Challenger Forlì: Tiafoe, Musetti e Caruso nel tabellone principale

Flash

Challenger Forlì: Tiafoe, Musetti e Caruso nel tabellone principale

Il Challenger romagnolo mette in piedi un tabellone di grande livello alla vigilia del Roland Garros. Nelle qualificazioni ancora vivi Zeppieri, Bega e Brancaccio

Pubblicato

il

Lorenzo Musetti - Internazionali di Roma 2020 (foto torneo)

Da Forlì, Massimo Gaiba

Il ragazzo si sforza di portare con disinvoltura i suoi 18 anni, finisce di allacciarsi le scarpe, saltella nervosamente sul posto e infine si decide. Raccoglie la sacca con le racchette e si avvia: lo aspetta il suo primo campo centrale. Sarà anche il Circolo Tennis Carpena in quel di Forlì ma per lui è come il Roland Garros. Potrebbe essere un passo decisivo per coronare il suo grande sogno: tennista professionista!

Ma un’ombra d’inquietudine nello sguardo ci dice che sa benissimo che potrebbe anche essere tutto il contrario. Potrebbe pure arrivare una prima e cocente delusione. Del resto quel vecchio marpione che lo sta aspettando sul centrale, lui al Roland Garros c’è stato per davvero.

 

Questo è il mondo dei Challenger, vera cinghia di trasmissione tra il semiprofessionismo del circuito ITF e il grande palcoscenico ATP. Un mondo popolato da giovani rampanti che cercano di dare seguito alle tante belle speranze che hanno suscitato fin da quando il primo maestro disse ai genitori: “il ragazzino ha talento”.

Ci sono anche tanti over 30 che, dopo una buona carriera ad alti livelli, non si rassegnano al passare del tempo e alle ginocchia che scricchiolano. Infine i tanti, la maggior parte, che, non più giovanissimi, ci stanno ancora provando. Mica sarà così difficile entrare nei primi 100? Se no penseranno al piano B: coach, procuratore o chissà che altro. Intanto girano il mondo e cercano ogni giorno di migliorare il proprio gioco.

Detto questo bisogna però intendersi: nei Challenger l’organizzazione è molto professionale, l’ATP Tour sovrintende con rigore, il livello di gioco è alto e nessuno regala niente, inseguendo il proprio sogno. E nella gerarchia dei sogni, il primo gradino è rappresentato dalle qualificazioni, un minitorneo crudele e spietato dove, a questi livelli, se perdi te ne torni a casa senza soldi e senza punti.

Al Challenger di Forlì le qualificazioni presentavano un tabellone a 16 con diversi italiani: gli esperti Brancaccio, Ornago, Bega e i giovani Zeppieri, Vianello, Forti e Passaro.

Sono sopravvissuti al primo turno Giulio Zeppieri, il predestinato, (che ha avuto facilmente la meglio sul 19enne Passaro), Alessandro Bega e Raul Brancaccio che hanno eliminato rispettivamente il giovane ravennate Michele Vianello e il russo Dubrivny. Niente da fare per il milanese Ornago che contro lo svizzero naturalizzato americano Alexander Ritschard, dopo aver rimontato nel secondo set fino al vittorioso tie-break, non ha più offerto resistenza nel terzo e decisivo parziale. Eroica la difesa di Francesco Forti contro il solido brasiliano Thiago Monteiro (n.88 del mondo) in quella che è stata senza dubbio la migliore partita di giornata, nonostante il punteggio piuttosto secco: 6-3 6-3. Forti è riuscito a tenere il ritmo del brasiliano e a contrastarne la palla pesantissima con una grande mobilità ed interessanti variazioni, tra cui un uso intelligente della palla corta. Purtroppo sono state fondamentali sul 3-4 e servizio Forti tre palle consecutive che l’italiano ha giocato in modo sciagurato concedendo a Monteiro il break decisivo.

Domani gli ultimi incontri per completare il tabellone con Bega che se la vede, da sfavorito, con lo statunitense Chris Harrison. Raul Brancaccio tenterà l’impossibile contro Thiago Monteiro, e Giulio Zeppieri affronterà il tunisino Aziz Dougaz, un longilineo mancino che ti ruba gli occhi. Ricorda un po’ il primo Shapovalov e, come lui, regala fortunatamente anche tanti punti.

Mentre si svolgevano le qualificazioni sono arrivate notizie fantastiche per il torneo: il seeding si è arricchito all’ultimo momento delle presenze di Francis Tiafoe (n. 66) e dei nostri Lorenzo Musetti e Salvatore Caruso.

Se aggiungiamo i già confermati Pablo Andujar (n. 51) e Andreas Seppi bisogna riconoscere che il Challenger 100 di Forlì è riuscito ad allestire un tabellone veramente importante.


PICCOLE INTERVISTE QUOTIDIANE

Giulio Zeppieri

Parliamo di Musetti, invidioso? Potevi esserci tu a sfidare Wawrinka.

Effettivamente c’è mancato poco anche se non parlerei di invidia. Certo però che uno vuole sempre vincere anche se gioca contro il suo migliore amico.

Tu ti senti a livello?

Credo proprio di sì, a Roma ho fatto due ottime partite e sono arrivato meritatamente all’ultimo turno delle qualificazioni.

Sinner dice che forse Musetti ha anche dei colpi migliori dei suoi. Che ne pensi?

Siamo tre giocatori molto diversi e questa è una cosa molto buona. Lorenzo è quello che ha un gioco che più si differenzia. Gioca molto il back, si gira spesso sul diritto ed è di gran lunga quello più fantasioso.

Ho visto che non giochi mai la palla corta.

Lorenzo ne gioca diverse perché cerca di levarsi dalle situazioni difficili col tocco, tipo la smorzata, o col serve and volley. Io gioco in maniera diversa, la palla corta la uso ogni tanto ma non è il mio punto forte. E’ una cosa in cui devo migliorare.

——————————————————————————-

Michele Vianello

3 gennaio 2001 dunque ti possiamo ancora considerare tra i giovanissimi?

Spero di sì.

Cosa ne pensi di questo Rinascimento del tennis italiano, con alcuni tuoi coetanei che sono finiti in prima pagina?

Soprattutto Sinner, Musetti e Zeppieri hanno fatto un salto notevole a partire dallo scorso anno. Possiamo solo ammirarli, sono da prendere ad esempio.

Tu su chi scommetteresti tra Musetti, Sinner e Zeppieri?

Non me la sento di sbilanciarmi, davvero.

E tu invece? Hai già una classifica ATP?

No, non ancora. A queste qualificazioni sono arrivato attraverso un torneo di prequalifica in cui per il vincitore c’era in palio una wild card.

Dici che i magnifici tre si sono impegnati anima e corpo, tu invece?

Io ci ho provato ma ho avuto diversi problemi, infortuni, la scuola, qualche scelta sbagliata. Ma è evidente che loro si sono impegnati di più, hanno messo una concentrazione maggiore negli allenamenti e questo li ha premiati. Infatti io sono convinto che il lavoro paghi e dunque vuol dire che loro hanno lavorato meglio.

Oggi cosa ti è successo? Con Bega nel primo set vincevi 5-4 e servizio poi sei scomparso.

Sul 5-4 un po’ di tensione. Perso il set sono crollato mentalmente e fisicamente. Infatti ero reduce da una settimana molto dura e pensare di lottare per arrivare eventualmente ad un terzo set dove non avrei avuto energie mi ha scoraggiato.

Programmi?

Volevo provare a fare qualche torneo ITF ma è molto difficile entrare in tabellone perché ora ci sono meno tornei e le entry list sono diventate molto selettive.

Francesco Passaro

Hai perso 6-3  6-2 con Zeppieri ma nel gioco mi sei sembrato molto più vicino di quanto dica il punteggio.

Sì, nel primo set pur non giocando benissimo ho approfittato del fatto che anche lui era piuttosto falloso. E ho avuto alcune occasioni, ma niente da dire. Lui gioca bene.

Con Zeppieri c’è meno di un anno di differenza, quali altre differenze?

Lui ha fatto molte più partite di livello nei challenger mentre io ho giocato meno di lui.

Che programmi hai in questo strano anno?

Proverò a fare qualche 15.000 dollari ma con la mia classifica è difficile entrare in tabellone.

E questi tuoi coetanei che ottengono grandi risultati?

Direi che sono di sprone per tutti noi, chissà forse un giorno, accumulando partite su partite, anch’io riuscirò a fare come loro.

Francesco Forti

Sicuramente la miglior partita della giornata contro il brasiliano Thiago Monteiro. Hai qualcosa da rimproverarti?

Sicuramente nel momento decisivo del primo set mi è mancata un po’ di lucidità. Questo mi ha portato a commettere tre gratuiti consecutivi.

Però ti sei difeso egregiamente.

Devo dire infatti che sono molto contento della mia partita perché lui è un avversario con la palla molto pesante. Sono comunque contento, ho giocato bene anche a Roma. Sto lavorando ottimamente.

Programmi?

Dovrei andare a fare due 25.000 in Portogallo

Continua a leggere
Commenti

Flash

La straordinaria adolescenza di Iga Swiatek: “Se non sfondo vado al college”

Campionessa Slam a diciannove anni, eppure la vita non gira attorno a una pallina. “Fare tutto alla perfezione è il mio segreto e il mio cruccio”. La regina del Roland Garros si confessa a Behind the Racquet

Pubblicato

il

Ci sono eventi che tendono a indirizzare un’esistenza, inevitabilmente o quasi. Vincere un torneo del Grande Slam a diciannove anni, per esempio. Stavolta Iga Swiatek finisce dietro la racchetta, non certo dietro la lavagna visti gli ottimi voti raccolti in campo e sui banchi. Normalmente vite come la sua ruotano intorno a una palla di feltro giallo, e in molti casi, non di rado dolorosi, il progetto-campione è stato elaborato nel laboratorio familiare quando il pargolo riusciva a malapena a impugnare l’attrezzo del mestiere. Ma la parabola di Iga Swiatek non è stata disegnata a tavolino.

I miei genitori mi hanno messa a giocare a tennis quand’ero piccolissimaha confessato Iga a Behind the Racquet -, solo perché ero una bimba vivace, piena di energie. Mi piaceva, ma non ne ho mai fatta una malattia, anche perché non avevo idea di quanta importanza avrebbe finito per avere nella mia vita“. Eppure più di qualcuno deve aver sospettato che di ordinario c’era ben poco, osservandola con la racchetta in mano. “Sapevo di avere potenziale, di essere la ragazza polacca con la classifica migliore, ma vedevo i miei orizzonti piuttosto incerti. Sarei stata abbastanza costante, preparata, dedicata da diventare una professionista? Poi ho giocato a quindici anni il Roland Garros Junior e lì, per la prima volta, ho capito di volerci provare seriamente“.

Certamente la strada verso “il mestiere” è lastricata di insidie, quelle che stracciano le ambizioni di molti ragazzi e ragazze provvisti di larghi talenti. “La paura di infortunarmi mi tormenta da quando sono ragazzina, da prima che finissi per la prima volta sotto i ferri a sedici anni. Alla vigilia del terzo turno al Roland Garros 2019 mi sono fatta male alla schiena. Sono scesa in campo disperata; sapevo che avrei perso e non poter competere al meglio nel mio torneo preferito aveva assunto i contorni del dramma. Credevo di non riuscire nemmeno a piegarmi, e ho perso il primo set 6-0. Poi ho avuto l’illuminazione: gran parte del dolore era prodotto dai miei pensieri e da null’altro. Sono rientrata in campo con una diversa prospettiva e ho girato quella partita. Credo si possa parlare di svolta“.

 

Prima di guardare i sorteggi, i tabelloni e gli avversari occorre fare i conti con sé stessi, e nel complicato viaggio verso la conoscenza del proprio io la teenager di Varsavia è già piuttosto avanti, nonostante gli appena diciannove anni. Come più volte orgogliosamente sottolineato, Iga collabora da un paio di stagioni con la psicologa Daria Abramowicz, personalità a quanto pare decisiva per la giovane carriera della polacca. “In molti pensano che uno psicologo sia utile solo a chi ha problemi specifici, ma non penso sia così. Il mio percorso è iniziato aprendomi sul modo di vedere il mondo, sul rapporto con i miei genitori, con la realtà circostante. Sono sentimenti magari schermati, ma che influiscono sul lavoro quotidiano, dunque nel mio caso sull’approccio alla partita di tennis. Ho lavorato su me stessa, accompagnata da una grande professionista. Noi tennisti siamo obbligati a stare molto da soli, è importante passare del tempo con persone di cui ci fidiamo“.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma colpire una pallina non è l’unica cosa che intriga Iga Swiatek. Per ora le vicende sul rettangolo di gioco vanno alla grande, ma se il livello dovesse scendere è già pronto il piano B. “Qualche mese fa mi sono diplomata con un ottimo voto. Voglio essere perfetta in tutto ciò che faccio e questo approccio a volte ha costituito un problema, su cui ho lavorato insieme a Daria. Lo scrupolo di raggiungere l’eccellenza spesso diventa il primo ostacolo da superare per conquistarla, ed è una difficolta che ci poniamo noi stessi, non necessaria“. Il fatto è che i grandi risultati, qualunque sia il campo, sembrano piovere tra le mani di Iga.

Il voto di diploma mi permetterebbe di iscrivermi a qualsiasi università polacca, oppure di ottenere una borsa di studio negli Stati Uniti. Per ora voglio concentrarmi sul tennis e non è semplice conciliare sport professionistico e studio, ma se non dovessi vincere un altro Slam ed entrare nella top 5 a breve potete stare sicuri che mi iscriverò al college“. Non ci stupiremmo, dovessimo ritrovarla tra qualche anno laureata e con una mezza dozzina di Slam in bacheca.

Continua a leggere

Flash

Fognini ancora positivo al COVID-19, stagione finita

Il ligure che era risultato positivo nell’ATP in Sardegna tornerà in campo nel 2021

Pubblicato

il

Fabio Fognini - Allenamento agli Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Si chiude con un paio di settimane d’anticipo lo sfortunato 2020 di Fabio Fognini che è risultato di nuovo positivo al Coronavirus e dunque dà l’arrivederci al 2021. La prima positività era stata riscontrata prima del suo esordio all’ATP 250 in Sardegna 10 giorni fa, e ha poi costretto Fognini al forfait a Vienna. Non sarà nemmeno al via del Masters 1000 di Bercy nella prima settimana di novembre

Un 2020 da incubo per Fognini che dopo i problemi fisici ha chiuso l’anno con un bilancio di appena 5 vittorie e 10 sconfitte. Per sua fortuna il ranking congelato gli ha permesso di mantenere i 1000 punti di Montecarlo 2019 e dunque sarà comunque testa di serie all’Australian Open 2021


 

Continua a leggere

Flash

Il tabellone di Vienna: tornano Djokovic e Thiem, Sinner contro Ruud

Il n.1 e n.3 del mondo sono le prime due teste di serie. Durissimo sulla carta il tabellone del beniamino di casa: Nishikori, Wawrinka, Rublev e Medvedev. Esordio insidioso per il nostro Jannik

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Dopo gli aperitivi di Colonia, San Pietroburgo e Anversa, la stagione dei tornei indoor europei entra realmente nel vivo con l’ATP 500 di Vienna. Causa anche la cancellazione del concomitante torneo di Basilea, il livello del field si è ulteriormente alzato, dando vita ad un tabellone a 32 in cui sono presenti la maggior parte dei migliori giocatori della classifica mondiale. Mancano all’appello solo 4 Top 10 e altri 4 tennisti compresi tra i primi 20. Il torneo è impreziosito anche dalla presenza del n.1 e n.3 della classifica mondiale, Novak Djokovic e Dominic Thiem. Sono loro rispettivamente i primi due favoriti del seeding a Vienna, sistemati alle due estremità del tabellone. 

Djokovic, che cerca di aggiungere anche questo titolo al suo sterminato palmares, farà il suo ingresso nel torneo contro il connazionale e amico Filip Krajinovic, fresco di separazione da Janko Tipsarevic. Secondo turno contro il vincente della sfida tra Fritz e Coric, quarti contro Schwartzman e semifinale contro Tsitsipas: questo il teorico percorso di Nole fino alla finale a Vienna. Una serie di avversari molto complessi e diversi tra loro, come inevitabile quando il ranking è così alto. Insomma, non sarà facile per il campione serbo riuscire a superare indenne tutti questi ostacoli. 

Ma, guardando al suo principale rivale per il titolo, Djokovic non può certo lamentarsi. La sorte non è stata per nulla benevola con Thiem, beniamino di casa nonché campione in carica. Primo turno contro Nishikori, secondo contro Wawrinka, quarti con Rublev, semifinale con Medvedev. L’austriaco farà meglio a trovare subito la concentrazione giusta e non distrarsi mai se vuole confermarsi.

 

Nel suo spicchio di tabellone c’è anche l’unico azzurro per ora (Sonego è dentro le qualificazioni) in tabellone, ovvero Jannik Sinner. L’altoatesino, omaggiato di una Wild Card dagli organizzatori, esordirà contro il 21enne norvegese Casper Ruud, semifinalista al Foro Italico quest’anno. Giocatore temibile ma che si trova molto più a suo agio sulla terra rossa rispetto alle superfici veloci. 

Il tabellone completo di Vienna

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement