Ancora sul Roland Garros

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Ancora sul Roland Garros

Da Sofia Kenin a Martina Trevisan, da Nadia Podoroska a Petra Kvitova e Garbine Muguruza: chi sono state le altre protagoniste dello Slam dominato da Iga Swiatek

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Sofia Kenin - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

1. Finali e numero di Slam
Ho aperto l’articolo della scorsa settimana sottolineando il dominio delle giocatrici giovani negli ultimi Slam. Dallo US Open 2018, con la vittoria di Osaka su Serena Williams, hanno sempre prevalso tenniste al massimo di 23 anni; solo Simona Halep ha fatto eccezione (Wimbledon 2019). C’è però da sottolineare un altro aspetto abbastanza curioso che riguarda questa stessa serie di Major: nella composizione delle finali, ha sempre vinto la giocatrice con meno titoli e finali Slam in carriera:

US 2018: Osaka (zero Slam) su Williams (23 Slam)

Aus 2019: Osaka (1 Slam) su Kvitova (2 Slam)
RG 2019: Barty (zero Slam) su Vondrousova (zero Slam)
Wim 2019: Halep (1 Slam) su Williams (23 Slam)
US 2019: Andreescu (zero Slam) su Williams (23 Slam)

 

Aus 2020: Kenin (zero Slam) su Muguruza (2 Slam)
US 2020: Osaka (2 Slam) su Azarenka (2 Slam e 2 finali)
RG 2020: Swiatek (zero Slam) su Kenin (1 Slam)

Come interpretare questi risultati? Ecco una possibile spiegazione: le giovani, che spesso in queste partite sono scese in campo da sfavorite, hanno finito per giocare con meno timori e condizionamenti. Le più esperte (come Williams, Kvitova, Azarenka) hanno probabilmente sofferto il peso della consapevolezza dell’importanza della posta in palio. Erano cioè profondamente consce, perfino troppo, di quanto potesse contare per la loro carriera un ulteriore successo Slam. In queste condizioni o si possiede un chiaro margine fisico-tecnico sull’avversaria, oppure chi affronta il match con la mente più sgombra finisce per avere la meglio.

2. Sofia Kenin
Nell’articolo della scorsa settimana ho sottolineato come nessuna delle giocatrici che erano arrivate almeno ai quarti di finale a Flushing Meadow sia poi riuscita a ripetersi al Roland Garros: miglior turno raggiunto in Francia il terzo, da parte di Putintseva e Mertens. Mi sembra un dato significativo per valutare quanto sia stato complesso il doppio impegno Slam, che prevedeva un passaggio di superficie con due sole settimane di separazione temporale fra i Major.

Impegno complesso non solo per ragioni tecniche, ma anche mentali e persino logistiche, visto che i trasferimenti transcontinentali nell’epoca del Coronavirus richiedono procedure specifiche che non facilitano gli atleti. A conti fatti, soppesando le prestazioni nei due Slam, Sofia Kenin e Petra Kvitova sono state le giocatrici più consistenti: non tanto per punti WTA conquistati, ma perché sono riuscite ad approdare al quarto turno a New York (sconfitte rispettivamente da Mertens e Rogers) e poi, a Parigi, a spingersi sino alla finale (Sofia) e alla semifinale (Petra).

Paradossalmente questa discreta consistenza nei due Slam potrebbe essere stata favorita dalle poche partite disputate al di fuori dei Major. Mi spiego. Sicuramente questo non ha permesso loro di arrivare rodate a inizio torneo, con qualche possibile extra-rischio iniziale. Però una volta superati indenni i primi turni, si sono ritrovate con un po’ più di benzina nel serbatoio rispetto a molta concorrenza. Kvitova infatti aveva perso immediatamente a New York/Cincinnati (sconfitta da Bouzkova) e poi aveva rinunciato all’impegno in Italia. Kenin era stata eliminata da Cornet all’esordio di New York/Cincinnati, e poi a Roma aveva giocato un solo match, perso addirittura per 6-0 6-0 contro Azarenka.

Non è usuale per una campionessa Slam in carica subire un doppio bagel. Una sconfitta durissima, che però (con il senno di poi, sia chiaro) potrebbe avere avuto un effetto quasi benefico. Perché se da una parte una batosta del genere ha diminuito la fiducia e l’autostima, dall’altra ha fatto scendere la pressione, visto che la responsabilità di dover fare per forza risultato era molto diminuita.

Con pochissimo rodaggio sulla terra, l’inizio parigino di Kenin è stato complicato: al primo turno si è ritrovata sotto di un break all’inizio del terzo set contro Ludmilla Samsonova, ma ha rimediato con un parziale conclusivo di sei game a uno (6-4, 3-6 6-3). Poi ha di nuovo perso un set contro Ana Bogdan (3-6, 6-3, 6-2), uscendo però ancora una volta alla distanza. Superato lo scoglio non impossibile di Irina Bara, al quarto turno è arrivata la prova della verità: lo scontro con Fiona Ferro.

Ferro era reduce dal successo nel torneo di Palermo (terra rossa); poi aveva rinunciato alla trasferta americana e, da francese, aveva puntato tutto sullo Slam di casa. E anche se non era testa di serie, era sicuramente una delle giocatrici da evitare, perché aveva mostrato di saper spingere benissimo con il dritto senza subire troppo dalla parte del rovescio, il suo colpo meno forte. Confesso che ritenevo Fiona favorita, e invece le cose sono andate diversamente.

Sotto 0-2 nel primo set, Ferro ha infilato un parziale di sei giochi che le è valso il primo set, e la sensazione di avere la partita in mano. Invece Kenin ha reagito: ha avanzato la propria posizione in campo e questo le ha permesso di condurre più spesso gli scambi (trovando più vincenti) ma anche di sfoderare tante smorzate efficaci. E le smorzate non soltanto le hanno portato molti punti, ma hanno anche finito per mandare in crisi fisica Fiona, costretta a frequenti rincorse in avanti. E così la partita è completamente girata, come testimonia il punteggio (2-6, 6-2, 6-1). A mio avviso con questa partita Kenin ha dimostrato che si era lasciata alle spalle la giornataccia romana contro Azarenka, che il cambio di superficie era ormai metabolizzato e che era di nuovo pronta a giocarsela sino in fondo. Come in Australia.

Nei quarti di finale contro Danielle Collins, Sofia ha iniziato un po’ titubante, probabilmente a causa dei precedenti scontri diretti negativi (3-0 per Collins, 6 set a zero), ma una volta ingranato ha sempre avuto la situazione sotto controllo, anche a dispetto del punteggio (6-4, 4-6, 6-0). Perché quasi non si riesce a spiegare come abbia potuto perdere il secondo set, chiuso con lo stesso numero di punti vinti (32 a testa), ma sfuggito per qualche distrazione di troppo nel decimo game. Poi però ha rimesso tutto a posto nel terzo set, ulteriormente aiutata da qualche problema fisico della avversaria.

Tutto sommato Kenin mi è sembrata sempre in controllo anche nella semifinale contro Petra Kvitova. Un match nel quale, a mio avviso, sono risultati fondamentali i fattori agonistici e mentali. Kvitova ha iniziato contratta, ha perso due volte di fila la battuta (Kenin si è trovata avanti 4-1 e servizio) e da quel momento ha continuato a inseguire, senza mai riuscire a rovesciare l’inerzia del match (6-4, 7-5). Nemmeno quando, nel secondo set, Sofia ha concesso qualcosa per un po’ di comprensibile braccino (sul 5-4 e servizio) sono cambiate le cose; un immediato controbreak ha fatto di nuovo la differenza. Un dato credo illustri bene la differenza di killer instinct delle protagoniste. Palle break convertite: Kenin 4 su 5, Kvitova 2 su 12.

Forse l’aspetto più interessante che si può ricavare dal Roland Garros di Kenin è questo: in tre partite contro avversarie di livello medio-alto (Ferro, Collins, Kvitova), Sofia ha sempre messo in campo lo stessa atteggiamento tecnico-tattico. Quando il match ha attraversato le fasi più complesse e lottate, ha sempre deciso di prendere in mano lei le sorti dello scambio, provando a spingere di più, e a cercare il vincente. Sui campi lenti dell’autunno parigino, più che i lungolinea rendevano molto gli incrociati stretti e i drop-shot; e Sofia ha dimostrato di saperli giocare con efficacia proprio in questi frangenti. Sono tratti caratteriali importanti, che spiegano come mai a soli 21 anni abbia già nel proprio palmarès una vittoria e una finale Slam.

Poco da dire sulla finale, persa quasi senza storia contro Swiatek (6-4, 6-1). Difficile capire quanto abbia inciso il problema alla gamba nel secondo set (evidenziato dal Medical Time Out). Resta il fatto che, superata la fase del recupero da 3-0 a 3-3 del primo set, Swiatek è sempre riuscita a comandare la situazione. E lo ha fatto con un margine tale da mettere in secondo piano le componenti agonistiche, nelle quali Kenin aveva dimostrato di avere un punto di forza.

a pagina 2: Nadia Podoroska

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WTA, chi migliorerà nel 2022?

Scommesse vecchie e nuove di inizio anno: come sono andate e come andranno le cose nel ranking femminile? Ecco quali spostamenti ho indovinato, quali ho sbagliato, e quali ipotizzo per il futuro

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Clara Tauson (Photo by Alexandre Hergott/Open 6ème Sens - Métropole de Lyon)

Avvertenza: La questione Djokovic, esplosa proprio martedì scorso, ha prodotto come conseguenza anche il rinvio di questa rubrica. Per questo esce oggi l’articolo preparato per il 4 gennaio. Visti i contenuti trattati, mi preme sottolineare che l’articolo non ha subìto alcun cambiamento. Significa cioè che tutte le analisi e i pronostici che leggerete sono precedenti alle partite svolte in questo inizio di 2022. Lo segnalo per dovere di correttezza nei confronti dei lettori.

È terminato il 2021 e comincia in questi giorni la stagione 2022. È il momento di chiudere i bilanci con il passato e dedicarsi al futuro. Quest’anno però oltre al solito tentativo di previsione sulla nuova stagione (che troverete da pagina 3) ho deciso di recuperare un articolo scritto ventiquattro mesi fa. Può sembrare una stravaganza, ma ci sono buoni motivi. Facciamo qualche passo indietro.

Il 7 gennaio 2020 era uscito un pezzo che presentava una serie di previsioni. Non era la prima volta che lo scrivevo, sempre con lo stesso criterio: provare a individuare all’interno delle prime 100 giocatrici del mondo chi avrebbe concluso la stagione con un progresso in classifica. Quel primo articolo, naturalmente, ne sottintendeva anche un secondo alla fine della stagione per verificare l’esito delle previsioni.

 

Poi però nel marzo 2020 la pandemia aveva bloccato i tornei, il Tour era stato gravemente menomato e, in sovrappiù WTA aveva modificato i criteri di calcolo della classifica. Per questi motivi ritenevo le regole del gioco troppo alterate per considerare la “scommessa” ancora valida. Ne ero così convinto che non sono più nemmeno andato a controllare i 14 nomi su cui avevo puntato per scoprire se, come previsore, ne sarei uscito bene o male. Tutto annullato.

Qualche giorno fa, però, mi è tornata in mente quella scommessa e mi sono detto che forse poteva avere un senso fare il controllo riferendosi a quanto accaduto nel 2021. Certo, sappiamo che anche nel 2021 non è stato proprio tutto normale, ma in fondo si tratta semplicemente di verificare le scelte di allora basandosi sui risultati dell’anno successivo. Una variazione che mi sembra più accettabile.

Una volta decisa la verifica, ho pensato di indicare per completezza anche la posizione alla fine del 2020. Ma, lo ripeto, il mio riferimento è quello di fine 2021. Ecco la lista dei 14 nomi secondo l’ordine dell’articolo originario di due anni fa.

Camila Giorgi
ranking di riferimento (fine 2019): n°100
ranking 2020: 75
ranking 2021: 34
Differenza: +66
Camila Giorgi è una giocatrice molto seguita dagli appassionati italiani: non è necessario entrare nel dettaglio dei suoi risultati. Su tutti rimane la vittoria nel WTA 1000 di Montreal 2021, che le ha permesso di riavvicinarsi alle prime 30 del mondo. Direi che come scommessa non era molto rischiosa, visto il ranking di partenza.

Jasmine Paolini
ranking di riferimento (fine 2019): 96
ranking 2020: 96
ranking 2021: 53
Differenza: +43
Per Paolini le cose non erano scontate come per Giorgi, ma secondo me si intuiva che Jasmine stava trovando il modo giusto di affrontare il livello WTA. Nel 2020, forse a causa della programmazione spezzettata dalla pandemia, non era riuscita a ingranare. La crescita di rendimento del 2021 è stata però evidente, coronata dalla vittoria a Portorose (primo titolo WTA della carriera).

Anastasia Potapova
ranking di riferimento (fine 2019): 92
ranking 2020: 100
ranking 2021: 69
Differenza: +23
Potapova aveva avuto un 2020 tribolatissimo, visto che dopo la pandemia non era più scesa in campo. Prima lo stop delle competizioni, poi la decisione di operarsi alla caviglia che l’ha tenuta ferma sino al mese di dicembre. Se a fine 2020 non è crollata nel ranking è stato grazie alla introduzione delle nuove regole che le hanno permesso di tenere validi molti punti del 2019.

Tecnicamente più attendibile la stagione 2021. Senza acuti particolari (3 quarti di finale come massimo), ma sufficienti per un progresso di oltre 20 posizioni. Neanche male per una giocatrice che ha compiuto vent’anni solo qualche mese fa.

Christina McHale
ranking di riferimento (fine 2019): 88
ranking 2020: 80
ranking 2021: 158
Differenza: -70
Tredici successi nel 2020, stagione in cui si è potuto giocare meno del solito, appena 8 successi (con 22 sconfitte) nel 2021, quando il Tour si è riavvicinato alla normalità. In sostanza la stagione negativa che ha vissuto Christina McHale condanna senza appello la mia previsione.

Taylor Townsend
ranking di riferimento (fine 2019): 81
ranking 2020: 89
ranking 2021: 293
Differenza: -212
La pandemia e la maternità; la somma di questi due fattori spiegano l’attuale classifica di Taylor Townsend. Direi che nel suo caso le vicende extra tennistiche hanno influito in modo così determinante da rendere la scommessa senza riferimenti tecnici. Nel 2020, una volta scoppiata la pandemia, Townsend aveva preferito non uscire dagli Stati Uniti. E questo non sorprende, visto che già in passato aveva anteposto ad alcuni impegni nel Tour la partecipazione a manifestazioni nazionali, come il World Team Tennis.

Poi però è stata la maternità a fermare le sue competizioni. Di fatto, dal marzo 2020 Townsend ha disputato solo due partite valide per conquistare punti WTA (entrambe perse): il primo turno di qualificazione a Cincinnati 2020 e il primo turno allo US Open 2020.

Coco Gauff
ranking di riferimento (fine 2019): 68
ranking 2020: 48
ranking 2021: 22
Differenza: +46
Alla fine del 2019 Coco Gauff era reduce dal primo successo in un torneo WTA, a Linz, a nemmeno 16 anni. Il dubbio che la circondava non era tanto sulle potenzialità fisico-tecniche quanto piuttosto sui rischi determinati dalla precocità. A oggi però sembra essere stata brava a reggere le pressioni, tanto che nel settembre scorso per alcune settimane è stata anche Top 20.

Iga Swiatek
ranking di riferimento (fine 2019): 60
ranking 2020: 17
ranking 2021: 9
Differenza: +51
Non c’è bisogno di dire molto su Iga Swiatek. Numeri e risultati parlano per lei: uno Slam vinto già nel 2020 e l’ingresso in Top 10 nel 2021.

a pagina 2: Le altre sette giocatrici scelte due anni fa

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WTA Hot Shots! (12) + 12 punti memorabili del 2021

Seconda parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi scambi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Laura Siegemund - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Ultimo articolo della rubrica del martedì per il 2021, dedicato alla seconda parte della carrellata dei migliori punti della stagione. Come ho già spiegato la scorsa settimana, la scelta di partenza è stata quella di dividere i punti in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Dopo la prima parte riservata ai singoli colpi (vedi QUI), nella seconda ci concentriamo sui grandi scambi.

Ribadisco che non c’è alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme. Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Via dunque alla carrellata dedicata ai dodici scambi del 2021.

12. Karolina Pliskova e Viktorija Golubic
(QF Wimbledon, Pliskova b. Golubic 6-2, 6-2)
Cominciamo la rassegna con due punti (posizione 12 e posizione 11) che vedono protagonista Karolina Pliskova, che dopo un avvio di 2021 opaco ha progressivamente ritrovato la forma, sbocciando con il suo tennis migliore a Wimbledon.

 

Qui siamo nei quarti di finale contro una delle sorprese del torneo, Viktorija Golubic, e dallo scambio capiamo i motivi che hanno permesso a Karolina di arrivare in finale ai Championships. Infatti alle sue riconosciute doti di attaccante aggiunge alto rendimento in ambiti che non sono propriamente il suo forte: mobilità e recuperi difensivi. E così prima salva in allungo di dritto, poi di rovescio, per concludere con l’ultima perla rappresentata da un rovescio in avanzamento.

11. Karolina Pliskova e Sara Sorribes Tormo
(QF Montreal, Pliskova b. Sorribes Tormo 6-4, 6-0)
Il secondo set vinto 6-0 contro Sorribes Tormo a Montreal è stato forse il set migliore disputato da Pliskova in tutto il 2021. Ricordo che in quel momento Sorribes era in un periodo di grande condizione (qualche giorno prima a Tokyo aveva sconfitto la numero 1 Barty), ed era capace di offrire tennis di contenimento di alto livello. Tanto che spesso provocava alle sue avversarie dei “fuori giri” offensivi, causate dalla frustrazione che le coglieva di fronte alla impossibilità di sfondare il muro difensivo eretto dalla giocatrice spagnola.

Ecco, dare 6-0 a quella Sorribes significava raggiungere livelli di gioco eccezionali. E in un certo senso il punto proposto lo dimostra: nel corso dello scambio Karolina non riesce a sfondare in avvio, e anzi deve a sua volta impegnarsi in difesa, prima di trovare finalmente il colpo definitivo.

10. Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko
(QF Eastbourne, Ostapenko b. Kasatkina 1-6, 7-5, 6-2)
Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko sono due delle rappresentanti della generazione del 1997 che qualche anno fa si era messa in luce per la precocità ad alti livelli. Ancora teenager, per esempio, erano state protagoniste sulla terra di Charleston 2017 di una delle più giovani finali della recente WTA.

Nel 2021 Daria e Jelena si sono incontrate due volte, sempre sull’erba e ha sempre vinto Ostapenko, anche se al termine di partite tirate. Qui siamo a Eastbourne, poi si ritroveranno a Wimbledon e il match finirà 6-1, 3-6, 8-6. Il punto in questione è interessante perché si gioca tutto (o quasi) sulla diagonale sinistra. Ostapenko prova diverse soluzioni per sfondare: rovesci di pesantezza e angoli differenti, ma anche un dritto anomalo e perfino un dropshot. Ma Kasatkina riesce sempre a replicare, concludendo il punto con un cambio di direzione di assoluta accuratezza.

9. Mihaela Buzarnescu e Serena Williams
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
I prossimi due punti sono scelti dallo stesso match, disputato al Roland Garros fra due tenniste molto esperte: Serena Williams 39 anni e Mihaela Buzarnescu, 33 anni. Dopo l’infortunio subito nel 2018 alla caviglia, Buzarnescu non è più riuscita a recuperare la continuità ad alti livelli esibita in quella straordinaria stagione. Ma questo non significa che non sappia ancora oggi dimostrare tutte le sue qualità tecniche.

In questo scambio siamo nel secondo set, con Serena all’attacco e Mihaela in difesa, che sfodera una serie di recuperi eccezionali. La chiave del punto è la lettura anticipata dei contropiede. Deliziosi per sensibilità del braccio i due colpi a fine scambio.

8. Serena Williams e Mihaela Buzarnescu
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
Stesse protagoniste e stesso match della posizione numero 9, ma qui il punto è forse ancora più spettacolare. Siamo nel terzo set, e lo scambio si dipana con una serie di colpi in cui attacchi e recuperi cambiano più volte l’inerzia della situazione.

Non entro nel dettaglio sui diversi rovesciamenti di fronte, ma alla fine non si può che concordare con l’ammirevole fair play di Buzarnescu, che applaude il colpo definitivo di Serena.

7. Ashleigh Barty e Jil Teichmann
(Fin. Cincinnati, Barty b. Teichmann 6-3 6-1)
Non chiedetemi perché, ma questo è il punto giocato da Barty nel 2021 che mi è rimasto più impresso di tutta la sua stagione. Non so se sia davvero il suo migliore, ma a mio avviso racchiude in pochi secondi tante delle sue qualità tecniche e di tocco. Siamo a Cincinnati, in un match che vede di fronte la testa di serie numero 1 Barty contro la sorpresa Jil Teichmann, che ha raggiunto la finale giocando il miglior tennis della carriera.

E che Jil sia in forma lo si capisce da come riesce a tenere testa a tutte le soluzioni differenti che Ashleigh sviluppa durante lo scambio. Anzi: sembra addirittura avere la meglio quando riesce ad agganciare il dropshot di Barty replicando con un rovescio incrociato (da mancina) strettissimo. E invece Ashleigh è in grado di trovare la soluzione migliore con un dritto eseguito correndo in avanti e, malgrado questo, piazzato alla perfezione. Peccato per la pessima qualità del video, che per lunghi tratti rende la palla invisibile.

a pagina 2: Gli scambi dalla posizione 6 alla 1

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WTA Hot Shots! 12 (+12) punti memorabili del 2021

Prima parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi colpi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Ons Jabeur

Ultimi due articoli dell’anno, dedicati ai migliori punti del 2021. Come già in passato, ho deciso di dividerli in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Penso sia l’unica strada possibile per dare ordine al materiale scelto, perché altrimenti i punti avrebbero caratteristiche così diverse da non essere quasi paragonabili. In alcuni casi la distinzione è difficile, ma ho preferito incorrere in qualche scelta dubbia piuttosto che mischiare situazioni troppo differenti.

Le fonti da cui sono ricavati i punti sono sostanzialmente due: le diverse scelte che si trovano su Internet e i promemoria che prendo io stesso durante l’anno mentre seguo le partite, e che spero rendano la selezione meno scontata. Purtroppo poi non sempre riesco a recuperare i video dei punti individuati, e questo finisce per limitare la presentazione. In ogni caso non ho alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme.

Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Cominciamo con i colpi, per gli scambi ci ritroveremo martedì 28 dicembre.

 

12. Harmony Tan
(2T Roland Garros, Vondrousova b. Tan 6-1, 6-3)
Nella selezione degli Hot Shots non può mancare un tweener. Tra tutti quelli della stagione 2021 ho scelto questo perché eseguito dopo una corsa in diagonale, una situazione che rende più difficile mantenere la percezione del campo spalle alla rete. Protagonista Harmony Tan, giocatrice francese ammessa nel tabellone principale del Roland Garros grazie a una wild card. E in un momento di buona forma, altrimenti al primo turno non avrebbe vinto il derby contro la ben più titolata Alizè Cornet.

Veniamo al punto. Tan si trova contro Marketa Vondrousova, che dello schema “dritto incrociato profondo + palla corta di rovescio lungolinea” ha fatto uno degli architravi del suo gioco: una situazione ampiamente codificata del suo modo di stare in campo (vedi QUI). In certe situazioni Marketa non perdona: parte il drop shot e diventa difficile cavarsela. Qui però Tan è molto brava nella doppia corsa avanti-indietro conclusa dal tweener potente e preciso che sorprende tutti, inclusa Vondrousova.

11. Dayana Yastremska
(1T US Open, Kerber b. Yastremska 3-6, 6-4, 7-6)
Immagino i dubbi dei detrattori: Dayana Yastremska è una giocatrice da “o la va o la spacca”, tanto che quando si è affacciata sul circuito proponeva un tennis con tassi di rischio e aggressività mai visti prima. E non era una semplice sensazione, ma un dato confermato dagli statistici.

US Open, match contro Kerber. Lo scambio di per sé è semplicissimo: Yastremska serve a uscire, e non è nemmeno una cattiva battuta; ma Kerber risponde ancora più incrociato con una parabola strettissima che obbliga l’avversaria oltre il corridoio. A questo punto Dayana sa che l’inerzia dello spostamento la spingerà fuori dal campo in modo quasi irreversibile. E allora si inventa una replica di dritto di assoluta precisione: il suo dritto passa fra la il seggiolone del giudice arbitro e il paletto della rete, atterrando esattamente all’incrocio delle righe, imprendibile per chiunque.

a pagina 2: I colpi da 10 a 6

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