Il dritto di Nadal è 'on fire' ad Acapulco

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Il dritto di Nadal è ‘on fire’ ad Acapulco

Nella vittoria in due set contro Kecmanovic, fioccano gli straordinari vincenti del mancino spagnolo

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Rafa Nadal - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Spaventoso. L’aggettivo che più s’addice a quello che Rafa Nadal ha fatto vedere con il suo dritto nel secondo round dell’ATP di Acapulco. Durante il match vinto per 6-2 7-5 contro Miomir Kecmanovic, lo spagnolo si è esibito in una serie di soluzioni straordinarie: in controbalzo, in corsa, passante all’avversario a rete e per finire in risposta a uno smash, un colpo che Nadal ha dimostrato in tante altre occasioni di saper giocare, ma ogni volta che gli riesce è sempre uno spettacolo. Soonwoo Kwon, sudcoreano che ha dimostrato di essere in ottima forma nelle ultime settimane, sarà il suo prossimo avversario.

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Binaghi sulla stessa linea di Gaudenzi: “Roma a settembre/ottobre”

Il presidente della FIT, parlando con l’ANSA, ha confermato i piani del Chairman dell’ATP, ma non ha escluso che il torneo si possa giocare indoor in un’altra città se necessario

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Si inizia a vedere una maggiore unità d’intenti nel tennis, e questo non può che far piacere. Durante una conference call con il sito dell’ANSA, infatti, il presidente della FIT Angelo Binaghi ha corroborato le parole di ieri di Andrea Gaudenzi, confermando i piani dell’ATP e della WTA sulla riprogrammazione della stagione al termine dell’emergenza Covid-19 – nell’intervista si è concentrato sugli Internazionali d’Italia, ça va sans dire, ma le sue parole hanno lasciato trasparire l’esistenza di un piano più ampio e dettagliato per la ripresa.

Binaghi (che ci ha tenuto a sottolineare ancora una volta che gli Internazionali sono “sospesi e rinviati”, quindi non cancellati) si è dunque mostrato ottimista sulla possibilità che Roma si svolga nel 2020: “Ci sono ottime probabilità. Siamo in stretto contatto con le istituzioni internazionali, in particolare con l’ATP, che ha un presidente e un amministratore delegato italiani. Credo che ci sia una convergenza molto forte fra giocatori e interessi della FIT e dei tornei Master 1000 in generale. La fortuna del tennis è quella di non essere uno sport di squadra né di contatto, oltre a quella di essere praticato all’aria aperta, il che significa che non appena si vedrà la luce in fondo al tunnel sarà possibile riprogrammare sia a livello locale che internazionale, partendo proprio dai Master 1000″.

Interrogato sulle date in cui il torneo potrebbe svolgersi, Binaghi ha espresso una preferenza mantenendosi però flessibile: “Non mi sento di dare una data precisa, anche se il nostro obiettivo sarebbe di giocarlo a Roma fra settembre e ottobre, prima o dopo Parigi, visto che la terra dovrebbe essere riprogrammata in modo unitario, ma pur di farlo possiamo considerare anche l’ipotesi residuale di organizzarlo anche fra novembre e dicembre sul veloce, magari indoor. Non sarebbe la prima volta che il torneo viene spostato, Pietrangeli li vinse una volta a Torino (nel 1961, edizione svoltasi in Piemonte per il centenario dell’unità nazionale, ndr), ma la nostra priorità resta Roma a settembre/ottobre. Per certi versi ci sembra che come periodo sia addirittura migliore rispetto a quello in cui il torneo viene programmato solitamente“.

 

Il presidente FIT ha anche commentato l’annullamento di Wimbledon, definendolo “inevitabile”: “La curva epidemiologica è in ritardo nel Regno Unito rispetto alla nostra, quindi è lecito aspettarsi che la risoluzione del problema arrivi altrettanto in ritardo. Inoltre va considerato che lì c’è l’erba, su cui si può giocare solo in quel determinato periodo dell’anno. Loro non possano riprogrammare in un periodo con un numero di ore di luce inferiore al necessario, a differenza nostra”.

Infine, un appello e un ringraziamento al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “Il 2019 è stato un anno straordinario per il nostro tennis maschile, il migliore dal 1976. Alla ripresa, però, tutto dipenderà da quanto i nostri atleti avranno potuto sfruttare la pausa per allenarsi. Ho perciò chiesto al Ministro che alle nostre punte di diamante venga data la possibilità di ricominciare ad allenarsi il prima possibile, e penso in particolare a Berrettini che difende la semifinale allo US Open. L’impatto economico di questa emergenza imprevedibile è lo stesso che ha colpito altre discipline, diciamo svariate decine di milioni di euro, ma non è quantificabile. Voglio ringraziare il Ministro e il Governo per l’assistenza che stanno garantendo ai nostri 10.000 maestri di tennis e riprogrammando la ripresa. Spadafora ha fatto pervenire più fondi per lo sport italiano dall’inizio del suo mandato, e ora sta agendo tempestivamente con tutto l’esecutivo”.

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Accadde Oggi

Accadde Oggi: Pete Sampras eroe in Coppa Davis

9 aprile 2000: un Pete Sampras malconcio mette a segno il punto decisivo contro la Repubblica Ceca. Si conclude una grande rimonta

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Nell’edizione 2000 della Coppa Davis, i quarti di finale si giocano nel week-end tra il 7 e il 9 aprile: l’Italia è già stata eliminata dalla Spagna (che dominerà quest’edizione perdendo appena tre punti in tutto il cammino) e le sfide sono Germania-Australia, Slovacchia-Brasile, Spagna-Russia e Stati Uniti-Repubblica Ceca.

La sfida più entusiasmante è proprio quella che si disputa in casa degli statunitensi, sul carpet indoor di Inglewood. Gli alfieri di punta del capitano John McEnroe sono nientemeno che Pete Sampras e André Agassi, già 18 Slam in due. La coppia di doppio è invece composta da Palmer e O’Brien. I cechi schierano invece come singolaristi Jiri Novak e Slava Dosedel e il doppista affiancato a Novak è David Rikl. A sorpresa – ma neanche troppo – gli ospiti si trovano in vantaggio 2-1 al termine delle prime due giornate d’incontri. Tocca proprio a Pete e André salvare la baracca, ma il primo dei due non sembra affatto in condizione tanto che il primo singolare contro Novak l’ha visto soccombere in tre set. André vendica il suo connazionale e fa 2-2, ma adesso è tutto sulle spalle di Pete.

Come se non bastasse al terzo game dell’incontro lo statunitense accusa un infortunio al quadricipite della coscia sinistra. A Inglewood inizia a serpeggiare aria di sfiducia. Sebbene Sampras sia un campionissimo non è mai stato un vero uomo-Davis e questo è il suo primo incontro “decisivo” in carriera. Non era mai sceso in campo per decidere un tie fermo sul 2-2. Al cambio campo subito dopo l’infortunio l’incrocio di sguardi tra Sampras e McEnroe è da copertina: John guarda il suo giocatore con l’aria di chi potrebbe strangolarlo se dovesse sentire le parole “devo ritirarmi“. In realtà Pete non ha la minima intenzione di lasciare il campo. Stringe i denti, vince il primo parziale, fa lo stesso nel secondo. Quasi si dimentica della coscia sinistra e trascina il terzo set al tie-break quando riesce finalmente ad alzare le braccia al cielo.

L’adrenalina è la droga più potente. Quella e il supporto del pubblico mi hanno permesso di vincere questa partita. Anche se fossi durato soltanto tre Dosedel avrebbe dovuto battermi: non avevo intenzione di regalargli la partita“. Una carriera in cui ha più spesso dominato che sofferto hanno lasciato credere che Pete non fosse in grado di lottare. Quel giorno al “The Forum” di Inglewood ha dimostrato che anche un campione sa stringere i denti, quando serve.

 

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati all’8 aprile. 552 nuovi decessi, 7% di positivi

Continua la diminuzione della percentuale di tamponi positivi: oggi poco più di 7 su 100 analizzati. Si allevia lo stress sulle terapie intensive

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Ubitennis è un portale che si occupa di tennis, tautologia delle tautologie. Questi però sono giorni troppo assurdi e diversi dagli altri per fare finta che fuori non stia accadendo nulla. Per questo, fino al termine della pandemia di coronavirus che sta colpendo l’Italia in maniera durissima, abbiamo deciso di fornirvi un aggiornamento giornaliero sulla situazione italiana. Non pretendiamo di diventare un riferimento né di inerpicarci in analisi particolarmente complesse, ma semplicemente di aiutarvi a decodificare la realtà difficile che stiamo affrontando. Sperando di poter dedicare le nostre preoccupazioni ad altro, il prima possibile.

Dopo tre giorni è possibile ipotizzarlo con moderato grado di certezza: l’epidemia italiana di COVID-19 è in fase di rallentamento. Se il dato dei decessi rimane ancora importante – 552 nelle ultime ventiquattr’ore – ma si riferisce prevalentemente a pazienti che hanno contratto l’infezione molti giorni fa, il dato più positivo è il rapporto di tamponi positivi sul totale dei nuovi tamponi analizzati.

Se due giorni fa la percentuale sfiorava il 12% e ieri superava il 9%, oggi soltanto il 7,4% dei tamponi analizzati (3836 nuovi casi) è risultato positivo sul totale degli oltre 51000 analizzati. I tamponi analizzati sono molti di più dei giorni precedenti, e questo dato riflette l’ampliamento dei centri autorizzati all’analisi.

 

I DATI DELLE ULTIME 24 ORE

  • Nuovi decessi: 552
  • Nuovi casi: 3836 (7,4% dei tamponi testati)
  • Nuove guarigioni: 2099 
  • Nuovi tamponi analizzati: 51680
  • Nuovi ricoverati in terapia intensiva: 99 pazienti in meno di ieri

I DATI DELL’EPIDEMIA ITALIANA (COMPLESSIVI)

  • Decessi totali: 17669
  • Casi totali: 139422
  • Guarigioni totali: 26491
  • Tamponi effettuati: 807125
  • Casi attivi: 95262
  • Ricoverati in terapia intensiva: 3693

Nel corso della conferenza stampa, il capo della Protezione Civile italiana Angelo Borrelli ha segnalato che negli ultimi 10 giorni è stato registrato il 50% delle guarigioni complessive da inizio epidemia.

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