Challenger Forlì: Musetti non si ferma, finale contro Monteiro [AUDIO]

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Challenger Forlì: Musetti non si ferma, finale contro Monteiro [AUDIO]

Il sudafricano Harris si ritira nel terzo set contro il giovane azzurro, che si avvicina ai primi 150 del mondo. Niente da fare per Pellegrino battuto dal brasiliano

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Dal nostro inviato a Forlì, Massimo Gaiba

Un bel sole e una piacevole brezza accolgono i giocatori per le semifinali del Challenger di Forlì. Inizia Andrea Pellegrino che deve affrontare il 26enne brasiliano Thiago Monteiro, mancino e n. 89 ATP. Il nostro portacolori non si mostra per nulla intimorito e, piedi ben piantati a terra, inizia a martellare da fondo campo. La tensione però è alta ed entrambi i giocatori, alternando vincenti ed errori non forzati, hanno numerose occasioni per ottenere il break. Cosa che succede nel decimo gioco quando Pellegrino perde il servizio a zero. Primo set Monteiro 6-4.

La partita però non è per niente finita: il nostro tennista vuole giocarsi tutte le sue chances e fa il subito il break in apertura di secondo set, avendo poi addirittura tre palle per il 3-0. Ma il tennis, lo sappiamo, è sport crudele: se non sfrutti le occasioni ti presenta subito il conto. Allora contro-break e punteggio in parità. Parità che continua fino al 4-4 quando Pellegrino strappa il servizio alla seconda occasione utile. Si va così al terzo set dove però il nostro tennista sembra uscire prematuramente dal match lasciando spazio ad un monologo di Monteiro che chiude con un rapido 6-1. Peccato anche se non mancano per il tennista di Bisceglie motivi di soddisfazione: ha raggiunto il suo miglior risultato in carriera giocando sempre alla pari con avversari sulla carta più forti. Questo torneo potrebbe rappresentare per lui la conquista di quella consapevolezza che gli faccia fare, finalmente, il salto di qualità.

Lorenzo Musetti – ATP Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

A seguire la partita più attesa in cui Lorenzo Musetti, il predestinato, se la deve vedere con il sudafricano Lloyd Harris, 23 anni e n. 96 ATP. Spalti gremiti per ammirare questo ragazzino di cui tutti parlano. Ma Harris sembra deciso ad indossare i panni del guastafeste: dall’alto dei suoi 196 cm comincia a calare il suo poderoso servizio che non è quasi mai vincente ma gli consente di prendere costantemente il comando delle operazioni. Musetti per contro appare piuttosto nervoso, forse stanco mentalmente dopo queste due incredibili settimane.

Infatti il nostro tennista perde il servizio nel terzo gioco e deve sempre rincorrere senza mai avere una vera chance per rientrare in gioco. “Oggi ero molto nervoso, forse il vento. C’erano molte condizioni a mio sfavore ed io non riuscivo ad esprimermi al meglio. Questo dimostra che nel mio gioco ci sono ancora tante cose da migliorare, anche se è positivo che sia sempre rimasto lì con la testa senza mai abbandonare il match”. 

Perso il primo parziale per 4-6, Musetti sembra riuscire a girare la partita all’inizio del secondo parziale. E qui c’è il turning point dell’incontro: mentre Harris rincorre la palla che darà l’occasione del break all’avversario, va a sbattere contro le reti con l’anca già dolorante. Non chiede il “medical time-out”, cerca di continuare, zoppica un po’, perde tempo e quindi l’arbitro, veramente spietato, gli infligge un warning per “time code violation”. A questo punto il sudafricano deve aver pensato che il mondo non lo ami e di testa abbandona la partita.

Musetti si aggiudica il set per 6-0 ed inizia il terzo e decisivo parziale col vento in poppa. Nel vero senso della parola perché intanto la brezza ha rinforzato e siamo tutti pronti per la regata. Harris dal canto suo sparacchia tutto quello che gli capita sulla racchetta tipo “o la va o la spacca”. In realtà va poco, molto poco, tanto che sul 4-1 per l’avversario saluta tutti e guadagna la doccia. “Peccato per il mio avversario, è un bravissimo ragazzo che conosco molto bene. E si meritava la vittoria perché stava giocando nettamente meglio. Dopo l’infortunio all’anca non ha voluto rischiare visto che tra pochi giorni inizia Parigi”.

E domani la finale contro il brasiliano Thiago Monteiro. “Per domani speriamo che sia una bella partita e poi che dire? C’è sempre una prima volta e questa è la mia prima finale. Di positivo c’è che dopo Roma ho preso molta fiducia e consapevolezza. Anche se Monteiro è un top 100, ha molta esperienza ed è mancino, cosa che dà sempre fastidio. Però entrerò in campo per vincere e darò il 120%. Ma prima della partita di domani c’è, tra poco, anche la semifinale del doppio in cui, in coppia col mio amico Pellegrino, sfidiamo Vavassori e Golubev. Ci tengo molto”.

Risultati:

[WC] L. Musetti b. [6] L. Harris 4-6 6-0 4-1 rit.
[Q] T. Monteiro b. A. Pellegrino 6-4 4-6 6-1

 

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Parigi-Bercy, il tabellone delle qualificazioni: sei italiani al via

Travaglia, Cecchinato, Caruso, Mager, Lorenzi e Giannessi cercano l’accesso al tabellone principale. La prima testa di serie è Fucsovics. Quattro le wild card francesi

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Comincia dalle qualificazioni la spedizione azzurra al tradizionale appuntamento indoor di Parigi Bercy, l’ultimo Masters 1000 di questa sventurata stagione condizionata dalla pandemia di Coronavirus. Sono sei gli italiani impegnati nel tabellone cadetto. In ordine di classifica: Stefano Travaglia (testa di serie n.5), Marco Cecchinato (testa di serie n.7), Salvatore Caruso (testa di serie n.8), Gianluca Mager (testa di serie n.14), Paolo Lorenzi e Alessandro Giannessi. 

Travaglia parte assolutamente da favorito contro il portoghese Pedro Sousa, n.110 del ranking ATP e molto poco meno a suo agio sui campi veloci. Al secondo turno, decisivo per la qualificazione, potrebbe sfidare in un derby Mager, qualora quest’ultimo sconfiggesse il colombiano Daniel Galan, n.132 della classifica mondiale. Un’altra sfida al secondo turno potrebbe essere quella tra Caruso e Lorenzi. Il siculo però dovrà fare attenzione all’australiano Marc Polmans, giocatore aggressivo e insidioso sul cemento. Il toscano a sua volta è nettamente sfavorito contro il rampante spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, terzo favorito del seeding, che dalla ripresa del tour vanta un notevolissimo bilancio di 13 vittorie e 4 sconfitte. 

Marco Cecchinato, reduce dalla bella settimana al Sardinia Open, dove ha raggiunto la finale, affronta il cinese di Taipei Jason Jung, n.127 del ranking ATP. Un giocatore di spessore inferiore ma che è molto più abituato di Cecchinato a giocare sul veloce. Infine, Giannessi affronterà il moldavo Radu Albot, n.85 della classifica e testa di serie n.10 del tabellone cadetto, in un match abbastanza proibitivo sulla carta. A dimostrazione della qualità del field, la prima testa di serie, e quindi primo escluso dal main draw, è Marton Fucsovics, n.52 del mondo. Dovrebbe giocare contro il 18enne francese Arthur Cazaux, una delle quattro wild card di casa. Le altre sono Elliot Benchetrit, Antoine Cornut-Chauvinic e Arthur Rinderknech. 

 

Il tabellone completo delle qualificazioni (con tutti i risultati aggiornati)

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ATP Nur-Sultan: Millman e Mannarino in semifinale contro la Next Gen

L’australiano batte in rimonta al tie-break decisivo Paul. Ora affronterà Frances Tiafoe. Il francese non lascia scampo a McDonald e si giocherà la finale contro Ruusuvuori

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John Millman - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Le semifinali della prima edizione del Astana Open, torneo di categoria ATP 250 da oltre 300mila dollari di montepremi che si gioca a Nur-Sultan, capitale del Kazakistan, saranno il più classico degli scontri generazionali. Nella parte alta del tabellone, il 32enne mancino francese Adrian Mannarino, numero 41 del ranking e testa di serie n.3 del seeding, sfiderà il classe 1999 finlandese Emil Ruusuvuori, giocatore promettente e già capace di battere il nostro Sinner ad inizio stagione. A contendersi l’altro posto in finale saranno invece il 31enne veterano australiano John Millman, quarta testa di serie del torneo, e il 22enne statunitense Frances Tiafoe, n.63 del ranking mondiale uno dei volti più celebri della nuova generazione di tennisti made in USA. 

Mannarino e Ruusuvuori hanno dovuto faticare ben poco nei loro rispettivi match di quarti di finale. Il transalpino, con il suo tennis personale e imprevedibile, ha travolto l’americano Mackenzie MacDonald, giustiziere di Andreas Seppi al secondo turno, con lo score di 6-1 6-4. Il giovane finlandese, proveniente dalle qualificazioni, ha invece spento i sogni di gloria di Mikhail Kukushkin di trionfare tra le mura amiche, dominandolo per 6-3 6-1. Ruusuvuori continua la sua avventura in quello che era già il suo miglior torneo ATP in carriera, centrando la prima semifinale. Con Mannarino, un giocatore navigato, dotato di talento e anche intelligenza in campo, sarà per lui una vera prova del nove. 

Hanno avuto vita molto più dura invece Millman e Tiafoe. L’australiano, n.44 della classifica mondiale, ha dovuto dare fondo a tutte le sue grandi capacità di resistenza, atletica e mentale, per avere la meglio del 23enne statunitense Tommy Paul, vincitore del Roland Garros junior che sembra finalmente aver trovato la sua strada anche tra i professionisti. Dopo aver perso il primo set al tie-break, Millman ha pareggiato i conti nel secondo per 6-4 e ha conquistato il terzo ancora al tie-break per 7 punti a 5 dopo quasi tre ore di gioco. Da notare che Paul era in vantaggio 3 a 0 nel tie-break decisivo. 

 

Tiafoe è uscito vincitore di un’altra maratona da oltre due ore e mezza contro il 27enne bielorusso Egor Gerasimov, conclusasi con il punteggio di 7-6 5-7 7-5 in suo favore. L’esplosivo afroamericano se l’è vista brutta quando si è ritrovato sotto 4 a 3 di un break nel terzo set. Gerasimov però non ha confermato il vantaggio e si è poi spento. Millman e Tiafoe si sono divisi equamente le vittorie nei quattro precedenti scontri diretti, tutti giocati su superfici rapide. L’ultima sfida si è giocata ai recenti US Open ed è stata una battaglia, in cui ha prevalso il tennista aussie al quinto set dopo essere stato sotto 2 a 1. Insomma, ci sono tutti i presupposti per vedere un incontro molto acceso. 

Il tabellone aggiornato

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La vittoria di Lorenzo Sonego contro Novak Djokovic: il commento del direttore

Le sette vittorie azzurre contro un numero 1 del mondo. La classifica di Ubaldo. L’exploit più prestigioso è di… Adriano Panatta

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Lorenzo Sonego e Novak Djokovic - Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

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