La notizia che non avresti voluto dare: il coronavirus si abbatte su Dimitrov e l'Adria Tour

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La notizia che non avresti voluto dare: il coronavirus si abbatte su Dimitrov e l’Adria Tour

ZARA – La positività di Grigor Dimitrov ha gettato nello sconforto organizzatori e presenti a Zara, per la seconda tappa dell’esibizione organizzata da Novak Djokovic. Rimasta senza un vincitore

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Borna Coric e Grigor Dimitrov dopo il match di ieri. Il bulgaro è poi risultato positivo al coronavirus (foto: Mario Cuzic\HTS)

Dal nostro inviato a Zara

Domenica, ore 20.00. Doveva essere l’orario della finale Djokovic-Rublev, degna conclusione di un bel weekend di tennis qui a Zara. Invece è stato l’orario di una doccia fredda che ha fatto ricadere tutti nel dramma che si credeva ormai alle spalle, quello del coronavirus.

La positività al tampone di Grigor Dimitrov ha avuto le sue immediate ricadute sulla seconda tappa dell’Adria Tour, che ieri lo aveva visto disputare il primo match contro Coric prima che la febbre che lo aveva colpito lo costringesse al ritiro. “Stiamo organizzando tutto il necessario affinché il maggior numero di persone di quelle che sono entrati in contatto con Grigor effettuino i controlli necessari. Ho già contattato molte persone e posso affermare che nessuno tra i giocatori, i loro staff, i volontari e i loro familiari presenta dei sintomi” ha detto Djordje Djokovic, Direttore dell’Adria Tour, che insieme a Goran Ivanisevic, direttore del torneo di Zara, ha comunicato alla stampa che in seguito alla positività di Dimitrov la finale veniva annullata.

 

Djokovic ha voluto sottolineare come “nessuno dell’organizzazione e dei giocatori è stato a stretto contatto con Dimitrov“, ma è stato incalzato subito dalla domanda di una giornalista che ha sottolineato invece come Dimitrov abbia partecipato alla partita-esibizione di basket di qualche giorno fa qui a Zara, insieme a tutti gli altri giocatori. Djokovic ha glissato, rispondendo solo che al momento l’organizzazione sta attendendo le indicazioni della autorità sanitarie croate per i prossimi passi. “Io ho fatto il test tre giorni fa, e sono risultato negativo; ero stato a contatto con Dimitrov dieci giorni fa. Ora non so se dovrò farlo di nuovo” ha detto Ivanisevic, a confermare le parole del fratello di Novak.

L’incontro di basket di giovedì scorso, tra i giocatori dell’Adria Tour e il KK Zadar, presente anche Dimitrov – foto: Mario Cuzic\HTZ)

Non c’è al momento molto da aggiungere. Evidente come la situazione sia in continua evoluzione, come del resto emerso dalle parole di Djokovic e Ivanisevic in conferenza stampa. Per dovere di cronaca ripercorriamo nel seguito la giornata odierna, con amarezza e dispiacere. E rivivendo quella preoccupazione provata per tanti mesi.

IL SOLE CHE NON C’ERA – Il sole che ieri aveva fatto da splendida cornice alla prima giornata della seconda tappa del’Adria Tour, oggi aveva invece deciso di non farsi vedere dalla parti di Zara. Quasi un presagio, a pensarci ora dopo quanto accaduto, i nuvoloni scuri che sin dal primo mattino si sono addensati minacciosi sopra la città dalmata e avevano fanno tenere per tutto il pomeriggio le dita incrociate agli organizzatori per evitare possibili sospensioni per pioggia, che avrebbero rischiato di provocare l’annullamento del torneo. Purtroppo, non è stata la pioggia ad annullarlo. 

Così tra i nuvoloni carichi di pioggia ed una temperatura decisamente più bassa di qualche grado rispetto a ieri, alle 14 iniziava la seconda giornata del torneo, con un match dall’esito abbastanza scontato, dato che anche se la sconfitta di ieri sera gli aveva tolto le oggettive speranze di conquistare il primo posto nel girone, Borna Coric non voleva certo sfigurare nell’ultima esibizione davanti al suo pubblico.

Pubblico a dire il vero molto scarso, dato che tra le condizioni meteo e lo scarso appeal del match, erano solo un centinaio gli spettatori presenti sugli spalti. Come aveva fatto il giorno prima (contro Djokovic era arrivato ad avere tre set point nel primo set), Pedja Krstin ha tenuto dignitosamente il campo, ma sicuramente si ricorderà di questo torneo per lo score negativo nei tie-break. Come già ieri contro Serdarusic, il n. 246 ATP ha perso infatti entrambi i parziali al game decisivo, per un totale di cinque tie-break persi su cinque. Per curiosità eravamo andati a controllare (ora non ne avremmo di certo avuto voglia), e avevamo scoperto che in realtà l’idiosincrasia di Pedja per il tie-break non è una cosa di questi giorni, dato che nel circuito non ne vince uno dallo scorso luglio (contro il brasiliano Clezar negli ottavi del Challenger di Tampere). Da lì in poi ne ha persi sette di fila. O meglio dodici, se contiamo i cinque di Zara. Senza grossi patemi, Coric chiudeva così la pratica Krstin in un’ora esatta.

Ecco le sue parole al termine del match: “Sono soddisfatto, ho giocato un buon match, come del resto anche i due di ieri. Sinceramente ero un po’ dubbioso al riguardo, dato che sono il tipo di giocatore che di solito ha bisogno di giocare un paio di match prima di ingranare. Invece qui, a parte forse il primo set con Nole, mi sono espresso sempre ad un buon livello. Questo periodo di pausa mi ha permesso di recuperare da tutta una serie di piccoli acciacchi fisici e di lavorare nell’ultimo periodo anche su alcuni dettagli tecnici, perché ritengo di avere in tutti i colpi dei margini di crescita. E ora ho ancora due mesi di allenamento per prepararmi al meglio prima di riprendere a giocare nel circuito”.

Borna Coric – Adria Tour (foto: Mario Cuzic\HTS)

Le cose si sarebbero dovute fare più serie nel secondo match, la sfida tra Rublev e Zverev, con il tedesco costretto a vincere in due set per ottenere il pass per la finale (che non ci sarebbe stata) ai danni del moscovita. Troppa però la differenza in questo weekend tra i due, con il n. 7 ATP che riusciva a fare tutto sommato match pari nel primo set (deciso dal break al sesto gioco), ma che una volta restituito il break in apertura di secondo parziale e lasciava campo libero a Rublev, che si imponeva agevolmente in due set e diventava così il primo finalista del torneo. Non sapendo ancora che la finale non ci sarebbe stata.

Un po’ a sorpresa, non per le indubbie qualità del tennista russo, ma per il fatto che si era aggregato solo all’ultimo al gruppo e si credeva la cosa potesse rappresentare un handicap. “Sì, sono arrivato solo venerdì mattina e non avevo potuto dormire molto. Mi sono allenato subito con Sascha, ma poi c’è stata la presentazione e l’esibizione di doppio. Ma sono sceso in campo cercando come sempre di fare del mio meglio. Del resto è una condizione abbastanza abituale per noi: arrivare in un posto, giocare poco dopo e poi ripartire per andare a giocare presto da un’altra parte. Fa parte delle cose a cui devi essere preparato come giocatore” ha commentato al riguardo il n. 14 del ranking a fine match.

Intanto il vento aveva spazzato i nuvoloni più scuri, sebbene il cielo rimanesse sostanzialmente coperto, la temperatura si era alzata e le condizioni ora erano veramente ideali per assistere ad una partita di tennis. E infatti le tribune si erano riempite, tanto da raggiungere la capienza massima consentita in considerazione delle limitazioni per il coronavirus. Ovvero il 40% della capienza massima di circa 9.000 spettatori, anche se ad occhio – sottolineiamo però che era solo la nostra sensazione ottica – avremmo detto che almeno la metà dei posti fossero occupati.

Dato che siamo in argomento, diciamo che oggi qualche mascherina (poche) l’abbiamo vista. In particolare, la indossavano i camerieri del self-service a cui avevano accesso lo staff e i giornalisti. Non però i camerieri del bar accanto. A posteriori, visto quanto accaduto, tutte queste considerazioni vengono ora lette sotto un’altra luce. E non certo luminosa.

Tornando a parlare di quello che era accaduto sul Campo Centrale, c’è da osservare che le tribune si erano riempite anche perché toccava di nuovo a Novak Djokovic, in campo contro il croato Nino Serdarusic che già sabato sera era sceso in campo per sostituire Dimitrov. Non poteva certo essere il volenteroso n. 299 del mondo a frapporsi tra Nole e la finale, e infatti il fuoriclasse serbo in un quarto d’ora – il tempo che gli serviva per portare a casa il primo set – chiudeva matematicamente la pratica qualificazione.

Un leggero calo di tensione di Djokovic e soprattutto una crescita al servizio dello zagabrese (87% di prime nel secondo set ed oltre il 60% di punti alla battuta), che a sua volta si era scrollato di dosso il logico nervosismo del dover affrontare il giocatore più forte del pianeta (“Sì, ero un po’ teso all’inizio, normale. Anche se Djokovic è stato molto cortese e disponibile, abbiamo chiacchierato prima del match e questo mi ha permesso di scrollarmi di dosso un po’ di tensione” ha ammesso il croato dopo il match), consentivano a Serdarusic di portare a casa i propri game di battuta. A quel punto però Nole decideva di alzare i giri del motore di quel tanto che bastava per chiudere la questione: parziale di 11-3 dal 3-2 Serdarusic e terza vittoria in tre incontri per il n. 1 del mondo, che raggiungeva Rublev in finale. Inutilmente, purtroppo, anche in questo caso.

Novak Djokovic e Nino Serdarusic – Adria Tour (foto: Mario Cuzic\HTS)

Chiudeva la sessione pomeridiana e la fase a gironi l’incontro tra Danilo Petrovic ed il deludente Marin Cilic, reduce dalle due sconfitte in tre set contro Rublev e Zverev. Il 28enne tennista serbo si regalava un altro scampo eccellente, dopo quello di Sascha Zverev all’esordio, battendo un Marin Cilic veramente sottotono – molto più di ieri, quando aveva comunque lottato in entrambi i match – che chiudeva così tristemente all’ultimo posto del girone B. Raggruppamento che vedeva invece Petrovic piazzarsi al secondo posto, dietro a Rublev. Certo si è trattato di un’esibizione, e dopo un periodo di inattività, ma crediamo sia comunque una soddisfazione per il n. 157 del mondo (con un best ranking di n. 155) poter dire di aver concluso un torneo davanti a giocatori del calibro di Zverev e Cilic.

Il pubblico scendeva a mangiare e bere qualcosa negli stand attorno al campo centrale, per poi tornare sugli spalti in attesa della finale, senza sapere cosa era accaduto nel frattempo (anche la diretta televisiva dell’emittente SportKlub, che copriva l’evento, fino a dopo le 20 comunicava ancora che era in attesa dell’inizio del match). Era Goran Ivanisevic, in qualità di direttore del torneo di Zara, a comunicare ufficialmente al pubblico l’annullamento del match.

Logico che ora si trarranno le conclusioni su quanto accaduto, ricordando anche le polemiche sulla mancanza di precauzioni a Belgrado e anche sulle misure assolutamente non stringenti che vengono applicate qui in Croazia. Quello che possiamo dirvi in questo momento dalla sala stampa di Zara, è che la notizia ha fatto scendere il gelo e l’atmosfera serena e tranquilla di un paio d’ore fa si è dissolta, lasciando spazio di nuovo a preoccupati commenti sottovoce sul COVID-19. Neanche qui, dove il coronavirus non ha colpito in modo drammatico come in altri paesi (la Croazia ad oggi ha registrato 2317 casi e 107 decessi, ma con ben 18 casi nelle ultime 24 ore), assolutamente nessuno voleva tornare a pensarci.

RISULTATI

III TURNO
B. Coric b.s P. Krstin 4-3(4) 4-3(2)
A. Rublev b. A. Zverev 4-2 4-1
N. Djokovic b. N. Serdarusic 4-1 4-3(3)
D. Petrovic b. M. Cilic  4-2 4-2

CLASSIFICHE
GIRONE A – Djokovic 3/0,  Coric 2/1, Serdarusic-Dimitrov 1/2, Krstin 0/3
GIRONE B – Rublev 3/0, Petrovic 2/1, Zverev 1/2, Cilic 0/3

FINALE
N. Djokovic – A. Rublev – annullata

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Al femminile

Russia 2: Veronika Kudermetova

Il lungo percorso compiuto prima della affermazione ad alti livelli della attuale numero 2 di Russia Kudermetova, recente finalista del torneo di Abu Dhabi

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Veronika Kudermetova - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

In attesa che il Tour superi la tormentata quarantena australiana e torni a offrire tennis giocato, continuiamo l’analisi delle giocatrici impegnate nel primo torneo dell’anno, il WTA500 di Abu Dhabi. Dopo l’articolo di martedì scorso dedicato a Ekaterina Alexandrova, proseguo con la linea russa: è il momento di Veronika Kudermetova. Per Kudermetova quella negli Emirati è stata una settimana molto positiva, dato che per la prima volta in carriera è riuscita a raggiungere la finale di un WTA500 (nuova definizione dei Premier che assegnano 470 punti alla vincitrice).

Durante il torneo Kudermetova ha sconfitto Kontaveit, Turati, Badosa, Svitolina, Kostyuk, e ha perso soltanto da Aryna Sabalenka (che tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 vanta una striscia vincente aperta di 15 match). A conferma dell’ottimo momento di Veronika c’è il best ranking raggiunto proprio questa settimana (numero 36) e il primato nazionale mancato di poco: sarebbe diventata numero 1 di Russia (superando Alexandrova) se avesse vinto la finale.

Va sottolineato però che tutti i discorsi sul ranking sono “ingessati” dalle regole introdotte con la pandemia, regole che tendono a mantenere lo status quo, e di fatto sfavoriscono le tenniste in crescita come Kudermetova. Se per esempio nel 2020 si fossero conteggiati solo i risultati ottenuti in quell’anno solare, Veronika avrebbe concluso la stagione al numero 29 invece che al 46. Tenendo poi conto della finale raggiunta negli Emirati Arabi mercoledì scorso, staremmo parlando di una giocatrice senza dubbio dentro le prime 30 del mondo.

Potrebbe sembrare insensato continuare a riferirsi a un ranking virtuale, calcolato secondo i metodi precedenti, ma credo aiuti a individuare le giocatrici che stanno facendo meglio, pur nelle mille difficoltà che il periodo propone. Sappiamo infatti che si sta giocando meno del solito e questo rende più difficile la costruzione di quei momenti positivi che, grazie a condizioni di forma e di entusiasmo sopra la media, si traducono in significativi salti di qualità.

Per quanto riguarda Kudermetova, ci sono almeno due aspetti della sua carriera che, a mio avviso, la rendono particolarmente interessante: le difficoltà affrontate per finanziare la propria formazione nel periodo da teenager, e il confronto con le coetanee nate nel 1997, visto che che per il tennis femminile quella del 1997 è considerata una annata speciale. Veronika infatti è nata nello stesso anno di giocatrici di successo e precocissime come Bencic, Ostapeniko, Osaka, oltre che Konjuh (purtroppo fermata dagli infortuni) e Kasatkina, sua “gemella” russa con la quale ha condiviso i primi anni di carriera da junior. Cominciamo proprio da quegli anni.

a pagina 2: I primi anni di Veronika Kudermetova

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Flash

WTA Ranking: best ranking per Sabalenka, è numero 7. La classifica si ‘scongela’

Inarrestabile Aryna Sabalenka: vince il terzo torneo di fila e sale fino al n.7. Best ranking anche per Veronika Kudermetova. Se niente cambia, l’Australian Open 2021 sostituirà i punti del 2020

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Ritorniamo al consueto appuntamento con la classifica femminile. Dopo la vittoria ad Abu Dhabi, che segue i due trionfi di Ostrava e di Linz a fine 2020, Aryna Sabalenka si issa fino alla posizione n.7. Un risultato di tutto rispetto per la quasi ventitreenne bielorussa, che rappresenta anche la sua miglior posizione di sempre raggiunta.

Potrà migliorare ulteriormente? Le possibilità ci sono. Sembra infatti che la WTA non seguirà il criterio del “Best of 2020/2021” fino al prossimo marzo, ovvero lasciare alle giocatrici la possibilità di conservare il miglior risultato delle ultime due edizioni dei tornei disputati, come intende invece fare l’ATP fino alla metà di marzo.

Sul sito ufficiale della WTA, nella sezione dedicata al ranking, si può infatti leggere “Tour-level points added in 2020 will drop after the event is scheduled to be played again in 2021 or after 52 weeks, whichever is earlier”. Questo dovrebbe stare a significare (a meno di comunicazioni dell’ultimo momento) che già dai prossimi tornei (Autralian Open in primis) i punti dei tornei disputati sia nel 2020 che nel 2021 – fa dunque eccezione Abu Dhabi, che è un torneo nuovo – saranno sostituiti con i nuovi o semplicemente scadranno, e non è prevista alcuna “rete di salvataggio” per chi, per ragioni che tutti conosciamo, non potesse (o dovesse rinunciare a) partecipare a un torneo.

 

LA CLASSIFICA

Ritocca il best ranking anche Veronika Kudermetova, che guadagna dieci posizioni dopo la finale a Abu Dhabi persa proprio contro Sabalenka. La giovane russa sale fino al n.36. Il precedente best ranking era il n.38. L’ultimo movimento degno di nota in top 100 e quello di Marta Kostyuk che risale di 21 posizioni fino al n.78 dopo la semifinale negli Emirati.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
1 0 Ashleigh Barty 17 8717
2 0 Simona Halep 17 7255
3 0 Naomi Osaka 16 5780
4 0 Sofia Kenin 26 5760
5 0 Elina Svitolina 27 5260
6 0 Karolína Plíšková 22 5205
7 3 Aryna Sabalenka 28 4580
8 -1 Bianca Andreescu 10 4555
9 -1 Petra Kvitová 16 4516
10 -1 Kiki Bertens 26 4505
11 0 Serena Williams 13 4080
12 0 Belinda Bencic 25 4010
13 0 Victoria Azarenka 18 3426
14 0 Johanna Konta 18 3152
15 0 Garbiñe Muguruza 18 3070
16 0 Madison Keys 16 2962
17 0 Iga Świątek 16 2960
18 0 Petra Martić 24 2850
19 0 Elena Rybakina 30 2718
20 0 Elise Mertens 30 2650
21 0 Markéta Vondroušová 18 2538
22 0 Maria Sakkari 28 2490
23 0 Anett Kontaveit 22 2330
24 0 Jennifer Brady 26 2320
25 0 Angelique Kerber 21 2271
26 0 Alison Riske 23 2256
27 0 Karolína Muchová 19 2065
28 0 Yulia Putintseva 27 2015
29 0 Dayana Yastremska 27 1925
30 1 Ons Jabeur 24 1908
31 -1 Amanda Anisimova 21 1905
32 0 Donna Vekić 27 1880
33 0 Ekaterina Alexandrova 31 1775
34 0 Qiang Wang 24 1735
35 0 Shuai Zhang 27 1693
36 10 Veronika Kudermetova 32 1680
37 -1 Svetlana Kuznetsova 18 1631
38 -1 Barbora Strýcová 22 1630
39 -1 Anastasia Pavlyuchenkova 24 1630
40 -1 Sloane Stephens 22 1573
41 -1 Magda Linette 30 1573
42 -1 Saisai Zheng 24 1510
43 -1 Fiona Ferro 26 1497
44 -1 Caroline Garcia 28 1495
45 -1 Jeļena Ostapenko 26 1485
46 -1 Danielle Collins 20 1475
47 0 Nadia Podoroska 31 1407
48 0 Cori Gauff 16 1394
49 0 Polona Hercog 27 1335
50 0 Kristina Mladenovic 30 1335

CASA ITALIA

Per quanto riguarda i nostri colori, non cambia di molto la classifica delle prime atlete nel ranking mondiale. Continuiamo ad avere tre presenze in top 100 ma in posizioni basse, bassissime. Camila Giorgi resta al n.76, Trevisan e Paolini perdono una posizione e si ritrovano in 86° e 97° piazza. Guardando più giù, sono degni di nota i balzi di Stefanini (+38, n.356) Bianca Turati (+41, n.277), che ad Abu Dhabi ha vinto il suo primo match nel circuito maggiore.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
76 0 Camila Giorgi 25 958
86 -1 Martina Trevisan 28 879
97 -1 Jasmine Paolini 33 785
131 0 Sara Errani 31 584
132 0 Elisabetta Cocciaretto 23 583
167 0 Giulia Gatto-Monticone 27 432
189 0 Martina Di Giuseppe 30 354
277 41 Bianca Turati 16 234
292 2 Jessica Pieri 29 217
297 8 Martina Caregaro 20 207
311 -1 Stefania Rubini 24 186
320 0 Federica Di Sarra 20 176
341 0 Lucia Bronzetti 27 156
356 38 Lucrezia Stefanini 26 142
369 -1 Cristiana Ferrando 23 136
417 0 Deborah Chiesa 20 112
441 -1 Camilla Scala 14 100
443 -1 Camilla Rosatello 18 99
472 -1 Gaia Sanesi 16 91
478 -1 Angelica Moratelli 23 89

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Australian Open

Australian Open: le richieste di Djokovic a Craig Tiley in favore dei giocatori in quarantena

Il N.1 al mondo avrebbe scritto al CEO di Tennis Australia per perorare la causa dei colleghi costretti a stare chiusi in camera

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

72 tennisti giunti a Melbourne con voli su cui viaggiavano passeggeri trovati positivi al Covid devono osservare la quarantena per due settimane, senza la possibilità di allenarsi o di interagire con il loro team o con il coach. Ciò ha causato non poco malcontento da parte degli atleti, senza contare le difficoltà che fin da ora devono affrontare la federazione australiana e il comitato organizzativo del torneo.

Per poter permettere loro di svolgere almeno una parte degli allenamenti e della preparazione, Novak Djokovic (che invece si trova ad Adelaide insieme a Nadal, Thiem e Serena Williams, fra gli altri) avrebbe inoltrato alcune richieste a Craig Tiley, CEO di Tennis Australia. I Top 3 stanno trascorrendo la loro quarantena ad Adelaide, come detto, ma beneficiano comunque di qualche libertà in più rispetto ai colleghi in isolamento a Melbourne. Ecco le richieste de n. 1 del mondo:

  • La possibilità di avere a disposizione materiale per il fitness e l’allenamento nelle stanze d’albergo;
  • Un’alimentazione accettabile, del livello del torneo;
  • Ridurre i giorni di isolamento per i 47 tennisti coinvolti (ora sono diventati 72) con la possibilità di un maggior numero di test anti-covid e dopo che tutti siano risultati negativi;
  • Il permesso di poter incontrare con il proprio coach o preparatore atletico dal momento che tutti si sono sottoposti al test PCR.
  • Qualora tale proposta venisse accettata, Djokovic richiede la possibilità che l’atleta e il proprio coach possano soggiornare nello stesso piano dell’hotel.
  • Novak propone inoltre che venga messo a disposizione degli atleti il maggior numero possibile di case private con un campo da tennis.
Si ringrazia Fernando Murciego, di Puntodebreak, per la notizia

In precedenza, Tiley era intervenuto sul canale 9news Melbourne per delucidare la situazione:

Sapevamo che ci sarebbe stato un rischio significativo. Tutti prima di arrivare in Australia dovevano mostrare un test negativo, 72 ore prima della partenza. Arrivati in Australia, una volta in isolamento, avrebbero dovuto sottoporsi a un altro test. Sapevamo che esisteva un rischio di contagio in questa finestra temporale; due persone sono risultate positive e il Chief Health Officer ha deciso che tutti i passeggeri del volo fossero da ritenersi contatti stretti. La decisione spetta al dipartimento di sanità e non sai mai quale sarà prima che il fatto avvenga. Avevamo 17 voli provenienti da 7 città differenti e ci siamo assicurati che i voli non superassero la capienza del 25% in modo da proteggere il più possibile la sicurezza dei passeggeri“.

Tiley ha spiegato che farà il possibile per consentire condizioni eque anche per chi non può allenarsi al di fuori della stanza (con equipaggiamenti in camera). Ha confermato inoltre che non c’è nessuna possibilità che il torneo venga rinviato. Già l’averlo programmato l’8 febbraio rispondeva all’esigenza di consentire a eventuali positivi di avere il tempo per negativizzarsi. Un ulteriore dimostrazione di intransigenza è arrivata dal governo australiano, che ha respinto tutte le richieste avanzate dai giocatori per il tramite di Djokovic.

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