Anche l'ITF blocca i suoi tornei per sei settimane

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Anche l’ITF blocca i suoi tornei per sei settimane

Gli organi governativi del tennis professionistico stanno lavorando di comune accordo per combattere la pandemia

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La Federazione Internazionale è andata a ruota dell’ATP, cancellando tutti i Futures e i tornei ITF in programma fino alla settimana del 20 aprile. Potete leggere l’annuncio qui. Lo stop ha effetto immediato, con la possibilità di completare i match in corso di svolgimento al momento dell’annuncio (ma solo entro la giornata di oggi), mentre le partite che devono ancora iniziare non avranno luogo.

La decisione è avvenuta su consiglio del gruppo consultivo creato per l’emergenza Coronavirus, in sinergia con ATP e WTA, segno che anche il tour femminile sta preparando un annuncio simile. Oltre ai tornei collegati con i tour principali, l’ITF ha bloccato anche il circuito juniores, quello senior, le competizioni in sedia a rotelle, e quelle di beach tennis. L’annuncio ufficiale specifica che ci saranno revisioni settimanali, ma solo per eventuali spostamenti in avanti del blocco – la soglia del 20 aprile non verrà toccata.

Eventuali spostamenti di calendario saranno valutati in seguito insieme alle federazioni locali, e allo stesso modo anche ogni considerazione relativa al ranking dovrà attendere una decisione definitiva – in ogni caso era già stato chiarito prima dello stop dei Futures che non sarebbero stati assegnati punti ATP in questi eventi.

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Jannik Sinner: “Federer, gioca un altro anno. Voglio sfidarti a Wimbledon”

L’azzurro parla alla Gazzetta dello Sport: “La priorità non è tornare in campo, ma uscire dall’emergenza. Vorrei avere la personalità di Nadal. US Open e Roland Garros uno dopo l’altro? Ho 18 anni, voglio giocare”

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Jannik Sinner - Next Gen ATP Finals 2019 (foto Cristina Criswald)

Diecimila euro per ogni post con foto di pizza condita per formare occhi, naso e bocca. È questa la Sinner Pizza Challenge, lanciata una settimana fa su Instagram dallo stesso Jannik Sinner, che prima si è divertito a creare in casa la sua pizza e poi ha invitato tutti i suoi follower ad aiutarlo nella raccolta fondi per la lotta al Coronavirus. L’altoatesino è in quarantena a Montecarlo, lontano da casa sua e dai campi di Bordighera. Segue il programma di allenamento quotidiano fornito da coach Riccardo Piatti: “Lavoro a secco, su mobilità laterale e potenziamento di gambe e braccia” dice in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. “La racchetta la tocco solo tre o quattro volte a settimana. Faccio solo movimento senza palla nello spazio comune del palazzo dato che il Country Club è chiuso”.

Oltre agli allenamenti c’è tanto tempo da passare in casa, quanto di più insolito per un tennista professionista, ma Jannik fa come tutti gli altri ragazzi ai tempi del Covid-19: “Guardo tante serie TV sul computer e faccio dei tornei online alla playstation con i miei amici. E ovviamente tante telefonate con i miei genitori”. C’è tempo anche per ragionare, riflettere su quanto sarà particolare il rientro alle gare (si spera) tra qualche mese e sulle prospettive di una carriera: Ora la priorità non è tornare in campo, ma uscire dall’emergenza. Il rientro sarà molto eccitante. Tutti avremo così tanta adrenalina che non vorremo mollare nemmeno un colpo, sia i big che i più giovani. Sarà una battaglia e a me piacciono le battaglie”.

Sembra che Sinner non tema nemmeno le fatiche dei due Slam consecutivi programmati in autunno a seguito della scelta di spostare il Roland Garros al 20 settembre, dopo gli US Open: “Ho 18 anni. Voglio giocare. E più gioco, più mi diverto. Poi se dovessi scegliere un torneo dello Slam in cui penso di poter arrivare in fondo, direi proprio gli US Open“. I sogni nel cassetto non mancano a Jannik, che spera di poter affrontare anche il suo idolo, sul campo più famoso del mondo: Battere Federer a Wimbledon è sempre stato tra i miei sogni. Spero comunque di poter giocare sul Centrale un giorno, devo ancora scoprire il mio valore sull’erba. A Roger lancio un messaggio: ‘Gioca un altro anno, così magari il nostro match è solo rimandato di dodici mesi’“.

 

Nonostante lo svizzero sia sempre stato il suo punto di riferimento (“cercavo di imitarlo” ha affermato il giovane azzurro), Sinner vuole prendere spunto anche da Rafa Nadal: “Mi sono allenato con lui a Melbourne e mi ha impressionato come tiene il campo. Mi piacerebbe avere la sua personalità”. Per ora si sta avvicinando a Rafa coi risultati, perché un ragazzo così giovane tra i primi 80 del mondo non si vedeva da Nadal nel 2004. L’altoatesino non perde però la bussola, che punta l’ago verso la costanza dei risultati e il miglioramento quotidiano: “Giocare subito a questi livelli è sicuramente la strada più difficile. Nel tennis puoi passare dal vincere un torneo a perdere tre primi turni di fila. Perciò ora l’obiettivo è la continuità dei risultati, l’applicazione quotidiana e il miglioramento di tutti i colpi. Ma il principale nemico di un tennista è la fretta. Piatti sa che io sono ambizioso ed esigente, però chiede pazienza. E io sarò paziente“.

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Tennis a casa: Djokovic palleggia con una padella

Il serbo (che una settimana fa ha donato un milione di euro) opta per un allenamento alternativo nel salotto di casa sua

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In questi giorni di isolamento forzato a casa la voglia di fare due scambi a tennis è tanta. Se non avete un muro sotto casa che vi permette di tenervi in allenamento con la racchetta (Roger Federer è un caso a parte), potete seguire l’esempio di Novak Djokovic. Il numero uno del mondo ha pubblicato sul suo profilo Twitter un video mentre gioca nel suo salotto con due padelle, con tanto di serve&volley ed esultanza dopo un punto spettacolare. Qualche sedia per posizionare una rete, una pallina (meglio quelle depressurizzare, non si sa mai) e il gioco è fatto. Se per qualche sfortunato motivo provocherete l’ira di mogli, mariti o genitori, sapete chi incolpare…

Novak Djokovic dona un milione di euro per l’acquisto dei respiratori

 

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Accadde Oggi

Accadde Oggi: Thomas Muster viene investito da un ubriaco a Miami

1 aprile 1989: Thomas Muster, due ore dopo la semifinale di Miami vinta con Noah, viene investito da un ubriaco che mette a rischio la sua carriera e non solo. Tornerà più forte di prima

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Sono passate solamente due ore da quando Thomas Muster ha scagliato l’ace che gli ha consegnato la finale del Super 9 di Miami, dopo aver sconfitto in quattro set Yannick Noah. È l’1 aprile 1989 e tra ventiquattr’ore, nell’atto conclusivo, si troverà di fronte Ivan Lendl che ha dominato Kevin Curren perdendo solamente sette giochi.

Tuttavia quella sera, mentre sta riponendo la sua attrezzatura in auto, Thomas viene investito da un ubriaco alla guida di una Lincoln Continental. Viene sbalzato per oltre sei metri e il suo ginocchio sinistro ne risulta seriamente compromesso, tanto che secondo alcuni dottori non potrà più proseguire l’attività agonistica. Ma Thomas, si sa, è un combattente come ce ne sono (stati e saranno) pochissimi nella storia dello sport e, per velocizzare il suo recupero, incarica un falegname di costruirgli una sedia speciale che gli permettesse di giocare a tennis da seduto, senza che la sua gamba toccasse a terra, così da poter allenare il busto durante la riabilitazione.

Dopo soli cinque mesi e mezzo, Muster torna più forte di prima. Al torneo ‘Godò’ di Barcellona, metà settembre, è già in campo e batte prima il messicano Moreno e poi addirittura Leconte, prima di fermarsi contro il connazionale Horst Skoff. La sua carriera spiccherà il volo: l’ingresso in top 10 pochi mesi dopo, il dominio sulla terra battuta culminato nel successo al Roland Garros nel 1995 e nella conquista del numero uno del mondo l’anno successivo, a febbraio. Nel 1996 giocherà a Key Biscayne, dove tutto sembrava essere finito, da numero uno del mondo. Una grande lezione su come approcciarsi non solo allo sport, ma anche alla vita.

 

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