Roma: Paire è arrabbiato con il mondo, Sinner non si distrae e lo batte senza problemi

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Roma: Paire è arrabbiato con il mondo, Sinner non si distrae e lo batte senza problemi

Prestazione al limite del ‘tanking’ per Benoit Paire, che chiude il match sparacchiando qui e là le ultime risposte. Sinner ne approfitta e vola da Tsitsipas

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Jannik Sinner - Internazionali d'Italia 2020 (foto del torneo)
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[WC] J. Sinner b. B. Paire 6-2 6-1

Bisognava essere piuttosto distratti per attendersi un incontro normale e certo non lo è stato quello che ha visto Jannik Sinner superare un furente Benoit Paire per 6-2 6-1 in poco più di un’ora. Il barbuto di Avignone è entrato in campo vagamente risentito, come lasciava presagire il suo tweet del giorno precedente in cui aveva fatto ricorso a (quello che per lui lui non è) un francesismo per ringraziare ironicamente l’organizzazione per farlo esordire già nel Day 1 nonostante la richiesta di cominciare martedì, ventilando la possibilità che la nazionalità del suo avversario abbia influito sulla decisione. Jannik, dal canto suo, deve riscattarsi dalla brutta prova contro Djere a Kitzbuhel.

È con queste premesse che si accendono le luci sul Pietrangeli per accogliere i due contendenti. Sinner inizia alla sua maniera, spingendo con i piedi vicini al campo e fa anche vedere un bel recupero sulla prima smorzata di Benoit che, come più di qualche volta gli accade, sembra lì per farsi un pic-nic. Di quelli con formiche e temporale, in questo caso. Con una prima su tre in campo, alcune estemporanee eppur godibili giocate messe a segno non salvano Paire dal break. Si salva invece la sua racchetta, nonostante prenda il volo un paio di volte mentre Jannik si invola 4-1. Un delizioso passante stretto in corsa viene scoccato dalla racchetta altoatesina nell’ottavo gioco che si allunga ai vantaggi; dopo due set point ben annullati da un Paire che oscilla tra il voler gettare il match e il tentare disperatamente di restare in gara, Sinner si prende il 6-2.

 

Il n. 24 ATP rinuncia all’intervento del fisioterapista chiesto poco prima, Jannik va a cambiarsi le lenti a contatto mentre il secondo parziale promette qualche scintilla in più. Benoit commenta con tono polemico tra un punto l’altro, senza sosta, ma l’arbitro non ravvisa gli estremi del comportamento antisportivo; Jannik salva con il servizio la prima palla break che affronta. “Non ho detto niente” assicura Paire al giudice di sedia che ha invece sentito una parolaccia in francese sanzionata con il warning. Non è facile rimanere concentrati di fronte a un avversario che parla in continuazione e che pare sempre sull’orlo di gettare il match salvo poi mettercela tutta per evitare il baratro (“Non è mai facile giocare con lui, ha una mano incredibile” dribblerà la domanda a questo proposito Sinner a fine match, ricordando la sconfitta in tre partite dello scorso gennaio ad Auckland).

La risposta di Jannik sul 15-30 fulmina l’avversario che si rivolge all’arbitro dicendogli che la sua prima era fuori. Dalla sedia arriva la conferma che era buona, salvo poi negargli la verifica del segno perché non ha interrotto prontamente il gioco. Benoit ribatte che si è fermato, pure troppo, anzi, vuole il fisio, si è fermato dopo il servizio perché si è fatto male. Richiesta negata dall’uomo sul seggiolone (anche se la presenza di una maestra d’asilo sarebbe più consona alla situazione) che alterna decisioni corrette ed errate.

In ogni caso, è break al quarto gioco come nel primo parziale. Una manciata di minuti dopo, sulla terza palla a disposizione per rientrare, Paire si infuria nuovamente con il giudice di sedia, reo di aver fermato il cronometro a pochi secondi dallo scadere del tempo per servire; il motivo, gli viene spiegato, è che si era messo a parlottare recando disturbo al battitore – e anche a chi vorrebbe vedere un match, vorremmo aggiungere. Non passa molto perché si lamenti ancora, Paire, stavolta giustamente, per il mancato warning a Sinner che non era pronto a rispondere nel tempo ragionevole. Ogni tanto si gioca anche a tennis, quel che basta a muovere il punteggio. Paire, premuroso di anticipare la conferenza stampa per dichiararsi contento di com’è andata perché ha fatto più game che a Cincinnati (nessuno contro Coric: 6-0 1-0 e ritiro), getta gli ultimi punti nell’indifferenziata e Sinner, sicuramente attento e concentrato in un match di difficile valutazione tecnica, guadagna il secondo turno contro Stefanos Tsitsipas, colui che lo ha fermato proprio a Roma un anno fa (beh, un po’ di più…) dopo la vittoria su Johnson.

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ATP Amburgo: la finale è Rublev-Tsitsipas

Il russo ha regolato Ruud, mentre Stefanos ha dovuto sudare per battere Garin in tre set.

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Sabato di semifinali giovani all’ATP 500 di Amburgo (tutti sotto i 24 anni), con i favoriti, Stefanos Tsitsipas ed Andrey Rublev, che hanno rispettato il pronostico e raggiunto la terza finale stagionale. Sarà anche il loro terzo confronto nel tour, con il bilancio in parità (anche se Rublev ha vinto anche un incontro a livello Challenger).

RUBLEV IMPLACABILE – Andrey Rublev è stato il primo a raggiungere la finale, battendo Casper Ruud per 6-4 6-2 in 85 minuti, ripetendo il risultato dello scorso anno, quando fu battuto in tre set da Basilashvili all’ultimo atto. Il norvegese è stato più aggressivo inizialmente, cercando tanti contropiedi per non permettere a Rublev di accamparsi sulle diagonali dove il russo non ha problemi colpire ad libitum, specialmente con il dritto anomalo.

Questa strategia probabilmente derivava dalla chiusura del tetto, che inficia le rotazioni dei suoi colpi da fondo abbassando il rimbalzo e restringendo il campo, obbligandolo quindi a cercare altre soluzioni per non perdere campo. Il risultato è stato un inside-in appena largo e immediata palla break Rublev, ma Ruud l’ha salvata girando attorno alla pallina con il più classico degli schema da rosso – due sventagli e chiusura lungolinea.

 

In conseguenza a questo atteggiamento atipico per lui, il norvegese è andato sovraritmo, prevalendo quasi solo con i banana shot del suo mentore Nadal. In condizioni così lente, inoltre, Rublev non soffre servizi che non siano di livello assoluto, come si è visto ieri contro Bautista, e ha risposto quasi sempre sul rovescio dell’avversario anche sulla prima. Per finire, il russo ha tenuto un’alta percentuale di punti con la prima, 70 percento contro il 48 dell’avversario – è forse l’epitome di un nuovo flipper agassiano da fondo.

Nel terzo gioco, una risposta vincente di dritto e due errori di rovescio di Ruud hanno dato la palla break a Rublev, concretizzata con due dritti dominanti seguiti a rete per lo smash a rimbalzo. Il russo ha provato ad allungare ulteriormente grazie ad un’altra palla break nel quinto gioco (ha avuto chance in ciascuno dei primi tre turni al servizio dello scandinavo), ottenuta con una risposta vincente di rovescio e con un rimbalzo fedifrago. Ruud ha però spinto ed è sceso a rete grazie a un buon contropiede di rovescio. Altra risposta bimane, altra buca, altra palla break, ma stavolta il semifinalista di Roma ha pulito la linea laterale con il suo, di rovescio lungolinea.

Salvatosi dal doppio break, Ruud ha colpito una buona risposta fra i piedi che gli ha dato la palla del contro-break, sfruttata con una risposta vincente di dritto, ma un brutto errore con lo stesso colpo ha rimandato avanti l’avversario, bravissimo a tirar fuori una contro-smorzata a cui la terra è stata decisamente lieve, in senso buono:

In una fase di stanca, un dritto in rete di Rublev ha dato due palle del 4-4 a Ruud, ma la tds N.5 ha spinto bene chiudendo con una smorzata e pareggiato i conti con una prima vincente, chiudendo facilmente il set in 49 minuti. Ruud ha richiesto l’intervento del fisioterapista per un problema alla spalla destra a cavallo fra i due parziali, e ha subito perso il servizio su un doppio lungolinea dell’avversario, il cui dritto ha continuato a farla da padrone, dandogli l’1-0.

Nonostante il nastro abbia aperto uno spiraglio con la palla del contro-break, tre prime consecutive (dopo l’uno su sette iniziale) hanno cavato Rublev d’impaccio; Ruud è quindi crollato, concedendo il doppio break senza colpo ferire. Il russo si è distratto, restituendone uno con due doppi falli consecutivi, ma da lì in avanti ha proceduto a velocità di crociera, salendo 5-2 con un rovescio vincente e chiudendo poco dopo.

“Casper ha giocato davvero bene in queste due settimane, poteva anche finire in un altro modo”, ha commentato il vincitore. “Mi mancava la presenza degli appassionati, anche perché qui ad Amburgo negli anni scorsi lo stadio pieno fin dai primi turni – è sicuramente un torneo speciale per me!” Per Rublev sarà la terza finale stagionale dopo le vittorie di inizio anno a Doha ed Adelaide; questa sarà però la chance di vincere il suo primo 500.

TSITSIPAS SORRIDE – Il greco ha invece impiegato due ore e 15 minuti per battere Cristian Garin, uno dei migliori performer su terra della stagione, con il punteggio di 7-5 3-6 6-4. Entrambi benissimo al servizio all’inizio, specialmente il cileno, che ha messo dentro 19 dei suoi primi 21 servizi (facendo però “solo” il 63% dei punti), mentre Tsitsipas è stato molto efficace con entrambe le battute, iniziando 11/15 con la prima e 6/9 con la seconda.

Il greco ha concesso una palla break nel quinto gioco, ma ha tirato una prima vincente, come successo di frequente questa settimana. La prima chance per Tsitsi è arrivata nel sesto game, quando Garin ha sparacchiato un dritto, ma la risposta di rovescio si è spenta in mezzo alla rete. Garin ha però continuato a regalare, scentrando un rovescio e concedendo il break con un doppio fallo.

Al momento di servire per il set, però, Garin è salito 15-40 su una palla corta sbagliata dalla seconda testa di serie, sfruttando due buone risposte incrociate da sinistra e rimandando tutto di là (il cileno ha una consistenza veramente straordinaria con i colpi in corsa), strappandogli la battuta quando un passante complicato si è fermato in rete. Dopo un game di battuta un po’ fortunoso (una volée dubbia gli è stata chiamata dentro sullo 0-15), Tsitsipas si è fatto trovare pronto, e si è guadagnato due set point grazie a un doppio fallo del cileno, chiudendo immediatamente con un passante di rovescio dopo 53 minuti – decisiva la differenza con la seconda, 62 percento per Tsitsipas, 33 per Garin.

Molti gli scambi intensi, soprattutto perché questa settimana il dritto di Tsitsipas è lontano parente di quello “ammirato” contro Sinner a Roma, ed è anzi diventato un colpo eccezionale anche sulla terra, carico e difficile da leggere, mentre Garin ha cercato di prendere l’iniziativa quando possibile, appiattendo il dritto in cross e scendendo a rete il doppio dell’avversario (10-5 nel primo).

Il campione di Cordoba e Rio non si è scoraggiato, e ha breakkato nel terzo gioco del secondo set, quando Tsitsipas si è inizialmente salvato con la prima, ma nulla ha potuto sulla risposta in allungo dell’avversario:

Tsitsipas ha rischiato di sbandare ulteriormente nel quinto gioco, ma la prima gli è venuta in soccorso di nuovo. Garin ha però servito in maniera clamorosa, vincendo 14 punti su 16 con la prima, e non gli ha mai dato la benché minima possibilità di rientrare nel parziale, chiudendo anzi con un ulteriore break, suggellato da un rovescio tonitruante. Solo tre errori non forzati per lui nel secondo, e match al parziale decisivo dopo un’ora e mezza – primo set perso nel torneo da Tsitsipas, che ha chiesto l’intervento del preparatore prima dell’inizio del terzo.

Il greco è riuscito a ricomporsi, tornando intoccabile al servizio com’è stato per tutta la settimana (sopra l’80 e con la prima e con la seconda), e ha aspettato il momento propizio, arrivato nel quinto game quando Garin ha completamente perso il campo, sbagliando due rovesci e commettendo due doppi falli. L’andamento del set è stato speculare a quello del precedente, perché Stefanos ha difeso senza affanni i turni di battuta (Garin ha anche avuto bisogno di un breve trattamento al ginocchio destro), e ha chiuso a rete per la sua terza finale della stagione – cercherà il suo secondo titolo dopo Marsiglia.

“La partita è stata durissima ed equilibrata, ma sono stato bravo a sfruttare i miei punti di forza”, ha detto alla fine. “Mio fratello è venuto qui dieci anni fa e mi ha sempre detto che il torneo e l’organizzazione sono fantastici, e sono felice di essere riuscito a giocare così bene in una città bellissima”. Decisamente piacione il greco, che ha chiuso con un “ho imparato a dire ‘ich lieben Hamburg'” appena appena melenso… Anche per Tsitsipas questa sarà l’occasione di vincere un 500, anche se il greco ha pur sempre vinto le ATP Finals, un filo più importanti.

Risultati:

[5] A. Rublev b. C. Ruud 6-4 6-2
[2] S. Tsitsipas b. C. Garin 7-5 3-6 6-4

Il tabellone completo

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ATP Amburgo: Ruud schianta Humbert al terzo. Avanti anche Tsitsipas e Rublev

Il norvegese conferma il suo valore sul rosso, segnali di risveglio per il greco che supera Lajovic. Bene il russo in due set su Bautista Agut

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Casper Ruud – ATP Amburgo 2020 (foto via Twitter @atptour)

Mentre a Parigi va in scena l’ultimo turno delle qualificazioni e Rafa Nadal, per la prima volta in carriera, si allena sullo Chatrier ma non sotto il cielo, ad Amburgo otto tennisti ce la mettono tutta per raggiungere le semifinali incuranti dello Slam incombente. Anche quelli che ambiscono ad arrivare non semplicemente alla seconda settimana, bensì in fondo al torneo. C’era anche curiosità per lo scontro fra il fenomeno della settimana (il francese che ha preso a pallate Medvedev sotto gli occhi deliziati di mamma Anne) e quello che in stagione ha vinto 14 match terraioli su 17, perdendo solo da Seyboth Wild, Mager e Djokovic (il norvegese figlio d’arte che ha giù superato il padre, cosa che probabilmente non accadrà a Emilio Gomez). E, a proposito di eredità, era impegnato anche quello che vuole diventare un rematore estroso opposto al suo nuovo modello. Andiamo a vedere com’è finita e perché.

RBA NON VA – Un tennista che quest’anno si è fatto notare in entrambi i due spezzoni di stagione (e, per fortuna, non nello spazio tra i due come alcuni suoi colleghi) è senz’altro Andrey Rublev. Dopo la preventivabile stecca nel passaggio da New York a Roma, il moscovita ha ripreso a martellare con efficacia venendo a capo in due set di Roberto Bautista Agut. Lo spagnolo non è a suo agio sulla terra quanto lo è sul duro (sotto il livello di guardia la sua percentuale di vittorie sul rosso contro i top 50), eppure sorprende un po’ il dominio di Andrey nel primo parziale chiuso 6-2. Il secondo set pare avviato verso una conclusione simile ancorché meno netta, ma un paio di punti girano male per Rublev – rompe le corde su una risposta, un dritto esce dopo aver sfiorato il nastro – che cede a quindici il successivo turno di battuta. Rimane però in partita e, brekkato nuovamente Bautista, chiude 7-5.

STEFANOS IN RIPRESA – Gioca bene a tennis, Dusan Lajovic. Soprattutto se non deve fare i conti con la palla di Nadal come a Roma. Basta però davvero poco perché esca dal match dopo un primo set ben giocato fino a due punti dall’accaparrarselo e lasci strada a Stefanos Tsitsipas. Arrivati a metà del tie-break entrambi con un ragguardevole 12 su 13 con la seconda di servizio, Dusan allunga sul 5-3 quando la sua risposta sfiora il nastro e manda fuori tempo il dritto greco. Stefanos si riprende il maltolto con una palla che muore in una buca compromettendo la difesa avversaria e vola 7-5, mentre la racchetta serba, scagliata poco serenamente a terra, rimbalza verso la giudice di linea.

Poco potenza e mira da rivedere per Lajovic, che quindi non viene neanche sanzionato con il warning, come se il comportamento non fosse pericoloso. Il match dello sfavorito dovrebbe essere finito su quella buca e il break in apertura a favore Tsitsipas pare confermarlo. Ma il tennis si imbruttisce, quello ateniese compreso, e allora contro-break, poi un nuovo strappo e ancora… no, il 2 pari non arriva, nonostante Dusan apparecchi la situazione per un comodo dritto che spara invece fuori. Quindi, sì, l’incontro era davvero finito con il tie-break: è che ancora non lo sapeva. Tsitsipas fallisce due match point in risposta (e fanno otto consecutivi), ma chiude al terzo 6-2 con il servizio.

 

SEMPRE PIÙ RUDE – Ce la mette tutta, Ugo Humbert, ma alla fine Casper Ruud fa valere la sua maggior tenuta atletica che gli permette di prendersi il set finale dopo oltre due ore e mezza di battaglia durissima e per larghi tratti più che apprezzabile. Ruud inizia con la solita pressione da fondo, ma commette troppi errori con il dritto e il set rimane in equilibrio. Esce indenne da un lunghissimo decimo game nel quale salva anche due set point spingendo con il dritto (il secondo con un nastro benevolo) e si prende il break che vale il set subito dopo. Humbert, che sa fare più cose e ha una “mano” più sensibile, riesce ad allungare al quarto gioco fra tocchi delicati, accelerazioni, le indispensabili imprecisioni dell’altro e un pizzico di fortuna stavolta dalla sua. Vanificato l’immediato tentativo di rientro norvegese, il ventiduenne di Metz pareggia il conto dei set.

L’altro classe 1998 ma nato in dicembre rischia di andare subito sotto all’inizio della partita finale, ma per due volte Ugo non riesce a trafiggerlo da posizione vantaggiosa. Occasione favorevole fallita e turno di battuta francese perso a zero. Con un Ruud sempre più vicino a salirgli sopra fisicamente in modo definitivo, Ugo salva tre PB dello 0-4 che gli valgono l’illusione di essere rimasto in vita, soprattutto quando l’opportunità persa di mettere un bella pietra sopra il match da parte di Casper si traduce in un game di servizio aperto da due errori. Rimedia però piantando due ace consecutivi – i primi del match – e l’illusione di Humbert svanisce in fretta: il divario atletico è ormai incolmabile e Ruud vola pressoché indisturbato verso il 6-1. Resta comunque l’ottima settimana di Ugo, mentre sarà interessante, se entrambi ci arrivano, vedere gli scambi parigini tra lui e Thiem sulla diagonale destra.

IL PROGRAMMA DELLE SEMIFINALI – Sabato, si parte alle 13.30 con Rublev che affronta Ruud. Non prima delle 15.30, Tsitsipas cercherà la finale contro Cristian Garin, vittorioso in rimonta ai danni di un Alexander Bublik che può ritenersi soddisfatto del suo torneo dopo il ripescaggio come lucky loser.

Risultati:

[5] A. Rublev b. [4] R. Bautista Agut 6-2 7-5
[2] S. Tsitsipas b. D. Lajovic 7-6(5) 6-2
C. Ruud b. U. Humbert 7-5 3-6 6-1
C. Garin b. [LL] A. Bublik 3-6 6-4 6-4

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ATP Amburgo: niente da fare per Fognini contro Ruud

Partita a senso unico a favore di Casper Ruud che elimina Fabio Fognini all’ATP 500 di Amburgo

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Fabio Fognini - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Finisce al secondo turno l’avventura di Fabio Fognini, testa di serie n.6, all’Hamburg European Open. Dopo la vittoria nel match d’esordio contro il tedesco Kohlschreiber, ammesso al tabellone principale grazie a una wild card, il ligure si è dovuto arrendere al norvegese Casper Ruud (n. 30 ATP), recente semifinalista agli Internazionali BNL d’Italia e giustiziere di Matteo Berrettini.

Con un doppio 6-3 in un’ora e 7 minuti, Ruud ha disposto abbastanza agevolmente del nostro Fognini, mettendo a segno una serie di sette giochi consecutivi che l’hanno portato dal 3-3 del primo set fino al 6-3, 4-0. Non si è mai avuto l’impressione che il match potesse cambiare direzione, tanto che c’è stata un’incredibile sequenza di 18 punti consecutivi in favore del norvegese tra la fine del primo parziale e l’inizio del secondo.

Prosegue dunque la dura strada del ritorno per Fognini, che dopo il doppio intervento chirurgico alle caviglie durante la pausa del Tour ha fatto vedere di non aver ancora recuperato appieno la propria condizione. Sotto lo sguardo attento del coach Corrado Barazzutti, presente ad Amburgo, nel torneo tedesco Fabio ha comunque vinto il suo primo incontro post-operatorio e si prepara ad affrontare l’impegno del Roland Garros nel quale al primo turno incontrerà il kazako Mikhail Kukushkin (n. 87 ATP) con il quale è 2-2 nei confronti diretti ma ha vinto l’unico dei precedenti disputatosi sulla terra battuta.

Risultati:

U. Humbert b. [Q] J. Vesely 6-4 6-3
C. Ruud b. [6] F. Fognini 6-3 6-3
D. Lajovic b. [8/WC] K. Khachanov 6-1 6-2
[2] S. Tsitsipas b. [Q] P. Cuevas 7-5 6-4

 

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