La pubblicazione delle entry list di Estoril e Monaco di Baviera è stata rinviata

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La pubblicazione delle entry list di Estoril e Monaco di Baviera è stata rinviata

Per essere sinceri, sembra che l’ATP stia solo prendendo tempo prima di comunicare anche queste due cancellazioni

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BMW OPEN Monaco di Baviera 2018

Si addensano altre nubi sulla possibilità che il circuito maschile possa ripartire l’ultima settimana di aprile con gli ATP 250 di Estoril e Monaco di Baviera. Mentre già in molti mettono in discussione la possibilità di disputare i 1000 di Madrid e Roma, al centro di paesi in cui il coronavirus continua a diffondersi, in linea teorica i due tornei della 17° settimana non sono stati ancora cancellati.

La situazione europea non è certo rosea, dunque l’ATP ha deciso di prendere tempo. Questa settimana sarebbero dovute uscire le entry list dei due tornei – mancano sei settimane all’inizio – ma la deadline è stata posticipata, probabilmente per dare il tempo all’associazione dei giocatori di emettere un nuovo comunicato. Che difficilmente disporrà qualcosa di diverso dall’annullamento.

Per quanto attiene al torneo portoghese, sul sito ufficiale campeggia un annuncio che conferma come gli organizzatori siano in costante contatto con l’ATP in presenza di una situazione ‘estremamente volatile‘. Possiamo però rifarci alle informazioni divulgate su Twitter dal giornalista José Morgado. Per quel che vale in un momento in cui a dettare l’agenda al tennis sono le cause di forza maggiore, sembra che i partner dell’evento – il main sponsor è la banca d’investimenti Millenniumstiano provando a rimanere in sella fino all’ultimo. In Portogallo sono stati registrati 331 casi di Covid-19 (la malattia provocata dal coronavirus) con un decesso. Nel paese sono chiuse le scuole e altri luoghi di aggregazione, tra cui club e discoteche.

 

Poche news dal torneo tedesco invece. In Germania, finora, ci sono stati 7,272 contagi con 17 decessi.

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Calendario WTA: ricompare il torneo di Praga, Washington trasloca in Kentucky

Dopo l’apertura di Palermo, sono stati aggiunti la settimana successiva altri due tornei, uno in Europa sulla terra e uno sul duro negli USA

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Jessica Pegula vincitrice del WTA di Washington 2019 (via Twitter, @WTA)

Si procede a fatica con la composizione del calendario per la ripresa del circuito professionistico. La WTA, dopo aver confermato qualche settimana fa la sua ripartenza dal Palermo Ladies Open il 3 agosto prossimo, ha aggiunto alla lista degli eventi agostani altre due manifestazioni: si tratta del Prague Open, in programma nella capitale della Repubblica Ceca a partire dal 10 agosto, e il Bluegrass Orthopaedics a Lexington, in Kentucky, nel corso della stessa settimana.

Il torneo di Praga, originariamente previsto in primavera, era stato provvisoriamente incluso in una bozza di calendario circolato ufficiosamente qualche settimana fa e poi era stato eliminato. Ora ritorna si ripresenta nell’ultima versione del calendario insieme con il torneo sul cemento statunitense di Lexington che sostituisce la versione femminile del Citi Open di Washington.

Dopo un approfondito sforzo collaborativo con tutte le parti coinvolte, ci eravamo impegnati ad ospitare il torneo WTA all’interno del nostro evento per offrire alle giocatrici un’opportunità in più di giocare e per mostrare il tennis femminile ai nostri appassionati – ha fatto sapere la direzione del Citi Open di Washington attraverso i propri profili social – Tuttavia, date le circostanze straordinarie di questa stagione, capiamo e supportiamo la decisione di Octagon [la società di management che possiede i diritti del torneo femminile n.d.r.] di organizzare l’evento in una sede completamente diversa. Auguriamo agli organizzatori di Lexington, Kentucky ogni bene per la disputa del torneo. Abbiamo comunque intenzione di offrire del tennis femminile durante il Citi Open di quest’anno e ci impegniamo fin d’ora a riaccogliere il torneo WTA femminile il prossimo anno e negli anni a venire”.

 

Con ogni probabilità, quindi, a Washington verrà organizzata un’esibizione con le giocatrici disponibili a fare da contorno all’ATP 500 che avrà inizio a partire dal 14 agosto prossimo.

Con il ritorno alle competizioni nel 2020 siamo lieti di offrire qualche opportunità di competere in più alle nostre atlete – ha dichiarato Steve Simon, CEO della WTA – Siamo lieti di accogliere Praga e Lexington nel calendario provvisorio dei nostri tornei e attendiamo con ansia il ritorno del tennis professionistico femminile”.

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Federer: “Quando lasciai la scuola, mio padre mi concesse al massimo tre anni”

Lunga intervista di Roger Federer a Zeit Magazin. Nell’estratto che vi proponiamo, parla dei suoi inizi. E c’è un aneddoto su papà Robert che vale la pena conoscere

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Mentre gli altri tennisti si scontrano, cautamente sul campo per qualche esibizione o meno cautamente fuori dal campo, Roger Federer resiste in una bolla. Reduce da due interventi allo stesso ginocchio in pochi mesi, ha dato appuntamento al 2021 per recuperare al meglio e nel frattempo si gode la famiglia, collabora alla creazione di un paio di scarpe e rilascia una lunga intervista a Zeit Magazin.

Quando parlo in tedesco ho sempre la sensazione di dover fare più attenzione perché non lo parlo spesso, sono fuori allenamento” esordisce Roger. Tedesco e ‘svizzero tedesco’, sono infatti due lingue diverse. “Con i miei figli, mia moglie, il mio allenatore (si riferisce a Luthi, ndr) e il mio fisioterapista parlo in svizzero tedesco. Con il mio team parlo inglese, mia mamma viene dal Sudafrica quindi parlo inglese anche con lei”. E i sogni, come molte persone bilingui, li fa sia in inglese che in svizzero tedesco.

Il tennis è uno sport speciale. Ecco perché a volte ti ritrovi a parlare con te stesso“. Ed è uno sport solitario, dove capita persino di esagerare e urlare a se stessi. Quando Roger era poco più che uno junior promettente, gli capitava spesso: “I miei genitori stavano impazzendo. Mi dissero che se avessi continuato, non avrebbero più viaggiato con me“. Come per ogni tennista promettente, si tratta di un momento in cui i genitori sono costretti a investire parecchio: tra i 13 i 17 anni, mamma Lynette e papà Robert hanno dovuto scucire circa 30.000 franchi all’anno. Il giovane Roger, nel frattempo, tentava di sistemare tutti i pezzi del puzzle della sua psiche ma non ci riuscì subito, anzi, quando aveva 16 chiese quasi con timore ai suoi genitori di poter lasciare la scuola. “Ti concedo due o tre anni. Se non va bene, torni dritto a scuola“, fu la risposta del padre.

 

Dopo neanche un anno è già professionista, dopo tre anni gioca la prima finale ATP, dopo quattro vince il primo torneo e dopo sei anni, quando sta per compierne 22, è già campione di Wimbledon. La minaccia di papà Robert è servita.

A proposito di papà Robert, che da questo aneddoto sembra emergere come un uomo burbero, c’è invece da dire un’altra cosa assai romantica. Roger la racconta poco più avanti nel corso dell’intervista, parlando del suo rapporto con Nadal: “I primi a congratularsi con lui dopo la vittoria di Wimbledon 2008 furono i miei genitori“. E non si tratta di una boutade, come testimonia questa foto che abbiamo ritrovato in giro per il web. C’è Rafa al colmo della gioia intento ad abbracciare papà Sebastián, e accanto mamma Ana María e lo zio Toni; sulla sinistra, appena incluso nell’inquadratura, c’è un omino col cappellino rosso che sorride. Come se Wimbledon lo avesse vinto suo figlio. E se invece vi dicessimo che suo figlio, Wimbledon, lo ha appena perso dopo una finale mozzafiato?

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Il governo cinese cancella gli eventi sportivi del 2020: swing asiatico a forte rischio

La General Administration of Sport of China ha annunciato che non verrà ospitato alcun evento internazionale nel 2020, con pochissime eccezioni di cui il tennis non fa parte. Il danno economico, in particolare per la WTA, sarebbe enorme

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Shanghai 2. (Credit: ubitennis.com)

La Cina non autorizzerà eventi sportivi internazionali sul suo territorio fino alla fine del 2020. La notizia è di quelle che potrebbero avere un impatto devastante sul futuro a breve e medio termine di molte discipline, e in particolare su quello del tennis. Il sito xinhuanet.com riporta la pubblicazione di un piano dal titolo “plan of resuming sport events based on science and order” (piano per la ripartenza degli eventi sportivi basato su scienza e ordine, appena appena huxleyano), secondo il quale solo i trial per le Olimpiadi invernali del 2022, in programma a Pechino e nella vicina Zhangjiakou, sarebbero consentiti.

Va ricordato che il calendario della tournée in Estremo Oriente era già stato fortemente ridimensionato con la sospensione – dal forte sapore di cancellazione – di Chengdu, Zhuhai (per la sovrapposizione con la seconda settimana del Roland Garros) e Tokyo fra gli uomini, e di Hiroshima, Tianjin e Hong Kong fra le donne.

 

L’annuncio del governo cinese aggiungerebbe all’elenco i tornei ATP di Pechino e Shanghai, nonché gli eventi WTA di Pechino, Wuhan, Nanchang, Zhengzhou, Shenzhen, Wuhai e Guangzhou, con i soli Tokyo e Seoul che a quel punto sarebbero a rischio a loro volta. Già solo l’elenco fa capire che tipo di buco si verrebbe a creare per il circuito femminile, da anni dipendente dal mercato asiatico – molti ricorderanno il montepremi da record delle WTA Finals dello scorso anno.

Una contingenza inquietante è che sarebbe difficile pensare anche solo a dei tornei alternativi: il continente americano è fuori discussione per ovvi motivi, mentre l’Australia non ha un bacino così ampio e in più ha già il suo slot poco dopo. Forse si potrebbe prendere in considerazione un’espansione della tournée europea indoor, ma con il pubblico contingentato e i rubinetti degli sponsor otturati dall’assenza totale o parziale del pubblico, quanti potrebbero farsi avanti sapendo di andare in perdita, e nemmeno di poco?

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