Accadde Oggi "Davis": professor Courier contro il giovane Safin

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Accadde Oggi “Davis”: professor Courier contro il giovane Safin

6 aprile 1998: Coppa Davis, primo turno USA-Russia. Un imberbe Marat Safin sta facendo ammattire Jim Courier. Poi qualcosa cambia

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Jim Courier è stato un esempio di precocità. Anzi, per la precisione “è stato” la precocità, dominando il tennis a cavallo tra i 21 e i 23 anni. Poi la stella si è un po’ spenta, se è vero che ha vinto 14 titoli da inizio carriera al 1993 e soltanto 9 di lì al ritiro del 2000. Nel 1998, esattamente venti giorni prima di portare a casa l’ultimo titolo della carriera, si trova opposto al diciottenne russo Marat Safin nello scontro decisivo del primo round di Coppa Davis tra Stati Uniti e Russia. La Davis è competizione assai particolare e probabilmente lo è stata in passato ancor più di oggi, ma in pochi sembravano quel giorno dare credito al giovane russo (che in futuro ne avrebbe meritato).

E invece Marat, sciorinando una perfetta anteprima del repertorio con cui diventerà il secondo russo di sempre a sollevare uno Slam, inchioda Courier fuori dal campo per quasi due set. Come si evince da questo video di repertorio c’è un momento della partita in cui conduce 36 punti a 16, e nel punteggio arriva con assoluto agio a comandare 6-0 4-1. Prima del risveglio del Courier ferito.

Lo statunitense dichiarerà qualche giorno dopo aver concluso la grande rimonta (0-6 6-4 4-6 6-1 6-4) e aver portato agli USA il punto decisivo per il passaggio del turno, che quella sarebbe rimasta una delle partite più importanti della sua carriera. Courier l’aveva rimessa in piedi giocando d’astuzia, rompendo il ritmo a un Safin straripante nel palleggio da fondo campo grazie all’utilizzo di slice e palle corte.

 

Ricorderò questa sfida per molto, molto tempo. Mi ero scavato una fossa da cui sembrava impossibile uscire, invece lottando e pensando ai colpi giusti da utilizzare ce l’ho fatta, ho vinto“. Forse è stata per Jim la spinta giusta per sollevare il 26 aprile ad Orlando il suo ultimo trofeo, per poi lentamente avvicinarsi al finale di carriera. E ritrovare le emozioni della Davis, da capitano non giocatore, nel 2010.

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La prima vittoria in uno Slam di Federer, 21 anni fa

Contro Micheal Chang, non proprio uno qualunque, al primo turno degli Australian Open. 6-4 6-4 7-6 il punteggio per lo svizzero che ne ha vinte altre 361 di partite nei Major

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Roger Federer - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Oggi, 18 gennaio, cade una ricorrenza molto speciale per Roger Federer. Infatti, in questa data, 21 anni fa, il fenomeno di Basilea ha colto la sua prima vittoria in uno Slam, agli Australian Open 2000. Magari non tutti se lo ricordano ma il primo scalpo di Federer in uno dei quattro grandi tornei del tennis è stato a dir poco eccellente: si tratta infatti di Michael Chang, vincitore del Roland Garros nel 1989 ed ex n.2 al mondo. 

Federer, all’epoca 18enne, si presentava a Melbourne per la prima volta, come una delle nuove sensazioni del circuito. Nella stagione precedente, aveva scalato oltre 200 posizioni in classifica, fermandosi alla n.62. Nelle sue prime due apparizioni Slam era stato sconfitto con onore contro giocatori affermati, il due volte campione Slam Patrick Rafter al Roland Garros e il ceco Jiri Novak a Wimbledon, mostrando sprazzi del suo enorme talento. Chang, che di anni ne aveva 28 e che era sul tour ormai da 13 stagioni, era nella fase calante della sua carriera ed era fuori dai primi 30.

Ma comunque era pur sempre Micheal Chang, uno dei nomi più celebri del tennis negli anni Novanta. E Federer era solo un promettentissimo ragazzino elvetico che aveva vinto Wimbledon juniores un paio di anni prima. “Non ricordo bene tutto. Non ricordo ad esempio le nostre posizioni in classifica. Ma c’è una cosa che non mi sono dimenticato. Mentre stavamo per entrare in campo, camminavo dietro a Michael e notari che aveva il suo nome sulle scarpe. Ho pensato: ‘quando hai il tuo nome sulle scarpe significa che sei uno dei migliori’”, ha raccontato Federer. 

 

Ma il migliore in partita fu proprio lui. 6-4 7-6 7-6 il punteggio con il quale quello che oggi è il tennista con più titoli nello Slam (20, ex aequo con Rafa Nadal) vinse la sua prima partita in uno Slam. In quell’edizione degli Australian Open, Federer vinse anche il successivo match contro lo slovacco Jan Kroslak, sempre in tre set, prima di arrendersi al terzo turno al francese Arnaud Clement. Purtroppo, non sono disponibili video su Youtube del match contro Chang e bisogna accontentarsi degli highlights del secondo incontro con Kroslak per ammirare le gesta di un giovanissimo Roger.

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Accadde oggi: l’inizio della leggenda di Serena Williams

La grande corsa di Serena Williams verso i 24 Slam (non ancora raggiunti) iniziava esattamente 25 anni fa, in Canada, con un esordio traumatico su un campo di periferia

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Come spesso succede nella storia del tennis, il debutto dei grandi campioni è una sconfitta traumatica. È così anche per Serena Williams, che ben 25 anni fa, il 25 ottobre 1995, iniziava in Canada la sua lunghissima e vincente carriera professionistica con una sconfitta netta. La connazionale Annie Miller superò infatti la giovanissima Serena (14 anni compiuti da un mese) con il punteggio di 6-1 6-1.

Il contesto era ben diverso da quelli che oggi Serena calca regolarmente. Si trattava del primo turno di qualificazioni del torneo di Quebec City. Come ricorda il giornalista del New York Times Robin Finn, presente quel giorno, la location era molto diversa dalla cornice più glamour degli Slam. “Era un campo d’allenamento di un circolo di tennis nella periferia di Vanier, accanto a un campo dove si giocava un’altra partita di qualificazione. Niente luci o introduzioni pre-partita e nemmeno tifosi. Sopra il campo c’era un piccolo chiosco con una TV, dei gelati e 50 persone che mostravano… diversi livelli di interesse alla partita”.

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Serena vinse soltanto due giochi contro la 18enne americana Annie Miller, che però era già la numero 149 del mondo. Visto il punteggio non stupisce l’analisi molto dura di Serena quel giorno. “Non ho giocato come so, ho giocato come una principiante“. Molto più conciliante e comprensivo il suo commento 24 anni dopo, quando nel 2019 Serena l’ha commentato durante il torneo di Toronto. “Tutto quello che mi ricordo è che ero nervosissima, non potevo credere che stavo giocando. Non sono riuscita a tenere a bada i nervi, avevo bisogno di tornare a casa e migliorare. Quando sono tornata a giocare con i professionisti ero molto più pronta rispetto la prima volta”.

 

Il ritorno di Serena Williams tra i professionisti si sarebbe concretizzato “solo” due anni dopo. Nel novembre del 1997 arrivò il torneo che la svelò a tutto il mondo tennistico. Williams si rese protagonista di una grande cavalcata nel torneo di Chicago, dove entrò grazie a una wild card: sconfisse le numero 7 e 4 del mondo Mary Pierce e Monica Seles e da numero 304 del mondo si fece strada fino alla semifinale, poi persa contro Lindsey Davenport. Nemmeno due anni dopo, nel 1999, sarebbe arrivato il suo primo torneo del Grande Slam, il titolo degli US Open vinto in finale contro Martina Hingis.

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Accadde oggi: 23 anni fa, Federer entrava in classifica per la prima volta

Era il 22 settembre 1997: vincendo otto partite in un torneo satellite svizzero, Federer guadagnò i suoi primi 12 punti ed entrò nel ranking alla posizione 803. Per non uscirne più e firmare ogni record possibile

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Nella settimana in cui Denis Shapovalov entra per la prima volta in top 10, c’è un’altro tennista dal rovescio a una mano da celebrare, e risponde (ovviamente) al nome di Roger Federer. Ventitrè anni fa, il 22 settembre 1997, Federer ottenne i primi punti ATP che gli permisero di entrare nel ranking alla posizione 803.

All’epoca Federer partecipò a un torneo satellite ITF, una vecchia modalità di tornei che duravano un mese e si strutturavano in quattro tappe, nelle città di Noes, Nyon, Biel e Bossonens; grazie alla semifinale raggiunta nel primo evento, al quale gli fu garantito l’accesso da una wild card, e alle otto vittorie complessive nel corso delle quattro settimane, Federer guadagnò i primi 12 punti utili a iscrivere il suo nome nelle classifiche ufficiali.

Negli ultimi 23 anni di strada ne ha fatta lo svizzero, a partire dalla prima stagione terminata al n. 704 mentre nel 1998 era già tra i primi 400 del mondo. L’8 febbraio del 1999 è entrato per la prima volta nella top 200 e sette mesi più tardi, il 20 settembre 1999, tra i primi 100. La scalata è proseguita senza intoppi negli anni successivi e l’ingresso in top 30, top 20 e top 10 sono avvenuti rispettivamente nel 2000, 2001 e 2002. L’inizio di stagione 2003 ha portato con sé la quinta piazza della classifica mondiale mentre la conquista del numero uno del mondo è arrivata dopo la vittoria all’Australian Open 2004, il 2 febbraio.

Lo svizzero si è poi trovato in vetta alla classifica per più tempo di chiunque altro nella storia del tennis, 310 settimane, anche se ora Djokovic sembra in grado di operare il sorpasso: al serbo basterebbe mantenere la vetta fino all’8 marzo 2021 per riuscirci.

Ci sono altri primati che Federer è invece quasi certo di conservare per molto altro tempo: a 39 anni è ancora in top 5 (è il numero 4 del mondo), il più anziano dopo Ken Rosewall, mentre detiene in solitaria il record di numero 1 più anziano, in virtù dell’exploit a Rotterdam nel febbraio 2018 a 36 anni e 6 mesi.

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