ATP Finals: Medvedev batte un brutto Djokovic e si prende il primo posto nel girone

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ATP Finals: Medvedev batte un brutto Djokovic e si prende il primo posto nel girone

Il russo è una macchina e liquida in due set una spenta versione del serbo. Nole si giocherà l’accesso alle semifinale contro Sascha Zverev

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Daniil Medvedev - ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

[4] D. Medvedev b. [1] N. Djokovic 6-3 6-3

Novak Djokovic e Daniil Medvedev erano chiamati a risollevare le sorti del girone “Tokyo 1970”, che finora non ha offerto partite di particolare qualità. Ci sono riusciti solo in parte, perché di fatto, dopo i primi cinque/sei giochi molto lottati, Medvedev ha preso in mano l’incontro per non mollarlo più. Il russo è stato ancora una volta solidissimo al servizio (appena 15 punti persi in nove turni di battuta, una sola palla break affrontata) e da fondo è stato praticamente infallibile (solo 12 errori non forzati, equamente ripartiti nei due set).

Una prestazione quasi perfetta insomma, che gli vale la settima vittoria consecutiva e la matematica certezza del primo posto nel girone. Certo, nel doppio 6-3 maturato in un’ora e venti minuti di gioco, una discreta fetta di responsabilità va data a Djokovic, apparso oggi piuttosto appannato e arrendevole, ma Medvedev è parso davvero in condizioni ottime.

Sono certamente super contento di essere in semifinale. Dopo che un anno fa avevo perso tre incontri su tre, avevo molti dubbi. Ho servito molto bene, ho cercato di mettergli addosso sempre la massima pressione. Eppure ci sono stati momenti nei quali non ero troppo contento di me stesso, ho sbagliato alcuni passanti, come ho detto è sempre difficile battere i ‘Big 3’ in qualsiasi giorno“, ha detto in conferenza stampa il russo, che poi si è soffermato sul suo possibile avversario in semifinale. “Ho perso lo scorso anno qui sia con Rafa sia con Stefanos, con il quale abbiamo questa rivalità, essendo entrambi giovani, mentre con Rafa non ho mai vinto. Chiunque sia il mio avversario sarò contento di affrontarlo“.

 

Il serbo dovrà giocarsi la qualificazione venerdì nello scontro diretto contro Alexander Zverev (3-2 i precedenti a favore di Nole), mentre Medvedev affronterà Schwartzman in un match ininfluente.

IL MATCH – Entrambi i giocatori vogliono far sentire l’avversario sotto pressione fin dall’inizio e la partita entra subito nel vivo. Djokovic si mette nei guai già nel terzo gioco con due gratuiti e una smorzata mal giocata sulla quale Medvedev arriva comodamente. Il serbo però annulla entrambe le palle break offerte (la seconda al termine di uno scambio da trenta colpi giocato con timore da entrambi) e riesce a tenere il servizio. Tocca poi al russo fare gli straordinari nel successivo turno di battuta, difeso dopo quattro parità senza però dover fronteggiare palle break.

Molto aggressivo l’atteggiamento di Medvedev, che tira a tutta forza sia la prima che la seconda (di fatto una “seconda prima”) e cambia in lungolinea appena può con entrambi i colpi. Il russo sa bene infatti che per vincere deve prendere l’iniziativa per primo, lasciando il meno possibile lo scambio in mano a Djokovic. Nel settimo gioco, il serbo si complica ancora la vita. Con un doppio fallo concede altre due palle break consecutive, sulle quali però gioca alla perfezione. Nole però si intestardisce nella ricerca della smorzata (con la quale non vince mai il punto) e non riesce a uscire da un game insidioso. Medvedev dall’altra parte percepisce che l’occasione è ghiotta e rimane attaccato a ogni punto con grande attenzione. Alla fine, dopo undici minuti di lotta, il russo riesce finalmente a centrare il break.

Djokovic, già dall’inizio non troppo sereno, sembra accusare il colpo: sul 5-3, si fa rimontare da 40-15, completando poi la frittata con l’ennesima palla corta sbagliata e un doppio fallo. Dopo 48 minuti, Medvedev è avanti di un set.

In avvio di secondo parziale, si ripropone il copione visto finora: Medvedev solidissimo, quasi infallibile, da una parte, Djokovic teso e sfiduciato dall’altra. Il risultato è un immediato break in favore del russo, che però mette a repentaglio il vantaggio offrendo all’avversario la chance per rientrare subito. Nole però la sfrutta malissimo, affidandosi ancora una volta ad un drop shot senza capo né coda. Due ace di Medvedev scacciano i fantasmi e lo proiettano sul 3-0.

Djokovic appare decisamente dimesso, quasi rassegnato, e dall’altra parte della rete il russo fa di tutto per esacerbare la sua frustrazione, servendo come un treno e dominando gli scambi da fondo. Gli ultimi game sono di fatto una passerella trionfale per Medvedev, che senza nessuna resistenza da parte di Nole s’invola verso la sua prima semifinale alle ATP Finals.

Dopo il match in n.1 del mondo ha fatto i complimenti al russo: “Bravo e intelligente, ha meritato di vincere. Io non ho davvero giocato bene. Fino al 3 pari c’è stato equilibrio, poi dopo un lunghissimo game ho fatto fatica, lui serviva benissimo. Io ho fatto molti errori gratuiti. Ma, ripeto, da parte mia non una bella partita e lui ha saputo approfittarne.Anche qualche problema respiratorio per Djokovic: “Prima della fine del primo set ho avuto qualche problema, sono stato meglio soltanto verso la fine, ma ho avuto 15-20 minuti di difficoltà con quei 7 games persi“.

Non poteva mancare una domanda sulla sua candidatura al Players Council, dopo che lui e Vasek Pospisil si erano dovuti dimettere per conflitto d’interessi con la PTPA, ma sono rispuntati nella lista dei candidati per le prossime elezioni: “Vedo che avete scritto che mi stavo iscrivendo al Council. Non è così. Sono stato eletto dai giocatori… Questa è la regola. Non ho corso per essere eletto, e nemmeno Vasek. Siamo stati eletti da un gruppo di tennisti molto ampio. È un grande segnale, sono onorato di rappresentarli. Non vedo nessuno conflitto nell’essere nella PTPA e nel Player Council, non lo vedevo prima e nemmeno ora“.

Abbiamo accettato la nomination sia io che Vasek, ci siamo dichiarati disponibili. Ma la regola votata dal board dell’ATP ieri sera è che nessun tennista attivo può essere parte del consiglio e di qualsiasi altra organizzazione. Io non vedo che incompatibilità ci sia, sono molto deluso. Abbiamo sempre detto che volevamo collaborare con l’ATP, ma con questo voto è l’ATP non vuole nessuno coinvolto in PTPA. Ora conosciamo la posizione dell’ATP, ora sappiamo dove stanno, e ora dobbiamo pensare a una nuova strategia“.

Tutti i risultati e la classifica aggiornata dei gironi

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ATP Cordoba: la favola diventa realtà, Cerundolo campione

Juan Manuel Cerundolo vince in rimonta la finale del Cordoba Open su Albert Ramos Vinolas. Da qualificato porta a casa il suo primo titolo ATP

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Juan Manuel Cerundolo - Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

[Q] Juan Manuel Cerundolo b. [5] Albert Ramos-Vinolas 6-0 2-6 6-2

A volte sembra scritto. Ci sono tornei in cui per un giocatore l’atmosfera è quasi magica, tanto da alzare il suo livello di gioco oltre i limiti della sua classifica. E questo Cordoba Open 2021 è sembrato proprio essere il torneo magico per Juan Manuel Cerundolo, 19enne di Buenos Aires, entrato nelle qualificazioni da n. 335 del ranking ATP e che vincendo otto partite consecutive (tre di qualificazione e cinque del tabellone principale) è riuscito a conquistare un titolo ATP al primo tentativo nel tabellone principale, 17 anni dopo lo spagnolo Santiago Ventura che nel 2004 a Casablanca dalle qualificazioni arrivò a battere in finale Domink Hrbaty.

Il tennis di Cerundolo (il cui fratello maggiore Francisco è anch’egli un tennista, attualmente n. 135 della classifica ATP) non è sicuramente spettacolare: si tratta di un gioco fatto di dura regolarità da fondo, palle molto liftate e alte sopra la rete, con un servizio che potrebbe valergli il soprannome di “Errani del circuito maschile”. Ma come già detto, in questa settimana di fine estate a Cordoba, tutto sembrava magico e per Juan Manuel il sogno si è trasformato in realtà.

 

LA PARTITA – Ci ha messo quasi tre quarti d’ora Albert Ramos per vincere il suo primo game della finale, e questo solamente dopo che il primo set se n’era già andato con un 6-0 che sembrava il risultato di un incantesimo. Ancora sotto la luce naturale che ha illuminato il campo per tutto il primo parziale, lo spagnolo si è fatto irretire dagli scambi a bassa velocità di Cerundolo, che con le sue traiettorie alte è riuscito a portare la partita sul terreno a lui più congegnale, quello della regolarità a ritmo blando che gli permette di girare attorno alla palla e manovrare con il diritto, trovando qualche apertura oppure costringendo l’avversario a sbagliare prima di lui.

Emblematico l’ultimo gioco del primo set, nel quale dopo aver dovuto subire un rimbalzo assassino di una palla che ha colpito la linea del servizio e poi è impazzita, sul 15-40 Ramos si è addirittura affidato al serve and volley per annullare il primo set point, finendo però poi per concedere il parziale a Cerundolo alla quarta opportunità con un doppio fallo.

Albert Ramos Vinolas – Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

L’iberico ha interrotto la serie negativa subito all’inizio del secondo set, alzando il ritmo degli scambi e portandosi subito sul 2-0, rimontando dallo 0-40 nel suo primo turno di servizio per consolidare il vantaggio. Ramos è riuscito a imporre il suo maggiore ritmo di palleggio, sfruttando la debolezza del servizio dell’argentina, specialmente sulla seconda, e prendendo il comando degli scambi avvantaggiandosi della posizione quasi “nadaliana” di Cerundolo in risposta.

Chiuso il secondo set 6-2 in 34 minuti, Ramos ha proseguito con il suo gioco anche nel terzo set, scappando sul 2-0, ma trascinato dal pubblico Cerundolo è riuscito a ribaltare l’inerzia del match. Alzando le traiettorie di diritto ha mandato completamente in tilt Ramos che, forse stanco per le oltre 10 ore trascorse in campo nel corso della settimana, ha finito per cedere sei giochi consecutivi e consegnare la vittoria nel torneo al suo giovane avversario.

RECORD E BEST RANKING – Questa affermazione in un torneo ATP 250 da n. 335 della classifica mondiale pone Cerundolo al quinto posto tra i tennisti con classifica più bassa ad aver vinto un torneo. La graduatoria è condotta da Lleyton Hewitt, che appena sedicenne si aggiudicò il torneo di Adelaide nel 1998. Per lui questa vittoria vuol dire l’ingresso nei Top 200 intorno al n. 181 del ranking, oltre a uno special exempt per il tabellone principale dell’Argentina Open di Buenos Aires al via lunedì (primo turno contro Federico Delbonis). Dopo le giornate magiche di Cordoba, il 19enne argentino deve andare a giocare il suo torneo di casa con tutti gli occhi puntati addosso dopo aver giocato e vinto gli otto match probabilmente più impegnativi della sua carriera nello spazio di 10 giorni.

Benvenuto nel circuito ATP, Juan Manuel. Il meno è fatto.

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ATP Cordoba, in finale Ramos-Viñolas vs Cerundolo

Al torneo di Cordoba Open giungono in finale Albert Ramos Viñolas e il qualificato argentino Juan Manuel Cerundolo

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Al Cordoba Open giungono in finale lo spagnolo Albert Ramos Viñolas e il qualificato argentino Juan Manuel Cerundolo. Il 33enne di Barcellona, attuale n. 47 del mondo, raggiunge la sua nona finale in carriera (due titoli vinti), dopo aver battuto in semifinale Facundo Bagnis con lo score di 7-5 5-7 6-3. Ricordiamo che Ramos Viñolas ai quarti di finale ha estromesso la testa di serie n. 1 del torneo, Diego Schwartzman.

Per Juan Manuel Cerundolo, 19 anni, di Buenos Aires, e n. 335 ATP, invece si tratta della prima finale nel circuito, per giunta conquistata alla sua prima partecipazione ad un torneo del tour maggiore. L’argentino ha superato al penultimo round il connazionale Federico Coria in tre set (6-4 4-6 6-2). Che sia una svolta definitiva per la sua carriera?

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ATP Buenos Aires: Schwartzman n. 1 del tabellone. Subito derby tra Caruso e Mager

Da lunedì comincia a Buenos Aires l’Argentina Open. Diego Schwartzman testa di serie n. 1. In tabellone anche Cecchinato. Derby al primo turno tra Caruso e Mager

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Al via, lunedì, l’Argentina Open (torneo della categoria ‘250’ sulla terra), il secondo appuntamento del “Golden Swing”, serie di eventi tennistici in Sudamerica di inizio stagione. A Buenos Aires sono numerosi, ovviamente, i tennisti argentini capitanati da Diego Schwartzman, testa di serie n. 1 del tabellone e attuale n. 9 del mondo. Il suo primo avversario sarà il vincente della partita tra Andrej Martin e un qualificato (o lucky loser).

Gli altri argentini in gara sono Juan Ignatio Londero, Federico Delbonis, Federico Coria, Facundo Bagnis, Facundo Diaz Acosta, Juan Emanuel Cerundolo e Thiago Agustin Tirante.

N. 2 del tabellone è il cileno Cristian Garin (anch’egli con un bye), che aspetta il vincente tra Joao Sousa e un qualificato; il n. 3 è il francese Benoît Paire che attende l’esito dell’incontro tra Federico Coria e un qualificato (o lucky loser). N. 4, 5, 6, 7 e 8 del draw sono, rispettivamente, il serbo Miomir Kekmanovic, gli spagnoli Albert Ramos Viñolas e Pablo Andujar, il serbo Laslo Djere e l’americano Frances Tiafoe.

 

Tre gli italiani presenti in tabellone: Marco Cecchinato (87 ATP), che incrocerà la racchetta al primo turno con Djere; Gianluca Mager (99 ATP) e Salvatore Caruso (77 ATP), che si affronteranno subito in un derby azzurro.

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