il 21%. Quello che invece continua a diminuire è l’incremento percentuale dei contagi, in poche parole il trend è lineare ma non esponenziale.

 

Il numero delle persone attualmente positive al coronavirus in Italia è 73380, 3906 delle quali quali (+ 50 rispetto a ieri) ricoverati in terapia intensiva. I ricoverati con sintomi sono invece 27386 e i pazienti in isolamento domiciliare con sintomi lievi o privi di sintomi sono la maggior parte, 42558 (il 58% del totale). Nella giornata di oggi sono stati disposti otto trasferimenti di pazienti positivi al COVID-19 in Germania, due da Bergamo a Norimberga e sei da Cremona a Colonia. Il totale dei pazienti trasferiti da inizio epidemia sale a 92 (52 dei quali positivi)

I dati aggiornati al 29 marzo, divisi per regione (fonte: Dipartimento Protezione Civile)

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Katie Swan e famiglia improvvisano un minimarket in garage per aiutare i più bisognosi

Non c’è solo la grande beneficenza dei big: la solidarietà per i più colpiti dalla pandemia di coronavirus può nascere anche da un garage

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Bellissima ed encomiabile iniziativa da parte della tennista britannica Katie Swan che, in Kansas, insieme alla sua famiglia, ha improvvisato un minimarket in garage per venire in aiuto ai più bisognosi in piena crisi da coronavirus.

La bella iniziativa della famiglia Swan viene raccontata in un articolo del sito del quotidiano The Telegraph. Katie, nativa di Bristol, 21 anni e attuale n. 254 del mondo, ha pensato di fare buon uso del proprio garage dove la madre Nicki, ideatrice dell’iniziativa, coordina l’imballaggio e la consegna del cibo per 70 famiglie. Dal 2013 la famiglia della tennista si è trasferita in America poiché il padre di Katie, Richard, lavora nell’industria dei combustibili fossili.

Quando è cominciata l’epidemia da coronovirus“, spiega Katie al The Telegraph, “mia madre ha voluto aiutare le famiglie con la spesa, alcune hanno paura di uscire e altre non possono lasciare da soli in casa i loro bambini. I miei genitori vanno ogni giorno ad acquistare un carrello di prodotti alimentari e poi avvisano le famiglie su Facebook. Le persone possono versare una piccola donazione e l’altro giorno abbiamo raccolto più di 4000$. Io aiuto mia madre a impacchettare il cibo e nella consegna. In garage abbiamo le pile di pacchetti, i ragazzi della scuola di mio fratello vengono a ritirare le confezioni e le portano agli indirizzi che comunica loro mia madre.

 

Alcune di queste famiglie hanno molti bambini; abbiamo aiutato una famiglia i cui membri sono 15 ed abitano tutti nella stessa casa. Ma ci sono persone di età diverse, c’è un signore di 98 anni che non ce la fa ad andare a fare la spesa. Adora un dolce inglese che fa mia madre! L’altro giorno Nicki ha ricevuto una telefonata da una madre che vive sola con il figlio, non stava bene e piangeva al telefono. È molto religiosa e le ha detto che stava pregando per lei. Potevo sentire la sua voce ed è stato molto commovente”. 

La mamma di Katie, Nicki, si è sempre data da fare per aiutare il prossimo. Quando la famiglia della tennista viveva ancora in Gran Bretagna, Nicki ha collaborato con l’associazione caritativa fondata dell’ex calciatore Bob Wilson dopo il decesso della figlia a causa di un tumore. “È una persona buonissima e generosa” dice Katie della mamma, “negli ultimi anni si impegna molto nel volontariato e l’anno scorso avevamo in casa ben 17 cani; mia madre se n’è presa cura e si è impegnata perché venissero adottati“.

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Nadal rivede la sua programmazione per il 2020?

Per quel che vale, visto che non sappiamo quando e se si tornerà a giocare: ma sono spariti i Masters 1000 di Cincinnati e Toronto

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Rafa Nadal - Rogers Cup 2018, Toronto (foto via Twitter, @rogerscup)

Per quel che vale, in una stagione segnata da una sospensione che per il momento durerà certamente tre mesi – non si gioca da febbraio e non si riprenderà sicuramente prima del 7 giugno – ma purtroppo è verosimile possa ulteriormente estendersi, Rafael Nadal ha pubblicato su Twitter una versione aggiornata della sua programmazione per il 2020.

Questi sono/erano/saranno i tornei di quest’anno‘ è l’eloquente espressione con cui comincia il suo tweet nel quale appone un segno di spunta accanto agli unici due tornei giocati nel 2020 (Australian Open e Acapulco) e una crocetta su Indian Wells, Montecarlo, Barcellona, Madrid, Roma e Olimpiadi che non si sono disputati né si disputeranno nei prossimi mesi (rimane qualche piccola possibilità per Indian Wells e Roma).

 

Tra i tornei ancora in lista rimangono solo i tre Slam e il Masters 1000 di Shanghai, mentre mancano quelli di Toronto e Cincinnati: è difficile trarne una conclusione, ma si potrebbe dedurre che Rafa non abbia in programma di sobbarcarsi la trasferta nordamericana (dopo quella mancata a marzo) anche qualora dovessero configurarsi le possibilità per disputare i due tornei.

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