L’ATP avrebbe deciso che oltre i 37.8 di temperatura corporea scatterà l’isolamento

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L’ATP avrebbe deciso che oltre i 37.8 di temperatura corporea scatterà l’isolamento

Marca riporta che i giocatori saranno testati al loro arrivo e con cadenza di quattro giorni

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Iniziano a trapelare le prime informazioni sull’atteggiamento degli organi governativi del tennis nei confronti di eventuali casi sospetti di coronavirus. Stando a quanto scrive Marca, il limite è stato posto a 37.8 di febbre per ogni individuo coinvolto in un torneo, dai giocatori agli allenatori, dagli arbitri ad altri membri del personale in situ.

Oltre quella temperatura scatterà automaticamente l’isolamento. I giocatori sarebbero già stati informati dei vari protocolli in seguito all’annuncio della ripresa dei tour di questo mercoledì (a Palermo per la WTA, a Washington per l’ATP).

I giocatori verranno testati prima dell’inizio del torneo (oltre alla misurazione della temperatura, verranno eseguiti anche dei tamponi) e ogni quattro giorni dal momento del primo test – l’ATP ha caldamente consigliato di eseguire il test anche prima di partire. Se qualcuno dovesse risultare positivo, però, verrebbe testato tutti i giorni, mentre tutte le persone entrate in contatto con lui (o con lei, presumendo che la WTA adotti misure simili) verrebbero testate ogni 48 ore e la loro temperatura verrebbe misurata quotidianamente.

 

Per evitare assembramenti non verranno serviti i pasti nel ristorante riservato ai giocatori. Gli stessi atleti potranno essere accompagnati in campo da un massimo di due persone, e l’accesso al terreno di gioco sarà permesso solo al personale essenziale per lo svolgimento del torneo, ai dipendenti ATP, e al personale anti-doping e anti-corruzione.    

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Roland Garros: cinque giocatori esclusi dalle qualificazioni a causa dei test COVID-19

Confermata la positività di due giocatori e un coach a Parigi. Si temono fino a 15 casi positivi nel tabellone femminile

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Il campo Simonne Mathieu - Roland Garros

Ancor prima dell’inizio dei tabelloni di qualificazione, il Roland Garros, ultimo Slam stagionale in programma in questa mutilata stagione 2020, è già alle prese con i problemi causati dalla pandemia di COVID-19. Nel pomeriggio di domenica il quotidiano spagnolo Marca aveva reso noto che almeno quattro giocatori erano risultati positivi ai test d’ingresso nel torneo.

L’uzbeko Denis Istomin, lo statunitense Ernesto Escobedo, il serbo Pedja Kristin e lo spagnolo Bernabé Zapata erano infatti stati cancellati dal tabellone di qualificazione senza apparente spiegazione da parte dell’organizzazione, e il quotidiano iberico ipotizzava che anche nel tabellone ci sarebbero stati casi di positività che avrebbero coinvolto fino a 15 giocatrici. Nelle ore successive è poi stato tolto dal tabellone anche il bosniaco Damir Dzumhur, il quale ha poi chiarito lui stesso di essere stato escluso a causa della positività del suo allenatore Petar Popovic, che però in un’intervista a l’Equipe si dice assolutamente certo di non poter essere positivo in quanto già contagiato dal Coronavirus lo scorso luglio.

Ho superato 20, 25 test tra gli USA, l’Italia e anche qui a Parigi, dove siamo arrivati sei giorni fa. Tuttavia siccome ho già contratto il virus due mesi e mezzo fa, può darsi che ci siano degli anticorpi che possano ancora far risultare il mio testo positivo” ha affermato Popovic al quotidiano transalpino.

 

Infatti il Dott Montalvan, medico della FFT responsabile di tutti i controlli sanitari, ha rivelato all’allenatore serbo-francese che i suoi risultati erano al limite della positività, e che quindi hanno dovuto impiegare diverse ore prima di poter rivelare il risultato. La decisione tuttavia è stata presa senza eseguire un secondo test.Se la stessa cosa che è capitata a me fosse capitata a Rafa, gli avrebbero fatto un secondo o anche un terzo test per verificare” ha commentato Popovic.

L’ufficio stampa del torneo ha rilasciato un comunicato ufficiale nella serata di domenica nel quale si conferma che due giocatori iscritti alle qualificazioni sono risultati positivi al test per il COVID-19 e tre altri sono stati esclusi dalla competizione per aver avuto stretti contatti con un allenatore che è risultato positivo. “In ottemperanza ai protocolli sanitari del torneo, i cinque giocatori non parteciperanno alle qualificazioni che iniziano domani [lunedì n.d.r.] e dovranno rimanere in isolamento per sette giorni”.

A partire dal 17 settembre sono stati amministrati più di 900 test” ha concluso il comunicato, lasciando intendere che solamente tre persone sono quindi risultate positive, mentre il 99,7% dei test effettuati hanno dato risultato negativo.

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WTA Strasburgo: Pliskova si cancella, presenti Svitolina e Bertens. Subito fuori Anisimova

Bertens ottiene il bye al posto della ceca ancora in campo a Roma. Nel seeding anche Sabalenka, Stephens e Rybakina

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È stato sorteggiato il tabellone del torneo WTA International di Strasburgo, ultimo appuntamento prima del Roland Garros. Non ci sarà la testa di serie numero uno Karolina Pliskova, che essendo ancora in lizza per il titolo di Roma ha deciso di cancellarsi dal torneo. Il suo slot di tabellone è stato occupato da Kiki Bertens, testa di serie numero tre, che beneficerà dunque di un bye al primo turno. A sua volta il posto dell’olandese è andato alla lucky loser Julia Georges. L’unico altro bye spetta a Elina Svitolina, seconda favorita della vigilia. Presenti ai nastri di partenza anche Aryna Sabalenka, Sloane Stephens e Elena Rybakina.

Il tabellone completo

(clicca per ingrandire)

I RISULTATI DEL 20 SETTEMBRE

[WC] C. Burel b. K. Bondarenko 3-6 6-1 6-4
J. Teichmann b. [6] A. Anisimova 6-2 6-3
A. Pavlyuchenkova b. A. Van Uytvanck 6-3 7-5

Il tabellone aggiornato

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Challenger Forlì: Tiafoe, Musetti e Caruso nel tabellone principale

Il Challenger romagnolo mette in piedi un tabellone di grande livello alla vigilia del Roland Garros. Nelle qualificazioni ancora vivi Zeppieri, Bega e Brancaccio

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Lorenzo Musetti - Internazionali di Roma 2020 (foto torneo)

Da Forlì, Massimo Gaiba

Il ragazzo si sforza di portare con disinvoltura i suoi 18 anni, finisce di allacciarsi le scarpe, saltella nervosamente sul posto e infine si decide. Raccoglie la sacca con le racchette e si avvia: lo aspetta il suo primo campo centrale. Sarà anche il Circolo Tennis Carpena in quel di Forlì ma per lui è come il Roland Garros. Potrebbe essere un passo decisivo per coronare il suo grande sogno: tennista professionista!

Ma un’ombra d’inquietudine nello sguardo ci dice che sa benissimo che potrebbe anche essere tutto il contrario. Potrebbe pure arrivare una prima e cocente delusione. Del resto quel vecchio marpione che lo sta aspettando sul centrale, lui al Roland Garros c’è stato per davvero.

 

Questo è il mondo dei Challenger, vera cinghia di trasmissione tra il semiprofessionismo del circuito ITF e il grande palcoscenico ATP. Un mondo popolato da giovani rampanti che cercano di dare seguito alle tante belle speranze che hanno suscitato fin da quando il primo maestro disse ai genitori: “il ragazzino ha talento”.

Ci sono anche tanti over 30 che, dopo una buona carriera ad alti livelli, non si rassegnano al passare del tempo e alle ginocchia che scricchiolano. Infine i tanti, la maggior parte, che, non più giovanissimi, ci stanno ancora provando. Mica sarà così difficile entrare nei primi 100? Se no penseranno al piano B: coach, procuratore o chissà che altro. Intanto girano il mondo e cercano ogni giorno di migliorare il proprio gioco.

Detto questo bisogna però intendersi: nei Challenger l’organizzazione è molto professionale, l’ATP Tour sovrintende con rigore, il livello di gioco è alto e nessuno regala niente, inseguendo il proprio sogno. E nella gerarchia dei sogni, il primo gradino è rappresentato dalle qualificazioni, un minitorneo crudele e spietato dove, a questi livelli, se perdi te ne torni a casa senza soldi e senza punti.

Al Challenger di Forlì le qualificazioni presentavano un tabellone a 16 con diversi italiani: gli esperti Brancaccio, Ornago, Bega e i giovani Zeppieri, Vianello, Forti e Passaro.

Sono sopravvissuti al primo turno Giulio Zeppieri, il predestinato, (che ha avuto facilmente la meglio sul 19enne Passaro), Alessandro Bega e Raul Brancaccio che hanno eliminato rispettivamente il giovane ravennate Michele Vianello e il russo Dubrivny. Niente da fare per il milanese Ornago che contro lo svizzero naturalizzato americano Alexander Ritschard, dopo aver rimontato nel secondo set fino al vittorioso tie-break, non ha più offerto resistenza nel terzo e decisivo parziale. Eroica la difesa di Francesco Forti contro il solido brasiliano Thiago Monteiro (n.88 del mondo) in quella che è stata senza dubbio la migliore partita di giornata, nonostante il punteggio piuttosto secco: 6-3 6-3. Forti è riuscito a tenere il ritmo del brasiliano e a contrastarne la palla pesantissima con una grande mobilità ed interessanti variazioni, tra cui un uso intelligente della palla corta. Purtroppo sono state fondamentali sul 3-4 e servizio Forti tre palle consecutive che l’italiano ha giocato in modo sciagurato concedendo a Monteiro il break decisivo.

Domani gli ultimi incontri per completare il tabellone con Bega che se la vede, da sfavorito, con lo statunitense Chris Harrison. Raul Brancaccio tenterà l’impossibile contro Thiago Monteiro, e Giulio Zeppieri affronterà il tunisino Aziz Dougaz, un longilineo mancino che ti ruba gli occhi. Ricorda un po’ il primo Shapovalov e, come lui, regala fortunatamente anche tanti punti.

Mentre si svolgevano le qualificazioni sono arrivate notizie fantastiche per il torneo: il seeding si è arricchito all’ultimo momento delle presenze di Francis Tiafoe (n. 66) e dei nostri Lorenzo Musetti e Salvatore Caruso.

Se aggiungiamo i già confermati Pablo Andujar (n. 51) e Andreas Seppi bisogna riconoscere che il Challenger 100 di Forlì è riuscito ad allestire un tabellone veramente importante.


PICCOLE INTERVISTE QUOTIDIANE

Giulio Zeppieri

Parliamo di Musetti, invidioso? Potevi esserci tu a sfidare Wawrinka.

Effettivamente c’è mancato poco anche se non parlerei di invidia. Certo però che uno vuole sempre vincere anche se gioca contro il suo migliore amico.

Tu ti senti a livello?

Credo proprio di sì, a Roma ho fatto due ottime partite e sono arrivato meritatamente all’ultimo turno delle qualificazioni.

Sinner dice che forse Musetti ha anche dei colpi migliori dei suoi. Che ne pensi?

Siamo tre giocatori molto diversi e questa è una cosa molto buona. Lorenzo è quello che ha un gioco che più si differenzia. Gioca molto il back, si gira spesso sul diritto ed è di gran lunga quello più fantasioso.

Ho visto che non giochi mai la palla corta.

Lorenzo ne gioca diverse perché cerca di levarsi dalle situazioni difficili col tocco, tipo la smorzata, o col serve and volley. Io gioco in maniera diversa, la palla corta la uso ogni tanto ma non è il mio punto forte. E’ una cosa in cui devo migliorare.

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Michele Vianello

3 gennaio 2001 dunque ti possiamo ancora considerare tra i giovanissimi?

Spero di sì.

Cosa ne pensi di questo Rinascimento del tennis italiano, con alcuni tuoi coetanei che sono finiti in prima pagina?

Soprattutto Sinner, Musetti e Zeppieri hanno fatto un salto notevole a partire dallo scorso anno. Possiamo solo ammirarli, sono da prendere ad esempio.

Tu su chi scommetteresti tra Musetti, Sinner e Zeppieri?

Non me la sento di sbilanciarmi, davvero.

E tu invece? Hai già una classifica ATP?

No, non ancora. A queste qualificazioni sono arrivato attraverso un torneo di prequalifica in cui per il vincitore c’era in palio una wild card.

Dici che i magnifici tre si sono impegnati anima e corpo, tu invece?

Io ci ho provato ma ho avuto diversi problemi, infortuni, la scuola, qualche scelta sbagliata. Ma è evidente che loro si sono impegnati di più, hanno messo una concentrazione maggiore negli allenamenti e questo li ha premiati. Infatti io sono convinto che il lavoro paghi e dunque vuol dire che loro hanno lavorato meglio.

Oggi cosa ti è successo? Con Bega nel primo set vincevi 5-4 e servizio poi sei scomparso.

Sul 5-4 un po’ di tensione. Perso il set sono crollato mentalmente e fisicamente. Infatti ero reduce da una settimana molto dura e pensare di lottare per arrivare eventualmente ad un terzo set dove non avrei avuto energie mi ha scoraggiato.

Programmi?

Volevo provare a fare qualche torneo ITF ma è molto difficile entrare in tabellone perché ora ci sono meno tornei e le entry list sono diventate molto selettive.

Francesco Passaro

Hai perso 6-3  6-2 con Zeppieri ma nel gioco mi sei sembrato molto più vicino di quanto dica il punteggio.

Sì, nel primo set pur non giocando benissimo ho approfittato del fatto che anche lui era piuttosto falloso. E ho avuto alcune occasioni, ma niente da dire. Lui gioca bene.

Con Zeppieri c’è meno di un anno di differenza, quali altre differenze?

Lui ha fatto molte più partite di livello nei challenger mentre io ho giocato meno di lui.

Che programmi hai in questo strano anno?

Proverò a fare qualche 15.000 dollari ma con la mia classifica è difficile entrare in tabellone.

E questi tuoi coetanei che ottengono grandi risultati?

Direi che sono di sprone per tutti noi, chissà forse un giorno, accumulando partite su partite, anch’io riuscirò a fare come loro.

Francesco Forti

Sicuramente la miglior partita della giornata contro il brasiliano Thiago Monteiro. Hai qualcosa da rimproverarti?

Sicuramente nel momento decisivo del primo set mi è mancata un po’ di lucidità. Questo mi ha portato a commettere tre gratuiti consecutivi.

Però ti sei difeso egregiamente.

Devo dire infatti che sono molto contento della mia partita perché lui è un avversario con la palla molto pesante. Sono comunque contento, ho giocato bene anche a Roma. Sto lavorando ottimamente.

Programmi?

Dovrei andare a fare due 25.000 in Portogallo

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