Il Roland Garros avrà 1000 spettatori al giorno

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Il Roland Garros avrà 1000 spettatori al giorno

Le autorità francesi hanno fatto chiarezza dopo la confusione iniziale: la riduzione riguarda solo gli spettatori, non lo staff e i giocatori

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Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

La pandemia continua a colpire il mondo del tennis, e in particolare in Francia, dove il Paese è stato colpito duramente dalla seconda ondata di Covid-19 alla vigilia del Roland Garros. Di conseguenza, il torneo è passato da una cifra iniziale di 20.000 persone al giorno (il 60 percento della capienza) ad una di 11.500, per poi scendere ulteriormente a 5.000 e ora a 1.000; quest’ultimo totale ottempera alla decisione governativa per quanto riguarda gli eventi pubblici.

Fin qui tutto regolare, il numero di biglietti è stato progressivamente eroso dalla seconda ondata di contagi nel Paese, dove solo ieri i nuovi casi sono stati 16.096 e i morti 52 (fonte worldometers.info). A questo annuncio è però seguita molta confusione, perché il Primo Ministro francese, Jean Castex, ha dichiarato, nel corso della trasmissione televisiva “Vous avez la parole” in onda su France 2 ieri sera, che il contingentamento avrebbe riguardato non solo il pubblico, ma anche gli accreditati, i.e. giocatori, coach, preparatori, raccattapalle, arbitri, personale del torneo, ecc…

Il problema è che il numero di persone impegnate in un torneo dello Slam, specialmente nei primi giorni, supera abbondantemente la fatidica quota 1000. Ben Rothenberg del New York Times ha scritto su Twitter: “Giusto per contestualizzare su quanto in fretta si raggiungono 1000 persone in uno Slam. Lo US Open 2019 ha impiegato circa 300 raccattapalle e circa 350 giudici di linea; ha poi aggiunto: “La stima sui giudici di linea potrebbe includere anche quelli di sedia”. Qualche ora prima, il reporter aveva iniziato a vagliare delle ipotesi percorribili (ancorché estreme) nel caso le parole di Castex fossero state confermate, paventando la cancellazione del doppio, la riduzione dei team dei giocatori a un numero massimo di un membro, o la chiusura totale ai giornalisti.

L’Èquipe ha riportato che gli accreditati presenti sui terreni dello Stade Roland-Garros sono quasi 4.000 al giorno anche senza pubblico, e che pertanto, se le parole del Primo Ministro fossero state confermate, il torneo sarebbe già stato in contravvenzione alle norme vigenti, a prescindere da qualunque soluzione si potesse cercare. Le fonti stesse del quotidiano sportivo transalpino, però, avevano già confermato che Castex si fosse espresso male durante l’intervista. Pochi minuti fa, infatti, l’Associated Press di Parigi (rilanciata da decine di testate anglofone) ha riportato le parole dell’ufficio del Primo Ministro, che ha definitivamente confermato che la riduzione riguarderà esclusivamente gli spettatori.

Non saranno comunque felici gli organizzatori del torneo, visto che fino a ieri avevano cercato di ottenere un’esenzione per poter mantenere il numero degli appassionati a 5.000. Guy Forget, direttore del torneo, aveva dichiarato a BFMTV: “5.000 è una cifra molto bassa, visto che il circolo copre 12 ettari, ovvero 15 campi da calcio. Abbiamo rispettato tutti i protocolli di sicurezza e siamo in costante contatto con le autorità competenti. Le persone correrebbero più pericoli prendendo la metro o andando al supermercato. Alla fine, però, le nuove norme anti-Covid sono scattate anche per quello che Forget definisce “l’evento sportivo francese che ha di gran lunga la maggiore portata a livello internazionale”.

L’ulteriore perdita di spettatori comporterà un nuovo danno economico per il torneo: come riporta Le Monde, il botteghino rappresenta il 18 percento degli incassi del torneo (che a sua volta rappresenta l’80 percento degli incassi della Federtennis francese), e, visto che la cifra giornaliera è solitamente di 37.000 spettatori paganti, questo aveva portato Forget a parlare di mancati guadagni per 130-140 milioni di euro, di fatto dimezzando gli introiti, lo scorso anno di 255,4 milioni. Questa nuova riduzione non potrà che affliggere maggiormente le casse dell’evento. Fortunatamente, l’annunciata redistribuzione del prize money dovrebbe consentire ai giocatori con la classifica più bassa di non essere eccessivamente danneggiati.

 

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Quattro le tenniste tra i cinquanta atleti più commercializzabili del globo

Nello studio condotto da Nielsen Sports solo Roger Federer e Rafa Nadal rappresentano la racchetta al maschile

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Bianca Andreescu - Pechino 2019 (via Twitter, @WTA_insider)

Fderer, Nadal e Djokovic; la mistica della trimurti, dei Fab three più uno, i più feroci dominatori di ogni sport in ogni epoca. Eppure il brand dei supereroi della racchetta è meno appetibile rispetto quello delle colleghe, che li doppiano per presenze nella classifica stilata da Nielsen Sports relativa ai cinquanta atleti più “commercializzabili” del mondo.

Lo studio, basato su un’approfondita analisi dei dati social restituiti dalle piattaforme dei campioni (numero di seguaci, interazione e condivisione dei post, crescita della fanbase in determinati segmenti di tempo), ha evidenziato come, almeno a livello di marketing, il circus ATP sia costretto a interpretare una parte gregaria. Nel listone dei cinquanta profili più appetiti dagli sponsor, comandato manco a dirlo dall’insolubile binomio Messi/Ronaldo con il podio completato da LeBron James, le donne del tennis spediscono quattro rappresentanti a fronte dei due soli maschietti, che ovviamente rispondono ai nomi di Rafa Nadal (ventottesimo) e Roger Federer (trentacinquesimo).

Il primo volto che scorgiamo scorrendo l’elenco è quello di Bianca Andreescu: la campionessa dello US Open 2019 è addirittura in quinta posizione, nonostante l’infortunio che sostanzialmente la sta costringendo ai box da un anno. Alla diciottesima troviamo invece la futuribilissima sedicenne Coco Gauff, la quale, in effetti, di sponsor importanti sta già facendo incetta. Sospinta dal potentissimo motore nipponico alla stregua di un Nishikori che ci stupiamo di non vedere in una lista di questo tipo, alla posizione numero trentatré della peculiare top of the pops ecco Naomi Osaka, recentemente tornata sul trono di New York in attesa di occupare di nuovo quello del ranking. Chiude i conti Ash Barty, l’attuale reggente del regno: la giocatrice di Brisbane occupa lo slot numero quarantotto. Secondo molti osservatori il Tour WTA è il secondo per importanza solo perché non può essere terzo, o quarto: evidentemente chi intende scucire quattrini per pubblicizzare i propri prodotti non la pensa proprio così.

 

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ATP Challenger: settimana negativa per gli italiani

Erano due i tornei Challenger in programma, uno a Marbella e l’altro ad Amburgo. Otto gli azzurri complessivamente al via, nessuno va oltre il secondo turno

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MARBELLA 80

Tanti italiani in tabellone ma nessuno di loro ha avuto particolare fortuna. In tre hanno superato il primo turno: Gianluca Mager (contro Giannessi), Federico Gaio (contro lo spagnolo di origini austriache Nicola Kuhn) e Lorenzo Giustino che ha battuto a sorpresa il 17enne Carlos Alcaraz Garfia, già vincitore di tre Challenger in questo scorcio di stagione. Ma qui si è fermata la loro corsa.

Ha iniziato Gaio che ha buttato via un match quasi vinto (3-6 7-6 6-4) contro il giovane ceco Vit Kopriva (n.323 ATP). Il nostro tennista è parso da subito a proprio agio contro un avversario dal buon tocco ma dalla poca potenza. Vince il primo set senza troppi sussulti e nel secondo si porta addirittura a servire per il match sul 5-4. E qui Federico inizia a scialare facendosi brekkare e consentendo all’avversario di arrivare al tie-break, un tie-break che domina 7-1. Ovviamente non solo demerito del nostro tennista, perché mentre Federico si distraeva, Kopriva riusciva finalmente a dare una dimostrazione pratica di quanto recentemente affermato: “Il mio colpo migliore è senz’altro il rovescio. Posso mettere la palla dove voglio”.

Nel terzo parziale il ceco si porta sul 5-4 con servizio e qui Gaio mostra il meglio e il peggio del proprio repertorio. Prima con un rovescio incrociato di surreale bellezza e poi con un passante di diritto si procura due palle break. Che spreca con due erroracci di diritto. Sulla terza palla break spara un rovescio alla luna e sulla quarta e ultima piazza la palla direttamente in tribuna, e fortuna che non c’è il pubblico. Kopriva alla fine si decide ad accettare i gentili doni e chiude l’incontro. Le percentuali dei due sono simili a parte quella relativa alle palle break convertite. Che per Gaio sono state solo 5 su 19.

Altro giro altro regalo: Mager, testa di serie n.3, sembra poter disporre senza troppa fatica del colombiano Daniel Elhai Galan (n. 132 ATP) che nel primo turno aveva fermato Andrea Pellegrino. Vince il primo set 6-4 e si ritrova 5-5 nel secondo, dando sempre l’impressione di poter accelerare da un momento all’altro. Peccato che lo scatto lo piazzi l’avversario: break e secondo set 7-5. A questo punto il ligure sembra disunirsi, perde subito il servizio e concede il bis nel sesto gioco. Punteggio finale per Galan 4-6 7-5 6-1.

A chiudere il programma Lorenzo Giustino che non sembra chiuso dal pronostico contro lo spagnolo Jaume Munar che nel primo turno aveva molto faticato col nostro Bonadio. Purtroppo così non è stato come il punteggio molto severo (6-1 6-3) conferma. Dopo un primo set senza storia il tennista napoletano sembra voler dare battaglia all’inizio del secondo parziale e si procura due palle break nel primo gioco e un’altra nel quinto. Munar è però bravo ad annullarle e a portare in porto l’incontro senza ulteriori patemi. Impietose le statistiche che hanno visto Giustino ottenere il 58% dei punti con la prima di servizio contro l’82% di Munar. E il 18% in risposta contro il 42%.

Al primo turno si erano fermati Alessandro Giannessi nel derby con Mager (2-6 6-1 6-2), Andrea Pellegrino (6-3 6-2) contro Galan e Riccardo Bonadio che ha lottato strenuamente (7-6 5-7 6-3) contro Jaume Munar. Non completamente negativo comunque il torneo di Pellegrino e Bonadio che hanno superato due difficili turni di qualificazione, cosa che a questo livello non è mai scontata.

 

AMBURGO 80

Nel torneo tedesco la corsa di Stefano Napolitano si ferma al primo turno (6-2 6-2) contro il russo Roman Safiullin (n.184 ATP) che ormai viene ricordato più per la vittoria agli Australian Open Junior 2015 che non per quello che sta combinando nella sua carriera professionistica. In ogni caso sul veloce indoor tedesco si è rivelato ostacolo troppo duro per il nostro tennista che evidentemente non è ancora riuscito a ritrovare il giusto ritmo dopo l’operazione al gomito, pur non mancando dei segnali positivi. Infatti il biellese è comunque riuscito a superare due turni di qualificazione contro avversari non banali: prima il francese Constant Lestienne (6-4 5-7 7-6) e poi il russo Evgeny Karlovskiy (7-6 7-6). Eliminato al primo turno anche Roberto Marcora che nulla ha potuto contro il polacco Kamil Majchrzak (6-3 6-3) che non ha mai concesso una sola chance al nostro portacolori, meritandosi in questo modo il prossimo rientro in top 100.

Massimo Gaiba

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La replica di Zverev: “Le accuse di violenza sono false”

Il tedesco ha negato le parole della ex-fidanzata Olga Sharypova, e ha scritto che si prenderà le proprie responsabilità paterne in seguito alla notizia della gravidanza di Brenda Patea, un’altra precedente compagna

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Alexander Zverev - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Alexander Zverev ha rotto il silenzio dopo giorni per lui estremamente pesanti. Qualche giorno fa, il tedesco, al momento N.7 ATP, ha ricevuto la notizia della gravidanza di Brenda Patea (i due hanno avuto una relazione di poco meno di un anno, conclusasi ad agosto), che però ha dichiarato di voler crescere il bambino da sola.

Questo sarebbe già un carico notevole di questioni spinose da affrontare di per sé, ma poco dopo è arrivata la grave accusa di violenze domestiche da parte di un’altra ex-compagna di Sascha, vale a dire Olga Sharypova, secondo la quale ci sarebbero stati diversi episodi di violenza fra cui un tentato soffocamento con un cuscino a New York – la modella russa non ha per ora sporto denuncia.

Adesso è arrivata la replica di Zverev, che ha deciso rispondere a entrambe via social:

 

Per quanto riguarda il figlio in arrivo ha scritto: “Gli ultimi giorni sono stati difficili per me. Diventerò padre a 23 anni. Non vedo l’ora che arrivi il bambino. Anche se Brenda ed io non stiamo più insieme, abbiamo comunque mantenuto un buon rapporto, e voglio prendermi le mia responsabilità. Ce ne occuperemo insieme, ma questa è l’ultima cosa che voglio dire sull’argomento. Sono sicuro che saremo in grado di gestire la situazione senza coinvolgere i media”.

Passando all’argomento più controverso, queste sono state le sue dichiarazioni: “Poi ci sono le accuse infondate della mia ex-fidanzata Olga Sharypova, di cui ho letto oggi sui giornali. Mi hanno intristito molto. Ci conosciamo da quando eravamo bambini e abbiamo condiviso tante esperienze. Mi rammarico che faccia certe affermazioni, semplicemente perché non sono vere. Abbiamo avuto una storia, ma è finita molto tempo fa. Non so davvero perché abbia deciso di muovere queste accuse solo adesso. Spero davvero che riusciremo a trovare un modo per ricominciare a trattarci ragionevolmente e rispettosamente”.

Nonostante i due titoli vinti consecutivamente a Colonia, Zverev difficilmente avrà un buon ricordo del 2020 (o dell’anno precedente): prima di queste due vicende, è stato coinvolto nel focolaio dell’Adria Tour, a cui aveva fatto seguito la promessa di auto-isolarsi per due settimane, violata per andare a un party in Costa Azzurra; poi è arrivata la sconfitta in finale a New York dove si è fatto rimontare due set da Thiem (anche se questa delusione ha un peso piuttosto irrilevante rispetto al resto); successivamente, si è presentato in campo per l’ottavo di finale parigino contro Sinner con la febbre senza comunicarlo agli organizzatori del Roland Garros, infrangendo i protocolli anti-Covid del torneo; e adesso queste due notizie.

La prossima settimana dovrebbe giocare a Bercy per poi volare a Londra per le Finals, ma è probabile che avrà ben altri pensieri per la testa, anche qualora dovesse scendere in campo.

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