Insurrezione a Dubai: fuori Kenin, Bencic e Svitolina

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Insurrezione a Dubai: fuori Kenin, Bencic e Svitolina

La regina di Melbourne diventa l’ennesima vittima stagionale della lanciatissima Rybakina. La campionessa uscente cede a Pavlyuchenkova dopo aver vinto i primi diciannove punti del match. Giornata storta per l’Ucraina: fuori anche Yastremska

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Gli organizzatori probabilmente avrebbero preferito altri risultati, ma il tennis, tra le sue molte qualità, ha soprattutto quella di essere imprevedibile, specie se si parla di circuito femminile. Nel giorno del lancio del coaching dagli spalti, hanno salutato emiri ed Emirato tre alte teste di serie; tre top ten, per giunta, che ci saremmo aspettati di ritrovare nei pressi del weekend. Si parta dalla fine, visto che l’eliminazione di Sofia Kenin, alla prima uscita dopo il trionfo all’Open d’Australia, è notizia di ampio rilievo, anche se il sorteggio, che comunque non sarebbe potuto essere magnanimo visto il cut-off da capogiri del torneo, le aveva riservato l’avversaria peggiore possibile tra quelle sprovviste di una testa di serie.

Elena Rybakina sta macinando scalpi con ritmi che iniziano a essere inquietanti: per le avversarie, s’intende. Con quella ottenuta oggi a danno della quinta favorita in gara, il bilancio del suo detonante inizio stagione dice sedici vittorie e tre sconfitte, con tre finali già conquistate e l’immacolato record quando la partita si è protratta al set decisivo: sette su sette. Impressionante. Impressionante come la freddezza della ragazza, la quale ha accolto il successo sulla collega più sponsorizzata del momento quasi avesse prevalso in allenamento sulla sparring partner di turno.

E dire che s’era messa male: Kenin avanti un break e quasi, se non proprio, in controllo sulle ali di una fiducia inattaccabile. Ma Rybakina ha le proprie certezze, e a quelle s’è affidata senza smarrire la strada maestra. Al servizio, prima di tutto, fondamentale con cui guida la classifica 2020 per numero di ace messi a segno, che le ha permesso di stare agganciata e di sfruttare il primo passaggio a vuoto di Sofia. Comunque salvatasi al tie break, la numero sette del mondo non ha mai trovato la propria zona di comfort e ha ceduto abbastanza di schianto il secondo set, affannandosi a rincorrere specie sulla diagonale destra senza riuscire a muovere Rybakina, il cui tallone d’Achille starebbe proprio nel gioco di piedi.

 

Costretta alla volata, Kenin è sempre stata sotto, tanto nel punteggio quanto nello scambio, e la palla break, pericolosissima, salvata con la combinazione servizio-rovescio nel quarto gioco della partita decisiva non è valsa a garantirle la serenità tipica dello scampato pericolo. Vistosamente abbandonata dal servizio – per lei appena una prima in campo su due nel terzo set e sei doppi falli in totale – l’americana di Mosca ha finito per capitolare al secondo match point avverso nel nono gioco, dopo che il primo era stato cancellato da hawk-eye per un paio di millimetri illegali.

Rybakina nel secondo turno affronterà Siniakova, in ripresa dopo un periodo di appannamento e oggi capace di rifilare un bagel nel terzo a Karolina Muchova. Il tabellone, in attesa dei debutti di Simona Halep e Karolina Pliskova, si è aperto in modo interessante: perché hanno lasciato Dubai dirette a Doha anche Elina Svitolina e Belinda Bencic, rispettivamente terza e quarta testa di serie. La svizzera, addirittura campionessa uscente, ha ceduto di schianto a Pavlyuchenkova una partita in cui aveva vinto i primi diciannove punti in fila. L’ex Maestra di Odessa, per la quale forse dovremmo iniziare a parlare di crisi, ha raccolto appena tre giochi contro Jennifer Brady. La giornata storta dell’Ucraina è poi proseguita con l’eliminazione di Dayana Yastremska, incapace di difendere un vantaggio di cinque a due nel terzo dalla rimonta di Veronika Kudermetova.

Nel cataclisma generale e in attesa della settima testa di serie Sabalenka, l’unica tra le graduate a passare il turno quest’oggi è stata infine Petra Martic, facilmente districatasi dalle insidiose ragnatele di Su-Wei Hsieh. Semifinalista della scorsa edizione, la quadrumane da Taipei sarà costretta a lasciare la Top 50.

Risultati:

[Q] K. Siniakova b. K. Muchova 6-4 4-6 6-0
[Q] J. Brady b. [3] E. Svitolina 6-2 6-1
[Q] K. Mladenovic b. [Q] A. Sasnovich 6-4 6-3
A. Pavlyuchenkova b. [4] B. Bencic 1-6 6-1 6-1
[Q] V. Kudermetova b. D. Yastremska 5-7 6-3 7-6(2)
[8] P. Martic b. [LL] S-W. Hsieh 6-4 6-3
[SE] E. Rybakina b. [5] S. Kenin 6-7(2) 6-3 6-3
A. Kontaveit b. [Q] S. Cirstea 6-1 6-3
[7] A. Sabalenka b. M. Sakkari 6-2 4-6 6-1

Il tabellone completo

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ATP

Comunicato congiunto di ATP, WTA e ITF: il coronavirus ferma il tennis fino al 13 luglio

Si attendeva soltanto la cancellazione di Wimbledon, da cui è scaturita una nuova sospensione dei circuiti. Cancellata anche la stagione su erba

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Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

L’orizzonte della ripresa si allontana di altri quaranta giorni. Dopo la cancellazione ufficiale di Wimbledon, ormai segreto di Pulcinella, a pochi minuti di distanza è arrivato un altro comunicato congiunto di ATP, WTA e ITF che fa seguito a quello che due settimane fa aveva sospeso l’attività professionistica fino al 7 giugno e congelato i ranking. Non ci sarà tennis fino al 13 luglio, ovvero sparisce dal calendario anche la stagione su erba ad eccezione del torneo di Newport, che resiste sul ramo pericolante costituito dalla terza settimana di luglio.

Oltre a Wimbledon, la sospensione riguarda l’intera stagione europea ATP/WTA su erba, ovvero gli eventi maschili di ‘s-Hertogenbosch, Stoccarda, Queen’s, Halle, Maiorca e Eastbourne, nonché quelli femminili di ‘s-Hertogenbosch, Nottingham, Birmingham, Berlino, Eastbourne e Bad Homburg“, si legge nel comunicato. “La sospensione ha effetto a tutti i livelli dell’attività professionistica, incluso il circuito challenger e l’ITF World Tennis Tour. Al momento, i tornei programmati dal 13 luglio in avanti rimangono in calendario per essere disputati nelle date previste“. Una speranza che abbiamo, purtroppo, imparato a interpretare solo come tale.

“ATP e WTA hanno compreso l’importanza e la responsabilità di rendere prioritaria la salute e la sicurezza della comunità tennistica mentre continuano a valutare la fattibilità della ripresa dei circuiti”.

 

Purtroppo, l’attuale pandemia di COVID-19 ci ha lasciato senza alcuna possibilità che quella di sospendere ulteriormente il Tour, una decisione che abbiamo preso in stretta collaborazione con gli altri organi di governance del tennis” ha dichiarato Andrea Gaudenzi, chairman ATP. “La salute e la sicurezza rimangono in cima alle nostre priorità mentre affrontiamo una sfida senza precedenti. Faremo tutto quello che possiamo per ricominciare il prima possibile quando sarà possibile farlo in sicurezza“.

La WTA e i suoi membri non hanno preso questa decisione alla leggera, tuttavia rimaniamo vigili nel proteggere la salute e la sicurezza di atleti, staff e tifosi” ha detto invece Steve Simon, chairman e CEO della WTA. “Mentre condividiamo la delusione per l’ulteriore rinvio della ripresa, la nostra priorità rimane lavorare insieme come sport in preparazione al ritorno alle competizioni“.

Non sono arrivate ulteriori precisazioni sulle due classifiche, che dunque rimangono congelate fino a nuovo ordine. Il bilancio degli eventi spazzati via dal calendario sale così a 21 maschili e 20 femminili, comprese le finali di Fed Cup.

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ATP

Coronavirus: tennis fermo fino a giugno, ranking congelati. Tutti contro il Roland Garros

Comunicato congiunto dei due tour: non si giocherà a Roma e Madrid, né da altre parti sulla terra battuta. Tutti d’accordo e schierati contro la FFT

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Lo stadio Pietrangeli gremito durante gli Internazionali BNL d'Italia 2019 (foto Felice Calabrò)

Lo spostamento del Roland Garros da maggio a settembre lo aveva lasciato intuire, ma adesso c’è anche l’ufficialità: dopo i tornei di aprile, salta anche tutto il mese di maggio dei circuiti ATP e WTA. In pratica, per il momento non ci sarà alcuna stagione su terra battuta. Questo impatta sui due grandi tornei combined rossi, il Mutua Madrid Open e gli Internazionali BNL d’Italia di Roma.

Gli spagnoli hanno già confermato la cancellazione del torneo per il 2020: in prima pagina sul sito ufficiale del torneo campeggia la notizia che l’edizione di quest’anno non avrà luogo. Stesso iter per l’ATP 250 di Estoril. La Federtennis italiana invece non ha ancora preso una posizione ufficiale, sebbene permanga la certezza che il torneo non potrà disputarsi nelle date previste. Il comunicato pubblicato sui sociali degli IBI prende atto della sospensione ma non conferma la cancellazione definitiva del torneo.

In uno scenario in cui ormai si procede da un rinvio all’altro, si dovrebbe riprendere a giocare – condizionale quantomai d’obbligo – con i tornei su erba previsti per la settimana dall’8 al 14 giugno, che al momento restano programmati come previsto. Si tratta dei tornei di Stoccarda (maschile) e Nottingham (femminile) assieme al combined di ‘s-Hertogenbosch.

Ultima notizia rilevante: i ranking ATP e WTA rimarranno congelati fino a quella data. Dunque i punti conquistati nella scorsa stagione non verranno scalati, per il momento.

 

Di seguito proponiamo la traduzione completa del comunicato congiunto di ATP, WTA, ITF e delle organizzazioni di tre Slam su quattro; è escluso solo il Roland Garros, al quale è rivolto un attacco più o meno velato in coda al comunicato.

“Dopo attenta analisi e a causa dell’epidemia in corso di COVID-19, tutti i tornei ATP e WTA della stagione primaverile sulla terra battuta non saranno giocati nelle date inizialmente previste. Questo include i tornei combined ATP/WTA di Madrid e Roma, insieme ai tornei WTA di Strasburgo e Rabat e ai tornei ATP di Monaco, Estoril, Ginevra e Lione.

La stagione del tennis professionistico è ora sospesa fino al 7 giugno 2020, inclusi i tornei Challenger e ITF. Al momento i tornei previsti dall’8 giugno in avanti sono ancora in calendario come previsto. In seguito a questa decisione, i ranking ATP e ATP saranno congelati per tutto questo periodo e fino ad ulteriore comunicazione.

Le sfide che comporta la pandemia di COVID-19 per il tennis professionistico richiedono la più ampia collaborazione di sempre da parte di tutti nella comunità tennistica, in modo che il nostro sport possa andare avanti nell’interesse di giocatori, tornei e tifosi.

Stiamo vagliando tutte le opzioni per preservare al massimo il calendario tennistico in base a varie possibili date di ripresa dei due Tour, data che resta sconosciuta in questo momento. Siamo in prima linea per risolvere tali questioni con i nostri giocatori e responsabili dei tornei oltre agli altri enti che governano il tennis nelle settimane e nei mesi a venire”.

Come detto, arriva in coda la chiara stoccata alla Federazione francese che ieri ha annunciato lo spostamento dello slam parigino destando stupore e sdegno tra gli addetti ai lavori:

Questo non è il momento di agire unilateralmente bensì all’unisono. Tutte le decisioni relative all’impatto del Coronavirus sul tennis necessitano di adeguati consulti e revisioni con le parti in causa, un’opinione condivisa da ATP, WTA, ITF, AELTC, Tennis Australia e USTA”.

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ATP

Gli ultimi vincitori di Indian Wells: Johnson fa suo il Challenger, Begu il WTA 125K

La rumena supera Doi con un doppio 6-3. Sock perde il derby in finale ma mostra segnali di ripresa. La finale dell’ATP Challenger resterà probabilmente l’ultima partita giocata quest’anno a Indian Wells

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Irina Camelia Begu - WTA 125K Indian Wells 2020 (foto Luigi Serra)

Si sono conclusi nella nottata di ieri i due Challenger di Indian Wells maschili e femminili. Eventi che probabilmente resteranno gli unici giocati in California quest’anno, vista la cancellazione del Masters 1000 di Indian Wells a causa del coronavirus.

ATP – Partiamo proprio da quella che potrebbe essere l’ultima partita giocata ad Indian Wells quest’anno, la finale del Challenger maschile tra Jack Sock e Steve Johnson. Un derby tutto americano, tra due tennisti che venivano da momenti simili ma diametralmente opposti. Il vincitore di Parigi-Bercy 2017 Jack Sock, non aveva vinto una partita a livello ATP/Challenger dagli ottavi di finale di Bercy del 2018 contro Jaziri fino alla recentissima vittoria di primo turno contro Albot a Delray Beach. Un calvario durato due anni che forse sembra essere in via di risoluzione. L’americano ha fatto rivedere in questa settimana sprazzi del suo gioco, battendo in partite durissime ottimi avversari come Kudla e Donskoy e soprattutto la testa di serie numero 1 Ugo Humbert.

Discorso non troppo diverso per Steve Johnson, reduce da un 2019 molto deludente e che quest’anno ha deciso di ripartire dai Challenger, una scelta che finora sta pagando. Il tennista californiano ha già vinto il Challenger di Bendigo, in finale contro il nostro Stefano Travaglia, e raggiunto le semifinali di Newport Beach. Alla fine è stato Steve Johnson a prevalere (6-4 6-4), come nel precedente scontro tra i due proprio a Delray Beach. In una partita tra due giocatori molto simili, dal servizio e dritto potenti, ha prevalso quello più in forma. Restano però tanti segnali positivi per Sock, che sembra essere tornato quantomeno un giocatore di tennis ed esce dalla California con tanta fiducia in più. Johnson sale di 12 posizioni e si porta al numero 63, ma il balzo in avanti più pesante è di Sock, che passa da non avere classifica ad essere il numero 383 del mondo.

Steve Johnson – ATP Challenger Indian Wells 2020 (via Twitter, @OracleChallngrs)

WTA Primo trionfo in un 125k (quarto della carriera a livello WTA) per la tennista rumena Irina Begu. La degna ciliegina di un torneo pienamente meritato da parte di Begu, che non ha lasciato nemmeno un set nella strada verso la finale. La tennista rumena ha raccolto scalpi eccellenti durante il torneo come quello di Taylor Townsend, ottavi di finale allo scorso US Open e giustiziera di Halep, sconfitta nettamente per 6-0 6-2, e delle due padrone di casa Kristie Ahn e Jessica Pegula. In finale non ha lasciato scampo alla tennista giapponese Misaki Doi (6-3 6-3), che aveva raggiunto la finale sfruttando il ritiro di Vera Zvonareva. La differenza di forma tra le due è stata netta, con Doi che nel 2020 non aveva ancora vinto una partita se non nelle qualificazioni di Doha. Begu continua a risalire nel ranking dopo la vittoria dell’ITF del Cairo due settimane fa, e riprende 23 posizioni portandosi al numero 81 del mondo. Consolazione comunque per Doi, che guadagna 10 posizioni e questa settimana sarà numero 76 del mondo.

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