US Open: Berrettini da sogno, è semifinale!

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US Open: Berrettini da sogno, è semifinale!

NEW YORK – Emozioni indescrivibili: Matteo vince al quinto match point, battendo un Monfils mai domo. Italia maschile in semifinale nella Grande Mela dopo 42 anni

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (pic by Jo Vinci)

da New York, il nostro inviato

[24] M. Berrettini b. [13] G. Monfils 3-6 6-3 6-3 3-6 7-6(5)

Una gioia indescrivibile, arrivata con merito e grinta. Matteo Berrettini, 42 anni dopo Corrado Barazzutti, conquista la semifinale dello US Open. Il romano si inserisce nel ristrettissimo club degli italiani arrivati tra i primi quattro (o meglio) in uno Slam, insieme a De Stefani, Pietrangeli, De Morpurgo, Merlo, Sirola, Panatta, Barazzutti e Cecchinato. Con Berrettini, siamo a nove nella storia intera del tennis azzurro.

 

INIZIO SOTTOTONO – Matteo affronta Gael Monfils, primo incontro tra i due, in un Arthur Ashe che si va via via riempiendo di pubblico, fino ad arrivare quasi al tutto esaurito, davvero un gran colpo d’occhio. Sarà la prima volta in questo stadio enorme, sarà la consapevolezza di quanto importante sia il risultato, sta di fatto che Berrettini inizia decisamente sottotono. Una buona responsabilità (e merito) per le indecisioni e gli errori dell’italiano ce l’ha Gael, che si parcheggia a 5 metri dalla linea di fondo, e respinge con apparente scioltezza tutte le bordate che Matteo gli tira con servizio e dritto.

Quando sei costretto, ripetutamente, a giocare e rigiocare palle che di solito non tornano, è naturale andare in affanno, sovraritmo, e sbagliare. Diversi dritti messi a metà rete da Matteo, insieme a un paio di doppi falli, gli costano un servizio perso nel sesto game (già aveva salvato con l’ace una palla break nel turno di battuta precedente), Gael sale 4-2, e non concede più nulla. Zero opportunità per l’azzurro in risposta, il conseguente 6-3 per il francese è inevitabile, e onestamente se lo è meritato. Totalmente disinnescato sulla diagonale destra, dove per quanto cerchi di tirare fortissimo non fa praticamente mai male all’avversario, Berrettini è in evidente difficoltà, e va sotto di un break anche all’inizio del secondo set. Pure la palla corta, che di solito è un’arma importante, lo tradisce (due errori con quel colpo, contro Rublev ne aveva giocate cinque su cinque vincenti).

LA REAZIONE E IL SORPASSO – Pian piano, però, il tennis di Matteo si fa più incisivo: il rovescio regge, il dritto fa sempre più danni. Bravo in questa fase Berrettini a uscire dalla trappola del palleggio in crosso di dritto, facendo più spesso il giro intorno alla palla per scatenare lo sventAglio e uscire verso la sinistra del francese. Arriva il contro-break, finalmente, e il 2-2. Una breve interruzione causata da qualche goccia di pioggia, non roba da chiusura del tetto comunque, sembra distrarre Monfils, che perde ancora il servizio sul 4-3 commettendo diversi errori gratuiti. Ottimo e cinico Matteo ad approfittarne, tirando deciso e senza tremare. Sale anche la percentuale di prime palle, non straordinaria oggi (57% nel set), e l’azzurro tiene alla grande (due ace nel game) il servizio che gli consegna il 6-3. siamo un set pari, è tutta da giocare adesso.

Il terzo set vede continuare la tendenza positiva per Berrettini, mentre Gael sembra aver smarrito molte delle certezze e della tranquillità di inizio match. Arriva un break nel terzo game, Matteo sale fino al 4-2, poi gli organizzatori decidono che è il momento di accendere le luci e chiudere il tetto, il cielo sopra New York si è fatto plumbeo. Sempre più in fiducia, e a tratti dando spettacolo col dritto e i tocchi a rete, Berrettini brekka ancora, e chiude 6-2: che set, che livello. La manata spaventosa di dritto che dà all’azzurro il 5-2 echeggia sotto la copertura dello stadio come fosse esploso un petardo. Due set a uno, il sogno è sempre più vicino. Nel box giocatori, Santopadre e Rianna, con Craig O’Shannessy, non stanno nella pelle, anche in tribuna stampa l’atmosfera è di quelle da occasione irripetibile; personalmente, mi sembra di rivivere le sensazioni che ebbi esattamente seduto qui, dove sto scrivendo, nel 2015. E ci ricordiamo tutti cosa avvenne quell’anno.

Monfils alterna il ritmo, a volte carica i topponi rallentando la velocità, poi all’improvviso prova a spingere, è chiaro il tentativo di contenere un Berrettini a tratti straripante. Nel terzo set, per esempio, l’azzurro ha piazzato il 100% di punti fatti con la prima palla, ha fatto 14 vincenti e commesso 9 errori, per il francese solo quattro vincenti. Non ha più l’iniziativa e subisce praticamente sempre, a parte i punti fatti con il gran servizio. Per Gael è un problema.

Gael Monfils – US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

GAEL TORNA A GALLA – Il quarto set inizia in modo equilibrato, poi tra il terzo e il quarto game Monfils piazza una mini-stricia di 7 punti a uno, che gli porta in dote due palle break consecutive. Era ovvia una reazione, Gael è un campione, mai dimenticarlo. La prima svanisce col drittaccio lungo in risposta alla seconda palla (occasione persa dal francese qui), poi è lo sventaglio a uscire di Matteo a cancellare la successiva. Ne arriva una terza, a causa di un errore evitabile dell’azzurro, che però non trema e la annulla con un’accelerazione diagonale che manda letteralmente al tappeto Gael, che rischia anche di farsi male sbattendo su una telecamera. Tanto per far capire quanto indietro lo spinge l’aggressività di Berrettini. Una steccata dà il quarto vantaggio a Monfils, cancellata stavolta da uno splendido rovescio lungolinea di Matteo. Sembra chiaro che il francese sta giocandosi il tutto per tutto adesso, spara qualsiasi palla stando parecchio più vicino alla riga di fondo. Alla fine il rischio paga, con un nastro che gli accomoda la facile chiusura che gli dà il break alla quinta occasione, 3-1 per lui.

Monfils continua a tirare tutto, annulla sparando un dritto all’incrocio una palla del controbreak (causata da due errori di misura), e tiene salendo 4-1. Bisogna stringere i denti adesso, Berrettini deve rimanere attaccato ai suoi turni di servizio a tutti i costi, e poi vedere come va in risposta. Matteo tiene senza problemi, poi nel settimo game va all’assalto del servizio avversario. Per tenera la battuta, pur non affrontando palle break, Gael ci mette dieci punti, sparando il dritto anche da fermo. Lo vediamo piegato in due a più riprese, anche la tattica “rischiatutto” è tipica di chi sente di non poter reggere gli scambi lunghi, ma tant’è, siamo 5-2 in suo favore. Conoscendolo, non mi fido finché non lo vedo lasciare il campo via in barella (si scherza, eh, intendiamoci). Alla battuta per andare al quinto set, sul 5-3, Monfils rimane concentrato, batte forte, e nonostante il dodicesimo doppio fallo della partita chiude 6-3, siamo al set decisivo. Il problema di Berrettini, nel contesto di un ottimo match, è la percentuale di prime palle, il 55%, mentre Gael sta al 61%. 44 vincenti, 47 errori Matteo, 30-39 Monfils; l’equilibrio ci sta, ma chi sta conducendo le danze è chiaramente l’italiano.

SPLENDIDO EPILOGO – Il quinto set è un’altalena di emozioni, fino all’incredibile finale. Matteo sale subito avanti di un break, ma si fa raggiungere sul 2-2. Non demorde, continua a spingere e con un break a zero nel sesto game ritorna in vantaggio, nonostante la prima palla continui a non sostenerlo. Al servizio per il match sul 5-3, Berrettini trema per la prima volta nel parziale. Brutta volée fallita sul 30-15, poi la frittata peggiore: sul match-point, un tremendo doppio fallo. Monfils ringrazia, e nella bolgia dell’Arthur Ashe si porta 5-5. Bravo Berrettini ad assorbire la botta, e tenere per il 6-5 rimontando da 0-30. Tocca a Gael battere per rifugiarsi nel tie-break: proprio ora, come accaduto pochi istanti prima a Matteo, il servizio tradisce crudelmente il francese che da 30-0 si incarta in una serie di doppi falli e di errori gratuiti. Matteo si trova quindi a beneficiare di altri due match point: sul primo Monfils trova la prima al centro, sul secondo è l’azzurro a fallire un rovescio. Arriva il tie-break, nello stadio sono tutti in piedi.

Berrettini va subito avanti 2-0, Gael continua a regalare al servizio con altri due doppi falli ed ecco materializzarsi altri due match point, dopo uno scambio da 24 colpi vinto dall’italiano. Monfils salva il primo (e siamo a quattro!) con l’ace al centro, ma una prima a 201 kmh di Matteo manda il ragazzo di Roma tra le stelle, ovvero i primi quattro giocatori dello US Open 2019. Grazie, solo grazie Matteo. Alla probabilità di affrontare Nadal ci penseremo tra qualche ora.

Vincenzo Santopadre e il team di Berrettini – US Open 2019 (foto Jo Vinci)

Monfils a fine match: “Prenderò le cose positive da queste due settimane, che sono state ottime per me. Nel tie-break pensavo a essere più aggressivo, ma ho servito molto male, non sono stato incisivo col dritto. Sapevo che Matteo avrebbe spinto per chiuderla, era sicuramente stanco anche lui. 5 doppi falli in 10 minuti? Sì, mi è già successo, contro Lu in Australia mi pare. Capita quando sei teso, oggi è proprio andata male. Non è la peggior delusione, non dimenticate che nel 2014 avevo avuto match-point contro Federer. Veri rimpianto nono ne ho, perché ho dato tutto, sono orgoglioso della mia prestazione. Berrettini ha servito bene per 4 ore, non è per nulla facile. Il suo dritto è molto pesante, lo slice di rovescio è migliore di quello che tanti pensano. Il punto debole di Matteo? La risposta al servizio, questo mi dispiace di più perché ho servito troppo male io e non ne ho saputo approfittare”.

Il tabellone maschile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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ATP Umago: Ramos-Vinolas ferma Travaglia, ma a brillare è la stella di Alcaraz

Niente da fare per l’ultimo azzurro in gara al Croatia Open, mai in partita contro Ramos-Vinolas. In serata, nel match più spettacolare della giornata, il 18enne spagnolo supera Krajinovic

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Saluta Umago anche l’ultimo tennista italiano, Stefano Travaglia, sconfitto nettamente (6-2 6-1) dal n. 1 del seeding, lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas. Sul Grandstand, il secondo campo per importanza dell’impianto “Stella Maris” che ospita il torneo, “Steto” non è mai riuscito a fare match pari contro il 33enne tennista di Barcellona, che ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco da fondo campo, grazie soprattutto al dritto mancino che ha costretto il 29enne tennista di Ascoli Piceno costantemente sulla difensiva, senza riuscire a trovare la profondità dei colpi necessaria per cambiare l’inerzia degli scambi, pagando in particolare la scarsa incisività con la seconda di servizio (con la quale ha ottenuto solo il 12% dei punti).

Travaglia lascia Umago per trasferirsi a Kitzbuhel, portando con sé comunque delle buone indicazioni, dato che ha interrotto la striscia negativa che non lo vedeva vincere due partite di fila in un main draw dall’ATP 250 di  Melbourne, a febbraio. Può perciò ripartire con fiducia da questo risultato, anche nel lavoro con il suo nuovo allenatore Uros Vico. Anche per Ramos-Vinolas la semifinale di Umago è una bella boccata di ossigeno, considerato che era reduce da una striscia di sette sconfitte consecutive e non vinceva dal match di primo turno del Masters 1000 di Madrid (dopo che la settimana prima aveva vinto il 250 di Estoril).

A meta pomeriggio, ad inaugurare la giornata dei quarti di finale del Croatia Open era stata la sfida tra Richard Gasquet e Damir Dzumhur. La splendida prestazione fornita nel turno precedente da Dzumhur contro Marco Cecchinato aveva fatto pensare alla vigilia che il match potesse rivelarsi molto più equilibrato di quanto si potesse ipotizzare vista la differenza di classifica (n. 59 il francese, n. 127 il bosniaco). L’equilibrio invece c’è stato solo per l’ultima mezz’ora, dato che nei primi 70 minuti sul Centrale di Umago si era vista la versione appannata di Dzumhur che siamo purtroppo abituati a vedere da due anni a questa parte, quella che lo ha fatto uscire dalla top 100 dal febbraio 2020. Merito anche del 35enne francese, che ha saputo imbrigliare sin dall’inizio i tentativi del tennista di Sarajevo di replicare la tattica aggressiva messa in atto con profitto contro l’azzurro. Rallentando ed alzando le traiettorie dei suoi colpi il talentuoso tennista di Beziers ha costretto Dzumhur a prendere sempre dei rischi eccessivi, con conseguenti errori – specie con il rovescio – nel tentativo di prendere l’iniziativa dello scambio.

 

Dopo il 6-3 del primo set, deciso dal break di Gasquet nel secondo gioco, il secondo parziale sembrava scivolare via sulla stessa falsariga, con il francese che strappava di nuovo il servizio nel terzo gioco e poi aveva due chances consecutive per il doppio break e per andare a servire per il match sul 5-2. Il tennista bosniaco sfogava sulla racchetta tutta la sua frustrazione per la scialba prestazione fino a quel momento e lo sfogo si rivelava incredibilmente utile, dato che da quel momento la partita cambiava. Dzumhur infilava infatti un parziale di 10 a 1, impattava sul 4 pari e sembrava poter girare l’inerzia del match, grazie soprattutto ad una ritrovata efficacia della palla corta, decisiva contro Cecchinato, ed al fatto che Gasquet cominciava ad accusare fisicamente il caldo e l’umidità di Umago.

I due alternavano buone cose a brutti errori, con ancora un break per parte e alla fine si arrivava al tie-break. Dove Gasquet riusciva a tirare fuori le ultime energie rimaste e si affidava al braccio ed alla varietà dei colpi, chiudendo al terzo match point, 9-7. “Non sono riuscito a sfruttare le occasioni per andare sul 5-2 e poi è stata dura, anche perché lui ha iniziato a colpire bene. Ma ha lottato, ed ho giocato un bel tie-break” il commento nel post match del tennista transalpino, che giocherà la prima semifinale ATP della stagione (ma la 65° in carriera) e la prima sulla terra battuta da Bastad 2018 (perse poi in finale con Fognini).

La prima sorpresa della giornata arrivava in contemporanea con la sconfitta di Travaglia, dalla sfida sul Goran Ivanisevic Stadium tra due giocatori con il rovescio a una mano, il vincitore dell’edizione 2019 e tds n. 2 Dusan Lajovic ed il tedesco Daniel Altmaier, proveniente della qualificazioni e autore dell’eliminazione di Mager nel turno precedente. Altmaier si è imposto meritamente con il punteggio di 6-2 6-4, ed è sembrato a tratti il bel giocatore spintosi sino agli ottavi del Roland Garros dello scorso anno (eliminando nel percorso anche Matto Berrettini), prima di perdere 8 match di fila a livello ATP, serie interrotta proprio ad Umago con la vittoria su Moutet nel primo turno. Del resto al 22enne di Kempen non sono mai mancati i colpi ma la continuità, frenato sin da giovanissimo dai tanti infortuni.

A onor del vero una mano gliela ha data anche il tennista serbo, mai veramente in partita, che è parso anche avere qualche problema fisico (si è toccato più volte la parte bassa durante il secondo parziale), dopo le quasi due ore di battaglia del giorno prima contro Zapata Miralles. Tanto che anche il break ottenuto nel settimo gioco del secondo set, che lo ha portato a condurre 4-3, è sembrato più figlio di un momentano calo di attenzione di Altmaier, che si è subito ripreso e con un parziale di 12 punti a 5 ha chiuso rapidamente la contesa, conquistando così la prima semifinale in carriera nel circuito maggiore.

Daniel Altmaier – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Il match più atteso della giornata era sicuramente l’ultimo, quello tra il recente finalista dell’ATP 500 di Amburgo, Filip Krajinovic, e la grande promessa del tennis spagnolo e unico under 19 tra i top 100, Carlos Alcaraz Garfia, reduce dalla impressionante vittoria del turno precedente, nel quale aveva lasciato solo 4 game allo slovacco Andrey Martin. Il 17enne spagnolo iniziava come aveva finito la sera precedente, tirando botte impressionanti da fondo e cercando di sovrastare l’avversario sfoderando una condizione fisica stupefacente. Dall’altra parte della rete stavolta c’era però un giocatore in forma ed in fiducia, l’unico top 35 in tabellone stando all’ultima classifica, e soprattutto esperto ad alto livello.

Krajinovic subiva la partenza al fulmicotone di Alcaraz, che si portava sul 4-1, ma riusciva a ricucire lo strappo sfruttando, oltre alla qualità del suo tennis attuale, le ingenuità che ancora ogni tanto fanno fisiologicamente capolino nel gioco del giovanissimo tennista di Murcia (come l’insistere sul colpo migliore del serbo, il rovescio, con il quale da fondo sa fare molto male), che subiva il break a zero al momento di servire per il set. Alcaraz però non si disuniva e si procurava un paio di set point nel game successivo, che il serbo era bravo ad annullare con talento e mestiere. A testimonianza che Alcaraz sta studiando da campione con il suo coach Juan Carlos Ferrero, resettava anche questa delusione e a furia di vincenti portava a casa il tie-break per 7-3.

Krajinovic però non si disuniva e aspettava che Alcaraz rifiatasse. Cosa che avveniva, con il break subito dal n. 73 del mondo – ma dopo stasera entrerà per la prima volta tra i primi settanta al mondo – nel secondo gioco, da 40-0. Il serbo saliva in cattedra e iniziava a comandare il gioco, con Alcaraz che accusava il colpo e scendeva di intensità. Il secondo break con il quale conquistava il set per 62, sembrava certificare che il tennista di Somobor fosse riuscito a domare la furia del giovane spagnolo. Invece dopo il lungo toilet break alla fine del set – verrebbe da dire che anche qui si comporta già da campione – Alcaraz tornava quello ingiocabile della prima metà del primo set, tra vincenti da fondo e recuperi incredibili, e in un attimo era sul 3-0, con doppio break. Krajinovic non demordeva, cercava con orgoglio di ridurre il distacco mettendo in campo tutto quello che aveva, ma Alcaraz era assolutamente “on fire” e non concedeva più nulla.

Il 18enne allievo di “Mosquito” chiudeva 6-1 in 2h21′ di gioco, conquistando la sua seconda semifinale in carriera e diventando il secondo semifinalista più giovane del torneo, dopo un certo Rafa Nadal nel 2004 (“Impressionato? No, non sono impressionato. Sono la conferma che con il mio team stiamo lavorando bene, stiamo seguendo la strada giusta per me” la risposta di Alcaraz al giornalista spagnolo che al termine del match gli ha chiesto se fosse impressionato da questi record di precocità).

Risultati:
[4] R. Gasquet b. D. Dzumhur 6-3 7-6(7)
[1] Ramos-Vinolas S. Travaglia 6-2 6-1
[Q] D. Altmaier b. [2] D. Lajovic 6-2 6-4
[7] C. Alcaraz – [3] F. Krajinovic 7-6(3) 2-6 6-1

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ATP Gstaad: sorpresa Kopriva, Shapovalov va k.o., avanti Ruud e Paire

Il ceco, 249 del mondo, ha rimontato un set di svantaggio contro il fresco semifinalista di WImbledon. Ai quarti troverà Michael Ymer, che ha superato Feliciano Lopez

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Casper Ruud - Gstaad 2021 (via Twitter, @SwissOpenGstaad)

Al debutto nel circuito maggiore, il ventiquattrenne ceco Vit Kopriva si è tolto una bella soddisfazione. Nel giovedì di Gstaad, da qualificato, ha infatti sorprendentemente fermato la corsa di Denis Shapovalov, fresco semifinalista di Wimbledon. Il canadese, numero 10 del mondo e prima testa di serie, aveva vinto senza affanni il primo set. Poi però si è trovato ad affrontare l’impetuosa reazione del debuttante qualificato, 249 ATP, che nei due successivi parziali gli ha lasciato appena cinque game con la spinta dell’82 per cento di punti vinti sulla prima di servizio (anche se gli ace sono stati solo tre, contro gli 11 del canadese).

L’impresa di Kopriva lascia anche un segno statistico: è il giocatore peggio classificato a battere un top 10 da quando – era il 2017 – Thanasi Kokkinakis superò al Queen’s Milos Raonic, allora sesto del ranking. Ai quarti, il ceco troverà Michael Ymer che ha salvato due match point contro Feliciano Lopez, riuscendo anche lui ad avere la meglio in tre set. L’unico quarto di finale tutto tra teste di serie sarà quello tra Casper Ruud e Benoit Paire, che ha vinto il primo set contro Tallon Griekspoor beneficiando poi del ritiro dell’olandese. Per il norvegese, invece, sono bastati due set a superare Dennis Novak.

Risultati:

C. Ruud [3] b. D. Novak 6-4 7-6(5)
M. Ymer b. F.Lopez [8] 6-7(6) 7-6(7) 6-4
B. Paire b. T. Griekspoor 6-4 rit.
V. Kopriva [Q] b. D. Shapovalov [1] 2-6 6-3 6-2

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ATP Umago: Mager sorpreso da Altmaier in tre set

L’azzurro vince il primo set, poi perde 9 giochi di fila. Altmaier stoppa il suo tentativo di rimonta, chiudendo 7-5. Sarà Lajovic il suo avversario. Domani torna in campo Travaglia

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Gianluca Mager non è riuscito a raggiungere Stefano Travaglia ai quarti di finale dell’ATP 250 di Umago. Sul campo Grandstand, il numero 75 ATP (e numero 8 del tabellone) ha ceduto in un’ora e 50 minuti al qualificato Daniel Altmaier, rimontato dopo aver il vinto il primo set 4-6 6-1 7-5. Altmaier tornerà a giocare un quarto di finale nel circuito ATP dopo 4 anni (sull’erba di Antalya venne sconfitto da Sugita in due set). Da inizio secondo set in poi il tedesco è stato chiaramente il miglior giocatore in campo. Tuttavia, dopo un inizio di partita molto rapido dove il buon servizio di entrambi ha fatto indirizzato gli scambi, Mager ha sfruttato con grande cinismo l’unica palla break messa a disposizione da Altmaier (falloso col dritto) nel decimo game.

La racchetta scagliata al suolo dopo il set point e il brutto inizio di secondo parziale (Mager ha due occasioni di portarsi avanti 2-0 e servizio) lasciava pensare che il tedesco fosse in totale confusione e preda del nervosismo. Dal terzo game in poi è iniziata però un’altra partita: Gianluca ha iniziato ad affrettare troppo la manovra, ha subìto il break e nei turni successivi ha dato la sensazione di voler uscire dalla partita, colpendo una serie di errori non forzati grossolani. Non è cambiata la solfa a inizio terzo set e il giocatore tedesco ha infilato il nono gioco consecutivo portandosi 3-0 nel parziale decisivo. Dopo aver smosso il punteggio col servizio, Mager si è esaltato nel settimo game, sotto 2-4. Ha pescato il punto più bello del match e poco dopo ha recuperato il break. Il controllo del match da parte dell’azzurro è però durato poco: sul 6-5 Altmaier, Gianluca ha giocato un altro game negativo, capitolando dopo un bel rovescio lungolinea vincente del suo avversario, che – molto più concreto – ha meritato la vittoria.

Sul Campo Centrale ha avuto pochi problemi invece il terzo favorito del tabellone, Filip Krajinovic, che ha superato un piccolo inciampo a fine primo set (ha perso il servizio sul 5-3 in suo favore) per poi controllare Radu Albot, battuto 6-4 6-2. Più complessa invece la partita di Dusan Lajovic: ha recuperato un break di svantaggio nel primo set a Zapata Miralles e ha salvato due set point. Ha chiuso in quasi due ore di partita, 7-5 6-4. Sarà lui a sfidare Altmaier nei quarti di finale.

 

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