Binaghi: "Sono contento perché il Sardegna Open ha aiutato tennisti italiani come Cecchinato e Musetti"

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Binaghi: “Sono contento perché il Sardegna Open ha aiutato tennisti italiani come Cecchinato e Musetti”

Parlando con l’Unione Sarda, il presidente FIT ha escluso che il torneo si possa ripetere in futuro

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Angelo Binaghi è stato intervistato dall’Unione Sarda in merito all’ATP 250 organizzato al Forte Village di Pula, in provincia di Cagliari (conclusosi domenica con la vittoria di Laslo Djere su Marco Cecchinato), e non ha nascosto la propria soddisfazione per i risultati ottenuti e soprattutto per la copertura mediatica dell’evento, trasmesso “negli Stati Uniti, in Argentina, nei Balcani, a Bangkok, in Norvegia. Ha fatto vedere non solo le capacità organizzative della Federazione e del Forte ma, grazie alle clip inserite, ha fatto vedere le bellezze della nostra regione e di questo straordinario posto in giro per il mondo. Mi sembra che l’investimento del Forte Village, e soprattutto della Regione che dev’essere ringraziata perché ha permesso che questo torneo si potesse organizzare in Sardegna, siano stati ampiamente ripagati dalla visibilità data alla nostra regione“.

L’aspetto logistico fa probabilmente riferimento alla positività di Fabio Fognini al Covid-19, emergenza rintuzzata e che per il momento non ha lasciato strascichi, sebbene sia presto per esserne certi. Nonostante il successo, tuttavia, la manifestazione non sembra destinata a ripetersi, semplicemente perché troppo costosa per le casse della Federtennis. “Avere la proprietà di un torneo del genere (qualora ci fosse la possibilità, perché il calendario è completo), significherebbe un esborso di otto milioni di dollari. Siamo riusciti ad averlo gratis, per le rinunce dei Paesi asiatici [significa che l’organizzazione non ha dovuto pagare la licenza, trattandosi di una circostanza unica, ndr]. Siamo stati veloci, bravi. Siamo collaudati, conosciuti dall’ATP e dall’ITF e abbiamo fatto tombola. Con molta fortuna e rapidità. Per una volta, noi sardi abbiamo bruciato sul tempo tutti”. Pensare di organizzare un altro torneo in Italia, infatti, “in una condizione di normalità sarebbe stato impossibile. Siamo qua perché c’è una situazione di assoluta straordinarietà, che crea grandi problemi, ma anche grandissime opportunità”.

Binaghi ha anche sottolineato l’impatto positivo del torneo su Marco Cecchinato e Lorenzo Musetti, per i quali il Sardegna Open ha avuto un significato importante. Va infatti ricordato che entrambi avevano ricevuto delle wildcard per il tabellone principale, cosa che ha permesso al carrarese di raggiungere la semifinale e al siciliano di sfiorare il primo titolo in oltre un anno e mezzo: “Il grande risultato di questo torneo non è solo l’ottimo livello di partecipazione e i 10 giocatori italiani in tabellone, ma che, se non lo avessimo organizzato, le wildcard Cecchinato e Musetti non avrebbero avuto questa occasione e oggi avremmo un grande giocatore ancora da ritrovare e un ragazzo con un po’ di convinzione e punti in meno“.

 

Per quanto riguarda il primo, la finale raggiunta ha “permesso di ritrovare un giocatore che può ambire ai risultati che gli avevano permesso di arrivare in semifinale al Roland Garros, ed è bello che questo trampolino di rilancio per lui sia stata la Sardegna. Binaghi, lui stesso sardo, ha infatti tracciato un paragone fra le due regioni isolane, visti gli ottimi risultati recenti di tennisti siciliani come Cecchinato stesso e Caruso (in campo fra poco ad Anversa), e si è anche augurato che una manifestazione di questo livello possa rilanciare il tennis giocato in Sardegna: “[C]om’è possibile che noi abbiamo un disastro totale dal punto di vista agonistico, nel senso che le grandi società, soprattutto quelle che hanno fatto la storia gloriosa agonistica del tennis in Sardegna, non tirino più fuori mezzo giocatore”. Il rilancio del tennis sardo parrebbe essere molto presente nella mente di Binaghi, visto anche il tie di Davis organizzato a Cagliari contro la Corea del Sud lo scorso marzo, preludio degli attuali eventi a porte chiuse.

Per quanto riguarda Musetti, invece, si gongola persino di più: “Abbiamo battuto un record, perché Musetti è il primo giocatore del 2002 ad arrivare in semifinale in un torneo del circuito maggiore. Bastano queste cose, da un punto di vista tecnico-sportivo, per renderci non soddisfatti, di più. Ne faremmo uno alla settimana, se ci fossero queste opportunità“. Se da un lato è certamente vero che mancano i mezzi per lanciare i tennisti italiani nei tabelloni principali ATP e WTA (anche se nel femminile questa possibilità è leggermente più ampia, essendoci il torneo di Palermo), va ricordato che il fitto tessuto di Challenger disseminati per lo Stivale è da anni uno dei punti di forza del movimento tennistico nostrano, un’importante vetrina che tanti azzurri usano per muovere i primi passi nel tennis che conta.

In fondo, Musetti stesso ha sfruttato un’altra wildcard per raggiungere gli ottavi al Foro Italico, e ha costruito quasi tutto il proprio ranking con tornei italiani come Cordenons, Trieste e soprattutto Forlì, e lo stesso si potrebbe dire anche per Jannik Sinner, che nel 2019 ha vinto a Bergamo e Ortisei, portato a casa le sue prime partite nei 1000 a Roma 2019 e Roma 2020 e si è regalato le prime pagine dei siti sportivi trionfando alle Next Gen Finals all’Allianz Cloud di Milano, e per Elisabetta Cocciaretto, che ha raggiunto i quarti in Sicilia ad agosto. Se è vero quindi che in Italia latitano tornei dei circuiti maggiori, non si può non riconoscere che una strategia improntata su quella che potremmo definire la piccola impresa del tennis stia dando i suoi frutti, e magari la crescita del gioco in Italia darà gli strumenti per investimenti più grandi.

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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Coppa Davis

Le convocazioni dell’Italia per la Coppa Davis: prima volta in azzurro per Sinner e Musetti

L’Italia esordirà a Torino il 26 novembre contro gli Stati Uniti, i quali hanno anch’esso reso noti i nomi dei tennisti convocati quest’oggi

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Jannik Sinner - Anversa 2021 - BELGA PHOTO LAURIE DIEFFEMBACQ

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti per la prima volta in Nazionale. Il capitano Filippo Volandri ha diramato le convocazioni per la Coppa Davis, con la fase a gironi che per gli azzurri si disputerà al Pala Alpitour di Torino (le altre sedi sono Innsbruck e Madrid, sempre sul cemento indoor) dal 25 al 28 novembre contro Stati Uniti e Colombia nel Gruppo E. Volandri ha chiamato Matteo Berrettini (numero 7 ATP), Jannik Sinner (numero 11), Lorenzo Sonego (23), Fabio Fognini (36) e Lorenzo Musetti (67). Per Sinner e Musetti si tratta appunto della prima convocazione di sempre in maglia azzurra.

Gli incontri prevedono due singolari (si scontrano i numeri 2 e i numeri 1 delle nazioni fra loro) e il doppio. L’esordio dell’Italia è fissato per le 16 di venerdì 26 novembre contro gli Stati Uniti: il capitano a stelle e strisce, Mardy Fish, ha diramato anch’egli le convocazioni oggi, chiamando John Isner (oggi numero 26 ATP), Reilly Opelka (27), Taylor Fritz (28), Jack Sock (152) e Rajeev Ram (numero 4 ATP in doppio). L’ultimo incontro tra Italia e Stati Uniti in Coppa Davis risale all’ultima edizione disputata, quella del 2019, quando gli azzurri persero 2-1 con Berrettini sconfitto da Fritz e Fognini vincitore su Opelka (l’eliminazione fu sancita, per gli incroci del tabellone, prima del doppio, che vide Querrey e Sock battere Bolelli e Fognini).

Per quanto riguarda la Colombia del capitano Alejandro Falla, i nominativi sono i seguenti: Daniel Galan (attualmente numero 106 ATP), Nicolas Mejia (274) e i doppisti Robert Farah e Juan Sebastian Cabal (rispettivamente numeri 11 e 14 della classifica ATP di doppio). Il quinto nominativo sarà ufficializzato a ridosso della competizione, che vedrà i sudamericani esordire contro l’Italia il 27 novembre.

 

La vincente del Gruppo E affronterà nei quarti di finale, lunedì 29 novembre, sempre a Torino, la prima classificata del girone D – con Australia, Croazia e Ungheria – anch’esso ospitato al Pala Alpitour.

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