US Open: Berrettini da sogno, è semifinale!

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US Open: Berrettini da sogno, è semifinale!

NEW YORK – Emozioni indescrivibili: Matteo vince al quinto match point, battendo un Monfils mai domo. Italia maschile in semifinale nella Grande Mela dopo 42 anni

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (pic by Jo Vinci)
 

da New York, il nostro inviato

[24] M. Berrettini b. [13] G. Monfils 3-6 6-3 6-3 3-6 7-6(5)

Una gioia indescrivibile, arrivata con merito e grinta. Matteo Berrettini, 42 anni dopo Corrado Barazzutti, conquista la semifinale dello US Open. Il romano si inserisce nel ristrettissimo club degli italiani arrivati tra i primi quattro (o meglio) in uno Slam, insieme a De Stefani, Pietrangeli, De Morpurgo, Merlo, Sirola, Panatta, Barazzutti e Cecchinato. Con Berrettini, siamo a nove nella storia intera del tennis azzurro.

 

INIZIO SOTTOTONO – Matteo affronta Gael Monfils, primo incontro tra i due, in un Arthur Ashe che si va via via riempiendo di pubblico, fino ad arrivare quasi al tutto esaurito, davvero un gran colpo d’occhio. Sarà la prima volta in questo stadio enorme, sarà la consapevolezza di quanto importante sia il risultato, sta di fatto che Berrettini inizia decisamente sottotono. Una buona responsabilità (e merito) per le indecisioni e gli errori dell’italiano ce l’ha Gael, che si parcheggia a 5 metri dalla linea di fondo, e respinge con apparente scioltezza tutte le bordate che Matteo gli tira con servizio e dritto.

Quando sei costretto, ripetutamente, a giocare e rigiocare palle che di solito non tornano, è naturale andare in affanno, sovraritmo, e sbagliare. Diversi dritti messi a metà rete da Matteo, insieme a un paio di doppi falli, gli costano un servizio perso nel sesto game (già aveva salvato con l’ace una palla break nel turno di battuta precedente), Gael sale 4-2, e non concede più nulla. Zero opportunità per l’azzurro in risposta, il conseguente 6-3 per il francese è inevitabile, e onestamente se lo è meritato. Totalmente disinnescato sulla diagonale destra, dove per quanto cerchi di tirare fortissimo non fa praticamente mai male all’avversario, Berrettini è in evidente difficoltà, e va sotto di un break anche all’inizio del secondo set. Pure la palla corta, che di solito è un’arma importante, lo tradisce (due errori con quel colpo, contro Rublev ne aveva giocate cinque su cinque vincenti).

LA REAZIONE E IL SORPASSO – Pian piano, però, il tennis di Matteo si fa più incisivo: il rovescio regge, il dritto fa sempre più danni. Bravo in questa fase Berrettini a uscire dalla trappola del palleggio in crosso di dritto, facendo più spesso il giro intorno alla palla per scatenare lo sventAglio e uscire verso la sinistra del francese. Arriva il contro-break, finalmente, e il 2-2. Una breve interruzione causata da qualche goccia di pioggia, non roba da chiusura del tetto comunque, sembra distrarre Monfils, che perde ancora il servizio sul 4-3 commettendo diversi errori gratuiti. Ottimo e cinico Matteo ad approfittarne, tirando deciso e senza tremare. Sale anche la percentuale di prime palle, non straordinaria oggi (57% nel set), e l’azzurro tiene alla grande (due ace nel game) il servizio che gli consegna il 6-3. siamo un set pari, è tutta da giocare adesso.

Il terzo set vede continuare la tendenza positiva per Berrettini, mentre Gael sembra aver smarrito molte delle certezze e della tranquillità di inizio match. Arriva un break nel terzo game, Matteo sale fino al 4-2, poi gli organizzatori decidono che è il momento di accendere le luci e chiudere il tetto, il cielo sopra New York si è fatto plumbeo. Sempre più in fiducia, e a tratti dando spettacolo col dritto e i tocchi a rete, Berrettini brekka ancora, e chiude 6-2: che set, che livello. La manata spaventosa di dritto che dà all’azzurro il 5-2 echeggia sotto la copertura dello stadio come fosse esploso un petardo. Due set a uno, il sogno è sempre più vicino. Nel box giocatori, Santopadre e Rianna, con Craig O’Shannessy, non stanno nella pelle, anche in tribuna stampa l’atmosfera è di quelle da occasione irripetibile; personalmente, mi sembra di rivivere le sensazioni che ebbi esattamente seduto qui, dove sto scrivendo, nel 2015. E ci ricordiamo tutti cosa avvenne quell’anno.

Monfils alterna il ritmo, a volte carica i topponi rallentando la velocità, poi all’improvviso prova a spingere, è chiaro il tentativo di contenere un Berrettini a tratti straripante. Nel terzo set, per esempio, l’azzurro ha piazzato il 100% di punti fatti con la prima palla, ha fatto 14 vincenti e commesso 9 errori, per il francese solo quattro vincenti. Non ha più l’iniziativa e subisce praticamente sempre, a parte i punti fatti con il gran servizio. Per Gael è un problema.

Gael Monfils – US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

GAEL TORNA A GALLA – Il quarto set inizia in modo equilibrato, poi tra il terzo e il quarto game Monfils piazza una mini-stricia di 7 punti a uno, che gli porta in dote due palle break consecutive. Era ovvia una reazione, Gael è un campione, mai dimenticarlo. La prima svanisce col drittaccio lungo in risposta alla seconda palla (occasione persa dal francese qui), poi è lo sventaglio a uscire di Matteo a cancellare la successiva. Ne arriva una terza, a causa di un errore evitabile dell’azzurro, che però non trema e la annulla con un’accelerazione diagonale che manda letteralmente al tappeto Gael, che rischia anche di farsi male sbattendo su una telecamera. Tanto per far capire quanto indietro lo spinge l’aggressività di Berrettini. Una steccata dà il quarto vantaggio a Monfils, cancellata stavolta da uno splendido rovescio lungolinea di Matteo. Sembra chiaro che il francese sta giocandosi il tutto per tutto adesso, spara qualsiasi palla stando parecchio più vicino alla riga di fondo. Alla fine il rischio paga, con un nastro che gli accomoda la facile chiusura che gli dà il break alla quinta occasione, 3-1 per lui.

Monfils continua a tirare tutto, annulla sparando un dritto all’incrocio una palla del controbreak (causata da due errori di misura), e tiene salendo 4-1. Bisogna stringere i denti adesso, Berrettini deve rimanere attaccato ai suoi turni di servizio a tutti i costi, e poi vedere come va in risposta. Matteo tiene senza problemi, poi nel settimo game va all’assalto del servizio avversario. Per tenera la battuta, pur non affrontando palle break, Gael ci mette dieci punti, sparando il dritto anche da fermo. Lo vediamo piegato in due a più riprese, anche la tattica “rischiatutto” è tipica di chi sente di non poter reggere gli scambi lunghi, ma tant’è, siamo 5-2 in suo favore. Conoscendolo, non mi fido finché non lo vedo lasciare il campo via in barella (si scherza, eh, intendiamoci). Alla battuta per andare al quinto set, sul 5-3, Monfils rimane concentrato, batte forte, e nonostante il dodicesimo doppio fallo della partita chiude 6-3, siamo al set decisivo. Il problema di Berrettini, nel contesto di un ottimo match, è la percentuale di prime palle, il 55%, mentre Gael sta al 61%. 44 vincenti, 47 errori Matteo, 30-39 Monfils; l’equilibrio ci sta, ma chi sta conducendo le danze è chiaramente l’italiano.

SPLENDIDO EPILOGO – Il quinto set è un’altalena di emozioni, fino all’incredibile finale. Matteo sale subito avanti di un break, ma si fa raggiungere sul 2-2. Non demorde, continua a spingere e con un break a zero nel sesto game ritorna in vantaggio, nonostante la prima palla continui a non sostenerlo. Al servizio per il match sul 5-3, Berrettini trema per la prima volta nel parziale. Brutta volée fallita sul 30-15, poi la frittata peggiore: sul match-point, un tremendo doppio fallo. Monfils ringrazia, e nella bolgia dell’Arthur Ashe si porta 5-5. Bravo Berrettini ad assorbire la botta, e tenere per il 6-5 rimontando da 0-30. Tocca a Gael battere per rifugiarsi nel tie-break: proprio ora, come accaduto pochi istanti prima a Matteo, il servizio tradisce crudelmente il francese che da 30-0 si incarta in una serie di doppi falli e di errori gratuiti. Matteo si trova quindi a beneficiare di altri due match point: sul primo Monfils trova la prima al centro, sul secondo è l’azzurro a fallire un rovescio. Arriva il tie-break, nello stadio sono tutti in piedi.

Berrettini va subito avanti 2-0, Gael continua a regalare al servizio con altri due doppi falli ed ecco materializzarsi altri due match point, dopo uno scambio da 24 colpi vinto dall’italiano. Monfils salva il primo (e siamo a quattro!) con l’ace al centro, ma una prima a 201 kmh di Matteo manda il ragazzo di Roma tra le stelle, ovvero i primi quattro giocatori dello US Open 2019. Grazie, solo grazie Matteo. Alla probabilità di affrontare Nadal ci penseremo tra qualche ora.

Vincenzo Santopadre e il team di Berrettini – US Open 2019 (foto Jo Vinci)

Monfils a fine match: “Prenderò le cose positive da queste due settimane, che sono state ottime per me. Nel tie-break pensavo a essere più aggressivo, ma ho servito molto male, non sono stato incisivo col dritto. Sapevo che Matteo avrebbe spinto per chiuderla, era sicuramente stanco anche lui. 5 doppi falli in 10 minuti? Sì, mi è già successo, contro Lu in Australia mi pare. Capita quando sei teso, oggi è proprio andata male. Non è la peggior delusione, non dimenticate che nel 2014 avevo avuto match-point contro Federer. Veri rimpianto nono ne ho, perché ho dato tutto, sono orgoglioso della mia prestazione. Berrettini ha servito bene per 4 ore, non è per nulla facile. Il suo dritto è molto pesante, lo slice di rovescio è migliore di quello che tanti pensano. Il punto debole di Matteo? La risposta al servizio, questo mi dispiace di più perché ho servito troppo male io e non ne ho saputo approfittare”.

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ATP Sofia: pomeriggio nero per l’Italia, Sinner si arrende a Rune e al dolore ed esce dalla top10

Già sotto di un break nel terzo set, Jannik Sinner si fa male alla caviglia destra e, sotto 5-2, è costretto al ritiro contro Holger Rune

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[5] H. Rune b. [1] J. Sinner 5-7 6-4 5-2 rit.

Per la prima volta in carriera Jannik Sinner non vince una partita al Sofia Open (11/11 fino ad oggi). Questo, però, è con ogni probabilità l’ultima preoccupazione nella testa dell’altoatesino, costretto al ritiro nel terzo set per essersi girato la caviglia destra. Holger Rune, già comunque in vantaggio di un break nel parziale decisivo, sfrutta il ritiro del suo avversario e suggella una prestazione in crescendo, che gli permette di centrare la prima finale in carriera sul cemento. Grazie a questa vittoria il danese conquista anche il suo best ranking, issandosi al numero 26 del mondo (guadagnerà un’altra posizione in caso di successo in finale contro Huesler). Per Sinner, invece, la sconfitta fa male tanto in ottica ranking – perderà due posizioni, finendo al numero 12 – quanto, soprattutto, in vista della corsa alle ATP Finals di Torino. Obiettivo che ora si complica sensibilmente.

IL MATCH – C’è grande equilibrio in avvio di partita, con entrambi i giocatori piuttosto solidi nei propri turni di servizio, anche se sembra che Sinner possa far male da un momento all’altro. Negli scambi da fondo l’azzurro cerca sempre di prendere il controllo per primo, trovando spesso il modo di incidere con il dritto. È lui a crearsi la prima chance in risposta, dominando sempre con questo fondamentale e procurandosi la prima palla break. Anche con la risposta il numero 1 del seeding fa la differenza, ma Rune si tira fuori da una situazione complicata con grande coraggio e due efficaci serve&volley consecutivi e salendo sul 3-3. La partita è frizzante e divertente, anche perché i due protagonisti cercano di mantenere sempre i piedi ben saldi sulla linea di fondo, spingendo al massimo ogni colpo.

 

Nell’ottavo gioco il danese, in vantaggio 40-15, si rilassa e concede altre due palle break, entrambe però salvate con due prime pesanti. Il numero 31 ATP continua a faticare nei suoi turni di battuta, mentre Sinner è sempre impeccabile e garantisce il tie-break portandosi sul 6-5. Sul 30-30 va in scena lo scambio più bello dell’incontro – forse del torneo – ma se lo aggiudica Rune. L’italiano riesce comunque a procurarsi il quarto break point complessivo, il primo che vale anche un set point. Sono soltanto due challenge a fare la differenza, entrambi di marca azzurra. Il primo chiama fuori l’apparente ace del 19enne di Copenaghen, il cui rovescio lungolinea, nello scambio successivo, finisce di poco largo (sentenza confermata anche in questo caso dall’occhio di falco). Il risultato è un 7-5 che probabilmente, visto il totale controllo dei propri turni di servizio, sta anche stretto all’allievo di Vagnozzi.

https://twitter.com/TennisTV/status/1576250391942995968

Anche il secondo parziale scorre in modo decisamente rapido, calcando il solco del primo. I primi quattro game non regalano praticolari emozioni ma nel quinto, per la prima volta nel match e totalmente all’improvviso, arrivano tre palle break consecutive in favore di Rune. Il danese risponde molto bene e sfrutta al meglio i due gratuiti del suo rivale, entrambi con il dritto, e con un bello sventagio di dritto strappa il servizio a Sinner, infilando un importante parziale di 12-2 per passare a condurre 4-2.

La situazione si è lentamente capovolta rispetto al primo set, con l’azzurro che si trova nuovamente sotto pressione. Sul 30-30 tuttavia, grazie ad un provvidenziale ace e una delicata stop volley, toglie le castagne dal fuoco e si fa sotto nell’ottavo gioco. Sul 40-40 la testa di serie numero 1 arriva comodamente su una smorzata, ma sbaglia la direzione del recupero e viene punito. Rune conquista un game fondamentale – costellato di seconde di servizio – e, poco dopo, va a servire per il set sul 5-4. Qui il numero 5 del tabellone rischia grosso, sbagliando tre rovesci: con il primo si auto-cancella il set point, con gli altri due concede altrettante chance di break. Nel momento del bisogno, tuttavia, trova un ace e una sostanziosa seconda al corpo e, alla seconda opportunità, pareggia i conti: 6-4.

L’inerzia del match è tutta in favore del 19enne di Copenaghen che, nonostante la maratona di ieri contro Ivashka, appare decisamente più pimpante ed energico a livello fisico. Sinner è piuttosto lento in uscita dal servizio e all’alba del terzo set viene sorpreso, cedendo la battuta a 15: Rune risale da 0-30 si porta sul 2-0. Da questo momento in poi il match si gioca nei turni di battuta del danese, che però appare decisamente poco incline a concedere qualche opportunità al suo avversario per rifarsi sotto. Il numero 10 del mondo riesce a rimanere a galla in un quinto game durissimo, salvando una possibilità di doppio break con una seconda vincente.

Sotto 2-3 e avanti di un quindici nel sesto gioco, durante uno scambio la caviglia destra di Sinner cede e si gira. L’azzurro cade al suolo ed è costretto ad un medical time-out, in cui gli viene operata una vistosa fasciatura. La sua idea è quella di provare a continuare a lottare, ma negli spostamenti verso destra mostra evidenti difficoltà. Il 21enne nativo di San Candido non può far altro che tentare di accorciare il più possibile gli scambi, prendendosi però numerosi rischi. Perso ancora il servizio, sotto 2-5 Sinner è costretto ad alzare bandiera bianca (per la quarta volta quest’anno): Rune si impone 5-7 6-4 5-2 rit. e raggiunge la sua prima finale in carriera sul veloce. Troverà Marc-Andrea Heusler, giustiziere di Lorenzo Musetti nella prima semifinale. Il 2002 di Carrara viene scavalcato proprio dal danese, che da lunedì sarà almeno n°26 del ranking.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Sofia

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ATP Sofia: Musetti esce tra i rimpianti, Huesler firma l’impresa e vola in finale

Lorenzo Musetti concede appena una palla break in tutto l’arco della partita, fatale, dopo essersi fatto rimontare da 5-1 nel tie-break del primo set. Sfuma sul nascere il sogno di una finale tutta italiana

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M. A. Huesler b. [4] L. Musetti 7-6 (5) 7-5

Marc-Andrea Huesler aggiunge un altro tassello alla sua settimana da sogno, eliminando anche la testa di serie numero 4 dopo aver sorpreso la numero 2 (Carreno Busta, al secondo turno). Una prestazione maiuscola da parte sua, dominante al servizio e brillante anche da fondo campo, che da lunedì gli varrà il best ranking al numero 74 (guadagnerebbe altre dieci posizioni in caso di titolo). Per Lorenzo Musetti, in ogni caso, restano grandi rimpianti, specialmente per non essere riuscito a concretizzare un vantaggio di 5-1 nel tie-break del primo set. La semifinale al Sofia Open consente comunque all’azzurro di centrare il suo best ranking: da dopodomani sarà 26esimo nella classifica ATP.

IL MATCH – La partenza di Musetti è folgorante, mettendo a referto due ace e due dritti vincenti nel primo game del match e facendosi subito minaccioso in risposta. Scosso dall’avvio brillante del suo avversario, Huesler deve subito rimontare nei suoi primi due turni di battuta. Affidandosi ad un’ottima prima – talvolta seguita anche a rete – è però molto bravo a recuperare in entrambi i casi da 15-30, salendo sul 2-2. La testa di serie numero quattro concede la miseria di un punto nei suoi primi tre game al servizio, muovendo bene lo svizzero e comandando le operazioni fin da inizio scambio. Ad avere la prima mini-occasione dell’incontro è proprio il numero 95 del ranking, che riesce ad arrampicarsi fino ai vantaggi nel settimo game, pur senza procurarsi nessuna palla break.

 

Abbandonati i leggeri timori di inizio partita, anche Huesler comincia a macinare punti in battuta, concedendo appena tre “quindici” nei quattro turni di servizio che gli servono per arrivare al tie-break. Non può essere diversa, infatti, la risoluzione di un primo set rapido, piacevole ed estremamente equilibrato. Musetti strappa subito un mini-break grazie ad un’ottima risposta nei piedi del suo rivale, concretizzata poi con un facile passante lungolinea di rovescio. L’italiano viene a prendersi a rete i due punti successivi, portandosi sul 4-1. Il parziale sembra ormai compromesso per lo svizzero, che con un doppio fallo concede un secondo mini-break, finendo sotto 1-5. Da quel momento, però, il 20enne di Carrara spegne la luce, perde gli ultimi sei punti giocati e deve cedere 7-6 (5) la prima frazione.

Decisivi, suo malgrado in negativo, sono due gratuiti di dritto e un doppio fallo che Musetti concede nei suoi ultimi tre mini-turni di servizio. Dettagli pesantissimi, in un set comunque molto ben giocato, che consentono a Huesler prima di rientrare in gioco, quindi di mettere la freccia e conquistare l’intera posta in palio. È un vero peccato per il numero 30 del mondo, anche perché al cambio campo l’espressione dello svizzero era evidente: neanche lui sembrava credere di poter vincere quel tie-break. L’avvio di secondo parziale, se possibile, è ancora più rapido del primo. Ad eccezione di qualche buon guizzo a rete e una SABR di federeriana memoria dell’attuale n°1 svizzero, sono i servizi a farla da padrone.

Dopo neanche mezz’ora il secondo set entra nella fase calda e, sul 4-4, per la prima volta nel match Huesler viene trascinato ai vantaggi, anche per via di due vincenti fantastici del suo avversario (un dritto in risposta e un passante di rovescio incrociato). È il game delle prime volte, dato che il numero 95 ATP concede anche la prima palla break dell’incontro, cancellata però con un meraviglioso serve&volley – seguendo la seconda – finalizzato con una volée in contropiede difficilissima. Musetti gioca senza dubbio il miglior turno di risposta della sua partita, impreziosito da alcune perle con il rovescio che, però, non bastano.

Nel dodicesimo gioco, quando tutto sembra apparecchiato per un nuovo tie-break, Musetti incappa nuovamente in un doppio fallo sanguinoso. Arrivato infatti sul 30-30, vale la prima palla break della partita per Huesler, che equivale anche ad un match point. Con una gran risposta lo svizzero sugella una prestazione maiuscola (spiccano 10 ace, 24 vincenti e 83% di punti vinti con la prima) e agguanta la vittoria più importante della sua carriera, raggiungendo la finale. Ora attende di conoscere chi tra Jannik Sinner e Holger Rune sarà il suo avversario domani.

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ATP Astana: Alcaraz e Medvedev guidano il tabellone, Tsitsipas e Djokovic tds n.3 e 4

L’unico italiano al via in Kazakistan sarà Jannik Sinner. L’altoatesino, dopo aver sbrigato la faccenda Sofia, sarà ai nastri di partenza del ‘500’ asiatico. Luca Nardi avanza nelle qualificazioni

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Carlos Alcaraz - US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Un main-draw ricchissimo, quello che presenta il nuovo Astana Open – al via lunedì 3 ottobre, sui campi del National Tennis Centre, che ospita anche tutti gli incontri casalinghi della squadra kazaka di Davis: a propositivo di questo, ci ricordiamo in tal senso un ottavo del World Groupe 2015 in cui l’Italia fu sconfitta, ahi noi, per 3-2 – con addirittura 6 membri della Top Ten mondiale, che saranno al via del torneo. Un parco partecipanti che potrebbe sorprendere nonostante i tanti appuntamenti dello swing cinese, cancellati a causa delle ancora limitanti norme anti pandemiche in essere nel Paese asiatico – dove fra l’altro oggi è Festa Nazionale -, debbono necessariamente essere sostituiti per poter garantire ai giocatori lo stesso numero di punti ATP che in una situazione normale, con un calendario non stravolto, sarebbero conquistabili.

In realtà, però, non lasciano basiti più di tanto i nomi roboanti che si daranno battaglia nella prossima settimana, ai nastri di partenza, poiché da quest’anno l’evento di scena in terra kazaka ha compiuto un salto di qualità. Per la prima volta, nella sua breve storia, difatti il torneo che si svolge nell’ex Nur Sultan – breve digressione sulla denominazione della capitale kazaka: dal 1997 al 2019 è stata conosciuta come Astana, poi il 23 novembre 2019 tramite decreto presidenziale venne rinominata Nur Sultan in onore del Presidente uscente. Ma, nel 2022 su iniziativa parlamentare è stata ripristinata la vecchia denominazione -, si presenterà come un ATP 500.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI ASTANA

 

CARLOS E DANIIL I PRINCIPALI FAVORITI – Se poi si va più in profondità, andando a scovare l’origine della nascita di questo torneo, ci si accorge che l’evento, geograficamente situato a cavallo tra l’Asia e l’Europa, sia soltanto alla sua terza edizione. E che in un certo senso non avrebbe mai avuto vita se non si fosse abbattuta sull’intero globo la piaga della Pandemia, visto che l’ATP di Astana – allora Nur Sultan – ha fatto il suo ingresso nel Calendario internazionale nel 2020, come evento ‘250’. Dopo i trionfi di Millman e Kwoon, però come detto, nell’edizione 2022 il parterre sarà di tutt’altro peso.

A guidare il tabellone sarà il n. 1 della classifica mondiale Carlos Alcaraz, un bel biglietto da visita avere il capofila del movimento tennistico alla “prima” nella nuova veste, subito a ruota un Daniil Medvedev voglioso di riscatto e reduce dalle polemiche con il pubblico francese a Metz. Il 19enne murciano, al rientro dopo la parentesi agro-dolce vissuta in Davis, avrà però un esordio alquanto complesso ed esigente trovandosi dall’altra parte della rete il rampante Holger Rune. I due, entrambi classe 2003 già affrontatisi nei Round Robin delle Nex Gen Finals milanesi dello scorso anno, daranno certamente vita ad una sfida molto spettacolare. L’unica incognita risiede nelle condizioni del danese, oggi impegnato nella semifinale di Sofia ed opposto a Jannik Sinner, ma conoscendo bene le abilità da stacanovista del vichingo di Copenaghen non dovrebbero esserci problemi sul piano della stanchezza. Decisamente più semplice il debutto per il n. 4 del ranking ATP, il russo se la vedrà con il terraiolo catalano Albert Ramos-Vinolas.

UN GRECO E UN SERBO, AD INCALZARE DALLA RETROVIE – Nella parte alta del tabellone, verso un’ipotetica semifinale contro Carlitos, l’altra testa di serie di rifermento oltre al prodigio iberico sarà Stefanos Tsitsipas. Il greco non vive certamente un momento felice, ancora una volta in Laver Cup ha dimostrato di tremare quanto la posta in palio è di quelle veramente pesanti, ma dovrebbe assorbire nuova linfa in termini di fiducia, per ritornare ad esprimersi al meglio, grazie alla quarta qualificazione consecutiva alle Finals torinesi arrivata per una serie di risultati favorevoli materializzatisi a Seoul. Ai trentaduesimi per Tsitsi, ci sarà il veterano di casa Mikahil Kukushkin, omaggiato di un wild-card, avversario sicuramente da prendere con le pinze ma che ormai sembra aver smarrito lo smalto dei tempi migliori.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI ASTANA

Diversamente, fare compagnia all’orso russo nella parte bassa sarà compito del 21 volte campione Slam Novak Djokovic. Il 35enne serbo, che nella giornata odierna affronterà – un altro russo – Roman Safiullin per centrare la finale a Tel Aviv, entrato in tabellone all’ultimo grazie ad un invito concessogli dagli organizzatori – perché non iscritto al torneo – da tds n. 4 inizierà la propria campagna kazaka opposto al quartofinalista dell’ultimo Wimbledon Cristian Garin.

TUTTI A CACCIA DI PUNTI PER LE FINALS – A completare il lotto ci sono altre tre teste di serie al via: Andrey Rublev, Hubert Hurkacz e Felix Auger-Aliassime . Il 24enne di Mosca e il polacco, rispettivamente quinto e settimo favorito alla vittoria finale, vanno caccia di punti vitali per conquistare la qualificazione al Masters di fine anno. Il n. 9 ATP fronteggerà, per iniziare, un qualificato; mentre Hubi avrà di fronte nei trentaduesimi di finale l’argentino Francisco Cerundolo – che ben si è comportato in Davis -. Il canadese ottava forza del tabellone, invece, esordirà in un match dagli spunti tecnici alquanto intriganti contro il valenziano Roberto Bautista-Augut. Due tennisti, che non solo hanno in comune il fatto di possedere il doppio-cognome, ma anche per certi versi un stile simile. Sicuramente la pesantezza di palla sia del dritto che del servizio in dote al giocatore di origini togolesi, dovrebbero varcare il solco in termini di cilindrata; ma se dovesse calare anche solo di poco nella spinta o nella precisione, Roberto certamente non farebbe prigionieri. Il Felix però ammirato con addosso la maglietta rossa del Resto Del Mondo, è un cliente che nessuno vorrebbe incrociare.

L’ITALIA SOGNA LA PRESENZA DI UN ALTRO AZZURRO – Ah ovviamente vi starete chiedendo se non manchi una testa di serie. Certo che manca, è quella del nostro Jannik Sinner. Il kid della Val Pusteria, dopo che cercherà fino alla fine di far man bassa in Bulgaria, si dirigerà in Kazakistan per affrontare l’erbivoro Oscar Otte. Sulla carta dovrebbe essere l’unico azzurro impegnato all’Astana Open, ma potrebbe non essere così. Luca Nardi infatti, nella mattinata odierna, ha superato il coetaneo serbo Hamad Medjedovic (n. 255 ATP) per 6-1 6-3 in quasi un’ora e dieci di match. Una partita che è stata il remake di quanto accaduto cinque anni fa nella finale del Les Petits As – il campionato del mondo under 14, che si svolge nella cittadina di Tarbes a venti chilometri da Lourdes -, dove a trionfare fu ancora l’azzurro. Ora per accedere al quarto main-draw della carriera, se la dovrà vedere con la tds n. 1 delle quali David Goffin. Un impegno sicuramente molto arduo, ma il 19enne pesarese – n. 151 del mondo – forte del suo seed di n. 7 proverà a regalarsi un’altra gioia dopo Anversa, Roma ed Amburgo.

IPOTETICI QUARTI DI FINALE, SE LE TESTE DI SERIE DOVESSERO ESSERE RISPETTATE –

[1] C. ALCARAZ – [5] A. RUBLEV

[3] S. TSITSIPAS – [7] H. HURKACZ

[6[ J. SINNER – [4/WC] N. DJOKOVIC

[8] F. AUGER-ALISSIME – [2] D. MEDVEDEV

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