A Nur-Sultan primo sigillo in carriera per Millman

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A Nur-Sultan primo sigillo in carriera per Millman

All’Astana Open John Millman vince il suo primo titolo in carriera. Per Mannarino è invece la nona sconfitta in dieci finali: conferma il suo scarso feeling coi match per il titolo

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John Millman con il trofeo - Nur-Sultan 2020 (via Twitter, @atptour)

A 31 anni John Millman (45 ATP) centra il suo primo titolo in carriera. Il tennista australiano, dopo due finali perse – a Budapenst (2018) e a Tokyo (2019) – vince l’Astana Open a Nur-Sultan sconfiggendo in finale il francese Adrian Mannarino, n. 39 del mondo e alla sua decima finale in carriera, con lo score di 7-5 6-1. Dopo un primo set equilibrato e combattuto alla pari, il tennista di Brisbane conferma una maggiore solidità fisica e mentale, mantenendo precisione e lucidità. Il francese non gioca al meglio le molteplici palle break avute nel primo parziale per poi farsi travolgere da Millman nel secondo, dopo 1 ora e 48 minuti di gioco. Millman conferma inoltre di trovarsi a suo agio con il tennis del francese perché mette a segno la sua terza vittoria su tre confronti giocati.

MANNARINO E LE PALLE BREAK MANCATE – I due mantengono un perfetto equilibrio fino al 5-5 del primo set, giocano quasi a specchio, manovrando da fondo campo, angolando e piazzando i colpi al momento opportuno. Entrambi si spendono in scambi lunghi e sfiancanti, più nell’attesa dell’errore dell’avversario che alla ricerca del punto; entrambi solidi al servizio, l’australiano sembra però leggermente più coriaceo nella tenuta degli scambi. Il tennis però non è una scienza esatta, e sul 4-4 c’è il primo break point dell’incontro – a favore di Mannarino. È pronto Millman a salvarlo immediatamente con un servizio vincente. Ne arriva un secondo, nuovamente annullato da un servizio e dritto vincente di John che non si scompone.

Il francese tiene testa allo scambio serrato impostogli dall’avversario che, alla fine, sbaglia, concedendogli la terza palla break del game; occasione sprecata da Adrian che fa morire in rete il dritto. L’australiano dimostra nervi d’acciaio e sale ancora sul 5-4. Il transalpino si procura una quarta palla break, che spreca ancora con un gratuito di rovescio. La quinta sarà quella buona? Decisamente no, poiché Mannarino sembra andare un po’ in confusione nel momento di fare la differenza. Millman recupera ancora e si assicura il 6-5 con grinta. La solidità dimostrata fino a quel momento viene ricompensata perché, alla prima occasione, John si fa trovare pronto e, dopo poco più di un’ora, fa sua la prima frazione (7-5).

 

DOMINIO AUSTRALIANO – Il secondo set è appannaggio di John Millman che rimane granitico, a differenza dell’avversario che va in confusione, si innervosisce e non riesce più a difendersi da fondo con la stessa energia dimostrata nel primo. A giudicare dall(andamento dell’incontro, non sembra del tutto un caso che Mannarino abbia perso (compresa questa) nove finali su dieci.

Il francese salva un break point sul 2-1, ne arriva subito un secondo, nuovamente annullato con una soluzione di carattere del francese che entra con i piedi dentro il campo per mettere pressione all’avversario. Ce n’è un terzo. E poi un quarto. È quello buono per Millman che avanza pericolosamente sul 3-1. Andamento del match sempre più complicato per un Mannarino, ora nervoso, impaziente e impreciso, che fa sempre più fatica a contrastare il tennis costante dell’avversario e aumenta l’emorragia degli errori. Il tennista Aussie si allontana ancora sul 4-1, per chiudere l’incontro con lo score di 7-5 6-1. Il francese accenna una protesta sul match point, scontento forse per il ritardo con cui Millman chiede e ottiene il falco, ma la palla dell’australiano ha toccato la riga. Primo titolo per il giocatore di Brisbane a 31 anni, ed è il giusto riconoscimento per quanto fatto negli ultimi anni. Mannarino continuerà invece a ringraziare Jordan Thompson per non aver opposto una resistenza estrema, lo scorso anno a ‘s-Hertogenbosch; altrimenti rischierebbe di trovarsi ancora senza titoli in palmares.

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ATP Nur-Sultan, Lorenzo Musetti vince all’esordio

Seppur non giocando benissimo, il 19enne italiano la spunta in tre set contro Polmans mostrando solidità mentale nei momenti decisivi

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Lorenzo Musetti - US Open 2021 (Rhea Nall/USTA)

Vittoria convincente di Lorenzo Musetti all’esordio nel torneo ATP 250 indoor di Nur-Sultan, contro un avversario non estremamente ostico ma che lo ha messo in difficoltà quel tanto che bastava per stimolare la sua grinta e il suo agonismo. Il giovane tennista italiano contro Marc Polmans ha risposto con una prestazione non brillantissima sotto il punto di vista del tennis espresso ma senza troppe sbavature, e soprattutto nella quale ha mantenuto il controllo del gioco nei momenti chiave, vincendo 6-4 2-6 6-4. Ciò non può che essere valutato positivamente dopo il periodo negativo passato in nord-America, con i primi segnali di uscita dal tunnel si erano già visti a New York. Oggi l’aspetto di maggior rilievo è quello mentale: la reazione che c’è stata a cavallo tra secondo e terzo set infatti la si può avere solo trovando convinzione in sé stessi e a quanto pare Musetti ha riacquisito la voglia di lottare in campo.

IL MATCH – Il qualificato Marc Polmans dispone di un gioco solido nel palleggio, con le traiettorie dei colpi alte e in sicurezza (infatti raramente è incappato in errori gratuiti), e cerca spesso di mischiare le carte con smorzate di dritto e incursioni a rete. Musetti si è adattato presto a questo stile ed è stato sempre avanti nel primo set: dopo un break iniziale che non è riuscito a confermare, lo slancio decisivo è arrivato sul 2-2. Al frizzante australiano non sono mancante chance per rifarsi sotto (aiutato anche da qualche distrazione di Musetti che ha concesso palle break in quattro game differenti) ma l’italiano nei momenti topici ha sempre messo la concretezza al primo posto, vincendo il primo set 6-4 dopo 50 minuti di gioco.

Nel secondo set i demoni tornano a far visita a Musetti e quest’ultimo, dopo un vantaggio iniziale di un break, perde inspiegabilmente incisività con i colpi ridando vigore a Polmans. L’australiano n. 165 del mondo accetta volentieri il regalo e sfrutta al massimo il momento fiacco del suo avversario – calo più mentale che fisico – vincendo cinque game consecutivi (di cui tre break), chiudendo il set 6-2. L’entusiasmo di Polmans trova la sua massima espressione nel parziale decisivo nel quale l’australiano cerca la rete appena possibile facendo affidamento su un’abilità di polso non indifferente. Musetti però disegna bene il campo, e grazie a rapidità di gambe e a colpi precisi trova le contromisure necessarie che gli permettono di stare avanti. Anche la prima di servizio inizia a dargli una grossa mano e il match che fino a quel momento era rimasto su un livello gradevole, regala dei faccia a faccia ravvicinati ancora più entusiasmanti.

 

Alla fine un break nel terzo game si rivela fatale e Lorenzo chiude 6-4 2-6 6-4 dopo 2 ore e 19 minuti di gioco. Con l’uscita di scena inattesa di Andreas Seppi al primo turno, resta dunque Musetti l’unico italiano rimasto in gara nella capitale kazaka e ora al secondo turno per il n. 57 del mondo ci sarà il serbo Laslo Djere, n. 49.

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ATP Winston-Salem: Ilya Ivashka vince il primo titolo in carriera

Il bielorusso demolisce in meno di un’ora lo svedese Mikael Ymer, concedendo solo due giochi. Sesto giocatore fuori dalla top 50 a vincere un titolo nel 2021

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Ilya Ivashka - ATP Winston-Salem 2021 (via Twitter, @WSOpen)

L’atto finale del Winston-Salem Open si è rivelato un incontro a senso unico con il bielorusso Ilya Ivashka, numero 63 ATP, che ha coronato la sua settimana d’oro sconfiggendo in 56 minuti lo svedese Mikael Ymer, numero 90 ATP, con il punteggio di 6-0 6-2.

Nella strada verso il primo titolo in carriera, alla prima finale, il bielorusso ha eliminato tre teste di serie: CIlic (match in cui è stato a due punti dalla sconfitta), Struff e soprattutto il numero 1 del tabellone Carreno Busta, concedendo solo un set in tutto il torneo. Ivashka è diventato l’ottavo giocatore a conquistare il suo primo titolo in questo 2021 e il sesto fuori dalla top 50 a sollevare un trofeo quest’anno.

I numeri del match spiegano chiaramente il dominio del bielorusso: 100% di punti vinti con la prima di servizio, nessun punto concesso sul suo servizio nel primo set a Ymer e solo due punti nell’intero match. Ymer non è stato in grado di gestire il servizio del bielorusso e spesso è stato portato all’errore dai colpi profondi di Ivashka.

 

Ivashka con questo successo lunedì raggiungerà il suo best ranking al numero 53. “Questa settimana ho avuto tutto” ha affermato Ivashka durante la cerimonia di premiazione. “Nel secondo turno sono stato a due punti dalla sconfitta e ora sono qui. È incredibile quante cose cambiano in un match”. Ivashka ha riportato la Bielorussia al successo quasi vent’anni dopo il titolo vinto da Max Mirnyi a Rotterdam, nel 2003. “Sono cresciuto guardando Max giocare, era un idolo per noi” ha affermato Ilya. “Volevo un successo sin da bambino. Non molte persone in Bielorussia hanno vinto un titolo ATP, è una grandissima sensazione”. Per Ivashka adesso l’attenzione si sposta sullo US Open, dove martedì lo attende la sfida con lo statunitense Sandgren.

Per Ymer, nonostante la sconfitta, rimane la gioia per la prima finale a livello ATP in carriera – ottenuta battendo in semifinale Alcaraz – e la risalita in classifica al numero 72, non lontano dal suo best ranking al numero 67 raggiunto a marzo 2020. Anche lo svedese volerà a New York, dove al primo turno lo attende la sfida non proibitiva contro lo statunitense Brooksby.

A cura di Giuseppe Di Paola

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ATP Winston-Salem, Ymer mette ko Alcaraz: è finale contro Ivashka

Lo svedese e il bielorusso si sfideranno nell’ultimo atto prima dello US Open per sollevare il loro primo titolo ATP

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Mikael Ymer - Winston-Salem 2021 (via Twitter, @atptour)

Correva l’anno 2011 quando Robin Soderling si aggiudicò lo Swedish Open di Bastad sconfiggendo in finale David Ferrer. Allora nessuno lo avrebbe detto, ma quella è rimasta l’ultima finale di un giocatore svedese sul circuito ATP per un decennio. Un periodo di tempo incredibile, se si pensa alla tradizione tennistica del paese scandinavo. A porre fine al digiuno è stato Mikael Ymer, 22enne di belle speranze che pian piano si sta costruendo un tennis solido. Giocherà la finale di Winston-Salem, dopo aver superato un po’ a sorpresa in semifinale Carlos Alcaraz, la giovane stella spagnola: 7-5 6-3 il risultato finale, con lo svedese che ha ribaltato la partita mettendo a segno una striscia di sette giochi consecutivi quando è passato da 3-5 sotto nel primo set a 7-5 3-0 nel secondo. L’ho un po’ sfinito allungando gli scambi – ha detto Ymer quando gli hanno chiesto quale è stata la chiave della vittoria –. Con il tipo di gioco che lui ha e con gli strumenti che io ho a disposizione, era l’unica opzione. Ha funzionato”.

Quella di Winston-Salem sarà una finale tra due giocatori che cercano il loro primo titolo in carriera, perché lo sfidante di Ymer sarà Ilya Ivashka, altro tennista proveniente da una nazione – la Bielorussia – che negli ultimi anni ha raccolto ben poco sul circuito maschile: l’ultimo a sollevare un trofeo è stato Max Mirnyi a Rotterdam 2003. Ivashka ha avuto la meglio sul finlandese Emil Ruusuvuori con un netto 6-2 6-1, confermando di trovarsi bene sul cemento e di poter essere una mina vagante ai prossimi US Open. “Mi sento bene, questa settimana sto giocando il miglior tennis. Vediamo cosa succederà in finale – ha detto Ivahska dopo la vittoria -. Vincere un titolo ATP è sempre stato un mio sogno”. Appuntamento stasera, alle ore 23 italiane.

 

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