Federer torna in video: "Le regole vanno prese seriamente"

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Federer torna in video: “Le regole vanno prese seriamente”

Anche lo svizzero ha invitato i suoi fan a seguire le indicazioni ufficiali nella sua prima uscita pubblica dopo l’intervento al ginocchio

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Roger Federer - Australian Open 2020

Così come Rafa Nadal, anche Roger Federer viene da un Paese gravemente colpito dal Coronavirus, la Svizzera, seconda dietro all’Italia per numero di contagiati per milione di abitanti (fra i Paesi con almeno 1000 casi).

In risposta a una “challenge” lanciata dal consigliere federale Alain Berset a lui e ad altri due personaggi pubblici per stimolare la prevenzione del virus, ha allora deciso di registrare un breve video su Instagram, il primo da quando ha deciso di sottoporsi a un intervento di artroscopia al ginocchio:

Anche per me non è un momento facile, anche io passo tutto il mio tempo a casa, da una settimana non stringo la mano a nessuno, lavo le mani più volte al giorno“.

Come il suo amico-rivale, anche lo svizzero richiama l’attenzione sulla solidarietà e l’unità, ricordando che le misure non sono atte esclusivamente alla protezione personale, ma anche e soprattutto a quella degli altri: “In questo momento è più importante che mai aiutarsi a vicenda per combattere il Coronavirus. In particolare dobbiamo sostenere le generazioni più anziane, che sono le persone più a rischio assieme a chi ha problemi di salute pregressi“.

Infine, arriva anche un richiamo alla responsabilità individuale, di modo che le misure non diventino ancora più stringenti, come successo da noi: “Bisogna mantenere le distanze, stare ad almeno due metri ed evitare di stringere la mano [anche perché stare a meno di due metri è condizione necessaria per stringere la mano se non si è Karlovic, ndr]. Dobbiamo prendere molto seriamente la situazione, non vogliamo finire in quarantena senza poter più uscire, perciò è importante che tutti agiscano di conseguenza“.

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Gli aggiornamenti di Federer: “L’obiettivo è essere pronto nel 2021”

A margine della presentazione delle sue scarpe, lo svizzero racconta le sue riflessioni dopo le due operazioni e il piacere di trascorrere del tempo in casa. “Ma mi manca Wimbledon, sarei voluto essere lì sul Centrale”

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Roger Federer - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

A margine della presentazione della sua nuova linea di scarpe da passeggio, Roger Federer è tornato anche a fare il punto sulla scelta di chiudere la stagione 2020 per riprendersi al meglio dalla doppia operazione al ginocchio destro. Senza nascondere momenti di riflessione, anche ad ampio raggio: “Il momento dopo le due operazioni è stato importante per capire se davvero desiderassi continuare – ha raccontato a Zurigo -, perché sono consapevole che per tornare a certi livelli serve un cammino molto lungo. Il mio obiettivo è continuare con la riabilitazione ogni giorno, un passo alla volta. Non sono ancora tornato al mio livello di forma ma punto a quello, il vero obiettivo è farmi trovare pronto per la prossima stagione. Nel frattempo, apprezzo i lati positivi di poter passare tanto tempo in casa“.

OBIETTIVO 2021 – La dimensione familiare, evidentemente, risulta di suo gradimento. “Da 25 anni sono sempre in giro per il mondo – ha raccontato -, a casa non avevo mai passato più di cinque o sei settimane. Prendo il buono che c’è, ma è chiaro allo stesso modo che Wimbledon mi manca. Vorrei tanto essere sul Centrale a giocarmi un posto nella seconda settimana del torneo. È per questo che mi sottopongo quotidianamente alla riabilitazione, lavoro duramente e mi appresto ad affrontare un blocco di venti settimane di preparazione fisica. Wimbledon mi ha dato tutto, tornerò a giocarlo il prossimo anno“. Dopo essere tornato in pista già dal prossimo Australian Open – è l’auspicio di tutti – in un anno speciale anche perché sarà inaspettatamente olimpico.

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Inizia il torneo di Thiem, in campo anche Berrettini: il programma di martedì 7 luglio

Otto protagonisti nell’esibizione di Kitzbuhel, sabato la finale. Tutto in diretta su Eurosport. Ammessi 500 spettatori, ma il padrone di casa assicura: “Ho imparato la lezione a Belgrado, qui massima sicurezza”

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Dominic Thiem - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non è banale organizzare un torneo aperto al pubblico in Europa dopo l’esperienza negativa dell’Adria Tour. “Ma a Belgrado ho imparato al lezione – ha assicurato Dominic Thiem alla Gazzetta dello Sport – qui a Kitzbuhel il rispetto dei protocolli sarà rigido per i 500 spettatori ammessi a ogni sessione di gioco“. Nasce su questi presupposti il Thiem’s 7, esibizione sulla terra cara al numero uno d’Austria. Tra gli otto protagonisti divisi in due gironi, ci sarà anche Matteo Berrettini. La copertura televisiva è assicurata da Eurosport 1, fino alla finale in programma sabato alle 13.

GRUPPO IFA
Dominic Thiem [AUT] #1
Andrey Rublev [RUS] #4
Jan-Lennard Struff [GER] #6
Casper Ruud [NOR] #7

GRUPPO SOCCERCOIN
Matteo Berrettini [ITA] #2
Roberto Bautista Agut [ESP] #3
Karen Khachanov [RUS] #5
Dennis Novak [AUT] #8

L’ordine di gioco di martedì 7 luglio

Dalle 13
A. Rublev vs J.L. Struff
D. Thiem vs C. Ruud
M. Berrettini vs D. Novak
Dalle 18:30
K. Khachanov vs R. Bautista Agut

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US Open, Federer alimenta dubbi: “Si deciderà nella seconda metà di luglio”

Lo svizzero si è messo in contatto con gli organizzatori: i viaggi e la quarantena per chi dovrà rientrare in Europa rappresentano a oggi un problema, alla luce dei contagi negli Stati Uniti. Dove sono stati annullati cinque ITF ad agosto

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Roger Federer - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

Emergono dalle parole di Roger Federer significative ombre in prospettiva US Open. “Ho avuto un contatto con gli organizzatori proprio ieri – ha dichiarato alla tv svizzera in lingua tedesca RSF -, mi hanno spiegato che decideranno tra il 15 e il 30 luglio. Sono giorni di incertezza per il tennis, i viaggi e la quarantena rappresentano un grande problema“.

I contorni dello Slam statunitense continuano così a rimanere incerti, nonostante gli sforzi organizzativi della USTA per la creazione e la gestione della bolla a Flushing Meadows. La quarantena per chi poi rientrerà in Europa dai tornei americani sembra rappresentare in questo momento un nodo intricato da sciogliere. Ne ha parlato Marca nei giorni scorsi, esplicitando la perplessità di Djokovic – in veste di presidente dei giocatori ATP – sui 14 giorni di isolamento che dovrebbero rispettare i tennisti provenienti dagli Stati Uniti. Incompatibili con la partecipazione a Madrid e Roma. Questione complessa, magari soggetta a evoluzioni, ma che oggi va in conflitto con le norme anti Covid-19 dell’Unione Europea.

 

ITF CANCELLATI – Al momento, in ogni caso, lo US Open resta confermato a porte chiuse dal 31 agosto al 13 settembre, preceduto sugli stessi campi dal 17 agosto dall’edizione in trasferta del Masters 1000/Premier 5 di Cincinnati. Le date sono state comunicate a metà giugno dal Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo. Da allora, nessuna novità. Gli aggiornamenti che arrivano dagli USA sui contagi non sono però incoraggianti: 55mila nuovi casi nella sola giornata del 7 luglio che portano il totale a quasi tre milioni, con oltre 130mila decessi. Dato complessivo da non intendersi in maniera univoca, perché l’estensione degli USA rende più adeguata l’analisi per singoli Stati (quelli del Sud se la stanno passando peggio).

La preoccupazione in ogni caso c’è, supportata anche dall’annullamento a causa dell’emergenza sanitaria di cinque tornei ITF che si sarebbero dovuti disputare ad agosto negli Stati Uniti. Al livello più basso del professionismo sarebbe certamente difficile rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza, ma l’aria che tira non è delle migliori.

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