Roland Garros: Berrettini scivola sullo Chatrier contro Altmaier

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Roland Garros: Berrettini scivola sullo Chatrier contro Altmaier

Inatteso passo falso di Matteo Berrettini. Sconfitto in tre set dal qualificato Daniel Altmaier

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Matteo Berrettini - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)
 
 

[Q] D. Altmaier b. [7] M. Berrettini 6-2 7-6(5) 6-4

Inutile girarci intorno: si tratta di uno scivolone piuttosto duro da digerire, perché piuttosto inatteso. Il più brutto Matteo Berrettini del post-pausa ha incassato una dolorosa sconfitta contro il qualificato tedesco Daniel Altmaier, n. 186 della classifica mondiale, in una partita nella quale non è mai riuscito a trovare il bandolo della matassa e soprattutto non ha mai dato la sensazione di trovarsi a suo agio sul campo. Mai un ruggito, mai un sussulto da parte di un Matteo che sembrava quasi assonnato in questo match mattutino iniziato sotto un insolito sole ma terminato sotto nuvoloni neri carichi di oscuri presagi.

 

Altmaier ha giocato in maniera aggressiva, cercando di far leva sul rovescio di Berrettini e trovando il modo di non dare punti di riferimento a Berrettini nella risposta. Solo un break concesso dal tedesco in tutto il match, contro i quattro ottenuti. Matteo ha sfruttato solamente una palla break su sette, molto più per meriti del suo avversario che non per demeriti propri, ma una delle caratteristiche principali di Berrettini è sempre stata quella di rimanere aggrappato al match e cogliere le occasioni propizie, mentre oggi non è riuscito a girare il match, né nel secondo set quando pur giocando male è arrivato a servire sul 5-4 e al rush finale del tie-break, né nell’ultimo game quando il suo avversario ha sbagliato un paio di colpi di nervosismo e gli ha dato la chance di rispondere a qualche seconda.

 
Daniel Altmaier – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

IL MATCH

Il primo servizio tirato da Matteo che finisce nella rete a 30 centimetri da terra è un segno inequivocabile che la giornata non andrà via liscia. Berrettini è decisamente poco reattivo, e l’atmosfera soporifera del Philippe Chatrier vuoto alle 11 del mattino certamente non aiuta. Altmaier invece sembra piuttosto vispo, si carica ad ogni vincente e con un paio di risposte in spinta strappa il servizio a Matteo e sale immediatamente 3-0. La battuta del romano comincia ad ingranare e i suoi game di servizio cominciano ad andare via lisci. In risposta, tuttavia, la musica è molto differente: Altmaier è molto aggressivo, fa male con il rovescio lungolinea e riesce a trovare punti anche direttamente con la battuta. Sul 2-5 Berrettini non riesce ad andare abbastanza sotto alla palla su un paio di diritti e stecca il colpo, concedendo il secondo break del parziale e il set per 6-2 in 29 minuti.

Uno sparuto gruppetto dello scarso pubblico presente prova a riscaldare l’ambiente con un paio di applausi più convinti, ma è una dura battaglia con una temperatura così rigida, anche se al sole la permanenza sugli spalti è decisamente più confortevole. Altmaier incappa in un paio di errori abbastanza estemporanei nel gioco d’apertura del secondo set e concede subito il break a Berrettini. Matteo coglie la palla al balzo e comanda a bacchetta al servizio, mentre continua a faticare in risposta. Ha pure una palla del 5-2 pesante, che però Altmaier cancella con un ace centrale, ma quando va a servire per il set sul 5-4 si incarta in un paio di errori di diritto e finisce per concedere il controbreak su un altro diritto non chiuso vicino alla rete su cui Altmaier infila un passante lungolinea.

Daniel Altmaier – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Sul 5-6 Berrettini deve salvarsi dallo 0-30, e lo fa prendendo l’iniziativa, anche se si complica inutilmente la vita sbagliando uno smash su una palla destinata fuori. Si arriva al tie-break, nel quale restituisce subito il minibreak ottenuto in apertura sbagliando la misura del drop shot. Matteo non si sente abbastanza reattivo con i piedi per aggirare la palla e colpire di diritto, quindi si trova a dover palleggiare sul rovescio, non certo la sua arma migliore. Sul 2-3 stecca un diritto che risulta così cortissimo e permette ad Altmaier di attaccare. Sul 3-5 tuttavia pareggia la situazione dei minibreak con uno splendido passante incrociato di rovescio, ma sul punto successivo mette in rete una palla corta di diritto su un colpo a chiudere vicino alla rete, e questo è l’errore che gli costa il secondo set.

Dopo un’ora e 31 minuti il qualificato Altmaier si trova sorprendentemente avanti per due set a zero. I due si prendono una pausa di quasi cinque minuti per andare alla toilette, e al loro ritorno i primi game sono piuttosto laboriosi. Berrettini ha una palla break per il 2-0, ma sulla seconda di Altmaier prova ad aggredire con la risposta di rovescio spedendola però in corridoio. Due game più tardi c’è un’altra opportunità per Matteo, che grazie a un doppio fallo si trova 15-40, ma due servizi vincenti gli cancellano anche questa chance di provare la rimonta. Qui parte una sequenza di 10 punti consecutivi per Altmaier che danno al tedesco il vantaggio sufficiente per condurre in porto il risultato più prestigioso della sua carriera.

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ATP

Ranking ATP: Sinner torna in top 10 con l’aiuto di Sonego. Jannik e Berrettini ancora in corsa nella ‘Race’

L’Italia ha di nuovo un tennista tra i primi 10 del ranking ATP: Hurkacz lascia spazio a Sinner in decima posizione. Anche Lorenzo torna a salire

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Jannik Sinner – Davis Cup 2022 by Rakuten Bologna (Photo by Ion Alcoba / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Archiviati i pianti e le risate della Laver Cup londinese, si torna a fare i conti con i classici tornei del Tour. E di calcoli veri e propri si tratta quando c’è in ballo il ranking ATP. La classifica da due settimane ha un nuovo padrone, ovvero Carlos Alcaraz, che dopo aver vinto a Flushing Meadows il suo primo Major è diventato il più giovane numero 1 della storia ATP. Un risultato che il nostro Jannik Sinner ha provato in tutti i modi a evitare e c’è arrivato davvero vicinissimo a New York. Non ha sfruttato un match point che avrebbe cambiato tutto. Jannik può consolarsi un minimo guardando la classifica (pur non essendo questo il suo focus principale, certo). Da lunedì 26 settembre è di nuovo tra i primi 10 giocatori del mondo, in decima posizione.

Nella settimana post-Davis in cui Sinner non ha giocato e di conseguenza non ha guadagnato alcun punto, ha dovuto guardare i risultati del weekend per sperare di salire in classifica. Deve quindi ringraziare il connazionale Lorenzo Sonego, campione al Moselle Open di Metz. In semifinale il torinese ha dato due set a zero a Hubert Hurkacz, che difendeva il titolo. Con la sconfitta in semifinale, il polacco ha perso 160 punti, dovendo abbandonare per il momento la top 10. Jannik invece ringrazia e affronterà il prossimo torneo di Sofia da numero 10 del mondo: stavolta toccherà a lui difendere i 250 punti conquistati nel 2021 con la vittoria finale.

Gli altri azzurri che hanno un ranking diverso rispetto a 7 giorni fa sono lo stesso Lorenzo Sonego e Fabio Fognini. Tre posizioni perse da quest’ultimo, ora in 57esima posizione. Sonego ne ha guadagnate invece ben 20 grazie al titolo a Metz. Ha così riguadagnato la top 50 (è ora numero 45), in un’annata sicuramente complessa dove i risultati hanno faticato ad arrivare. Con quest’energia data dal titolo in Francia senza perdere nemmeno un set, dovrà ripartire già questa settimana a Sofia.

 

Per quanto riguarda invece la classifica ‘Race’, oltre al già citato Jannik Sinner è ancora in corsa anche Matteo Berrettini, impegnato lo scorso weekend tra le file del Team Europe durante la Laver Cup. Berrettini è in 13esima posizione con 2225 punti, mentre Jannik è appena dietro, in 14esima con 2220. Entrambi dovranno puntare alla settima posizione, al momento occupata da Felix Auger-Aliassime con 2860 punti. Perché non l’ottava? Quest’anno Novak Djokovic, non avendo giocato in Australia e a New York, non rientra tra i primi otto della Race per le Finals torinesi avendo solo 1970 punti (15esimo, proprio dietro Sinner). Ha però vinto uno Slam, a Wimbledon, e per regolamento chi vince uno Slam se non è già tra gli otto qualificati (come quasi sempre accade) accede comunque alle ATP Finals qualora rientrasse nella top 20 della Race.

Novak ha un margine di 360 punti sul 21esimo, Alex de Minaur, e questa settimana sarà impegnato all’ATP 250 di Tel Aviv per rafforzare la sua posizione. Ha rivelato durante la Laver Cup di avere un problema al polso da qualche giorno, ma con in mente l’obiettivo della qualificazione a Torino, non si ritirerà dal torneo. Sinner e Berrettini allora guardano anche a chi sta davanti a loro: Fritz (n. 10), Norrie (11) a Seoul e Carreno Busta a Sofia.

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ATP

ATP Seoul: sconfitta all’esordio per Kecmanovic, in attesa di Ruud e Norrie

Peggior sconfitta del 2022 per il serbo, contro il lucky loser Kovacevic. Vincono Albot e Munar

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Miomir Kecmanovic - Miami 2022 (foto Twitter @atptour)

Solo quattro match di singolare in programma nella prima giornata dell’Eugene Korea Open di Seoul, ma subito una piccola sorpresa. Il serbo Miomir Kecmanovic deve già fare le valigie. Numero 7 del seeding, Kecmanovic ha perso in due set (6-4 6-4) dall’americano Aleksandar Kovacevic, numero 222 del mondo. È sicuramente la sconfitta peggiore dell’annata di Kecmanovic, che nel corso della stagione ha fatto segnare risultati importanti su cemento, come i quarti di finale a Indian Wells e Miami e gli ottavi all’Open d’Australia. Per Kovacevic invece è la prima vittoria in un match del circuito maggiore, arrivata con un pizzico di fortuna visto che aveva perso nell’ultimo turno di qualificazione ed è stato poi ripescato.

Classe 1998, ha finito il college solo l’anno scorso e si sta affacciando sul Tour ATP: “È un po’ surreale” ha detto. “Guardo queste partite in TV ogni giorno. Considero molti di questi ragazzi miei coetanei e sento che sto giocando a un livello abbastanza buono, ma solamente il fatto di essere là fuori in un evento ATP nel main draw… Onestamente pensavo di aver bisogno di un po’ più di esperienza prima di fare bene“. Al prossimo round sfiderà il vincente di O’Connel-Tseng.

Il torneo entrerà poi nel vivo all’arrivo in Corea del Sud di Casper Ruud e Cameron Norrie, testa di serie numero 1 e 2, oltre che a Taylor Fritz (n. 3). Il terzetto è partito da Londra, dove era in campo per l’edizione della Laver Cup vinta per la prima volta dal Team World, domenica 25 settembre. A conoscere già il suo avversario è Cam Norrie: sarà il giapponese Uchida, reduca da una vittoria agevole contro il numero 471 al mondo Seong Chan Hong, wild card coreana. Bene anche il moldavo Radu Albot, che ha eliminato il lucky loser Moriya in due set. Ben più rapido invece l’esordio di Jaume Munar: il suo avversario, il qualificato giapponese Watanuki (che aveva eliminato proprio Moriya nelle ‘quali’ in un derby) ha dovuto ritirarsi dopo appena 3 game.

 

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Flash

Federer e la Laver Cup, legame fortissimo: “Auguro ai miei avversari un ritiro dal tennis come il mio”

Prima di lasciare Londra, il fuoriclasse svizzero ha ribadito il suo apprezzamento per l’evento e il format, specificando: “Non sarò capitano di Team Europe, al momento non è nei piani. Non sono nemmeno interessato a rivestire ruoli politici. Ci sarò sempre, pur senza incarichi, se potrò dare una mano al tennis”.

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Roger Federer e Rafa Nadal - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)

Il legame tra Roger Federer e la Laver Cup è destinato a rimanere indissolubile, dopo che la quinta edizione di Europa-Resto del Mondo ha fatto da cornice all’ultimo atto della sua carriera. Innegabilmente, anche per il torneo – che già di per sé ha dimostrato di funzionare – essere stato “scelto” per un appuntamento da libri di storia dello sport ha rappresentato uno slancio promozionale significativo. Al punto da spingere gli addetti ai lavori a ragionare anche su quello che può essere un binomio d’immagine inscindibile, tra la Laver Cup e il marchio Federer, pur con un fisiologico cambio di prospettiva.

AMBASCIATORE – “Mi dispiace non aver ottenuto la vittoria,- ha raccontato prima di lasciare la capitale britannica -, l’ho detto anche negli spogliatoi a Andy (Murray), perdere non mai è divertente. Però questo fine settimana è stato per me comunque straordinario. Non vedo l’ora di essere a Vancouver per la prossima edizione, ovviamente in una veste diversa“. Pensiero che ha fatto venire in mente, a più di qualcuno, l’ipotesi di una suggestiva successione in panchina. “No, il mio ruolo non sarà quella di capitano – ha voluto subito smentire -, visto che Borg sta facendo un ottimo lavoro, la sua sostituzione non è nei piani attuali, un giorno chissà. Anche il format è solido e non subirà sostanziali modifiche, in cinque anni siamo stati in città fantastiche, anche Londra con la O2 Arena non ha tradito le attese. Magari più avanti estenderemo l’orizzonte anche oltre il Nord America. Come ho detto, intendo rimanere nel mondo del tennis e dare una mano, ma in questa fase senza un incarico ufficiale“.

L’AUGURIO – L’aspetto emotivo, allo scorrere dei titoli di coda, ha comunque avuto il predominio mediatico su quello del campo. Al netto delle considerazioni sulla prima vittoria di Team World, Federer ha tenuto a sottolineare come la Laver Cup sia intesa dai protagonisti come tutt’altro che un’esibizione: “C’è un bel clima, ma rimane sport e l’atmosfera agonistica in campo deve essere feroce, dura, così la manterremo sempre. Poi ci sono altri aspetti: durante la settimana mi è piaciuto molto cenare con Novak ed Andy, li ho conosciuti meglio, sono felice di aver trascorso del tempo con loro, vedere come lavorano gli altri campioni. Momenti che non tolgono nulla all’intensità di una rivalità sportiva. Venerdì essere circondato da quelli che sono stati i miei più grandi avversari è stata un’emozione unica. Auguro a loro di vivere le stesse sensazioni uniche e speciali nel giorno in cui decideranno di lasciare il tennis giocato. Per me è stato davvero bellissimo.

 

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