Carla Suarez Navarro ha il linfoma di Hodgkin

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Carla Suarez Navarro ha il linfoma di Hodgkin

La tennista spagnola, assente allo US Open, ha ricevuto la diagnosi qualche giorno fa e dovrà affrontare sei mesi di chemioterapia

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Carla Suarez Navarro - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Carla Suarez Navarro ha annunciato pochi minuti fa di avere il linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico. L’attuale N.68 WTA (ma con un best ranking di sei) ha postato questo breve video:

Qualche giorno fa mi è stato diagnosticato il linfoma di Hodgkin, che richiede sei mesi di chemioterapia”, ha detto. “Sono tranquilla e sto bene in questo momento, e sono pronta ad affrontare qualsiasi evenienza”. La caption del video reitera questo concetto: “La pazienza e la fiducia in me stessa mi hanno guidata per tutta la carriera. Non è un avversario dei più semplici. Dovrò dare il meglio”.

 

La trentunenne di Las Palmas (ne compirà 32 giovedì) non è a New York per lo US Open, a cui aveva rinunciato quasi sicuramente per questo motivo. La sua malattia non può che riportare alla mente quella di un’altra grande interprete del rovescio a una mano, la nostra Francesca Schiavone, che si è ripresa dallo stesso tumore. L’augurio che la redazione di Ubitennis può farle è di sconfiggere la malattia con la stessa forza della Leonessa.

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ATP

ATP Washington 500: Sinner si rialza contro Ruusuvuori e torna a vincere dopo due mesi

Jannik Sinner interrompe la serie di quattro sconfitte consecutive e sfiderà Korda per un posto nei quarti. I due stanno disputando anche il doppio insieme

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Sinner b. Ruusuvuori 6-2 6-4

L’ATP 500 di Washington è il teatro del ritorno alla vittoria di Jannik Sinner, che supera in due set il finlandese Emil Ruusuvuori. L’unico precedente tra i due risaliva agli ottavi del 1000 di Miami, con Sinner che lasciò cinque game a Ruusuvuori sulla strada verso la finale poi persa contro Hubert Hurkacz. Non un avversario imbattibile quindi per il tennista italiano, e forse anche un tipo di giocatore che ne esalta le qualità, ma Sinner ha mostrato miglioramenti rispetto alle ultime uscite.

Nota positiva sicuramente per Sinner i colpi da fondo, apparsi molto più potenti e ordinati e meno fallosi delle ultime uscite. Continua a tentennare un po’ il servizio. Nonostante l’85% di punti vinti con la prima, il tennista di San Candido ha messo in campo solo il 41% di prime. “Sì, so che sono un po’ poche ma l’importante è aver vinto anche in queste condizioni” ha commentato Jannik in conferenza. E senza concedere palle break. Per Sinner è solamente la terza partita a livello di main draw ATP chiusa con una percentuale di prime in campo inferiore al 50%; l’unica altra vittoria era arrivata ad Anversa contro Monfils nel 2019.

 

L’inizio di partita di Jannik ricorda quello deciso e penetrante di inizio stagione. Il tennista italiano prende subito il comando da fondo e appare molto più centrato rispetto alle scorse partite. La diagonale di dritto sembra fare particolarmente male a Ruusuvuori oggi, che cede il servizio in avvio e si trova sotto 3-0. Sinner non molla la presa e un doppio fallo del finlandese crea l’opportunità di un doppio break, vanificata da Ruusuvuori dall’aiuto del servizio. L’occasione per chiuderla prima del previsto si ripresenta nell’ottavo game, con il tennista finlandese che si trova spalle al muro a servire per restare nel set. Sinner è chirurgico nell’approfittare delle incertezze al servizio del suo avversario e si prende il primo set in maniera molto convincente.

Molto più equilibrato il secondo set, con Ruusuvuori che è molto più attento sul suo servizio e Sinner che continua a non concedere la minima occasione all’avversario nei suoi turni di battuta. Il primo a rischiare è di nuovo il finlandese, che nel sesto game si aggrappa ancora una volta alla sua prima di servizio per cacciarsi fuori dai guai. Tutto cambia quando Ruusuvuori va a servire per restare nel match, e qui la tensione gioca un brutto scherzo al finlandese. Prima il dominio da fondo di Sinner e poi un doppio fallo generano tre palle break a favore del tennista italiano. Il finalista di Miami non si fa sfuggire l’occasione e chiude la partita con un dritto incrociato che non lascia repliche al suo avversario, abbandonato completamente dal servizio nel momento decisivo.

Per Jannik una vittoria che sa di liberazione, la prima dopo due mesi esatti di digiuno. “Sono felice, anche se una vittoria non significa che sono uscito dal periodo negativo. Dopo la partita ho subito parlato con Riccardo, per analizzare le cose che non ho fatto nel modo migliore“. Questo il commento di Jannik, la cui ultima vittoria era arrivata al terzo turno del Roland Garros contro Mikael Ymer, il 5 giugno scorso, seguita da quattro sconfitte consecutive su tre superfici diverse.

Al prossimo turno una sfida molto interessante per Sinner, che affronterà uno dei migliori giovani del circuito nonché suo partner di doppio in questo torneo, lo statunitense Sebastian Korda, vincitore in due set sul canadese Vasek Pospisil. “In realtà non ho mai avuto occasione di allenarmi con lui, nelle scorse settimane me lo aveva chiesto ma ero già impegnato. Poi ci siamo accordati per provare a giocare il doppio insieme, e abbiamo scelto Washington. Se questo mi aiuterà per la nostra sfida lo scopriremo in campo; lui è un giocatore molto solido“. I due sono anche il numero 1 e il numero 3 della Race to Milano, la classifica che qualifica per le Next Gen Finals, nella quale Korda è preceduto in classifica solo da Felix Auger-Aliassime e dal tennista italiano. “Ma per il momento non ci penso, siamo ancora troppo lontani” ha tagliato corto Jannik sull’argomento.

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WTA Cluj-Napoca: Kucova accede ai quarti dopo tre ore

La slovacca ingaggia una grande lotta contro Bara e riesce a spuntarla dopo tre ore e sei minuti. Troverà Sherif che ha eliminato la sedicenne Eala. Buzarnescu-Pliskova l’altro quarto

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Si allineato ai quarti di finale il tabellone del WTA 250 di Cluj-Napoca. Il match di giornata è stato sicuramente quello che ha viste opposte Kristina Kucova e Irina Maria Bara, vinto dalla prima dopo più di tre ore di battaglia. La slovacca era l’ultima testa di serie rimasta in gara nella parte alta e ha rischiato seriamente di salutare il torneo, riuscendo però alla fine a raddrizzare una partita che era iniziata male e stava per concludersi peggio. Il primo set infatti è stato totale appannaggio di Bara che si è presa subito due break di vantaggio, chiudendo 6-2 senza particolari problemi. La tennista di casa è andata avanti di un break anche in apertura di secondo set, ma Kucova ha subito ricucito lo strappo, tentando poi a sua volta il sorpasso. Sprecata la possibilità di servire per il parziale sul 5-3, la slovacca si è poi trascinata fino al tiebreak, vinto abbastanza agevolmente 7-3.

Il terzo set è stato molto equilibrato e teso. Entrambe le giocatrici hanno alternato un ottimo livello di tennis a momenti di comprensibile appannamento dovuto alla stanchezza. Uno scambio di break nella pancia del parziale fissa il punteggio sul 3-3. Gli scambi sono belli e vari, si vedono buonissimi angoli e molte variazioni. Pochi i bracci di ferro sulle diagonali e molti i palleggi secondo il più classico degli esercizi “a farfalla” con ambedue le tenniste che alternano lungolinea e incrociato per far muovere l’avversaria. Giunte nuovamente al tiebreak, Kucova si ritrova sotto 4-1 e sembra non avere le energie per tentare la rimonta. Invece la rimonta arriva, grazie a qualche imprecisione di Bara, e la slovacca riesce infine a spuntarla per 7 punti a 5, crollando in lacrime per l’enorme fatica. La sua avversaria ai quarti di finale sarà Mayar Sherif che si è disfatta con un doppio 6-2 della sedicenne filippina, Alexandra Eala, numero 639 delle classifiche ATP.

L’altro quarto di finale se lo giocheranno la beniamina di casa, Mihaela Buzarnescu, e Krystina Pliskova. La prima ha avuto la meglio in due set sulla spagnola Laura Arruabarena nell’ultimo match di giornata. Nel primo parziale, la romena, dopo quattro break consecutivi, ha trovato l’allungo decisivo che le è valso il 6-3. Nel secondo, Buzarnescu si è trovata sotto 5-3, ma è stata in grado di piazzare una striscia di quattro giochi consecutivi, annullando anche un set point sul 5-4. Pliskova ha anch’ella vinto la propria partita in due set con un doppio 6-4 piuttosto combattuto contro Katarzyna Kawa.

 

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‘Sotto rete’, la storia delle ATP Finals raccontata da Ubaldo: “Nessuno batte Gerulaitis 17 volte di fila”

SPONSORIZZATO – Secondo episodio della webseries di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Ubitennis. La mai dimenticata vittoria di Vitas su Jimmy Connors a New York

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Sotto rete si vince e si perde, ci si emoziona e ci si esalta. Sotto rete sono stati creati tutti i miti e le leggende del tennis. Sempre sotto rete si scrivono pagine di storia.  Le migliori in assoluto, affidate all’inconfondibile voce di Ubaldo Scanagatta, ci accompagneranno nel percorso di avvicinamento alle Nitto ATP Finals, in agenda dal 14 al 21 novembre a Torino. Negli ultimi giorni è arrivata una grande notizia: ci sarà il tutto esaurito al Pala Alpitour in autunno per la prima edizione “italiana” delle ATP Finals.

Per sapere tutto ciò che è successo nella storia del torneo, non perdete gli aneddoti del direttore Scanagatta, raccolti nella rubrica “Sotto rete“, la webseries offerta da Intesa SanPaolo in collaborazione con Ubitennis.

Nella terza puntata si parla delle ATP Finals 1979. Al Madison Square Garden di New York Vitas Gerulaitis arrivò in finale, perdendo da Bjorn Borg. Non fu però quella sua cavalcata a rendere celebre (tanto da essere ricordata ancora oggi) quell’edizione del torneo. Fu una sua frase, pronunciata in conferenza stampa dopo la vittoria della semifinale. Beh, sapete tutti di che frase stiamo parlando…

 

Di seguito è disponibile il teaser della terza puntata di questo progetto, che vi abbiamo presentato qui.

Per ascoltare l’intero episodio, restare aggiornati sulle prossime tappe o per rivivere e riascoltare quelle precedenti, trovate tutto a questo link sul portale di Intesa Sanpaolo.

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