La concretezza della Donnay Pro One 97 Hexacore Unibody

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La concretezza della Donnay Pro One 97 Hexacore Unibody

Il test della Pro One 97 Hexacore Unibody, l’ultima versione dell’ammiraglia di casa Donnay. 

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Rigidità bassa, massimo comfort di gioco e feeling con la palla: sono i comandamenti scritti sui post-it e affissi in bacheca degli ingegneri della Donnay quando devono creare una nuova racchetta, o almeno così li immaginiamo. Donnay ha rinnovato tutti i modelli del 2019 aggiornandoli con la nuova tecnologia Unibody, e cioè con un processo costruttivo che prevede la costruzione del telaio forgiandolo da un unico pezzo di gratite, compreso il manico quindi. Questo permette una flessione uniforme su ogni centimetro dell’attrezzo. Dal manico sono spariti i vecchi pallets. Lo slogan di Donnay per questa nuova tecnologia è “Unibody, unique feeling”, un corpo, un feeling unico. Già rinnovate e testate le racchette Allwood e Formula 100, adesso è il tempo dell’oggetto di punta, la Pro One 97 Hexacore Unibody.

Esteticamente, Donnay abbandona la verniciatura nera lucente della precedente versione scegliendo un nero opaco, preferiamo questa colorazione e anche la superficie che rimane piacevole toccare. Rimane la serigrafia storica del piatto corde, un rimando alle Donnay di legno sempre apprezzato. Donnay vuole rendere riconoscibili da subito le sue racchette: all’interno del piatto corde ora c’è scritto in bianco e in maniera vistosa “Pro One 97”.

Caratteristiche

Piatto corde 97 pollici
Peso 305grammi
Schema incordatura 16×19
Bilanciamento 31,5 centimetri
Swingweight 290 kgcmq
Rigidità 57 RA
Profilo 21 mm
Lunghezza 68.6 cm

Test in campo

Bastano pochi palleggi per confermare le sensazioni di gioco del modello precedente, la rigidità sotto i 60 punti mantiene quella sensazione di piacevolezza agli impatti, morbidi e molto soddisfacenti. Si ha proprio l’impressione di avere un “collegamento” con la palla dal momento dell’impatto all’uscita dal piatto corde. Detto del feeling, che dopo diverse ore di gioco cresce sempre di più in termini di piacere, i vantaggi riscontrati dalla tecnologia Unibody sono quelli di una rigidità dinamica, e cioè capace di variare la reazione agli impatti conferendo più potenza in uscita di palla conservando sempre il comfort dell’impatto. Più potenza a parità di caratteristiche col modello precedente è una delle prime sentenze di questo telaio, che però abbisogna sempre di un braccio fluido nello swing per essere apprezzato in tutte le sue qualità. Che sono molteplici, come la maneggevolezza che, grazie al bilanciamento a 31,5 mm, la rende estremamente manovrabile. A livello di spin ci si affida sempre alla tecnologia Xenecore, la Pro One consente le arrotate ma rispetto al modello precedente questa versione ci sembra prediligere ancora di più gli impatti piatti, è in questa fase, quando colpiamo con poco o zero spin, che abbiamo le sensazioni migliori di uscita dei colpi. Ma tagliare la palla in backspin produce sempre buone riuscite con estrema facilità. Serve tecnica, certamente, ma l’uscita di palla del backspin è estremamente precisa e pulita. A rete come nei colpi sopra la testa la soluzione migliore è sempre l’impatto piatto o con poco taglio, la manovrabilità si mantiene sui buoni livelli delle Pro One 97. Al servizio la soluzione in slice è la migliore, un po’ di taglio produce l’uscita di palla più efficace in battuta, superiore sia alle soluzioni kick che piatte.

Conclusioni

Questa Pro One 97 Unibody si presenta in forma più moderna rispetto alla versione Xenecore del 2019. Più pastosa agli impatti, più rigida in alcune circostanze, senza tralasciare il mantra del comfort e della flessibilità del telaio. Va capita, serve tempo, parliamo sempre del telaio più “difficile” in casa Donnay. A seconda del tipo di gioco, i giocatori possono trovarsi meglio anche con la versione precedente.

La racchetta è stata testata con corde String Project Armour Soft e String Project Keen, tensione 22/23 kg.

Distributore italiano: Donnay Tennis Italia

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