ATP Colonia 2: il treno Struff è troppo veloce per Cecchinato

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ATP Colonia 2: il treno Struff è troppo veloce per Cecchinato

Sconfitta netta per Cecchinato, che cede a Colonia sotto le bombe di servizio di Struff

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Marco Cecchinato - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Giornata negativa per Marco Cecchinato, che perde nettamente in un’ora precisa contro il padrone di casa Jan-Lennard Struff. Partita caratterizzata da scambi veloci e frequenti discese a rete, con Struff che ha imposto un ritmo molto alto a cui Marco non è riuscito a contrapporre un valido piano di gioco. Il tennista allenato da Max Sartori non è riuscito a gestire al meglio il rapido cambio di superficie; era infatti reduce dalla finale persa sulla terra di Pula contro Laslo Djere. Struff pareggia così negli scontri diretti (3-3) e mantiene l’imbattibilità nelle sfide giocate sul cemento, con l’ultimo precedente a Winston-Salem 2018.

La partita inizia subito in salita per Marco, costretto a ricorrere a una buona prima di servizio per salvare una palla break. La chance per togliere il servizio a Struff non si fa attendere. Il tennista italiano approfitta di un passaggio a vuoto del servizio di Struff e si guadagna due palle break, ma il tedesco si cava d’impaccio con la battuta. Purtroppo per Cecchinato resteranno le uniche palle break guadagnate nell’intera partita.

Da quel momento il tedesco tiene il servizio senza mai concedere i vantaggi, utilizzando lo schema adottato da molti avversari di Cecchinato sul cemento: mirare al rovescio. Ceck incappa in un game di servizio negativo ed è costretto a cedere la battuta per un dritto contropiede di Struff. Non sarà l’unico del primo set. Cecchinato viene bombardato di continuo sul rovescio, nel corso dello scambio, e dopo aver perso il servizio per la seconda volta consecutiva cede anche il set.

 

Non va meglio il secondo parziale. Sin da subito il tennista siciliano deve rincorrere nel punteggio l’avversario, che anche nella seconda frazione non ha molta difficoltà a guadagnare palle break. L’ex semifinalista del Roland Garros riesce a contenere le perdite, ma l’appuntamento con lo svantaggio è solo rimandato. Struff trova il break con una splendida risposta, approfittando delle difficoltà di un Cecchinato poco reattivo in uscita dal servizio.

Dopo aver ceduto il servizio, Cecchinato esce psicologicamente dalla partita e subisce il secondo break consecutivo. A questo punto è semplice per Struff chiudere il match dopo un’ora con un rovescio lungolinea che lascia Cecchinato sul posto. Sfiderà per un posto nei quarti di finale il giapponese Nishioka, ieri autore di una grande prestazione, condita da bagel, contro Kyle Edmund. Jannik Sinner rimane dunque l’ultimo italiano in tabellone, atteso domani contro il francese Pierre-Hugues Herbert (ore 14).

Risultati

Secondo turno
[8] A. Mannarino b. M. Kecmanovic 6-3 6-3
A. Davidovich Fokina b. S. Johnson 7-6(3) 6-3
[1] A. Zverev b. J. Millman 6-0 3-6 6-3
[5] F. Auger-Aliassime vs [Q] E. Gerasimov 4-6 7-6(2) 7-6(4)

Primo turno
[7] J. Struff b. M. Cecchinato 6-3 6-1

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ATP

Tutti i vincitori ATP del 2020: dalla Serbia di Djokovic a Medvedev, i 33 trofei assegnati

Ripercorriamo tutto il tennis maschile che si è giocato nel 2020. Il primo Slam di Thiem e il 20° di Nadal. I cinque titoli di Rublev e il primo di Sinner

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Rafa Nadal - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Sarà una stagione unica e irripetibile. Se un anno fa ce lo avessero garantito con la certezza di un viaggiatore del tempo bramoso di rivelarci il futuro eppure avaro di dettagli, avremmo subito pensato a un terremoto ai vertici del ranking, con l’avverarsi – in modo netto, traumatico – di quel cambio della guardia ogni anno “più inevitabile” eppure sempre evitato. O, forse, l’impresa di un Grande Slam dopo mezzo secolo. Sogni ultraterreni con protagonista il proprio idolo che brandisce la racchetta al cui confronto il martello di Thor impallidisce.

Ora, con un poco rassicurante punto interrogativo al posto di data e luogo di inizio del Tour 2021 (sappiamo che le quali dell’Australian Open si disputeranno entro il 15 gennaio e il main draw partirà l’8 febbraio), potremo dichiararci contenti se questa annata tennistica con un grosso vuoto in mezzo sarà stata davvero unica e irripetibile… nel suo genere. Ma è anche il momento di tirare le somme perché, dagli incendi australiani di gennaio all’ultima bolla del novembre londinese, siamo stati spettatori, quasi sempre ben lontani dagli spalti, di cinque mesi di tennis giocato che ci hanno addirittura regalato il primo vincitore Slam nato negli anni ’90, quell’apolide di Lostgenlandia che risponde al nome di Dominic Thiem.

Week 1 (3-12 gennaio)

La novità dell’anno (fino a questo momento) si chiama ATP Cup, manifestazione a squadre organizzata dalla sigla dei professionisti del tennis che, incidentalmente, si mette di traverso con la nuova formula della Coppa Davis pensata e finanziata dal gruppo Kosmos di Gerard Piqué. Vince la Serbia di Novak Djokovic, ma la vera notizia è che Rafa Nadal perde per la prima volta dal 2004 un incontro a squadre con la maglia della Spagna (o forse no).

ATP CupSerbia b. Spagna 2-1
250 Doha[2] A. Rublev b. [Q] C. Moutet 6-2 7-6(3)

 

Week 2 (13-18 gennaio)

Fuori dall’ATP Cup perché classificato peggio di due suoi concittadini, Andrey Rublev si fa notare nella settimana che precede l’Happy Slam vincendo il secondo torneo consecutivo.

250 Adelaide[3] A. Rublev b. [Q] L. Harris 6-3 6-0
250 AucklandU. Humbert b. [5] B. Paire 7-6(2) 3-6 7-6(5)

Week 3-4 (20 gennaio – 2 febbraio)

Agli ottavi dell’Australian Open, il russo perde l’imbattibilità che durava dalle Finali di Davis. Non la perde invece Djokovic che si impone in finale su Thiem, per la terza volta fermato all’ultimo atto di uno Slam.

Australian Open[2] N. Djokovic b. [5] D. Thiem 6-4 4-6 2-6 6-3 6-4

Novak Djokovic – Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Week 5 (3-9 febbraio)

Dopo la concentrazione nel brodo primordiale down under, il big bang di febbraio disperde i tennisti nelle più diverse condizioni tra Asia, Europa e Americhe.

250 Montpellier[1] G. Monfils b. [PR] V. Pospisil 7-5 6-3
250 PuneJ. Vesely b. [8] E. Gerasimov 7-6(2) 5-7 6-3
250 Cordoba[3] C. Garin b. [1] D. Schwartzman 2-6 6-4 6-0

Week 6 (10-16 febbraio)

Se il 2019 è stato ricco di soddisfazioni per i colori azzurri, i nostri sono risultati assenti all’appello di gennaio e tocca ad Andreas Seppi dare un primo segnale di risveglio.

500 Rotterdam[3] G. Monfils b. F. Auger-Aliassime 6-2 6-4
250 New York[8] K. Edmund b. A. Seppi 7-5 6-1
250 Buenos Aires[8] C. Ruud b. [LL] P. Sousa 6-1 6-4

Week 7 (17-23 febbraio)

Dal nulla, anzi, dalle qualificazioni che è anche più lunga, Gianluca Mager raggiunge la finale dell’ATP 500 di Rio, battendo tra gli altri Thiem e Casper Ruud. E due volte Attila Balazs.

500 Rio de Janeiro[3] C. Garin b. [Q] G. Mager 7-6(3) 7-5
250 Delray Beach[4] R. Opelka b. Y. Nishioka 7-5 6-7(4) 6-2
250 Marsiglia[2] S. Tsitsipas b. [7] F. Auger-Aliassime 6-3 6-4

Week 8 (24 febbraio – 1 marzo)

Il classe 1986 Gael Monfils è carico come una molla e si presenta a Dubai con la valigia appesantita dai due trofei appena conquistati. Sembra incontenibile anche per Djokovic, ma si ferma a un passo dal traguardo lasciando la strada della finale al campione serbo, lui sì inarrestabile. La vittoria di Lamonf ai quarti contro Gasquet sarà l’ultima della sua stagione. Primo titolo dell’anno per Nadal ad Acapulco e Thiago Seyboth Wild primo classe 2000 ad alzare una coppa ATP.

500 Acapulco[1] R. Nadal b. T. Fritz 6-3 6-2
500 Dubai[1] N. Djokovic b. [2] S. Tsitsipas 6-3 6-4
250 Santiago[WC] T. Seyboth Wild b. [2] C. Ruud 7-5 4-6 6-3

Il Tour ATP si ferma a Indian Wells. La speranza di giocare Miami scompare in fretta, salta la stagione rossa, poi va in fumo l’erba. Arriva la seconda metà di luglio e ancora non si gioca. L’epidemia pare fuori controllo negli Usa, eppure quei folli dell’USTA non si danno per vinti e continuano a procedere nella complicatissima organizzazione dello US Open, consci che potrebbe saltare in ogni momento. Ma avranno ragione loro.


LA RIPRESA

Week 34 (22-29 agosto)

Già riparatiti i circuiti WTA e Challenger, il circuito maggiore dei maschi torna in campo nella “bolla” di New York, mentre ci si domanda dopo quanto tempo si potranno togliere quelle virgolette – ben sapendo che non sarà un buon segno. Il Western & Southern Open si disputa nella Grande Mela, gli spalti sono vuoti, tutto è cambiato. No, non tutto: Nole continua a vincere, è imbattuto nel 2020 e lo si dà come unico favorito dello US Open.

Masters 1000 Cincinnati/NY[1] N. Djokovic b. M. Raonic 1-6 6-3 6-4

Week 35-36 (31 agosto – 13 settembre)

Unico Favorito, si diceva. Invece, Pablo Carreño Busta lo brekka all’undicesimo gioco del primo set, lui non gradisce e scaglia una palla che centra una giudice di linea: è squalifica. Con Federer e Nadal assenti (non mancavano contemporaneamente uno Slam dal millennio passato), si apre uno scenario inaspettato. Medvedev schiacciasassi perde tre set a zero da Thiem che, affrontando la sua prima finale Slam da favorito, è paralizzato per due set; poi, il favorito diventa Zverev e la paura cambia lato del campo. Emozioni fortissime mentre si avvicina l’epilogo e titolo per Dominic, colui che aveva il numero più basso del salvacoda saccheggiato dal Big 3. In contemporanea con la seconda settimana newyorchese, comincia a Kitzbuhel l’inedito swing autunnale su terra battuta.

US Open[2] D. Thiem b. [5] A. Zverev 2-6 4-6 6-4 6-3 7-6(6)
250 KitzbuhelM. Kecmanovic b. [Q] Y. Hanfmann 6-4 6-4

Dominic Thiem – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Week 37 (14-21 settembre)

A Roma, Sinner viene sgambettato dagli slice di Grischa, Sonego e Berrettini sbattono contro Ruud, ma ci sono le notti magiche di Lorenzo Musetti che regola Wawrinka e Nishikori. Djokovic torna in fretta ad alzare un trofeo, Schwartzman si accontenta di arrivare secondo dopo aver battuto Nadal, assente da febbraio.

Masters 1000 Roma[1] N. Djokovic b. [8] D. Schwartzman 7-5 6-3

Week 38 (21-27 settembre)

L’improvvisata mini-stagione terraiola prosegue ad Amburgo, dove Fognini mette a segno la prima vittoria dopo l’operazione alle caviglie. Tsitsipas sta per vincere il torneo, ma si attarda a guardarsi a pochi metri dal traguardo e Rublev lo sorpassa.

500 Amburgo[5] A. Rublev b. [2] S. Tsitsipas 6-4 3-6 7-5

Week 39-40 (27 settembre – 11 ottobre)

Ci pensa Nadal a riportare un po’ di normalità, sempre che vincere per 13 volte il Roland Garros sia normale. Settembre se ne va, c’è freddo, tira vento e piove, anche sul Philippe-Chatrier perché non ci sono più i tetti di una volta, adesso li fanno con l’effetto outdoor. Le palline sono dei mattoni (forse proprio quelli che non hanno usato per chiudere del tutto lo stadio), Gaston gioca smorzate con sommo gaudio, Lorenzo Sonego si fa notare a suon di drittoni, Dominic ancora non si è ripreso da New York, Djokovic pare di sì, ma Rafa lo atterra in finale. E, unico a dare qualche grattacapo al Re della terra, brilla nelle condizioni a lui meno congeniali Jannik Sinner, spintosi tra i migliori otto.

Roland Garros[2] R. Nadal b. [1] N. Djokovic 6-0 6-2 7-5

Novak Djokovic e Rafa Nadal – Roland Garros 2020 (via Twitter, @australianopen)

Week 41 (12-18 ottobre)

Ottobre rivoluziona il calendario con l’evento della ex Leningrado promosso ad ATP 500 e timbrato dal solito Rublev. Arrivano licenze a costo zero e con esse il miracolo di un secondo torneo del Tour in Italia, a Santa Margherita di Pula. I campi sono stretti e i giudici di linea rischiano sulle risposte ai kick esterni, ma va benissimo così. Lorenzo Musetti si fa valere, Marco Cecchinato rinasce anche se appassisce all’ultimo ostacolo. Zverev si consola a Colonia e Felix Auger-Aliassime perde la sua sesta finale su sei disputate nella sua giovane carriera.

500 San Pietroburgo[3] A. Rublev b. [7] B. Coric 7-6(5) 6-4
250 Colonia 1[1] A. Zverev b. [3] F. Auger-Aliassime 6-3 6-3
250 SardegnaL. Djere b. [WC] M. Cecchinato 7-6(3) 7-5

Week 42 (19-25 ottobre)

Colonia 2, il ritorno. Di Sascha, che poi non era neanche andato via. Litiga con Hawk-eye live e con Sinner, mette in riga il secondo, ma sulla riga il falco ha l’ultima parola, anzi l’unica perché non ci sono gli umani, e se è errata pazienza. Anversa va di traverso a Khachanov, che si arrabbia per un clamoroso abbaglio dell’arbitro (su un punto che avrebbe probabilmente perso, peraltro), poi crede che qualsiasi chiamata sia un furto e se lo è pazienza perché non c’è Hawk-eye. Daniel Evans fa vedere un bel tennis, Humbert anche e vince pure.

250 AnversaU. Humbert b. [8] A. de Minaur 6-1 7-6(4)
250 Colonia 2[1] A. Zverev b. [2] D. Schwartzman 6-2 6-1

Week 43 (26 ottobre – 1 novembre)

A Vienna, Sonego si dimentica di non essere un giocatore da veloce indoor e mostra a Krajinovic e Coric che, per battere il numero 1 del mondo in versione minore, bisogna tirare fortissimo senza paura e non fare l’esatto contrario. Arriva fino in fondo, il nostro Karate Kid, ma lì lo aspetta Rublev che francamente ha anche un po’ stancato (finirà con 41 vittorie in stagione, primo insieme a Nole) e la quinta finale su cinque vinta quest’anno sembra cosa poco carina nei confronti di FAA. Nur-Sultan, Challenger di inizio marzo dal quale scappavano in fretta e furia i tennisti temendo di venire bloccati dalla pandemia, torna come “250”. Vince John Millman che, impossibilitato a tornare a casa, vagabonda da agosto.

500 Vienna[5] A. Rublev b. [LL] L. Sonego 6-4 6-4
250 Nur-Sultan[4] J. Millman b. [3] A. Mannarino 7-5 6-1

Week 44 (2-8 novembre)

A Bercy Nadal fatica da subito, questa cosa dell’assenza di vento e di giochi di ombre, senza sole in faccia né interruzioni per pioggia rende il tennis troppo facile per gli avversari e Zverev lo ferma in semifinale. Rispunta però Medvedev, all’improvviso tornato nella miglior versione 2019, che si impone in rimonta.

Masters 1000 Parigi-Bercy[3] D. Medvedev b. [4] A. Zverev 5-7 6-4 6-1

Week 45 (9-15 novembre)

Infilato nello slot ultimamente occupato da quel laboratorio di esperimenti sapientemente denominato ATP Next Gen Finals, il piccolo torneo di Sofia schiacciato dalle vere Finals acquista risonanza mondiale grazie alle gesta di Jannik Sinner che procede risoluto verso la meta. L’incontro finale del “rosso che unisce” viene trasmesso a reti unificate (Supertennis e Rai 2) e non può che concludersi con il trionfo del nostro. Interessante (per certi versi) anche la gara di doppio, con Melzer e Roger-Vasselin costretti ad arrivare in finale per evitare che Jamie Murray e Skupski, vincendo il torneo come invero faranno, si impossessino del loro posto alle ATP Finals. Il duo austro-francese supera la semifinale, allora la finale con i Brits viene anticipata in fretta e furia al venerdì sera, dando così modo a Melzer di addurre un dolore alla spalla, dare forfait e correre con il partner alla O2 Arena, dove Gerry Armstrong può finalmente sorteggiare i gironi; anche se, stando al bizzarro regolamento, dovrebbe aspettare l’uscita della classifica il lunedì successivo, il Day 2 delle Finals.

250 SofiaJ. Sinner b. V. Pospisil 6-4 3-6 7-6(3)

Jannik Sinner con il trofeo – Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

Week 46 (15-22 novembre)

Per fortuna c’è il girone London 2020 ad assicurare degli incontri godibili. Thiem-Nadal è senz’altro uno dei più belli dell’anno, con i due che si scrollano la terra di dosso, specialmente Rafa che pare addirittura nato su questo campo. Nell’altro girone è arrivato con merito Diego Schwartzman – merito anche di Thiem, principe azzurro che pare aver svegliato la generazione perduta con il bacio sulla coppa dello US Open. Fuori i vecchi in semifinale: Domi gioca però un set di troppo con Nole, Daniil stecca meglio (peggio?) di Rafa e il lob involontario gli permette di infilarsi nelle porte scorrevoli del treno che porta alla finale. Thiem ci sbatte, contro quelle porte, sbagliando un appoggio di dritto secondo lui difficile, perde freschezza e Medvedev è Maestro.

ATP Finals Londra[4] D. Medvedev b. [3] D. Thiem 4-6 7-6(2) 6-4

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ATP

La ragnatela russa intrappola Thiem: Daniil Medvedev è il campione delle ATP Finals 2020

Il tennista russo vince l’ultima edizione londinese delle ATP Finals completando un finale di stagione di altissimo livello: 10 vittorie consecutive tra Bercy e Londra, 2500 punti conquistati

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Daniil Medvedev - ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

[4] D. Medvedev b. [3] D. Thiem 4-6 7-6(2) 6-4

Daniil Medvedev è il 51° campione delle ATP Finals. Il russo rimonta Dominic Thiem e centra la decima vittoria consecutiva, chiudendo l’anno con la doppietta Bercy-Finals. È stata una bella partita, degna conclusione di un torneo molto divertente, che ha in parte risarcito gli appassionati di tennis al termine una stagione dimezzata e molto sfortunata, figlia di un 2020 terribile per il mondo intero.

Una partita che Medvedev aveva iniziato a mille all’ora, salvo poi lasciarsi irretire dagli slice velenosi di Thiem, che la partita l’ha interpretata alla grande. Dal tie-break del secondo set in poi però, come accaduto contro Nadal, il russo ha cambiato ritmo e ha ribaltato l’inerzia dell’incontro, sfruttando anche un evidente calo fisico e mentale del proprio avversario. Medvedev alza dunque il suo nono titolo, il più prestigioso, avendo sconfitto i primi tre giocatori del mondo, e diventa dunque il secondo russo a vincere il torneo di fine anno, dopo Davydenko nel 2009.

 

LA PARTITA – Si capisce subito che di scambi se ne vedranno parecchi e anche di una certa intensità. Entrambi infatti entrano in partita belli decisi e cominciano a darsele di santa ragione da fondocampo fin dai primissimi punti. Medvedev però sembra avere una marcia diversa nel palleggio e mette subito in difficoltà Thiem sul suo servizio. L’austriaco annulla due palle break (la prima con un bel dritto a uscire, la seconda con un ace) già nel secondo gioco, che riesce ad aggiudicarsi solo dopo la bellezza di 16 punti. Proprio nel momento in cui sembra avere in mano la situazione, Medvedev ha un momento di buio simile a quelli avuti nel match contro Nadal in semifinale. Sul 2-2, il russo sciupa un vantaggio di 40-0 con una serie di gratuiti (tra i quali spicca un comodo smash affossato in rete) e completa il disastro con un doppio fallo che regala il break a Thiem.

Medvedev riaccende subito la luce e reagisce, ma l’austriaco riesce a uscire dal momento di difficoltà chiedendo aiuto al dritto e alla prima. I giochi scivolano via senza ulteriori scossoni fino al 5-4, quando Thiem si presenta a servire per il set. L’austriaco si guadagna un set point, sul quale la dea bendata decide di dargli una bella mano: Medvedev comanda lo scambio col dritto e si presenta a rete per una comoda chiusura al volo, ma il nastro devia il passante di Thiem e mette fuori causa il russo. I due vanno a sedersi scambiandosi un sorriso di divertita complicità per l’esito decisamente fortunoso del parziale.

Il secondo set si apre all’insegna dell’equilibrio con quattro game abbastanza agevoli per il giocatore al servizio. Sul 2-2, Medvedev rischia di complicarsi di nuovo la vita, esattamente come nel primo set. Stavolta però riesce a mettere una toppa i suoi errori, salvando una palla break e tenendo la battuta alla quinta parità. Il russo sembra un po’ confuso in questa fase, sbaglia di più e si presenta a rete in maniera disordinata e rischiosa (ma invero efficace). Dall’altra parte Thiem gli mette molta pressione, pur senza prendere rischi eccessivi, e raccoglie i graditi errori dell’avversario. Medvedev salva altre due palle break nel settimo game e sale 4-3 anche grazie all’aiuto di Thiem, che infatti si lascia andare ad un urlo di frustrazione. 

Dominic Thiem – ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

Tocca poi proprio all’austriaco annullare una palla break nel gioco successivo prima di impattare sul 4-4. Ora il livello della partita è decisamente alto con entrambi i finalisti che spazzolano le righe con invidiabile continuità. Molto interessanti anche i diversi approcci adottati in questo secondo set: Thiem ricorre sempre più spesso allo slice di rovescio per togliere ritmo a Medvedev; dal canto suo il russo cerca con insistenza la via della rete, sia nello scambio che immediatamente dietro al servizio, proprio per evitare di rimanere invischiato nella rete che l’austriaco ha iniziato a tessere. Si giunge così al tie-break, che Medvedev interpreta alla perfezione: il russo va sotto 0-2, ma poi vince sette punti consecutivi, facendo correre Thiem da una parte all’altra e costringendolo ad andare fuori giri col dritto.

In avvio di terzo set, l’austriaco accusa un po’ il colpo, e forse anche la stanchezza, salvandosi a fatica sia nel primo che nel terzo game (nel quale cancella tre palle break consecutive). I dolori però continuano per Thiem, che viene sballottato in continuazione qua e là dal forcing di Medvedev. Sul 2-2, l’austriaco salva altre due palle break prima di capitolare. Il russo riesce così a strappare il servizio all’avversario per la prima volta nel match, alla nona occasione utile. Thiem tenta qualche fiammata, ma non ha più le forze per tentare di rimontare lo svantaggio. Gli ultimi giochi sono una passerella trionfale per Medvedev, che con la solita pacatezza s’invola verso il successo più importante della sua carriera.

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ATP

Medvedev sfata il tabù Nadal e va in finale: le Finals sono ancora stregate per lo spagnolo

Daniil Medvedev vince in rimonta una partita in cui Nadal ha servito per il match nel secondo set. Sfuma ancora il sogno di diventare Maestro per lo spagnolo

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Daniil Medvedev - ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

[4] D. Medvedev b. [2] R. Nadal 3-6 7-6(4) 6-3

Daniil Medvedev supera in rimonta Rafael Nadal e raggiunge per la prima volta in carriera la finale alle ATP Finals. Ce la fa al termine di una partita strana, che avrebbe potuto (e forse dovuto) vincere in due set e invece ha seriamente rischiato di perdere in due. Il russo ha infatti mantenuto il pallino del gioco per larga parte dell’incontro, rovinandosi con le proprie mani sia nel primo set (con un disastroso turno di servizio nell’ottavo gioco) che nel secondo, quando ha mancato una palla del 5-1 per trovarsi poi sotto 5-4 e servizio Rafa. Da quel momento in poi però, il russo ha decisamente cambiato marcia ed è riuscito alla fine a ribaltare la partita, pur con maggior fatica del dovuto. Dall’altra parte infatti Rafa è stato bravissimo, come sempre, a rimanere attaccato alla partita e a raccogliere il massimo da ogni sbavatura dell’avversario, nonostante un prestazione tutt’altro che scintillante.

Penso di aver ottenuto abbastanza per non trovare scuse sulla pressione. Ho attraversato una situazione più difficile di questa. Certo che sei nervoso di vincere la partita, è normale avere tensione. Ho fatto qualche errore, lui ha giocato un bel tiebrek. Nel terzo avrei dovuto vincere il turno di servizio che ho perso, ho sbagliato una volée, sono piccoli errori che fanno una grande differenza”, ha detto Rafa a fine partita con la solita grande umiltà e lucidità. “I miei obiettivi sono sempre gli stessi, vincere ogni torneo e darmi la possibilità di competere. Il prossimo anno sarà un anno importante, spero di essere pronto per le cose per cui voglio lottare e lavorerò duramente durante la off season per riuscirci.”

 

Continua per lui la maledizione delle ATP Finals, uno titolo tra i più prestigiosi che ancora manca al suo strepitoso palmares. Medvedev invece approda in finale da imbattuto, dopo aver raccolto tre sconfitte su tre nella sua prima apparizione alla O2 Arena l’anno scorso, e contenderà il titolo di Maestro a Dominic Thiem (3-1 i precedenti in favore dell’austriaco).

LA PARTITA – Nadal inizia il match con poche prime ed è dunque costretto fin dall’inizio a lunghi scambi, terreno certo a lui congeniale di solito, ma perfetto anche per Medvedev che sul veloce indoor ha più armi per fare male da fondo. Il russo cerca di mettere grande pressione fin dalla risposta e nel terzo game si procura tre palle break, sulle quali però Rafa si disimpegna alla perfezione. Medvedev dal canto suo mette solo prime (letteralmente, 16 prime su 16 nei primi tre turni di battuta) e nel palleggio da fondo la sua palla fa molto male a Nadal, che deve sempre fare gli straordinari per aggiudicarsi il punto.

Lo spagnolo sa bene di non potersi invischiare nella ragnatela del russo e inizia a sfruttare sempre di più il rovescio slice per non dare ritmo all’avversario. Questo, unito a qualche sbavatura di troppo di Medvedev, lo aiuta a rimanere a galla, nonostante il misero 42% di prime palle in campo. Inaspettatamente, nell’ottavo game, il russo, che finora aveva dominato i propri turni di battuta, si incarta da solo: serve quattro seconde consecutive, sbaglia da fondo e perde addirittura a zero il servizio. Nadal non si fa pregare e intasca il primo parziale col punteggio di 6-3. Primo set perso nel torneo da Medvedev, che di rimpianti ne ha tanti, tantissimi per quello sciagurato ottavo gioco.

Rafael Nadal – ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

In avvio di secondo set Medvedev riesce a resettare e ripartire con rinnovata aggressività. Il russo vince dodici dei primi tredici punti e sale 3-0, anche grazie alla complicità di Nadal. Lo spagnolo infatti gioca un pessimo primo turno di battuta con tanto di doppio fallo, il primo del match, sulla palla break. Medvedev continua a macinare gioco, tenendo sempre sotto scacco Rafa quando lo scambio si allunga. Il russo arriva a un punto dal 5-1, ma Nadal riesce a ricacciarlo indietro e a difendere il turno di battuta. A questo punto, Medvedev spegne nuovamente la luce, come accaduto a metà del primo del primo set, e si fa recuperare fino al 4-4. Un altro disastroso game al servizio del russo spedisce Rafa a servire per il match. Vistosi con le spalle al muro, Medvedev si gioca il tutto per tutto e riesce a rimanere in partita, strappando addirittura a zero la battuta a Nadal.

Si approda dunque al tie-break, nel quale Medvedev decide di lasciare il meno possibile l’iniziativa a Nadal. Il russo domina con il rovescio e si porta avanti 4-1. Una stecca di dritto si trasforma in un pallonetto vincente (ma dopo che Nadal aveva sbagliato la direzione di un dritto che avrebbe dovuto essere vincente), in maniera un po’ fortunosa gli consente di arrivare a set point sul 6-3. Del resto si sa, audentes fortuna iuvat. La fortuna aiuta chi osa. Un altro rocambolesco scambio, vinto con pieno merito da Medvedev, permette al russo di pareggiare il conto dei set alla seconda occasione.

In avvio di terzo set, Rafa annulla subito una palla break con una l’ennesima curva mancina vincente da sinistra. Medvedev sembra aver decisamente ripreso il controllo della partita, ma deve trovare assolutamente il modo di rispondere alla prima di Nadal anche a sinistra, cosa che non è praticamente mai riuscito a fare nel match. Sul 3-3, il russo mantiene profondissimo il palleggio e si procura un’altra palla break, cancellata da un provvidenziale ace di Nadal. Lo spagnolo, forse un po’ stanco, si butta a rete dopo il servizio, non chiude un a volee abbastanza facile per il 4 3 e viene infilato dal passante di Medvedev che ha così una seconda chance, anche questa annullata con autorità da Rafa. Di nuovo Rafa gioca una volee troppo morbida e Medvedev ne approfitta. Dopo di che rovescio un po’ pigro di Nadal regala una terza possibilità al russo, che stavolta viene a prendersi il punto (e il break) a rete.

Lo spagnolo accusa nettamente il colpo e la stanchezza. Prova come suo solito a non arrendersi, ma il serbatoio è vuoto e Medvedev punisce i suoi tentativi di accorciare gli scambi andando a rete. Un secondo break sul 5-3 chiude la partita e consente al russo di festeggiare la prima finale nel Torneo dei Maestri.

Fino al 5-4 del secondo set sentivo che stavo facendo buone cose, ma non abbastanza – ha detto Medvedev alla stampa dopo la partita – non sentivo la connessione tra i miei colpi e me stesso. Ho cominciato a sentire quella connessione dopo il break per il 5-5 e poi ho iniziato a vederlo nello score, e da quel punto in poi credo di aver giocato una gran partita“.

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