ATP Challenger: Manerbio passa e dà appuntamento al 2021

Challenger

ATP Challenger: Manerbio passa e dà appuntamento al 2021

L’attuale emergenza sanitaria ed economica impone la cancellazione del Trofeo Dimmidisì per il 2020. Rimane l’entusiasmo e il desiderio di tornare già l’anno prossimo: l’ATP manterrà la data in calendario

Pubblicato

il

Federico Gaio - ATP Challenger Manerbio 2019

Fino all’estate 2021, il bel sorriso di Federico Gaio resterà l’ultima immagine dell’ATP Challenger di Manerbio – Trofeo Dimmidisì. La situazione di incertezza dovuta alla pandemia da COVID-19 ha messo in difficoltà l’intero Sistema Italia, colpendo soprattutto la Regione Lombardia. Trovandosi a circa 70 km da due delle zone più colpite (Bergamo e la Val Seriana a nord ovest, Codogno a sud ovest), anche Manerbio ha avuto un numero di decessi molto superiore rispetto all’abituale. Le difficoltà di natura logistica ed economica hanno convinto gli organizzatori a cancellare l’edizione 2020, con l’auspicio e il desiderio di tornare con ancora più entusiasmo l’anno prossimo.

Le comunicazioni definitive con l’ATP si sono svolte nel pomeriggio di lunedì 27 aprile. “Fiduciosi nel riavvio del circuito e delle attività economiche, abbiamo atteso fino all’ultimo per prendere la nostra decisione – racconta il direttivo composto dal direttore Gianni Saldini, la presidentessa Cosetta Viti e il consigliere Alberto Forcella – sfortunatamente, la situazione sanitaria ed economica non ci offre alternative e siamo costretti a cancellare il torneo per il 2020. Le aziende che ci hanno sempre sostenuto hanno altre priorità, che rispettiamo e condividiamo sul piano emotivo, quindi per quest’anno siamo costretti a rinunciare a un evento sempre atteso e cruciale per la nostra piccola città”. Con i suoi 12.000 abitanti, Manerbio è una delle più piccole sedi italiane di un ATP Challenger, teatro di un vero e proprio miracolo che si perpetua sin dalla prima edizione del 1974.

Erano state molto significative le parole di Gaio, che lo scorso agosto si è aggiudicato il titolo battendo Paolo Lorenzi in una finale tutta azzurra: “Le piccole città attendono tutto l’anno la fiera di paese, la sagra, l’evento che riunisce un po’ tutti. Ecco, a Manerbio questa funzione viene svolta dal torneo di tennis. E poi hanno organizzato 42 edizioni… c’è davvero da togliersi il cappello”. Il faentino aveva compreso appieno lo spirito di un torneo che ha saputo rinascere dopo la dolorosa rinuncia del 2018, e che ogni anno ricorda con commozione i due grandi piloti manerbiesi Antonio Savoldi e Marco Federico Co’, scomparsi tragicamente al servizio della patria. La cancellazione di due anni fa fu particolarmente dolorosa per Gianni Saldini, classe 1941, vero e proprio “decano” degli organizzatori dei Challenger italiani.

Stavolta la decisione è più serena, perché maturata per cause di forza maggiore. “È un dispiacere non poter svolgere un evento che ormai fa parte del nostro paese – racconta Saldini – ma vista la situazione sanitaria e la contemporanea cancellazione di eventi di altissimo livello, era impossibile riuscire a organizzare il torneo nell’attuale contesto. L’entusiasmo rimane: nella speranza che nel 2021 il virus sia completamente debellato, gli organizzatori hanno già assicurato che faranno di tutto per riportare il grande tennis a Manerbio. Tra l’altro, nel 2021 Saldini compierà 80 anni e la prosecuzione del torneo sarebbe uno dei migliori regali per la ricorrenza. “Ricordo ancora ai tempi della 25esima edizione, quando davanti a una platea di 300 persone dissi che avrei invitato tutti per l’edizione numero 50 – ride Saldini, al timone del torneo sin dal 1974poi ci pensai e mi resi conto che non sarà così semplice, perché al traguardo del cinquantesimo torneo io avrò quasi 90 anni…”. Con la sua energia, il traguardo è più che possibile.

Un obiettivo tanto bello e suggestivo è lo stimolo giusto per provare a ripartire già dal 2021, anche in virtù degli ottimi riscontri ricevuti dall’ATP. Tramite la responsabile del circuito Challenger Joanna Langhorne, il sindacato ha fatto sapere di aver compreso le ragioni dello stop. Manterremo la vostra settimana nel calendario 2021 e non vediamo l’ora di proseguire nella nostra eccellente relazione ha fatto sapere Langhorne. Insomma, è solo un arrivederci, un ostacolo verso un traguardo che sarà ancora più bello festeggiare. Quando il virus sarà soltanto un brutto ricordo.

ALBO D’ORO – Nato nel 1974 come torneo nazionale, il Trofeo Dimmidisì ha poi effettuato la scalata a evento internazionale, fino a diventare un ATP Challenger nel 1999.

1999 – Attila Savolt (Ungheria)
2000 – Stefano Tarallo (Italia)
2001 – Attila Savolt (Ungheria)
2002 – David Ferrer (Spagna)
2003 – Olivier Patience (Francia)
2004 – Nicolas Almagro (Spagna)
2005 – Oliver Marach (Austria)
2006 – Andreas Vinciguerra (Svezia)
2007 – Jiri Vanek (Repubblica Ceca)
2008 – Victor Crivoi (Romania)
2009 – Federico Delbonis (Argentina)
2010 – Robin Haase (Olanda)
2011 – Adrian Ungur (Romania)
2012/2014 – non disputato
2015 – Andrey Kuznetsov (Russia)
2016 – Leonardo Mayer (Argentina)
2017 – Roberto Carballes Baena (Spagna)
2018 – non disputato
2019 – Federico Gaio (Italia)

Ufficio Stampa Trofeo Dimmidisì – Manerbio

Continua a leggere
Commenti

Challenger

Il calendario Challenger di fine stagione: tre tornei in Italia

Sedici tornei in sette settimane. Tre gli eventi italiani (Parma, Ortisei e Bari), tutti su cemento indoor. Questa settimana si gioca a Istanbul e Ismaning con tre italiani in campo

Pubblicato

il

Roberto Marcora - ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Il calendario Challenger è tornato a regime praticamente pieno grazie agli sforzi congiunti di ATP e dei vari organizzatori locali. Gli ultimi due tornei conclusi sono quello di Lisbona (vinto da Jaume Munar) e quello che si è disputato all’Accademia di Juan Carlos Ferrero ad Alicante, dove si è messo in luce ancora una volta il talento di Carlos Alcaraz. Da qui alla fine dell’anno però i giocatori avranno molte occasioni per scendere in campo e guadagnare qualche soldo dopo i tanti mesi di stop causati dall’emergenza sanitaria mondiale. Saranno infatti ben sedici gli eventi Challenger in giro per il globo, spalmati su sette settimane. L’Italia ospiterà tre di questi tornei, a Parma, Ortisei e Bari, tutti su cemento indoor.

Ovviamente il calendario potrebbe ancora subire delle variazioni nelle prossime settimane. La situazione nei vari Paesi è diversa e in continua evoluzione, perciò non stupirebbero eventuali aggiunte o cancellazioni dell’ultimo minuto.

Il calendario Challenger fino a fine stagione:

  • 19-25 ottobre (settimana in corso – 3 italiani impegnati)

Istanbul, Turchia (cemento outdoor) – in tabellone Marcora e Giustino
Ismaning, Germania (sintetico indoor) – in tabellone Matteo Viola

 
  • 26 ottobre – 01 novembre

Marbella, Spagna (terra rossa)
Amburgo, Germania (cemento indoor)

  • 02-08 novembre

Eckental, Germania (sintetico indoor)
Parma, Italia (cemento indoor)

  • 09-15 novembre

Cary, USA (cemento outdoor)
Bratislava, Slovacchia (cemento indoor)

  • 16-22 novembre

Guayaquil, Equador (terra rossa)
Orlando, USA (cemento outdoor)
Ortisei, Italia (cemento indoor)

  • 23-29 novembre

Florianapolis, Brasile (cemento outdoor)
Bari, Italia (cemento indoor)
Maia, Portogallo (terra rossa indoor)

  • 30 novembre-06 dicembre

Orleans, Francia (cemento indoor)
Campinas Brasile (terra rossa)

Continua a leggere

Challenger

È sempre più difficile ignorare Carlos Alcaraz, che ad Alicante ha vinto il suo terzo challenger

Nato nel 2003, Carlos Alcaraz Garfia sta incendiando i campi in terra dei challenger europei. Il 17enne ne ha vinti già tra quest’anno ed è il giocatore più giovane in top 500

Pubblicato

il

Carlos Alcaraz - Challenger Alicante 2020 (via Twitter, @ATPchallenger)

Il diciassettenne spagnolo Carlos Alcaraz Garfia ha vinto il Challenger di Alicante, svoltosi presso l’Academy di Juan Carlos Ferrero, battendo in finale il connazionale Pedro Martinez (prima testa di serie e n.97 ATP) con il punteggio di 7-6 6-3. Per il classe 2003 si tratta del terzo titolo challenger stagionale (e in carriera) dopo quelli di Trieste e Barcellona, quest’ultimo vinto sette giorni fa: la striscia di vittorie consecutive si allunga così a dieci e consente ad Alcaraz di guadagnare ulteriore terreno in classifica. Lo spagnolo è adesso seduto alla 136° posizione del ranking, saldamente il giocatore più giovane in top 500 – nonché l’unico nato nel 2003: per trovare un suo coetaneo bisogna addirittura scivolare alla posizione 548 occupata dal danese Rune.

Numeri che raccontano una precocità assoluta, confermata anche dal confronto con altri enfant prodige del millennio in corso effettuato da Luca Brancher: all’età attuale di Alcaraz, 17 anni e 6 mesi, Nadal e Djokovic avevano vinto un challenger in meno (due) e soltanto Gasquet aveva saputo fare meglio (cinque titoli).

LA VITTORIA DI ALICANTE – Torniamo al suo ultimo successo, ottenuto proprio laddove, un anno e mezzo fa, aveva ottenuto i tre punti ATP utili a rientrare in classifica battendo Jannik Sinner al primo turno del challenger di Alicante. La finale con Pedro Martinez è caratterizzata da un primo set molto equilibrato, con due break a testa e concluso al tie-break, nel quale Alcaraz è bravissimo ad annullare due set point sul 4-6. Qui il giovanissimo talento murciano dimostra ancora una volta di saper tirare fuori il meglio nei momenti di difficoltà: uno stupefacente rovescio lungolinea e una magnifica difesa a rete riportano il punteggio in parità. Martinez sembra subire il contraccolpo e si trova a sua volta ad affrontare un set point che Alcaraz, implacabile, trasforma con un altro lungolinea di rovescio. Un resoconto che aiuta a comprendere che tipo di giocatore sia il 17enne spagnolo: ben poche concessione ai fronzoli, tantissima concretezza.

Un po’ di scaramucce (un break per parte) condiscono l’inizio del secondo parziale, anche se in realtà tutti hanno già capito chi alzerà il trofeo. Come detto, si tratta del terzo challenger in carriera (tutti negli ultimi due mesi) e in stagione, tanti quanti ne ha vinti Jannik Sinner nel 2019 (Bergamo, Lexington e Ortisei). Un piccolo dettaglio, però: Alcaraz compirà 18 anni nel 2021, mentre l’italiano ha ottenuto quei risultati nell’anno della maggiore età.

Ma qual è il segreto di Carlos Alcaraz? Certo non ha il gesto che incanta come Musetti, e neanche la facilità di accelerazione e le geometrie esasperate di Sinner, però ha già chiaramente dimostrato di essere un vincente. Nel quadro di un gioco non appariscente si possono già notare fondamentali molto solidi, soprattutto il rovescio, una grande velocità di piedi – in particolare negli spostamenti laterali – e la capacità di giocare al meglio i punti decisivi. Se dunque la proverbiale “garra” c’è già, manca invece all’appello il servizio, un colpo su cui dovrà lavorare molto per essere incisivo anche sulle superfici veloci. Le statistiche lo confermano: è vero che si giocava sulla terra, ma in tutto il torneo Alcaraz non ha messo a referto alcun ace.

Carlos Alcaraz – Challenger Alicante 2020 (via Twitter, @alcarazcarlos03)

Il padrone di casa, nonché suo allenatore Juan Carlos Ferrero (ex numero 1 del mondo e vincitore del Roland Garros 2003) ha detto poche settimane fa del suo allievo: Carlos ha lavorato duramente, migliorando molto anche dal punto di vista fisico. È in fiducia ed è consapevole di potersela giocare anche con giocatori più grandi e con una migliore classifica”.

Ovviamente l’attesa attorno ad Alcaraz è grande, anche se molti sostengono che non abbia i colpi per arrivare ai vertici, soprattutto quando dovrà lasciare l’amata terra battuta. Da un punto di vista del potenziale, i nostri Sinner e Musetti si lasciano ancora preferire – ma bisogna sempre ricordare che lo spagnolo ha due anni in meno di Jannik e un anno in meno di Lorenzo. Inoltre, qualcuno potrebbe farci notare che lo spagnolo ha vinto i due soli precedenti contro i nostri atleti: con Sinner lo scorso anno proprio qui ad Alicante e con Musetti un paio di mesi fa in semifinale a Trieste. 

LISBONA – Si è giocata la finale anche al Challenger di Lisbona dove lo spagnolo Jaume Munar (n.112 ATP e prima testa di serie) ha prevalso sul portoghese Pedro Sousa (n.111 ATP e seconda testa di serie) col punteggio di 7-6 6-2.  Partita molto combattuta nel primo set che si è concluso al tie-break, vinto a TRE dallo spagnolo, dopo che i due si erano scambiati un paio di break senza riuscire a schiodarsi dalla parità. Nel secondo parziale tutta discesa per il maiorchino che sta cercando di tornare ai suoi livelli migliori (l’anno scorso era arrivato al n.52 ATP), dopo che molti avevano già cominciato a parlare di lui come di un talento sprecato. 

Chiudiamo con una notazione astrologica. Sia Alcaraz che Munar festeggiano il compleanno il 5 maggio (rispettivamente nel 2003 e nel 1997). Non sappiamo se significhi qualcosa, ma questo fine settimana, evidentemente, era una buona giornata per giocare a tennis per i nati sotto il segno del Toro.

Ha contribuito Massimo Gaiba

Continua a leggere

Challenger

Il sogno di Caruso finisce in finale. Tiafoe vince il Challenger di Parma

La bella settimana di ‘Sabbo’ si interrompe sul vantaggio di 3-1 nel terzo set, quando parte la rimonta di Tiafoe. Caruso tornerà in campo in Sardegna, per l’ATP 250

Pubblicato

il

Premiazione Frances Tiafoe - Challenger Parma 2020 (foto Marta Magni)

da Parma, l’inviato Massimo Gaiba

Una domenica di pioggia ininterrotta ha costretto ieri i finalisti del challenger di Parma – Tiafoe e Caruso – a una sfibrante attesa di ben quattro ore fino al definitivo rinvio a questa mattina, comunque grigia e con temperatura invernale, che però Caruso sembra affrontare nel modo migliore, forse grazie ai leggings e ai manicotti che lo tengono al caldo. Si procura infatti tre immediate palle break nel primo gioco e una nel terzo, che però non riesce a sfruttare.

Si procede così senza eventi memorabili fino all’ottavo gioco, in cui Caruso perde a zero il servizio. Lo statunitense non sta facendo niente di straordinario, ma la sua palla è comunque veloce e profonda e il servizio gli permette quasi sempre di prendere il controllo dello scambio. Salvatore tenta la reazione, sul 3-5 annulla un set point ma sul secondo manca una facile chiusura a rete dopo aver rovesciato l’inerzia dello scambio con un magnifico passante di rovescio. Tiafoe passa a condurre 6-3.

 

All’inizio del secondo parziale Caruso sembra disunirsi e viene subito brekkato. Si può pensare a una resa solo non conoscendo l’attitudine del siciliano, che corre, sbuffa, migliora le percentuali di servizio (alla fine del primo set decisamente favorevoli a Tiafoe) e comincia a trovare le righe. La sua grinta viene premiata nel quinto gioco dopo uno scambio pesantissimo in cui lo statunitense è costretto a fare il tergicristallo. Si riporta così sul 2-2 per poi effettuare il sorpasso nell’ottavo game alla prima palla utile. Va quindi a servire per il set difendendo tre palle break consecutive senza particolari patemi. Il tennista siciliano ha ormai il vento in poppa e chiude 6-3 riportandosi in parità.

All’inizio del parziale decisivo Tiafoe deve aggrapparsi al servizio, ma un paio di ace non gli bastano per evitare un nuovo break che porta Caruso sul 3-1. A questo punto il nostro portacolori forse si rilassa un attimo, ed è un grave errore perché con qualche gratuito concede il contro-break. Mentre sul Centrale del Circolo Tennis President spunta un pallido sole, Caruso, con una sciagurata risposta in rete, manca quello che sarà il suo ultimo break point. È il canto del cigno perché niente può ormai impedire a Tiafoe di strappare l’ultimo servizio a Caruso e alzare le braccia al cielo. 6-3 3-6 6-4  il punteggio finale.

LA VOCE DI TIAFOE – Complimenti al vincitore “Ero venuto qui a Parma per fare un ottimo torneo, quindi sono molto contento di com’è andata. È stata davvero dura perché Caruso è un grande avversario e io ho dovuto lottare con tutte le mie forze. Adesso voglio godermi il resto della giornata per poi concentrarmi su domani”. (Al Sardinia Open lo aspetta il pericolosissimo francese Moutet, ndr). Questa settimana ho giocato molto bene e adesso voglio continuare così, rendendo il mio gioco più costante e consistente. Senza continuità non si arriva in alto. Devo infine ringraziare tutto lo staff organizzativo che si è veramente sbattuto per la riuscita del torneo, nonostante le avverse condizioni meteo. Per non parlare della città di Parma, di cui mi sono innamorato“.

A Salvatore Caruso, che non ha rilasciato dichiarazioni, vanno i nostri complimenti per l’ottimo livello di gioco mantenuto per tutta la settimana. Speriamo possano consolarlo i 75 punti ATP e i 10.770 euro spettanti al finalista. Anche per lui domani comincia il Sardinia Open dove al primo turno lo aspetta il tedesco Hanfmann, avversario non banale ma, tutto sommato, abbordabile. 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement