Jennifer Brady 2020: la costanza al servizio dell'arma letale

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Jennifer Brady 2020: la costanza al servizio dell’arma letale

Il cambio di coach, la off-season in Germania, i duri allenamenti per aumentare la resistenza allo sforzo. E il primo titolo a Lexington entrando nel ‘club del 93%’

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Jennifer Brady - Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)

Ha vinto dominando il primo titolo della carriera in Kentucky e, ciò che è più importante, lasciando una sensazione ben precisa nell’ambiente: in ciò che resta della problematica stagione duemilaventi, per non parlare di quelle a venire, bisognerà fare conti sempre più complessi con lei. Jennifer Brady a venticinque anni sembra aver trovato la propria dimensione dopo lunga ricerca, e l’intervista rilasciata al Podcast WTA Insider ne definisce i contorni.

Sapevo di avere alcune armi buone, altre ottime, specie il servizio e il dritto sono sempre stati di alto livello, e allora mi sono posta una domanda, se volete banale, ma pur sempre una domanda: come mai da qualche anno galleggio ai margini delle prime sessanta?“. La risposta non era delle più semplici da accettare, nemmeno per una persona mite ed empatica come lei. “Mancava resistenza, lavoro, allenamento. La battuta e il primo colpo successivo erano soddisfacenti, ma vedete le mie colleghe là fuori? Sono in grado di correre per interi scambi, interi game, interi set. Possono ribattere per ore ed ore, mentre io mi sfiancavo molto più velocemente“.

La soluzione della spinosa faccenda non prevedeva miracoli, ma ore in palestra e magari una svolta nel team. Ingaggiati l’ex coach di Julia Goerges Michael Geserer e il preparatore atletico Daniel Pohl, Jennifer si è rimboccata le maniche e si è sottoposta a sessioni che eufemisticamente definiremo intense, staccando per giunta il cordone ombelicale al fine di esacerbare un’idea di allenamento che verrebbe da definire quasi ascetica. “Ho trascorso la off-season da Michael a Regensburg (Ratisbona, città extracircondariale della Baviera, NdR), ed è stata una scelta che ha fatto discutere perché molto raramente una giocatrice statunitense decide di impostare la preparazione in Europa. L’ho fatto per uscire dalla mia zona di comfort, in un certo senso per stravolgere le mie abitudini di una vita. Adoro stare a casa, circondata da posti e persone che conosco bene: andare in Germania ha anche significato prescindere dalle certezze per entrare in una dimensione fatta esclusivamente di lavoro“.

 
Jennifer Brady – Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)

Ha funzionato: prima del lockdown i risultati erano già stati entusiasmanti, con i quarti a Brisbane raggiunti battendo Maria Sharapova e Ashleigh Barty seguiti dalla prima semifinale Premier guadagnata a Dubai con scalpi di Elina Svitolina e Garbine Muguruza. “Quando si è fermato tutto ho deciso di continuare a camminare sul sentiero virtuoso: mi sono costruita una piccola palestra in garage e ho continuato a eseguire gli ordini che mi ero imposta. Sono rientrata nel tour sapendo di stare bene, ma non potevo essere sicura di ciò che sarebbe successo al primo torneo vero, com’è ovvio“. Insieme al primo titolo in carriera nel Tour maggiore sono arrivati il best ranking alla posizione 40 WTA e la certezza di ottenere una testa di serie all’Open di New York, viste le numerose assenze nelle zone d’alta classifica.

L’allenamento, i chilometri nelle gambe, certo, tutto ciò che si vuole. Ma l’archibugio posto all’inizio dello scambio, quello Brady se lo porta da casa, ed è ancora ben oliato. Nel corso dei cinque match vinti – tutti in due set – per raggiungere l’alloro di Lexington, Jennifer ha conservato il servizio quaranta volte su quarantatré turni in battuta, vale a dire il 93% delle volte: una percentuale che la colloca al quattordicesimo posto all-time nella speciale classifica che elenca le vincitrici di torneo meno inclini al break subìto nella storia.

Al prossimo US Open le aspettative su di lei saranno più alte e non di poco, anche se per Jennifer a New York andrà in scena solo “un’altra buona opportunità per competere“. Ma il servizio è roba grossa, e se gli allenamenti da soldato continueranno a pagare dividendi…

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Pauline Parmentier si ritira: ha giocato l’ultima partita della sua carriera al Roland Garros

L’ex numero 40 francese lascia il tennis nello Slam di casa

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Questa edizione autunnale del Roland Garros sarà memorabile per molti motivi, ma per Pauline Parmentier sarà ancora diverso: lo Slam francese rimarrà il suo ultimo torneo da tennista professionista. Parmentier aveva già annunciato l’intensione di chiudere la sua carriera nel torneo di casa e ha disputato la sua ultima partita perdendo 6-2 6-3 al primo turno contro la russa Veronika Kudermentova. Per la 34enne nata a Cucq si è trattato della 16° presenza consecutiva al Roland Garros, cinque delle quali grazie ad altrettante wild card fornite dalla federazione che per renderle onore ha programmato il suo ultimo atto come ultimo match, nella serata di martedì sul campo Simonne Mathieu.

Alle 23:18, quando il suo ultimo dritto si è fermato sul nastro, c’erano molti familiari e amici a occupare uno spicchio degli spalti per renderle omaggio, tra cui anche Amelie Mauresmo e il capitano della squadra francese Julienne Benneteau. In situazioni del genere è difficile trattenersi dallo scambiare qualche abbraccio, e ancor di più per la diretta interessata è stato difficile trattenere le lacrime.

CARRIERA – Parmentier è diventata professionista in singolare nel 2005 e il miglior ranking, la posizione n. 40, lo ha raggiunto nel 2008. Tuttavia si è tolta le maggiori soddisfazioni a livello di risultati più avanti negli anni, come ad esempio gli ottavi di finale raggiunti al Roland Garros nel 2014. I due titoli WTA della sua carriera (Instanbul e Quebec) sono entrambi datati 2018, mentre l’anno successivo è arrivata la vittoria in Fed Cup con la nazionale francese proprio sotto la guida di Benneteau. Nel 2017 il nostro esperto di tennis femminile AGF le aveva dedicato un articolo, concentrandosi molto sulla sua crisi del 2013 e sulla sua capacità di riemergere dalle difficoltà. Per la cronaca, la sua avventura parigina – e dunque tennistica – si è conclusa definitivamente questa sera, con la sconfitta in doppio subita assieme a Cornet contro la coppia composta da Siegemund e Zvonareva.

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Roland Garros, il programma di giovedì 1 ottobre: in campo Berrettini, Paolini e Djokovic

Due italiani impegnati per il match di secondo turno, Berrettini e Paolini (sfida proibitiva con Kvitova). Impegno agevole per Djokovic, gioca anche Tsitsipas

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Tanti big in gara domani,a partire dalle 11 del mattino, sui campi del Roland Garros. Il primo a partire nel tabellone maschile sarà Denis Shapovalov, che se la vedrà contro lo specialista Carballes-Baena per confermare tutti i progress mostrati a Roma. Sarà poi il turno di Novak Djokovic, il terzo sullo Chatrier, pronto a sfidare il lituano Berankis in una partita dal pronostico apparentemente chiuso. A seguire ci sarà Tsitsipas-Cuevas, una rivincita della sfida di Amburgo vinta dal tennista greco.

Domani sarà anche il giorno di molte possibili protagoniste di questo torneo. Ad inaugurare lo Chatrier ci sarà Karolina Pliskova, in una sfida elettrizzante contro l’ex campionessa del 2017 Jelena Ostapenko. Subito dopo sarà la volta di Sofia Kenin, impegnata contro la rumena Ana Bogdan per un posto al terzo turno. In contemporanea sul Lenglen sarà impegnata l’altra Pliskova, Krystina, che proverà a superare l’ostacolo posto da un’altra ex-campionessa, Garbine Muguruza. A chiudere il programma sul secondo campo dello Slam parigino un’altra sfida al femminile, quella tra la padrona di casa Fiona Ferro e la kazaka Elena Rybakina, testa di serie numero 14.

Dopo la scorpacciata di oggi, scenderanno in campo anche gli ultimi due tennisti italiani; il numero 1 Matteo Berrettini, impegnato sul Suzanne Lenglen contro Harris, e Jasmine Paolini che sfiderà la testa di serie numero 7 Petra Kvitova. Se il primo parte favorito contro il sudafricano, tennista poco avvezze alle superfici lente, la seconda sarà certamente sfavorita contro la potenza della tennista ceca, che però ha dimostrato più volte di concedere qualcosa di troppo se non in giornata.

 

Philippe Chatrier – dalle 11
Ostapenko – Ka. Pliskova [2]
Bogdan – Kenin [4]
Djokovic [1] – Berankis
Cuevas – Tsitsipas [5]

Suzanne Lenglen – dalle 11
Shapovalov [9] – Carballes-Baena
Kr.Pliskova – Muguruza [11]
L. Harris – Berrettini [7]
Rybakina [14] – Ferro

Simonne Mathieu – dalle 11
Kvitova [7] – Paolini
Martin – Dimitrov [18]
Cornet – Zhang
Davidovich-Fokina – Rublev [13]

Court 14 – ore 11
J. Vesely vs [15] K. Khachanov
K. Juvan vs [WC] C. Burel
[10] R. Bautista Agut vs A. Balazs

Court 7 – ore 11
[Q] C. Tauson vs D. Collins
[8] A. Sabalenka vs D. Kasatkina
G. Pella vs [17] P. Carreno Busta

Court 4 – dalle 11
M. Giron vs T. Monteiro
DOPPIO
P.M. Tig s C. McHale

Court 5 – dalle 11
DOPPIO
P. Hercog vs L. Fernandez
I. Bara vs A. Van Uytvanck

Court 9 – dalle 11
[20] C. Garin vs [LL] M. Polmans
N. Hibino vs [30] O. Jabeur
[22] D. Lajovic vs K. Anderson

Court 10 – dalle 11
DOPPIO
DOPPIO
N. Milojevic vs A. Bedene

Court 11 – dalle 11
DOPPIO
DOPPIO
D. Galan vs T. Sandgren

Court 12 – dalle 11
M. Fucsovics vs A. Ramos-Vinolas
[29] S. Stephens vs P. Badosa
[13] P. Martic vs V. Kudermetova

Court 13 – dalle 11
DOPPIO
[30] J.L. Struff vs D. Altmaier
L. Siegemund vs J. Goerges



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Roland Garros, crolla Azarenka: “Mi servirà da lezione”. Halep avanza spedita

La sorpresa di giornata è firmata dalla tennista slovacca Schmiedlova, capace di battere nettamente Azarenka. Vika non getta la spugna: “Questa stagione non è finita”

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Schmiedlova b. Azarenka 6-2 6-2

Continua la favola di Anna Katerina Schmiedlova, numero 161 del mondo, che supera in maniera netta la testa di serie numero 10 Viktoria Azarenka in 2 set. Una vittoria messa in discussione soltanto da una brutta caduta all’inizio del secondo set, che ha comportato l’arrivo del medico che ha trattato la brutta botta subita al ginocchio. La tennista slovacca non ha risentito minimamente del medical timeout e ha breakkato due volte consecutivamente Azarenka per conquistarsi un posto al terzo turno.

Questa grande sorpresa, per la quale è certo servita la partecipazione di una Azarenka molto opaca, è la conferma del livello di Schmiedlova che aveva eliminato Venus Williams al primo turno. La tennista slovacca è stata al massimo numero 26 del mondo e aveva raggiunto il terzo turno nello Slam parigino solo nel 2014, perdendo contro Muguruza. Al prossimo turno incontrerà l’argentina Podoroska, numero 131 del mondo, per un posto negli ottavi di finale; un match che sa per entrambe di grandissima occasione.

 

Poche recriminazioni per Viktoria Azarenka, che esce dal campo dopo la sua peggior prestazione da quando il tennis è ripreso. La giocatrice scesa in campo è stata una Vika estremamente fallosa – ben 38 errori non forzati – e poco solida in tutti i suoi fondamentali. Una sconfitta che toglie un po’ di serenità alla tennista bielorussa, apparsa anche piuttosto nervosa durante la conferenza stampa di rito.

Questa partita per me dev’essere una lezione” – ha iniziato la finalista dello US Open – “devo capire che se le cose non vanno come voglio devo pensare prima a cambiare il mio gioco, non solamente a fine partita“. Nonostante la delusione, Vika tornerà in campo nel 2020 – anche se non ha ancora annunciato la sua programmazione. “So benissimo cosa farò, anche se non l’ho ancora comunicato. Sicuramente questa stagione per me non è finita“.

HALEP NON TREMA – Molti meno problemi per Simona Halep, che consolida il suo vantaggio nei testa a testa con Irina-Camelia Begu aggiornando il bilancio a un impietoso 8-0. Una partita dall’andamento molto simile nei due set giocati; entrambe le volte Halep si è portata avanti di un break e in tutti e due i casi Begu è stata brava a rimontare. Non è bastato però per superare la solidità di Halep, capace di breakkare ancora nel momento decisivo sia nel primo che nel secondo set. La tennista rumena non ha ancora perso un set in questo Roland Garros ma al prossimo turno troverà un’avversaria estremamente pericolosa, l’americana Amanda Anisimova. La 19enne, semifinalista della scorsa edizione, ha superato agevolmente Bernarda Pera e come Halep ha vinto tutti e quattro i set giocati sinora.

Il tabellone femminile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

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