US Open: Azarenka torna ai quarti di uno Slam, Kenin sorpresa da Mertens

Focus

US Open: Azarenka torna ai quarti di uno Slam, Kenin sorpresa da Mertens

Primi quarti Slam per mamma Vika che però ammette: “Essere qui non c’entra con l’essere genitore. Ma voglio essere un modello per mio figlio”. Kenin piange per la sconfitta: “Odio perdere”

Pubblicato

il

Vika Azarenka - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

V. Azarenka b. [20] K. Muchova 5-7 6-1 6-4

Che Victoria Azarenka fosse in forma non era in dubbio: la vittoria al secondo turno contro la connazionale Aryna Sabalenka aveva fatto aumentare le sue quotazioni, ma l’ottavo di finale contro la giovane ed estrosa Karolina Muchova sembrava poter arrestare la sua corsa. Inizialmente infatti le cose non si erano messe bene per Vika, tanto che il primo set era andato in favore della sua avversaria per 7-5, dopo un notevole sforzo da parte della bielorussa per recuperare due break di svantaggio. Questo sforzo apparentemente inutile deve aver stancato anche Muchova che nel secondo parziale è stata completamente assente e ha subìto un netto 6-1. Nel set decisivo non sono mancate occasioni per entrambe le tenniste ma la maggior esperienza dell’ex numero 1 del mondo ha pagato e alla fine Azarenka l’ha spuntata per 6-4 ottenendo la nona vittoria consecutiva tra ‘Cincinnati’ e New York.

Per lei si tratta del primo quarto di finale dopo la maternità: “Mi sento una persona diversa, ma la differenza nell’essere madre è che mio figlio capisca che io ho raggiunto i quarti di finale, e non penso che lui al momento lo faccia. (A differenza di mamma Pironkova, ndr) Non provo sensazioni diverse nell’aver raggiunto i quarti di finale come madre. Quando sono sul campo non mi identifico come una madre ma come una giocatrice. Il fatto che abbia raggiunto questo risultato non c’entra con l’essere un genitore, ma con il fatto che gioco a tennis. Comunque è bellissimo poter condividere questi momenti e magari essere un modello per mio figlio”.

Parlando dell’avversaria che l’ha tenuta in campo per 2 ore e 24 minuti ha riconosciuto la sua grande ecletticità: “Mi ha davvero impressionato, ha un gioco fantastico, molto intelligente, riesce a creare grande potenza, con molti slice e molti angoli; è bello vedere una giocatrice così completa”. E questo ovviamente gli ha creato non pochi problemi. “Soprattutto nel primo set credo di esser stata troppo frettolosa nel chiudere gli scambi e ho mancato un paio di palle molto facili. Ogni volta che scendevo a rete mi passava, la cosa mi ha un po’ infastidito non lo nascondo. Ma è stato divertente ribaltare la situazione e alla fine trovare le soluzioni vincenti in campo: essere più aggressiva e non farla muovere molto. Mi sento bene fisicamente e per battermi avrebbe dovuto mantenere quel livello di gioco iniziale per tre ore; è stato un match di qualità per entrambe“.

Per la numero 27 del mondo adesso c’è l’ostacolo Elise Mertens, al suo secondo quarto di finale consecutivo agli US Open, ma la cosa non sembra fare molta differenza per Vika. “Io non ho la sensazione che vincere agli ottavi sia più importante che vincere il match successivo o quello prima, per me si tratta di godersi il momento. Il fatto che io abbia più esperienza con i quarti di finale Slam non cambia il fatto che si tratta solamente di un match“.

 

[16] E. Mertens b. [2] S. Kenin 6-3 6-3

Forse proprio con questo spirito la belga ha affrontato il suo match di ottavi di finale dove ha eliminato la testa di serie n. 2 e campionessa in carica degli Australian Open. Elise Mertens ha rifilato un doppio 6-3 a Sofia Kenin in quella che è la sorpresa di giornata, riuscendo a mitigare la potenza dei colpi della sua avversaria con estrema facilità. “Ero mentalmente preparata per la battaglia e mi sono concentrata molto sul mio gioco” ha commentato la n. 18 del mondo. Tutto ha funzionato oggi e non mi sono lasciata scappare nulla. Di questo sono contenta: che sono rimasta solida ad ogni punto. Tutti usano spesso l’espressione ‘sono in fiducia’ mentre io cerco di guardare la cosa in maniera un po’ differente: io cerco di essere me stessa, nel miglior modo possibile a seconda di ogni giornata“.

Chi non è riuscita ad essere la miglior versione di se stessa è stata Kenin, la quale comunque non ha perso il senso dell’umorismo: “Ho fatto meglio qui agli US Open rispetto al passato, quarto turno, è un miglioramento” ha esordito in conferenza stampa mentre rideva. “Non è divertente ma in qualche modo bisogna scherzarci sopra. Cercherò di portare con me le cose positive, dimenticandomi questo incontro. Ho già pianto prima, ora sto tenendo tutto dentro. Mi sarebbe piaciuto trovare un modo per farcela perché conosco il suo gioco. Lei ovviamente gioca bene e io non ho espresso in campo lo stile che ci vuole contro una come lei, non puoi permetterti tutti quegli errori come ho fatto io”.

Sofia Kenin – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Ma gran parte del merito va alla sua avversaria: “Io ho provato a rimanere aggrappata nel primo set ma non ce l’ho fatta. Non c’è molto da fare se lei gioca così bene, aggressiva, controllando il gioco e io sono lì a correre ad ogni punto. L’unica cosa da fare è passare all’offensiva ma non è certo un segreto, e penso che un po’ di fortuna aiuti. Io odio perdere e si spera che la cosa migliori in futuro quando inizierò a perdere di meno”.

Il modo migliore per riprendersi dopo una batosta è quello di tornare subito a competere ed è questo il piano della n. 4 al mondo. “Resterò qui a rilassarmi e fra due, tre giorni ci dirigeremo a Roma. Probabilmente giocherò anche Strasburgo, non sono sicura e poi certamente Parigi. Lo scorso anno al Roland Garros è dove ho iniziato a giocare bene e ho trovato il mio grande tennis (battendo Serena Williams al terzo turno, ndr). Sono molto entusiasta di andare lì”. Tra le tante novità che ha portato con se la pandemia c’è l’inversione in calendario tra i due Slam di New York e Parigi, una cosa gradita a Sofia: Penso che per me sia più facile adattarmi ad una superficie lenta provenendo da una veloce, anziché passare dalla terra direttamente al cemento”. Quindi, con qualche giorno di preparazione in più, i tornei sulla terra hanno trovato una nuova favorita.

Il tabellone femminile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Ons Jabeur dà forfait agli Australian Open

Un problema alla schiena blocca la tennista tunisina testa di serie n. 9

Pubblicato

il

Ons Jabeur - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Aveva iniziato bene la stagione con due vittorie nel WTA 500 di Sydney, ma poi Ons Jabeur era stata costretta al ritiro a partita in corso nei quarti di finale contro Anett Kontaveit. Il problema patito durante quel match evidentemente non ha trovato una rapida soluzione e poche ore fa è arrivato l’annuncio da parte di Jabeur del ritiro dagli Australian Open 2022. La tennista tunisina, numero 10 del mondo e testa di serie n. 9 nello Slam, è una grande perdita per il torneo perché con le sue ineguagliabili doti tecniche, rappresenta una delle tenniste più spettacolari e variegate del circuito. Questo il messaggio integrale rilasciato dalla giocatrice sui social:

“Ciao a tutti, purtroppo mi devo ritirare dal primo turno odierno degli Australian Open. Mi sono infortunata alla schiena a Sydney la scorsa settimana. Ho provato di tutto per essere pronta e pensavo di essere pronta per giocare qui. Sfortunatamente, il dolore è ancora molto presente e giocare in queste condizioni potrebbe mettere a rischio la mia intera stagione. Ora mi riposerò e mi curerò per tornare il prima possibile. Grazie a tutti i miei fan per il loro aiuto e supporto, sperando di essere al 100% per il prossimo appuntamento.”

Il suo posto nel tabellone è stato preso dalla lucky loser romena Irina Maria Bara (26 anni, n. 134) e quindi è toccato a lei scendere in campo contro la spagnola Nuria Parrizas-Diaz. Quest’ultima, attuale n. 63 del mondo, ha approfittato del cambio avversaria e ha vinto così il suo primo incontro a livello Slam a 30 anni imponendosi sulla romena per 6-3 6-1.

 

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Caso Djokovic – Ha prevalso la ragion di Stato. E’ stata una scelta politica ma credo sia giusto così

Dalla vicenda escono male tutti, Craig Tiley in testa. Poi Djokovic e non per essere andato a Melbourne. Ma per come ci è andato. Male anche l’Australia. Bravi soltanto tutti i giudici

Pubblicato

il

Mi spiace che manchi il n.1 del mondo ad uno Slam. Non uno qualsiasi, soprattutto in Australia, dal momento che Novak Djokovic lo aveva vinto 9 volte e le ultime tre. Ma sono anche d’accordo con Rafa Nadal quando dice con buon senso e senza voler infierire su un Djokovic in disgrazia, “Nessun giocatore al mondo, è più importante di un evento”.

E mi pare il caso di ricordare qui che quando, in solidarietà allo jugoslavo Nikki Pilic squalificato dalla sua federazione per essersi rifiutato di giocare gratis in Coppa Davis, un’ottantina di tennisti boicottarono l’edizione di Wimbledon 1973 – vinta dal ceco Jan Kodes sul russo della Georgia Alex Metreveli (nei loro Paesi allora guai a scioperare!) – il chairman dell’All England Committe H.David disse: “The Championships are more important than any player” (non credo ci sia bisogno di tradurre).

E i Championships – gli inglesi chiamano così il torneo di Wimbledon come se nessun altro “campionato” potesse lontanamente pretendere di valere quanto quello dell’All England Lawn Tennis Club – nel ’73 batterono il record d’affluenza, dando più che ragione al loro Chairman.

 

A questo punto lasciatemi anche dire un bel “meno male!”… che finalmente torneremo a scrivere e parlare di tennis giocato dopo questa lunga saga che ha stressato particolarmente tutto Ubitennis per via del continuo affluire di notizie imprevedibili e contradditorie fra loro, ma anche delle migliaia di commenti che ci hanno sommerso, giorno dopo giorno. Talvolta abbiamo addirittura dovuto chiuderne l’accesso perché non ce la facevamo a moderarli tutti. E’ stato uno sforzo immane anche perché alcuni lettori hanno scritto papiri infiniti, mentre altri non si sono stancati di ripetere lo stesso concetto decine di volte, così come non hanno cessato di lanciarsi strali e “beccarsi” fra pro-Djokovic e anti-Djokovic, fra SìVax e NoVax.

 E queste ultime baruffe ci hanno messo sovente molto più in difficoltà all’atto di moderarli, perché implicavano spesso competenze da medici, da giuristi, perfino da statisti, quali certo non siamo.

Devo dire che non mi ha sorpreso affatto la conclusione della saga Djokovic. Chi mi aveva chiesto nei giorni scorsi un pronostico conosce la risposta che gli ho dato.

Era francamente contro ogni logica pensare che Djokovic potesse sfangarla  contro il Governo australiano dopo tutto quello che ha attraversato l’Australia, il Paese più rigido del mondo nell’affrontare la pandemia e anche il Paese dove le regole vengono applicate generalmente con un rigore tale che io mi sono permesso spesso in passato – anche per esserne stato vittima  in un’occasione – di considerarlo assolutamente esagerato.

Ci sono ragioni storiche che hanno dato origine a questa tendenza: i primi abitanti australiani “deportati” dall’Inghilterra non erano davvero persone che si potessero mandare in giro a briglia sciolte.

Pochi ricorderanno ormai l’editoriale che scrissi quando la saga Djokovic cominciò. Il titolo era (e sono dovuto andare a cercarlo in cima alla home page, sotto la voce di menu Editoriali): Il caso Djokovic: Sospettare è populismo? Mostrare equilibrio è pilatesco? Forse sono Ponzio Pilato.

Si scrivono tante cose, facendo questo mestiere, e non sempre si ricordano. Così ho voluto controllare se avessi scritto qualche bestialità. Può capitare.

Se vi va leggetelo oggi (rileggetelo?) anche voi. Non mi pare di dover fare sostanziali correzioni.

Allora Djokovic non aveva ancora compromesso la sua immagine col commettere tutta quella serie di comportamenti poco esemplari e certamente superficiali in epoca pandemica: mancati distanziamenti a volto scoperto, interviste da “positivo” nascondendo di esserlo ai colleghi dell’Equipe, nessun controllo sulla crocetta che barrava il “non ho effettuato alcun viaggio negli ultimi 14 giorni” prima del volo Marbella-Dubai-Melbourne.

A pagina 2 Djokovic tradito da Tiley

Continua a leggere

Australian Open

L’Australian Open in esclusiva su Eurosport e discovery+: 250 ore di diretta integrale

Su Eurosport 1, in diretta ogni giorno dall’1:00 e in sessione serale alle 9:00, i migliori match del giorno. Eurosport 2 avrà una regia dedicata alle partite degli italiani.

Pubblicato

il

  • Solo su discovery+, da lunedì 17 alla finale maschile di domenica 30 gennaio, l’Australian Open è in versione integrale per un totale di 250 ore LIVE.
  • Alizé Lim e Johanna Konta s’aggiungono nel Cube alla storica squadra talent di Discovery con Mats Wilander, Chris Evert, John McEnroe e per l’Italia Roberta Vinci.
  • Altra novità da Melbourne: il numero 8 Casper Ruud porterà gli spettatori di Discovery dietro le quinte dell’Australian Open.
  • Discovery ha siglato un accordo con Tennis Australia per trasmettere in esclusiva le prossime 10 edizioni dell’Australian Open.

Discovery+ ed Eurosport trasmetteranno in esclusiva italiana uno degli Australian Open più attesi nella storia del tennis con una nuova generazione di campioni, come il vincitore dello US Open Daniil Medvedev e delle ATP Finals Alexander Zverev, pronti a sfidarsi nel primo Slam del 2022 che vede rientrare anche Rafael Nadal.

Da lunedì 17 gennaio con il primo order of play alle finali femminile e maschile di sabato 29 e domenica 30 gennaio, solo discovery+ trasmetterà l’Australian Open in diretta integrale con oltre 250 ore di tennis LIVE dai campi di Melbourne Park.

Su Eurosport 1, in diretta ogni giorno dall’1:00 e in sessione serale alle 9:00, i migliori match in programma, mentre Eurosport 2 avrà una regia dedicata alle partite degli italiani per tifare Berrettini, Sinner, Sonego, Fognini, Musetti, Mager, Travaglia, Cecchinato, Seppi; Giorgi e Paolini.

 

Nuova stagione, nuovi volti in campo – come la campionessa dello US Open Emma Raducanu al suo esordio in Australia – nuovi talent a far parte della squadra di Eurosport: mentre Barbara Schett e Mischa Zverev saranno on-site, Alizé Lim è pronta ad affiancare Mats Wilander, Johanna Konta (prima settimana) e Tim Henman (seconda settimana) nel Cube di Londra, teletrasportandosi a Melbourne per intervistare i protagonisti dell’Australian Open e commentare con loro lo Slam Down Under.

Inoltre, saranno due icone senza tempo del tennis ad analizzare tutti i temi dell’Australian Open: Chris Evert e John McEnroe in esclusiva per Eurosport e in occasione anche dei prossimi due Slam targati Discovery, il Roland Garros e lo US Open 2022.

Roberta Vinci sarà invece il volto italiano di Eurosport al commento dell’Australian Open con gli ormai storici telecronisti, capitanati da Barbara Rossi, Jacopo Lo Monaco e Federico Ferrero.

Novità di Melbourne: uno dei tennisti più forti ed emergenti del circuito, il ventitreenne norvegese Casper Ruud numero 8 del ranking ATP, rilascerà a Discovery alcune interviste esclusive dai campi dell’Australian Open, protagonista della rubrica Players’ Voice di Eurosport.com dietro le quinte del primo Slam dell’anno.

E per gli spettatori più esigenti dell’Australian Open sono in arrivo due nuovi format brevi in esclusiva per l’OTT discovery+ e l’APP di Eurosport: My Social Network, per conoscere il lato social dei migliori tennisti al mondo tra vite di campo e sfere personali – e Legends Voice con i pensieri, commenti e ricordi delle leggende del passato.

Discovery Sports ha rinnovato il suo accordo con Tennis Australia come broadcaster dell’Australian Open live e in esclusiva in Europa fino al 2031: una partnership a lungo termine che, a partire dall’edizione 2022, includerà tutti i diritti lineari, streaming e digital del primo Slam dell’anno, trasmesso da Eurosport fin dal 1995.

Nel 2021 l’Australian Open ha registrato un’audience da record di streaming video tramite l’APP di Eurosport, con un aumento del 36% e un incremento dell’84% dei minuti di visione rispetto al 2020. Moltissimi anche i visitatori unici dell’Australian Open sulle piattaforme digitali di Eurosport +61% (rispetto al 2020), con una crescita significativa registrata in Italia del 90%.

I due canali Eurosport sono disponibili sulle piattaforme SKY (Canali 210-211), DAZN e TIMVision

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement