Berrettini leader d'opposizione: "Che tristezza le critiche a Thiem e Zverev"

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Berrettini leader d’opposizione: “Che tristezza le critiche a Thiem e Zverev”

Dal Foro Italico l’azzurro ha preso una netta posizione sulle critiche (soprattutto social) alla finale dello US Open. “Nell’epoca di Djokovic, Federer e Nadal, bisognerebbe avere rispetto di giovani che hanno già vinto tanto”

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Matteo Berrettini - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
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Dietro Djokovic, Nadal e Federer c’è un fronte – destinato probabilmente ad ampliarsi – che si sta un po’ scocciando di sentirsi un ripiego. A pochi giorni dalla rottura di una serie lunga oltre tre anni di Slam divisi all’interno del cerchio magico – l’ultimo extra è stato Wawrinka allo US Open 2016 – Matteo Berrettini dalla sua Roma ha inteso prendere le difese dei due finalisti dello US Open. Accusati dalla critica, più o meno qualificata, di aver dato vita a una finale “brutta” rispetto a come sarebbe stata con in campo i Big Three. L’azzurro, numero otto del mondo, lo ha fatto sentendosi pienamente parte di una generazione a suo modo sfortunata. Senza i fenomeni assoluti ancora con pieno merito in circolazione, un Thiem già tre volte sconfitto in finale ci avrebbe messo meno tempo a diventare il primo nato dopo il 1990 a vincere uno Slam.

Pur essendo tra gli ultimi arrivati in ordine di tempo tra i banchi dell’opposizione, Matteo è già pienamente nella parte. Con onestà intellettuale non si è preso i gradi di leader degli italiani (qui ne parla il direttore nell’ultimo editoriale), ma ha spostato il mirino più in alto. “Su social e mezzi di informazione ho letto cattiverie nei confronti miei e di altri giocatori come se avessimo fatto qualcosa di male alle famiglie di chi scriveva. Mi mette tristezza leggere queste cose su ragazzi giovani che affrontano le prime grandi tensioni, con la pressione dell’esistenza di quei tre che, tutti insieme, sono qualcosa di allucinante. Non so cosa ci si aspetti: dopo sei mesi senza tornei si va allo US Open a giocare partite sulla distanza dei tre set su cinque, è impossibile non tentennare“.

Il riferimento ai tanti errori sparsi nei cinque set della finale di Flushing Meadows diventa diretto: “Non mi aspettavo due robot. Se penso alla mia partita contro Monfils nei quarti di finale di un anno fa, mi è tremata la mano e ho fatto doppio fallo. Penso che quelle siano le emozioni del tennis. Mi fa tristezza pensare che c’è gente pronta a insultare professionisti che si allenano dalla mattina alla sera, ragazzi giovani che hanno vinto già tanto. Bisognerebbe avere un po’ più di rispetto e goderci quello che stiamo vivendo, perché lo sport non è una cosa semplice come sembra”. Nel silenzio del Foro Italico, il messaggio rimbomba.

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Parigi-Bercy, il tabellone delle qualificazioni: sei italiani al via

Travaglia, Cecchinato, Caruso, Mager, Lorenzi e Giannessi cercano l’accesso al tabellone principale. La prima testa di serie è Fucsovics. Quattro le wild card francesi

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Comincia dalle qualificazioni la spedizione azzurra al tradizionale appuntamento indoor di Parigi Bercy, l’ultimo Masters 1000 di questa sventurata stagione condizionata dalla pandemia di Coronavirus. Sono sei gli italiani impegnati nel tabellone cadetto. In ordine di classifica: Stefano Travaglia (testa di serie n.5), Marco Cecchinato (testa di serie n.7), Salvatore Caruso (testa di serie n.8), Gianluca Mager (testa di serie n.14), Paolo Lorenzi e Alessandro Giannessi. 

Travaglia parte assolutamente da favorito contro il portoghese Pedro Sousa, n.110 del ranking ATP e molto poco meno a suo agio sui campi veloci. Al secondo turno, decisivo per la qualificazione, potrebbe sfidare in un derby Mager, qualora quest’ultimo sconfiggesse il colombiano Daniel Galan, n.132 della classifica mondiale. Un’altra sfida al secondo turno potrebbe essere quella tra Caruso e Lorenzi. Il siculo però dovrà fare attenzione all’australiano Marc Polmans, giocatore aggressivo e insidioso sul cemento. Il toscano a sua volta è nettamente sfavorito contro il rampante spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, terzo favorito del seeding, che dalla ripresa del tour vanta un notevolissimo bilancio di 13 vittorie e 4 sconfitte. 

Marco Cecchinato, reduce dalla bella settimana al Sardinia Open, dove ha raggiunto la finale, affronta il cinese di Taipei Jason Jung, n.127 del ranking ATP. Un giocatore di spessore inferiore ma che è molto più abituato di Cecchinato a giocare sul veloce. Infine, Giannessi affronterà il moldavo Radu Albot, n.85 della classifica e testa di serie n.10 del tabellone cadetto, in un match abbastanza proibitivo sulla carta. A dimostrazione della qualità del field, la prima testa di serie, e quindi primo escluso dal main draw, è Marton Fucsovics, n.52 del mondo. Dovrebbe giocare contro il 18enne francese Arthur Cazaux, una delle quattro wild card di casa. Le altre sono Elliot Benchetrit, Antoine Cornut-Chauvinic e Arthur Rinderknech. 

 

Il tabellone completo delle qualificazioni (con tutti i risultati aggiornati)

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ATP Nur-Sultan: Millman e Mannarino in semifinale contro la Next Gen

L’australiano batte in rimonta al tie-break decisivo Paul. Ora affronterà Frances Tiafoe. Il francese non lascia scampo a McDonald e si giocherà la finale contro Ruusuvuori

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John Millman - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Le semifinali della prima edizione del Astana Open, torneo di categoria ATP 250 da oltre 300mila dollari di montepremi che si gioca a Nur-Sultan, capitale del Kazakistan, saranno il più classico degli scontri generazionali. Nella parte alta del tabellone, il 32enne mancino francese Adrian Mannarino, numero 41 del ranking e testa di serie n.3 del seeding, sfiderà il classe 1999 finlandese Emil Ruusuvuori, giocatore promettente e già capace di battere il nostro Sinner ad inizio stagione. A contendersi l’altro posto in finale saranno invece il 31enne veterano australiano John Millman, quarta testa di serie del torneo, e il 22enne statunitense Frances Tiafoe, n.63 del ranking mondiale uno dei volti più celebri della nuova generazione di tennisti made in USA. 

Mannarino e Ruusuvuori hanno dovuto faticare ben poco nei loro rispettivi match di quarti di finale. Il transalpino, con il suo tennis personale e imprevedibile, ha travolto l’americano Mackenzie MacDonald, giustiziere di Andreas Seppi al secondo turno, con lo score di 6-1 6-4. Il giovane finlandese, proveniente dalle qualificazioni, ha invece spento i sogni di gloria di Mikhail Kukushkin di trionfare tra le mura amiche, dominandolo per 6-3 6-1. Ruusuvuori continua la sua avventura in quello che era già il suo miglior torneo ATP in carriera, centrando la prima semifinale. Con Mannarino, un giocatore navigato, dotato di talento e anche intelligenza in campo, sarà per lui una vera prova del nove. 

Hanno avuto vita molto più dura invece Millman e Tiafoe. L’australiano, n.44 della classifica mondiale, ha dovuto dare fondo a tutte le sue grandi capacità di resistenza, atletica e mentale, per avere la meglio del 23enne statunitense Tommy Paul, vincitore del Roland Garros junior che sembra finalmente aver trovato la sua strada anche tra i professionisti. Dopo aver perso il primo set al tie-break, Millman ha pareggiato i conti nel secondo per 6-4 e ha conquistato il terzo ancora al tie-break per 7 punti a 5 dopo quasi tre ore di gioco. Da notare che Paul era in vantaggio 3 a 0 nel tie-break decisivo. 

 

Tiafoe è uscito vincitore di un’altra maratona da oltre due ore e mezza contro il 27enne bielorusso Egor Gerasimov, conclusasi con il punteggio di 7-6 5-7 7-5 in suo favore. L’esplosivo afroamericano se l’è vista brutta quando si è ritrovato sotto 4 a 3 di un break nel terzo set. Gerasimov però non ha confermato il vantaggio e si è poi spento. Millman e Tiafoe si sono divisi equamente le vittorie nei quattro precedenti scontri diretti, tutti giocati su superfici rapide. L’ultima sfida si è giocata ai recenti US Open ed è stata una battaglia, in cui ha prevalso il tennista aussie al quinto set dopo essere stato sotto 2 a 1. Insomma, ci sono tutti i presupposti per vedere un incontro molto acceso. 

Il tabellone aggiornato

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La vittoria di Lorenzo Sonego contro Novak Djokovic: il commento del direttore

Le sette vittorie azzurre contro un numero 1 del mondo. La classifica di Ubaldo. L’exploit più prestigioso è di… Adriano Panatta

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Lorenzo Sonego e Novak Djokovic - Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

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