Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 22 marzo. Superata quota 5000 decessi

Flash

Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 22 marzo. Superata quota 5000 decessi

La Protezione Civile ha diramato il consueto bollettino delle 18. Adesso sono più di 3000 i pazienti ricoverati in terapia intensiva

Pubblicato

il

Ubitennis è un portale che si occupa di tennis, tautologia delle tautologie. Questi però sono giorni troppo assurdi e diversi dagli altri per fare finta che fuori non stia accadendo nulla. Per questo, fino al termine della pandemia di coronavirus che sta colpendo l’Italia in maniera durissima, abbiamo deciso di fornirvi un aggiornamento giornaliero sulla situazione italiana. Non pretendiamo di diventare un riferimento né di inerpicarci in analisi particolarmente complesse, ma semplicemente di aiutarvi a decodificare la realtà difficile che stiamo affrontando. Sperando di poter dedicare le nostre preoccupazioni ad altro, il prima possibile.


La conferenza stampa di Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile italiana, ha aggiornato sui dati riguardati l’epidemia di Covid-19 (la malattia causata del coronavirus) in Italia.

Alla data del 22 marzo, trentasette giorni dopo la prima positività accertata in Italia, risultano 5476 decessi causati da Covid-19 – 651 in più di ieri. Con 5560 nuovi casi accertati nelle ultime ventiquattr’ore, il totale dei contagi in Italia sale a 59138; l’impatto sul totale della popolazione sfiora ormai i 1000 contagi per milione di abitanti, una proporzione nettamente più elevata di qualsiasi altra nazione nel mondo abbia registrato almeno 1000 contagi (al secondo posto c’è la Svizzera con 835/milione di abitanti e al terzo la Spagna, 612/milione).

Scorporando dal totale dei tamponi positivi i pazienti deceduti e quelli guariti (oggi 952 in più, per un totale di 7024 da inizio epidemia) si ottiene la cifra di 46638 persone con infezione attiva, 23783 dei quali in isolamento domiciliare con sintomi lievi. Sono invece 3009 i pazienti Covid-19 positivi ricoverati in terapia intensiva, una cifra che ormai eccede il 50% della capienza totale dei reparti di terapia intensiva italiani. Raffrontato al totale delle infezioni attive, il numero dei pazienti in condizioni gravi equivale al 6,5% del totale.

 

Per quanto riguarda la regione più colpita dall’emergenza sanitaria, la Lombardia, oggi si registrano 361 nuovi decessi – pari al 57% del dato della penisola. Il totale dei decessi in Lombardia dall’inizio dell’epidemia sale a 3456, quello dei casi totali a 27206. Un dato parzialmente positivo è quello dei nuovi contagi: nella regione lombarda si contano 1691 tamponi positivi in più rispetto a ieri, quando l’aumento era stato invece di 3251 unità.

Come ha comunicato Borrelli nel corso della conferenza, la difficoltà di provvedere alle cure di tutti i pazienti costringe la regione lombarda a disporre alcuni trasferimenti. Sinora 63 pazienti (due in più rispetto a ieri). sono stati mandati in altre strutture ospedaliere, 25 Covid-19 positivi e 38 ricoverati per altre patologie.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 9 aprile. 610 nuovi decessi

Tornano a crescere decessi e nuovi casi, ma la quantità dei tamponi analizzati rimane alta. Scendono i ricoverati in terapia intensiva

Pubblicato

il

Ubitennis è un portale che si occupa di tennis, tautologia delle tautologie. Questi però sono giorni troppo assurdi e diversi dagli altri per fare finta che fuori non stia accadendo nulla. Per questo, fino al termine della pandemia di coronavirus che sta colpendo l’Italia in maniera durissima, abbiamo deciso di fornirvi un aggiornamento giornaliero sulla situazione italiana. Non pretendiamo di diventare un riferimento né di inerpicarci in analisi particolarmente complesse, ma semplicemente di aiutarvi a decodificare la realtà difficile che stiamo affrontando. Sperando di poter dedicare le nostre preoccupazioni ad altro, il prima possibile.


Tornano a crescere, anche se di poco, i decessi e i nuovi casi dell’epidemia italiana di COVID-19. Rispetto a ieri si registrano nuovamente più di seicento decessi (610) e le nuove positività tornano a superare quota 4000 a fronte di oltre 46000 tamponi analizzati; la percentuale di positivi eccede di nuovo il tetto del 9%, quota di due giorni fa, dopo la discesa al 7% di ieri.

Va precisato che questo dato non è perfettamente indicativo dell’evoluzione dell’epidemia in quanto l’esito del tampone viene spesso comunicato diversi giorni dopo l’esame.

 

I DATI DELLE ULTIME 24 ORE

  • Nuovi decessi: 610
  • Nuovi casi: 4204 (9,1% dei tamponi testati)
  • Nuove guarigioni: 1979
  • Nuovi tamponi analizzati: 46244
  • Nuovi ricoverati in terapia intensiva: 88 pazienti in meno di ieri

I DATI DELL’EPIDEMIA ITALIANA (COMPLESSIVI)

  • Decessi totali: 18279
  • Casi totali: 143626
  • Guarigioni totali: 28470
  • Tamponi effettuati: 853369
  • Casi attivi: 96877
  • Ricoverati in terapia intensiva: 3605
Il bollettino aggiornato, regione per regione (fonte Protezione Civile italiana)

Continua a leggere

Flash

Il coronavirus ha fermato anche il tennis collegiale

L’emergenza sanitaria ha troncato i sogni di tanti studenti americani con la racchetta

Pubblicato

il

L'immagine celebrativa realizzata per Brett Masi, quando è tornato come coach all'Università della California del Sud

La sospensione della stagione di tennis non ha lasciato strascichi profondi solo a livello professionistico, ma ha danneggiato anche lo svolgimento del tennis collegiale, diffuso soprattutto negli Stati Uniti dove permette di svolgere l’attività agonistica anche durante gli studi universitari. Tennis.com si è servito del punto di vista degli allenatori e dei giocatori per analizzare gli effetti della cancellazione della stagione agonistica, disposta meno di un mese fa.

L’articolo originale di Steve Tignor è reperibile qui. Di seguito vi proponiamo una traduzione.


Brett Masi si ritrova spesso a ipotizzare cosa starebbe facendo adesso, con la sua squadra di tennis dell’Università della California del Sud (USC), se non fosse scoppiata l’emergenza Coronavirus.

 

Avremmo dovuto giocare con Baylor la settimana scorsa, e in casa con Stanford e Cal (Università di Berkeley, ndr) l’ultimo weekend,” dice Masi, “Ogni tanto penso – saremmo in vantaggio 1-0 nel doppio? Chi avrebbe giocato il singolare ora?. Stavamo giocando così bene. Ora la sensazione è quella di aver perso tutto“.

I Trojans (il nome delle squadre sportive di USC, ndr) allenati da Masi hanno fatto abbastanza bene da conquistare il primo posto nella classifica maschile dell’Intercollegiate Tennis Association (ITA). A febbraio, USC aveva vinto il titolo nazionale indoor dell’ITA a Madison, Wisconsin, ed era in vantaggio 13-1 nei tie contro le altre scuole. La squadra era guidata dal n°1 dello stato in singolare, Daniel Cukierman, seguito dal 15° classificato Mor Bulis e dal numero 24 Brandon Holt (il figlio più giovane di Tracy Austin, ex campionessa di tennis).

Nonostante tutti questi successi, quello che Masi ama di più nei suoi giocatori non è il talento. “La cosa veramente bella è stato vedere quanto fossero uniti” dice Masi. “Si era creato un gruppo vero, dove tutti si davano la carica a vicenda“.

Cosa può chiedere di più un allenatore? Masi, la scorsa estate, ha preso il posto di Peter Smith – che aveva guidato la squadra maschile in cinque campionati nazionali e a 16 presenze in Division I della NCAA (in 17 anni da allenatore). Masi era stato assistente di Smith per quattro anni e aveva trascorso l’ultimo decennio come capo allenatore presso l’Università di San Diego. Per Masi allenare USC non ha significato solo il ritorno a casa, ma anche il raggiungimento di di un traguardo ambito. USC è una potenza storica nel tennis universitario maschile, con un record di 21 titoli NCAA. E con una schiera di giocatori All-Star reclutati da Smith – tra cui due suoi figli, Riley e Colter – la speranza era raggiungere quota 22 in primavera.

Niente è come essere un Trojan“, dice Masi. “Per me è stato emotivamente difficile prendere il posto di Peter (Smith, ndr), eravamo molto amici. Ma è stato emozionante tornare di nuovo all’USC, nel sud della California, nel PAC-12 (la conference dell’NCAA di cui fa parte USC, ndr). Sapevo che la squadra era ottima; molti dei ragazzi non hanno mai perso più di un paio di partite“.

Masi dice di aver iniziato a capire la forza della sua squadra ai campionati nazionali indoor, dove ha eliminato TCU (Texas Christian University, ndr), Stanford, Michigan e Carolina del Nord per vincere il titolo, nonostante un’epidemia di influenza – un triste presagio, a raccontarla oggi – avesse debilitato la squadra. “È stato assurdo“, dice Masi. “Eravamo tutti malati, praticamente ci trascinavamo in giro. Holt aveva un quarto delle forze e riusciva a malapena a stare in campo, ma ha detto: “Fammi giocare in doppio”. E hanno battuto la squadra n.5 d’America“.

Sfortunatamente, Masi e il suo team non hanno potuto mettere alla prova fino in fondo la loro resilienza: tre settimane fa, e nel giro di poche ore, la stagione del tennis collegiale è finita per tutti. “È successo tutto così rapidamente“, dice Masi.


La squadra di USC, in quel momento, era pronta a fare le valigie per andare in trasferta ad UCLA e sfidare gli storici rivali cittadini: lo svolgimento della partita era già prevista a porte chiuse. “Sarebbe stato veramente strano per la nostra rivalità” dice Masi. Pochi minuti dopo la partenza, Masi ha ricevuto una chiamata dall’allenatore di UCLA Billy Martin: la partita era stata cancellata. Un minuto dopo Martin l’ha richiamato dicendogli che l’intera conference era stata cancellata. Poco più tardi nel pomeriggio, ancora confuso dal vortice delle notizie, Masi aveva ricevuto la notizia della cancellazione dell’intera stagione. Al posto del solito discorso motivazionale pre-partita, gli è toccato comunicare questo ai suoi ragazzi.

Quando succedono cose come queste non sai come reagire” dice Masi. “Ancora non sono riuscito a digerire la notizia. Mi sono seduto con la squadra e abbiamo parlato di quanto ognuno significasse per l’altro, di quanto ci sarebbero mancate le partite e gli allenamenti delle 6.30“.

Un mese dopo, tutti hanno però compreso la gravità della situazione e quanto sia più importante della vittoria di una partita o di un campionato nazionale. “Tutti sembrano stare bene“, dice Masi, “Nessuno è depresso. Le vite di tutti sono cambiate molto al di là del tennis, e i problemi di tutti sono molto più grandi in questo momento, è questa la prospettiva da cui guardare la situazione“.

Tuttavia, Masi ammette di pensare ancora a quello che sarebbe potuto succedere ai Campionati PAC-12, che avrebbero dovuto svolgersi fino ad aprile. E a maggio penserà ai Campionati NCAA, che erano in programma a Stillwater, in Oklahoma, a metà mese.

Per ora, tutto ciò che Masi può fare è aspettare, anche se i suoi seniors (i giocatori al quarto anno di college, prossimi alla laurea, ndr) hanno ricevuto una buona notizia la scorsa settimana, quando la NCAA ha stabilito che sarebbero stati idonei a tornare a giocare nel 2021. “Se fosse possibile, rivorrei indietro tutta la mia squadra“, afferma Masi. “Eravamo carichi per i campionati NCAA. Mi piacerebbe scoprire se avremmo potuto farcela“.

Continua a leggere

Flash

Ubitennis è affettuosamente vicino a Riccardo Crivelli per la scomparsa del padre

Questa notte è venuto a mancare il padre di Riccardo, stimato collega de La Gazzetta dello Sport. La redazione di Ubitennis si unisce al cordoglio

Pubblicato

il

Riccardo Crivelli, apprezzatissimo collega de La Gazzetta dello Sport, giornale per il quale è da tempo la prima firma del tennis (ma “copre” con bravura anche diversi altri sport) ha perso nella notte il padre, Erasmo, 79 anni e per una vita noto chef su navi da crociera.

La famiglia Crivelli risiede a Torrazza Coste, in provincia di Pavia. Erasmo lascia la moglie Chiara di 77 anni e i due figli, Riccardo e Emanuela. 

Erasmo Crivelli si era sentito male la scorsa settimana, febbre e tosse, con sintomi tipici del coronavirus, però il tampone per due volte aveva dato esiti negativi. Venerdì scorso, in difficoltà respiratorie, era stato ricoverato all’ospedale di Voghera. Sembrava ieri che il momento peggiore fosse passato, ma purtroppo invece nella notte il cuore indebolito – mai sofferente in passato – non ha retto.

 

Il direttore Ubaldo Scanagatta e tutta il gruppo di amici di Ubitennis, con tanti collaboratori che hanno avuto occasione di conoscere Riccardo in tante trasferte tennistiche, gli sono affettuosamente vicini e gli porgono le più sincere condoglianze.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement