Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 2 aprile. Crescono ancora i decessi

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 2 aprile. Crescono ancora i decessi

Sono 760 nelle ultime ventiquattr’ore. 4668 nuovi contagi, ma sono stati effettuati più tamponi dei giorni scorsi

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Ubitennis è un portale che si occupa di tennis, tautologia delle tautologie. Questi però sono giorni troppo assurdi e diversi dagli altri per fare finta che fuori non stia accadendo nulla. Per questo, fino al termine della pandemia di coronavirus che sta colpendo l’Italia in maniera durissima, abbiamo deciso di fornirvi un aggiornamento giornaliero sulla situazione italiana. Non pretendiamo di diventare un riferimento né di inerpicarci in analisi particolarmente complesse, ma semplicemente di aiutarvi a decodificare la realtà difficile che stiamo affrontando. Sperando di poter dedicare le nostre preoccupazioni ad altro, il prima possibile.

La Protezione Civile italiana ha divulgato il consueto bollettino con i dati aggiornati dell’epidemia italiana di COVID-19.

I DATI DELLE ULTIME 24 ORE

 
  • Nuovi decessi: 760
  • Nuovi casi: 4668 (11,7% dei tamponi analizzati)
  • Nuove guarigioni: 1431
  • Tamponi analizzati: 39809
  • Ricoverati in terapia intensiva: 18

I DATI DELL’EPIDEMIA ITALIANA (COMPLESSIVI)

  • Decessi totali: 13915
  • Casi totali: 115242
  • Guarigioni totali: 18278
  • Tamponi effettuati: 581232
  • Casi attivi: 83049
  • Ricoverati in terapia intensiva: 4053

Rispetto a ieri si è registrato un aumento di positività inferiore, e il dato sembra essere ulteriormente confortante perché emerso da una scansione di tamponi molto superiore (oggi ne sono stati analizzati quasi 40000). Ma i dati ufficiali non raccontano una verità inoppugnabile: ormai diversi studi stimano i casi totali plausibili in numero molto superiore a quelli comunicati.

Per quanto riguarda la regione più colpita, la Lombardia, oggi si registrano 367 nuovi decessi. Il totale dei casi sale a 46065 (+1292 rispetto a ieri), circa 28000 dei quali assommati dalle tre province più colpite – in ordine Milano, Bergamo e Brescia.

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Binaghi: “Internazionali a settembre e per Roma sarebbe ancora meglio che a maggio”

Il Presidente della FIT in collegamento video con Supertennis: “Presto colloquio con il Ministro dello Sport per il torneo”. E si schiera per l’unificazione delle tre sigle del tennis

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Il presidente della FIT Angelo Binaghi è intervenuto venerdì pomeriggio su Supertennis per fare il punto sulla situazione del nostro sport in Italia e nel mondo. Si comincia con il ruolo del tennis nel contesto della più generale ripartenza, dell’opportunità di tornare a giocare subito che offre, con le sue caratteristiche di sicurezza, anche a chi abitualmente pratica sport di squadra . “Sono state tante le ricerche scientifiche condotte nel mondo. In Italia, il Politecnico di Torino ha sancito che siamo lo sport più sicuro in tempi di emergenza coronavirus. Avevamo già capito che in questa disgrazia generale il tennis avrebbe avuto qualche vantaggio competitivo, se non altro nei confronti degli sport squadra, di contatto, o che si possono giocare solo indoor. Quindi, abbiamo impostato fin dall’inizio la campagna promozionale che in questi giorni sta avendo ampia diffusione sui più importanti media: giocare a tennis, anche in questo momento, può solo fare del gran bene”.

Anche se con tempi diversi a seconda delle regioni, l’attività di base è ormai ripartita. Il secondo passo è l’avvio delle competizioni a livello nazionale, quello che Binaghi considera la “nostra Fase 3” e per cui si stanno confrontando con il Governo. “Eravamo più preoccupati per l’avvio della seconda fase, quella più importante per i circoli e per gli insegnanti di tennis. Non appena ci daranno il via libera – spero sia questione di giorni –, abbiamo un intensissimo calendario di tornei individuali, con anche il ritorno dopo tanti anni dei Campionati Assoluti, e per la prima volta faremo tutti i campionati a squadre d’estate”.

Per quanto riguarda invece il tennis internazionale, Binaghi parla di un dialogo intenso e proficuo con gli organi che governano il tennis mondiale, grazie anche alla presenza dei due nostri connazionali ai vertici dell’ATP: “Salvo stravolgimenti, andremo a organizzare gli Internazionali BNL d’Italia tra la metà e la fine di settembre, forse il periodo migliore per giocare a tennis secondo i romani”. Uno dei nodi da sciogliere nel prossimo futuro sarà l’eventuale presenza degli spettatori sugli spalti. “A breve avvierò un colloquio con il ministro [Spadafora] per cercare di capire in che termini riusciremo a far godere questa grande edizione al nostro pubblico”. Il presidente sottolinea il “dialogo costante e super-proficuo anche con il Governo italiano, anche se a differenza di altri noi amiamo la riservatezza e rispettiamo soprattutto la riservatezza di chi vuole dialogare con noi”. Non manca il ringraziamento anche al Parlamento per la conversione in legge del decreto sulle ATP Finals a Torino, approvato quasi all’unanimità. Binaghi ha l’impressione che i diversi enti del tennis stiano collaborando più che in passato e condivide l’idea di unificare ATP e WTA. Anzi, rilancia, “bisognerebbe unificare anche con l’ITF, bisognerebbe che ci fosse un solo riferimento per il tennis mondiale così come succede per tanti altri sport”.

 

Sul nostro movimento maschile, i cui risultati stavamo aspettando con trepidazione dopo la rapida evoluzione degli ultimi due anni, il presidente del consiglio federale non si sente di dare consigli ai nostri rappresentanti “perché hanno coach e staff di livello mondiale”. Mancano pochissimi giorni al decennale della vittoria di Francesca Schiavone al Roland Garros, quindi non si può non dedicare un ricordo a quell’impresa: “Un vero e proprio choc, il tennis italiano probabilmente non era ancora pronto a questo exploit. Fu un salto di categoria, l’essere consapevoli di poter raggiungere qualunque risultato da quel momento in poi, cosa che successe con il tennis femminile”. In mezzo a tutti questi impegni, non c’è stata per Binaghi l’opportunità di mettere piede in campo: “Non vorrei tra l’altro rubare il posto ai tantissimi appassionati che stanno tornando a giocare”.

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La (non) risposta di Raul Pérez Roldan, padre del tennista maltrattato: “Sono cose da risolvere in famiglia”

Raul si rivolge a ‘La Nacion’ ma non commenta: “Non si può parlare di questo al telefono”. Il figlio Guillermo lo ha accusato di ripetute violenze

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Raul Pérez Roldán, papà di Guillermo

Sono passati alcuni giorni da quando Guillermo Perez Roldan ha rivelato gli abusi subiti dal padre durante i primi anni della carriera. Per riassumere cinicamente lo sfogo dell’argentino arrivato al n. 13 del mondo nel 1988, è la storia di un uomo che non si comporta da tale con il figlio tennista: gli sottrae tutti i soldi guadagnati e, se un giorno non si muove bene in campo e perde, lo prende a cinghiate. I maltrattamenti non sono stati tuttavia sufficienti a far desistere il ragazzo, ormai adulto, dal tentativo di riavvicinarsi al genitore che, poco sorprendentemente, lo contraccambia pugnalandolo (in senso figurato) di nuovo alle spalle.

Dopo che Sebastián Torok del quotidiano La Nación aveva vanamente tentato di ottenere una replica da Raul prima di pubblicare il racconto di Guillermo, ecco che il fondatore della Scuola di Tandil e del relativo metodo (nonché della nota Torre) si fa finalmente vivo con il giornalista concedendo un’intervista telefonica. Subito gli viene chiesta la sua versione dei fatti. L’inizio della risposta non promette una lunga chiacchierata: “No, no, no” esordisce Perez-Roldan, “non intendo dare nessuna opinione, nessuna difesa, tanto meno contro mio figlio o a mio favore. È una faccenda di famiglia e deve essere risolta in famiglia; però, come quasi sempre accade, la stampa rovina. E allora io non do la mia opinione. E, te lo dico ancora, io non ti conosco. Se ti conoscessi, ti direi la stessa cosa e non esprimerei la mia opinione”.

Come spesso accade, il problema non sono gli abusi (dobbiamo dire presunti) subiti dal ragazzino, ma la stampa che se ne fa portavoce. Il giornalista chiarisce allora che è stato Guillermo a volersi sfogare e a cambiare l’essenza dell’intervista. “Se è così, va bene” replica Raul. “Non compro il vostro giornale e non l’ho vista; come ho detto, sono cose di famiglia da risolvere internamente”.

 

Torok gli chiede poi se telefonerà a suo figlio. “No, no, sono cose mie. Non parlo con nessuno per fargli sapere se parlerò o meno. È, ripeto, una questione assolutamente familiare. Non una, non mezza, non un quarto di parola contro Guillermo né in difesa di quello che ha detto. Il Cile è in difficoltà a causa del coronavirus, noi anche, e questo non è il momento. Indubbiamente, non si può parlare di questo al telefono, vedremo. È tutto”. Saluta e interrompe la comunicazione.

Per quanto riguarda Guillermo, dopo la pubblicazione dell’intervista continua a ricevere messaggi di sostegno, anche da persone del mondo del tennis con cui non aveva contatti da parecchio tempo. Non ha voluto aggiungere nulla alla sua terribile storia dopo aver saputo che suo padre aveva parlato con il giornalista. Ma fa sapere che non gli impedirà di vedere le sue nipoti Agustina e Chiara, rispettivamente di 24 e 14 anni, che vivono in Italia.

Tutto questo dolore e tutto quelle che la mia confessione ha generato, voglio canalizzarlo in qualcosa di positivo, in un progetto perché nessun ragazzo sia ancora maltrattato”. E conclude, “che poi mio padre faccia quello che vuole”.

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Esibizioni: Thiem, Zverev, Kyrgios e Sinner sull’erba di Berlino. Sperando in Federer

Anche Svitolina e Bertens ai due mini-tornei di esibizione in Germania a partire dal 13 luglio. Si giocherà su erba e cemento

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Jannik Sinner - ATP Challenger Ortisei 2019 (foto Marco Corriero)

Dopo la cancellazione del WTA di Berlino, evento erboso che avrebbe dovuto fare il suo esordio in calendario a metà giugno, resta viva la possibilità di vedere alcune stelle del tennis nella capitale tedesca. Lo stesso sponsor annuncia infatti due mini-tornei di tre giorni con sei giocatori e sei giocatrici a darsi battaglia, rispettivamente, sull’erba dello Stadio Steffi Graf dal 13 al 15 luglio e sul duro in un hangar dell’ex aeroporto Tempelhof dal 17 al 19. Frontmen della manifestazione, per adesso, Sascha Zverev e Nick Kyrgios.

A proposito di Kyrgios, uno dei più attivi sui social durante l’isolamento, l’organizzatore Edwin Weindorfer spiega al quotidiano berlinese B.Z. che “quasi nessuno gode di tanta popolarità come lui fra i giovani. Da una parte le bravate, dall’altra le fantastiche giocate. In generale, comunque, il campo dei partecipanti è di altissimo livello”. Sì, perché oltre al n. 7 e al n. 40 ATP, c’è anche un tale Dominic Thiem, terzo giocatore del mondo, attualmente impegnato in un’esibizione in patria. Il quarto nome annunciato è quello di Jannik Sinner, mentre ancora non sappiamo chi saranno gli altri due tennisti.

A dirigere i due tornei sarà l’attuale capitano della squadra tedesca di Fed Cup Barbara Rittner, che per il femminile può contare sulle top ten Elina Svitolina e Kiki Bertens, oltre che su Julia Goerges e Andrea Petkovic, ferma dal torneo di Lussemburgo dello scorso ottobre. Anche qui, ci sono due posti ancora vuoti. Gli organizzatori dicono di stare negoziando con due vincitori Slam: “A Federer piace giocare sull’erba, ma vuole aspettare e vedere come va, proprio come Angie Kerber”, spiega Weindorfer. Avendo a che fare con atleti internazionali, molto dipenderà dalle possibilità di spostamento in luglio.

 

LE REGOLE – Per quanto riguarda le regole di gioco, ci sarà un tabellone a eliminazione diretta che parte dai quarti di finale con i primi due del seeding avanzati di un turno. Gli incontri si disputeranno al meglio dei tre set, ma il terzo sarà un tie-break. Niente giudici di linea, ma tutte le chiamate saranno gestite da hawk-eye come accade alle Nextgen di Milano. Il montepremi è di 100.000 euro sia per il maschile sia per il femminile.

L’idea di Weindorfer è di fissare gli standard del tennis in questi tempi difficili sull’esempio della Bundesliga, che è ripartita il 15 maggio. Mentre proseguono le trattative per i diritti televisivi, la situazione attuale non permettere l’accesso al pubblico, ma le condizioni potrebbero cambiare tra un mese e mezzo.

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