Entry list femminile dello US Open 2020: Barty è l'unica top 25 assente

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Entry list femminile dello US Open 2020: Barty è l’unica top 25 assente

La numero uno del mondo sarà una delle cinque top 50 assenti. Due italiani iscritte, Giorgi e Paolini

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Bianca Andreescu - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Insieme alla pubblicazione delle liste maschili, dalle quali abbiamo appreso la notizia dell’assenza di Nadal, lo US Open ha pubblicato anche la entry list del torneo femminile.Il taglio è fissato alla 127° tennista e le giocatrici incluse per accettazione diretta sono 120, il che vuol dire che l’organizzazione elargirà otto wild card per completare il tabellone.

La risposta delle giocatrici è piuttosto significativa, poiché c’è una sola assenza tra le prime venticinque del mondo, ma si tratta di un’assenza pesantissima: come già annunciato, non ci sarà infatti la numero uno del mondo Ashleigh Barty. Risulta invece tra le iscritte, per il momento, Simona Halep, che aveva inizialmente detto no allo Slam statunitense salvo poi riconsiderare la questione. Dentro la campionessa in carica Bianca Andreescu.

C’è qualche altra defezione tra le top 50: mancheranno le cinesi Wang e Zheng oltre a Pavlyuchenkova e Goerges.

 

Iscritte le italiane Giorgi e Paolini, entrambe impegnate a Palermo al momento, mentre la prima giocatrice esclusa – Gatto-Monticone – è troppo lontana dal taglio per sperare che qualche defezione possa favorirne l’ingresso in tabellone. Ricordiamo, infatti, che quest’anno non si giocherà il torneo di qualificazione.

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Editoriali del Direttore

Roland Garros, avvio con il botto: Wawrinka-Murray, ma anche Thiem-Cilic e Sinner-Goffin

Per Thiem, nella metà di Nadal, un percorso di guerra. Rispetto a Rafa, dopo l’inizio in discesa, sta meglio Djokovic

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Dominic Thiem - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tengo a precisare, a scanso di equivoci, di avere scritto questo articolo di commento al tabellone entro l’ora successiva al sorteggio. Si è deciso di ritardarne la pubblicazione per la mattina presto di venerdì per dare modo ai lettori di commentarlo senza che Ubitennis con il mio editoriale avesse già dato una sua impronta. Ora potrete verificare se alcuni dei commenti postati dai lettori coincidano più o meno, o addirittura per niente con quanto potete leggere in questo articolo. E sono curioso anch’io di vedere se il mio pensiero sarà stato condiviso o meno. Buona lettura (spero…).

Un sorteggio con il botto: Wawrinka-Murray al primo turno! Un ex campione del Roland Garros contro un ex finalista, lo svizzero ex n.3 contro lo scozzese ex n.1! Ma anche Thiem-Cilic, due che sono o sono stati n.3 del mondo, fra il finalista degli ultimi due anni e il croato quartofinalista nel 2017 e 2018, non è davvero da buttar via, anche se Cilic, 32 anni questo 28 settembre, non è più quello che ha vinto un US Open sei anni fa (2014).

E l’altro aspetto più significativo è che Thiem e Nadal, finalisti degli ultimi due anni si trovano nella stessa metà tabellone. Non solo: per Thiem al di là dell’ostacolo forse non così duro in Cilic, c’è un probabile Ruud al terzo turno e in ottavi teoricamente Wawrinka (più che Murray, ma non si sa mai: il Wawrinka visto con Musetti non è apparso irresistibile) per trovare poi magari Schwartzman più che Monfils. Insomma un vero percorso minato per l’austriaco, per arrivare a Nadal! Non mi pare si possa dire che abbia avuto fortuna.

E anche Nadal, che non si può davvero lamentare del suo tabellone fino ai quarti, poi però non sarà contento neppure lui di avere Thiem dalla sua parte, mentre non credo che tema un’eventuale quarto contro Zverev- Corre meno rischi di lui Djokovic, perché, a parte quel Bautista Agut che lui un po’ soffre (ma più sul cemento che sulla terra rossa, direi) e potrebbe trovare nei quarti se lo spagnolo esce dalla zona presidiata da Berrettini che rischierà a sua volta con Carreno Busta, secondo me difficilmente può perdere da Khachanov o Garin, e nemmeno dal n.4 Medvedev, dal n.13 Rublev, dal 9 Shapovalov

Semmai è Tsitsipas in buona giornata quello che gli può dare più noia, perché gli altri tre succitati sulla terra rossa sono troppo incostanti per metterlo in difficoltà sulla distanza dei tre su cinque. Vedrei il miglior Shapovalov capace di stappargli un set o forse due, ma non tre, almeno oggi. Tsitsipas farà bene però a stare attento a Krajinovic, così come Shapovalov non ha il match in tasca con Dimitrov al terzo turno. Da Medvedev-Fucsovics potrebbe scappar fuori la prima sorpresa, nel senso di un top-5 estromesso dal torneo anzitempo.

Per quanto riguarda gli italiani, beh è un peccato che Fognini non sia (probabilmente) nelle migliori condizioni, perché un tabellone migliore di questo non poteva capitargli. Kukushkin, poi un qualificato, poi un quartetto da cui potrebbe uscire Isner che sulla terra rossa a 34 anni non è troppo temibile, insomma arrivare a Nadal negli ottavi sarebbe un traguardo raggiungibilissimo. Di Berrettini ho accennato: al terzo turno dovrebbe rrivare senza problemi, poi troverebbe o Carreno Busta o Bautista Agut in ottavi e lì probabile disco rosso con Djokovic, contro il quale Matteo sarebbe più temibile sul cemento nonostante che anche Djokovic sui campi duri abbia dimostrato di essere un n.1.

Un primo turno durissimo, e uno dei match di cartello anche per chi non è italiano né belga, è Goffin-Sinner. Entrambi non possono dirsi fortunati. Goffin è certamente favorito, ma c’è partita. Anche in questo caso forse il “nostro” aveva più chances di fargli male sul “veloce” dove il suo dritto soffre meno. I due si conoscono benissimo, si sono allenati tante volte insieme sia a Montecarlo sia al Centro Piatti di Bordighera. Curiosamente più volte su campi in cemento che sulla terra rossa. L’amico giornalista Yves Simon mi ha detto che Goffin gli ha raccontato: “In allenamento con Jannik credo di non aver vinto quasi mai!”.

 

Chi viene fuori da quel duello può far parecchia strada. La testa di serie che presidia la zona è Paire… e più in là a livello di ottavi Zverev che sui campi rossi, anche se ha vinto Roma, non mi convince del tutto. Il tedesco però ha un buon tabellone, fino a Goffin (o Sinner?) non vedo proprio da chi possa perdere. Però Sascha non è ancora un tennista solidissimo, di nervi e prestazioni.

Dagli altri azzurri, più che al massimo un secondo o un terzo turno, non credo ci si possa attendere, perché al primo o al secondo si imbattono in teste di serie, anche se non fortissime. Per ora mi fermo qui. Un commento al tabellone femminile lo farò in un secondo momento, ma se dovessi scommettere su una finale dopo aver visto il tabellone punterei su Halep-Muguruza.

OTTAVI TEORICI

[1] N. Djokovic vs [15] K. Khachanov
[10] R. Bautista Agut vs [7] M. Berrettini
[4] D. Medvedev vs [13] A. Rublev
[9] D. Shapovalov vs [5] S. Tsitsipas

[8] G. Monfils vs [12] D. Schwartzman
[16] S. Wawrinka vs [3] Thiem
[6] A. Zverev vs [11] D. Goffin
[14] F. Fognini vs [2] R. Nadal

PRIMO TURNO PER GLI ITALIANI

[7] M. Berrettini vs V. Pospisil
[14] F. Fognini vs M. Kukushkin
L. Sonego vs qualificato
J. Sinner vs [11] D. Goffin
G. Mager vs [22] D. Lajovic
S. Travaglia vs P. Andujar
A. Seppi vs qualificato
S. Caruso vs G. Pella

Il tabellone maschile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

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WTA Ranking: Halep può chiudere il 2020 al n.1

La rumena ha solo una possibilità per terminare in vetta la stagione per la terza volta in carriera: vincere il suo terzo slam a Parigi. Giorgi cede 5 posizioni

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Quattordici match vinti consecutivamente da Simona Halep, tre tornei di fila conquistati nel 2020, di cui due al rientro dal lockdown. E benché affermi, come da copione, di andare a Parigi senza alcuna pressione, è indubbio che al Roland Garros Simona si giochi le sorti di questa disgraziata stagione. Vincendo a Parigi tornerebbe n.1 del mondo e chiuderebbe l’anno in vetta per la terza volta in carriera. E incamererebbe il terzo slam, continuando un trend che la vedrebbe vincitrice di almeno un major dal 2018 in poi. Al contrario, chiuderebbe in Francia una buona stagione “di transizione” verso un 2021 in cui, si spera, questa nuova normalità consenta al Tour di avere una continuità che finora è mancata.

Il primo trionfo a Roma consolida la seconda posizione in classifica della rumena. Il forfait di Osaka al Roland Garros mette al riparo Simona dall’eventualità di cedere una posizione alla giapponese. Le altre dirette inseguitrici non hanno alcuna possibilità di scalzarla dal n.2: Pliskova, le cui condizioni dopo la drammatica finale a Roma sono tutte da verificare, non riuscirebbe a sopravanzare Halep nemmeno se vincesse lo slam rosso e se Simona uscisse al primo turno. Purtroppo (o per fortuna) il nuovo sistema di calcolo del ranking, messo a punto per minimizzare lo stravolgimento del calendario dovuto all’emergenza sanitaria, rende inevitabilmente la classifica molto statica.

Ed è per questo che non si vedono grossi movimenti, soprattutto nei piani alti della classifica. In top10, recupera un posto Svitolina (n.5) ai danni di Kenin (n.6), brutalizzata da Azarenza (stabile al n.14) al Foro. In top20, due posizioni in più per Muguruza (n.15), ottima semifinalista a Roma, che scavalca Keys (n.16) e Martic (n.17). Scorrendo la classifica delle prime 100, i movimenti più significativi sono quelli di Putintseva (+3, n.27), Kuznetsova (+5, n.33), Blinkova (+6, n.59), Sorribes Tormo (+8, n.70), vincitrice a Cagnes-sur-Mer, Kovinic (+13, n.73) e Bolsova (+10, n.97). Scende di 5 posti Venus Williams (n.75).

 
Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
1 0 Ashleigh Barty 17 8717
2 0 Simona Halep 17 7255
3 0 Naomi Osaka 16 5780
4 0 Karolína Pliskova 20 5205
5 1 Elina Svitolina 24 4740
6 -1 Sofia Kenin 25 4700
7 0 Bianca Andreescu 10 4555
8 0 Kiki Bertens 25 4335
9 0 Serena Williams 13 4080
10 0 Belinda Bencic 25 4010
11 0 Petra Kvitova 16 3736
12 0 Aryna Sabalenka 25 3615
13 0 Johanna Konta 18 3152
14 0 Victoria Azarenka 17 3122
15 2 Garbiñe Muguruza 17 3016
16 -1 Madison Keys 16 2962
17 -1 Petra Martic 23 2850
18 0 Elena Rybakina 27 2546
19 0 Marketa Vondrousova 17 2538
20 0 Elise Mertens 28 2490
21 0 Anett Kontaveit 20 2330
22 0 Angelique Kerber 21 2271
23 0 Alison Riske 23 2256
24 0 Maria Sakkari 26 2240
25 0 Jennifer Brady 24 2165
26 0 Karolína Muchova 17 1982
27 3 Yulia Putintseva 26 1955
28 1 Dayana Yastremska 25 1925
29 -2 Amanda Anisimova 19 1905
30 -2 Donna Vekic 25 1880
31 0 Ekaterina Alexandrova 28 1775
32 0 Qiang Wang 23 1706
33 5 Svetlana Kuznetsova 18 1631
34 -1 Sloane Stephens 21 1573
35 -1 Ons Jabeur 22 1573
36 -1 Magda Linette 29 1573
37 0 Barbora Strycova 21 1570
38 -2 Anastasia Pavlyuchenkova 22 1570
39 0 Saisai Zheng 24 1510
40 0 Shuai Zhang 26 1475
41 0 Julia Görges 21 1423
42 0 Veronika Kudermetova 29 1388
43 0 Jeļena Ostapenko 24 1360
44 0 Kristina Mladenovic 28 1335
45 0 Caroline Garcia 28 1325
46 1 Marie Bouzkova 23 1314
47 3 Polona Hercog 24 1310
48 -2 Anastasija Sevastova 23 1288
49 -1 Fiona Ferro 26 1267
50 -1 Rebecca Peterson 24 1255

CASA ITALIA

Settimana dove prevale il segno negativo nel ranking delle italiane. Camila Giorgi perde 5 posizioni e scende al n.74. Perdono terreno anche Cocciaretto, Errani, Gatto-Monticone, Trevisan, Di Giuseppe e Pieri. Fanno eccezione Jasmine Paoline (+5, n.94) e soprattutto Di Sarra che guadagna ben 80 posizioni (n.332) dopo la vittoria all’ITF di Tarvisio.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
74 -5 Camila Giorgi 930 24
94 5 Jasmine Paolini 755 30
130 -2 Elisabetta Cocciaretto 549 21
150 -1 Sara Errani 446 27
156 -1 Giulia Gatto-Monticone 432 27
159 -1 Martina Trevisan 429 27
195 -2 Martina Di Giuseppe  339 30
290 -3 Jessica Pieri 209 28
300 0 Martina Caregaro 195 19
314 1 Stefania Rubini 180 21
321 2 Bianca Turati 172 13
332 80 Federica Di Sarra 158 17
336 -1 Lucia Bronzetti 155 23
356 -3 Cristiana Ferrando 136 23
386 7 Lucrezia Stefanini 122 25
409 -5 Deborah Chiesa 112 20
433 -2 Camilla Scala 100 14
435 -1 Camilla Rosatello 99 18
459 0 Gaia Sanesi 91 16
466 -1 Angelica Moratelli 89 21

NEXT GEN RANKING

Non c’è nessun nuovo ingresso nella top10 delle giovani under20. Si scambiano tra loro le posizioni Yastremska (n.2) e Anisimova (n.3), Gauff (n.51) e Swiatek (n.53), Gracheva (n.89) e Potapova (n.92). (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 7
2 1 Dayana Yastremska 2000 28
3 -1 Amanda Anisimova 2001 29
4 1 Cori Gauff 2004 51
5 -1 Iga Swiatek 2001 53
6 1 Varvara Gracheva 2000 89
7 -1 Anastasia Potapova 2001 92
8 0 Leylah Fernandez 2002 100
9 0 Kaja Juvan 2000 103
10 0 Ann Li 2000 110

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Area test

Toalson S-Mach Pro, la scelta ibrida per potenza e controllo

Recensione e test della Toalson S-Mach pro in versione 310 e 295 grammi, un ibrido che soddisferà l’agonista alla ricerca di una valida alleata in campo

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Una racchetta da prendere in considerazione per l’agonista in cerca di un attrezzo di livello è sicuramente la Toalson S-Mach Pro 97. Questo marchio potrebbe sembrare non troppo famoso ma in realtà non è così: si tratta di un’azienda giapponese con oltre 60 anni di storia che produce telai e corde in Giappone, già questo dovrebbe dire parecchie cose in termini di qualità dei suoi prodotti. Toalson inoltre mette direttamente a disposizione, tramite il proprio sito, anche telai con piatto corde molto piccolo per allenamenti specifici, macchine incordatrici e altro.

La S-Mach Pro 310 grammi

A livello di racchette Toalson propone principalmente due linee di prodotto: la S-Mach Pro e la S-Mach Tour. Entrambe le serie hanno modelli in diverse opzioni di peso. La S-Mach Pro è l’oggetto di questo test, proposta in versione 310 grammi con bilanciamento a 31 centimetri e mezzo e in versione 295 grammi, con bilanciamento a 33 centimetri. Entrambe hanno un piatto corde ampio 97 pollici, il che specifica da subito che si tratta di racchette che si rivolgono a giocatori esigenti che cercano telai altrettanto performanti. Il profilo di questo telaio è variabile dai 23 millimetri del manico ai 21 degli steli passando per i 24 del cuore. Differenze cromatiche per i due pesi: il nero opaco domina il telaio, con l’aggiunta di piccole serigrafie e della scritta Toalson e S-Mach in blu elettrico per la versione 310 grammi e in verde per la versione 295 grammi. Il risultato finale, votato al minimalismo, è molto elegante, un fattore questo spesso apprezzato.

A livello di tecnologie impiegate su questa racchetta, costruita con un materiale proprietario dal nome Premium Carbon 30T, spicca il Flex Torque System, un sistema che ha nella struttura esagonale in zona cuore della racchetta la soluzione per prevenire perdita di potenza anche in occasione di colpi non centrati oltre alla riduzione di vibrazioni.

 

Caratteristiche tecniche

S-Mach Pro 310 grammi

Piatto corde 97 pollici quadrati
Peso 310 grammi
Schema corde 16×19
Bilanciamento 31,5 centimetri
Rigidità 68 RA
Profilo 23-21-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

S-Mach Pro 295 grammi

Piatto corde 97 pollici quadrati
Peso 295 grammi
Schema corde 16×19
Bilanciamento 33 centimetri
Rigidità 68 RA
Profilo 23-21-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

La S-Mach pro 295 grammi

In campo

Iniziamo con la 310 grammi: la rigidità dinamica è elevata, di fatto la sensazione di avere una racchetta tosta e reattiva si percepisce subito non appena si colpisce la palla con vigore. Il livello di flessione della racchetta è abbastanza basso in termini di localizzazione, e cioè in zona steli, ne consegue un impatto molto solido nello sweet pot. Lo schema di incordatura è un 16 x19 molto classico a livello di spaziature, una soluzione affidabile e senza fronzoli.

La versione pesante della Mach-S Pro è compatta negli impatti, che risultano pieni e molto solidi proprio grazie alla rigidità del telaio. Il livello di potenza “gratuita” è buono, per avere risultati maggiori bisogna lavorare di braccio, a questa potenza però si abbina in controllo di palla e la relativa precisione. Il taglio in back spin esce molto rapido e profondo. A livello di spin possiamo dire che il telaio non è progettato per essere una spin-machine, le rotazioni ci sono, funzionano bene su colpi con leggero effetto ma non è un telaio per gli amanti dello spin estremo.

Questo si ripercuote anche a livello di servizio: i migliori risultati si hanno quando si colpisce di piatto o in slice. Con leggero taglio insomma, questo telaio asseconda molto bene il gesto producendo ottimi risultati. Pur essendo una 97 pollici, con i limiti che ne conseguono a livello di impostazione di gioco, risulta più “gestibile” rispetto alle competitor, decisamente più esigenti.

La versione 295 grammi è invece diversa nell’impatto, che non risulta più pieno e compatto come con la 310 grammi. La mancanza di peso è ovviamente la causa di tutto ciò ma questo si traduce in una maggiore maneggevolezza e in una reattività nettamente maggiore. La 295 grammi è veloce, graffiante, delle due è quella maggiormente indicata per chi cerca maggiore spin. Potrebbe essere un’ottima soluzione per chi è in cerca di un telaio che non arrivi a pesare intorno ai 330 grammi, un attrezzo più difficile da gestire rispetto alla versione leggera che conserva le caratteristiche della serie ma in versione più aggressiva dal punto di vista della gestione, la Toalson ideale per i giocatori di attacco, per chi ama andare a rete e beneficiare di un attrezzo dal peso giusto per coniugare precisione da fondo campo, rotazioni e gestione della palla nel gioco di volo.

Entrambe le racchette comunque forniscono una sensazione di ibrido, la potenza e la facilità di uscita di palla tipica delle racchette profile con le caratteristiche di solidità di impatti e controllo delle classiche.

S-Mach Pro 295 grammi

Conclusione

Le due racchette coprono due tipi di giocatori differenti proponendo soluzioni leggermente diverse ma conservando il core delle qualità del prodotto: è come se fosse la stessa racchetta customizzata a livello di peso. Chi ama colpire in maniera pulita con leggera rotazione e che ha una buona tecnica di base troverà nella versione 310 grammi una fida alleata capace di rispecchiare in campo i gesti tecnici prodotti.

Chi invece ama giocate più arrotate e un gioco più veloce a livello di braccio potrà orientarsi verso la versione 295 grammi, specie gli amanti del gioco di rete (doppisti?) potranno beneficiare degli impatti solidi con una maneggevolezza superiore.

Si tratta di racchette comunque indirizzate entrambe ai giocatori attivi, non cioè ai controattaccanti da fondo campo soprattutto per via della dimensione del telaio, 97 pollici.

Racchetta testata con corde String Project Keen 1.18 (tensione 23/22) e String Project Armour 1.24  (23/22)

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