Tra Anisimova e Rodriguez è già finita

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Tra Anisimova e Rodriguez è già finita

È durata pochi mesi la collaborazione tra la statunitense e l’ex coach di Justine Henin e Li Na. “Le parti coinvolte – l’accademia e il team di Amanda – non sono riuscite a trovare un accordo”, ha dichiarato Rodriguez a Tennis.Life

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Amanda Anisimova - Auckland 2020

Dopo una carriera al fianco di Justine Henin e dopo aver portato Li Na alla conquista dell’Australian Open nel 2014, Carlos Rodriguez aveva abbandonato il circuito professionistico per dedicarsi completamente alla sua accademia. A settembre dello scorso anno il ritorno sul tour dopo cinque anni di assenza e l’annuncio della nuova collaborazione con Amanda Anisimova. “È una ragazza dall’enorme potenziale che deve ancora fare enormi progressi. Il percorso che ho in mente è a lungo termine”, aveva dichiarato Rodriguez a dicembre.

Il 2020 della 18enne statunitense era iniziato con una semifinale nell’International di Auckland (battuta da Serena Williams con un doppio 6-1), poi la brutta battuta d’arresto al primo turno dell’Australian Open (6-3 al terzo contro Zarina Diyas). “Sono felice di come stiamo lavorando insieme. Sento che possiamo fare bene. È solo l’inizio”, aveva dichiarato Anisimova a Tennis.Life dopo la sconfitta di Melbourne. Non è stato così, visto che dopo la trasferta australiana si è interrotta anche la collaborazione tra i due e in questa parte di stagione Anisimova è accompagnata nei tornei dallo sparring partner lettone Andis Juska. A quanto pare però, alla base della separazione non ci sarebbero divergenze tra i due protagonisti.

Queste le parole di Rodriguez riportate da Stephanie Myles su Tennis.Life: Purtroppo le parti coinvolte – l’accademia cinese e il team di Amanda – non sono riuscite a trovare un accordo. I mesi passati insieme sono stati gratificanti, ho imparato molto. Anche lei, penso. Pare inoltre che Rodriguez abbia ricevuto dall’accademia il permesso di intraprendere nuove collaborazioni, tanto che sempre secondo Tennis.Life il coach argentino si sarebbe registrato nella lista degli allenatori che la WTA mette a disposizione delle giocatrici in cerca di un coach. “Sono interessato ad allenare un’altra giocatrice e a tornare sul circuito”, ha aggiunto Rodriguez sempre a Tennis.Life. “Ma solo in caso di un progetto interessante sia dal punto di vista umano che professionale.

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Coppa Davis

[ESCLUSIVA] Santopadre: “Berrettini non ha lesioni agli addominali. Tornerà ad allenarsi tra 7-10 giorni”

Il Direttore Scanagatta ha parlato con il coach del numero uno italiano al termine di Italia-Colombia di Coppa Davis: “Sonego e Sinner sono stati bravi a crescere di livello”

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Matteo Berrettini - Vienna 2021 (Foto Felice Calabrò)

La squadra italiana si è presentata alla Davis Cup by Rakuten orfana del proprio numero uno Matteo Berrettini, dal cui campo arrivano però notizie confortanti; al termine della sfida fra vinta dall’Italia contro la Colombia sabato 27 novembre, infatti, il Direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato l’allenatore di Matteo, Vincenzo Santopadre, presente al Pala Alpitour: “Sono qui in molteplici vesti. Mi piacciono la Davis e le competizioni a squadre, conosco bene il capitano e il team, e mi faceva piacere venire qui a tifare, ho anche portato mio figlio. Inoltre domani ci sarà il simposio qui a Torino organizzato dalla Federtennis e avevo dato la mia adesione a partecipare“.

LE CONDIZIONI FISICHE DI BERRETTINI

Interpellato sul problema addominale occorso al suo protetto durante le Nitto ATP Finals ha commentato: “Sta meglio, per fortuna la lesione che temevamo non c’è. Penso che in tempi relativamente rapidi possa essere in campo e sicuramente lo rivedremo a gennaio. Tra una settimana, 10 giorni potrà riprendere ad allenarsi”.

Di sicuro però non è facile chiudere un anno fantastico in questo modo: “È stato un duro colpo, perché quando fai un anno come ha fatto lui e hai fatto tanti sacrifici nel corso della carriera vuoi arrivare ad assaporare la gioia quella ciliegina sulla torta che sono le ATP Finals e le finali di Coppa Davis. Conoscendo poi quanto è passionale e sentimentale Matteo è stato davvero un brutto colpo“.

 

Santopadre, tuttavia, si focalizza sui lati positivi: “Siamo abituati a vedere quanto di buono è stato fatto, quanto di buono c’è nel complesso e quanto ormai Matteo sia stabilmente un giocatore di livello altissimo, sicuramente avrà modo di giocare di nuovo la Coppa Davis e speriamo possa avere modo di giocare nuovamente le ATP Finals. Certo per lui l’attesa era stata tanta e ci teneva parecchio a far bene qui a Torino”.

Mentre il livello di gioco di Berrettini è più che una garanzia, la preoccupazione degli appassionati è legata ai suoi frequenti infortuni e la possibilità che siano legati all’esplosività dei colpi oltre che al fisico imponente. Secondo lui è però necessario valutare anche le circostanze di un problema come quello avuto contro Zverev: “Matteo è un giocatore possente, ha un ‘motore grosso’ essendo un giocatore molto potente, ma credo non sia solo questione di fisico, in questo specifico caso a Torino c’era anche una tensione particolare che ti fa giocare un pochino meno rilassato e quindi credo ci siano stati una molteplicità di fattori che hanno influito. Diciamo che abbiamo cercato di trarre ancora più insegnamento da questa esperienza; stiamo approfondendo per cercare di andare sempre di meno dal medico, puntando sulla prevenzione”.

UN COMMENTO SU SINNER E SONEGO

Vista la sua presenza a Torino, gli è stato chiesto un parere anche sulla sfida con la Colombia: ”Sono state due vittorie più sofferte di quelle che si potesse immaginare, perché contro gli Stati Uniti Lorenzo e Jannik hanno giocato due partite eccezionali contro avversari particolarmente scomodi”.

Santopadre ha evidenziato la capacità dei due italiani di recuperare, gestendo la pressione: “Oggi erano due partite completamene diverse, dove c’era assolutamente da vincere contro avversari più facili da affrontare dal punto di vista tecnico-tattico. Magari la pressione di dover vincere ha attanagliato i nostri nel primo set, perché sia Lorenzo sia Jannik hanno giocato un inizio di partita al di sotto del loro migliore tennis. Credo si tratti di situazioni possibili e normali, specialmente in Davis. Sono stati bravi entrambi a continuare a lottare a stare sul pezzo e a venirne a capo con un crescendo di livello”.

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Coppa Davis

Coppa Davis, sarà la Croazia l’avversaria dell’Italia nei quarti in programma lunedì 29 novembre alle ore 16

Serdarusic dà il punto decisivo ai suoi battendo Marozsan in due set. Buone notizie per Sinner: Cilic sconfitto da Piros in quasi tre ore di partita

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Nino Serdarusic alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

CROAZIA-UNGHERIA 1-1
N. Serdarusic b. F. Marozsan 6-4 6-4

Z. Piros b. M. Cilic 4-6 7-5 6-4

La Croazia ha ufficialmente vinto il gruppo D della Davis Cup by Rakuten, conquistando il punto necessario per avanzare al Pala Alpitour di Torino già nel primo singolare (la vittoria per 3-0 contro l’Australia la rende irraggiungibile per i magiari), vinto da Nino Serdarusic contro Fabian Maroszan in 71 minuti. sarà dunque la nazionale adriatica (l’ultima a vincere la competizione con il vecchio format nel 2018, urge ricordarlo) a sfidare l’Italia nei quarti di finale in programma lunedì 29 novembre alle ore 16, sempre a Torino.

Eliminata invece l’Ungheria, che però si gode l’esplosione di Zsombor Piros: il classe 1999 ha vinto il secondo singolare sui due disputati e messo a segno un’altra rimonta, stavolta ai danni di Marin Cilic, recuperando anche un break di svantaggio nel terzo set. La partita è durata due ore e 39 minuti, una buona notizia per Jannik Sinner in ottica quarti di finale: Cilic sarà infatti il suo probabile avversario nel secondo singolare, a cui potrebbe arrivare con la spia decisamente in riserva.

 

PRIMO SINGOLARE – Sfida non esattamente di cartello fra Serdarusic (N.242 ATP) e Marozsan (N.359); il primo è stato schierato al posto di Borna Gojo, mentre il secondo è entrato in formazione a causa dell’infortunio alla caviglia di Marton Fucsovics che ha portato la grande sorpresa del tie con l’Australia, Zsombor Piros, a scalare a primo singolarista (il suo avversario sarà Marin Cilic).

Il primo set si è deciso fra l’ottavo e il nono game: indietro 3-4, Serdarusic è in qualche modo sopravvissuto ad un game da tre doppi falli (due dei quali al momento di chiudere), e scampato il pericolo è salito a doppia palla break grazie ad un errore di dritto del rivale; Marozsan ha salvato la prima con il servizio, ma sulla seconda il nastro ha fermato il suo rovescio in cross al termine di uno scambio prolungato, mandando Serdarusic a servire con successo per il set sul 5-4.

Nel secondo l’equilibrio ha regnato fino al 3-3, quando la sorte è nuovamente intervenuta: stavolta la pallina ha danzato sul nastro addirittura due volte prima di trasformare il dritto di Serdarusic in un imparabile vincente che ha significato la palla break, subito sfruttata da Team Croatia con un bel passante di dritto in diagonale. Conquistato il break, Nino ha tenuto gli ultimi due turni senza patemi, regalando la qualificazione alla sua nazionale.

SECONDO SINGOLARE – Come detto, Piros ha avuto ragione di Cilic per 4-6 7-5 6-4 conquistando gli ultimi cinque giochi dell’incontro. E dire che il vincitore dello US Open 2014 sembrava in totale controllo: scappato avanti 3-0 nel primo set, ha avuto anche un set point in risposta sul 5-2. Sprecato quello, però, ha iniziato a disunirsi, perdendo il break di vantaggio e riuscendo a chiudere il parziale di un’incollatura.

All’inizio del secondo Cilic non ha sfruttato una chance per portarsi sul 2-0 e servizio, ed è allora stato Piros a piazzare il break portandosi sul 3-2 e servizio. Il campione croato ha recuperato immediatamente, ma dopo essersi portato in vantaggio 5-4 ha vinto solo quattro degli ultimi sedici punti del parziale, trovandosi a sorpresa al terzo. Ripresosi, Marin ha dapprima mancato due chance nel secondo gioco, ma sembrava ormai in dirittura quando ha piazzato il break nel quarto e allungato sul 4-1 schermandosi da un’opportunità per il rivale. E invece Piros è riuscito a rimontare, e sul 4-4 ha piazzato il break decisivo dopo aver sprecato quattro chance (di cui tre consecutive). Nell’ultimo gioco Cilic ha messo in atto una strenua difesa, recuperando da 40-0 e salvando cinque match point prima di capitolare.

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Pietrangeli: “Dwight Davis si sta rivoltando nella tomba, questa coppa mi fa schifo!”

Nicola Pietangeli senza peli sulla lingua sulla nuova Coppa Davis. Ma ha fiducia nell’Italia e stravede per Sinner

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Prima della sfida Italia-Colombia il Direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato Nicola Pietrangeli, capitano della vittoria in Davis nel 1976 e recordman di ogni epoca della manifestazione.

Cosa pensi di questa Coppa Davis?

“ A me fa proprio schifo, è vergognosa, il signor Dwight Davis si sta girando nella tomba. Veramente, è diventata la Coppa del nonno, più di così non posso dire.

 

Con il fattore campo era un’altra cosa?

“ Prima bastava guardare come altri componenti delle squadre accoglievano il compagno dopo le vittorie, facevano delle feste, ora non c’è più atmosfera, si gioca solo per i soldi”

Ieri però con Sonego c’è stata una bella festa?

“Era la prima Coppa Davis della sua vita, però, senza volergli togliere meriti, l’ha persa Opelka, non ho mai visto un americano giocare così male in Coppa Davis. Anche Isner che prende 6-2 6-0…”.

 Isner ha detto che nessuno gli ha mai risposto come Sinner e che è uno da primi 3 del mondo,  che ne pensi?

“ Io l’ho detto ad inizio anno che Sinner sarebbe arrivato trai primi 10 del mondo. L’anno prossimo non sarei sorpreso di trovarlo almeno trai primi cinque. E’ un fenomeno, ha ragione Isner. Non basta guardarlo Jannik, bisogna sentire il rumore che la palla fa sulla sua racchetta, è diverso da tutti gli altri. Questo ragazzo può battere chiunque, Djokovic compreso”.

E’ una Coppa Davis diversa ma l’Italia ha una squadra che non aveva negli ultimi 40 anni. Pensi che l’Italia possa vincerla nei prossimi anni?

“Secondo me l’Italia sulla carta è inferiore solo alla Russia. Può arrivare in finale e non dimentichiamo che con Medvedev Jannik ha avuto due match point alle Finals. Forse abbiamo un doppio incerto, ma non si sa mai”.

Secondo te Berrettini riuscirà a rimanere trai primi 10 del mondo o con quel rovescio un po’debole soffrirà per mantenere quella posizione?

“Deve sperare che il servizio vada bene perché dipende molto da quel colpo. Il pericolo è che se un giorno serve male, sono guai. Servendo così forte forse ha problemi anche fisici. Il rovescio non è male ma non è all’altezza del servizio e diritto”.

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