ATP Finals: Medvedev risparmia energie, ma resta imbattuto. Doppio 6-3 a Schwartzman

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ATP Finals: Medvedev risparmia energie, ma resta imbattuto. Doppio 6-3 a Schwartzman

Tre su tre per il primo classificato del gruppo ‘Tokyo 1970’, che in semifinale sfiderà per la quarta volta Nadal per provare a vendicare le sconfitte del 2019. ‘El Peque’ chiude al quarto posto

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Daniil Medvedev – ATP Finals Londra 2020 (foto via Twitter @atptour)

Non è per nulla semplice giocare una partita inutile ai fini della qualificazione a ventiquattro ore da una semifinale contro Rafa Nadal. Daniil Medvedev, già sicuro del primo posto nel girone, è riuscito sia a vincere che a non sprecare energie preziose in vista del penultimo atto. Lo ha fatto in appena 73 minuti, con un doppio 6-3 a ‘Dieguito’ Schwartzman, che per contrasto scendeva in campo certo di chiudere all’ultimo posto del girone ‘Tokyo 1970’. Medvedev ha chiuso imbattuto il girone e ha confermato di essere il tennista che si sta esprimendo al meglio alla O2 Arena quest’anno.

A differenza di Dominic Thiem, l’altro primo classificato che giocherà contro Djokovic in semifinale, è sceso in campo con tanta carica e intensità: il suo obiettivo non era lasciar scorrere la partita per preservare energie (col rischio di farsi comandare dall’avversario come successo all’austriaco), bensì giocare in maniera ultra-offensiva e chiudere i punti il più velocemente possibile. Sulla carta il piano tattico dei due è abbastanza simile, ma, come detto, è stato il russo a mescolare le carte, sorprendendo Schwartzman. Solo pochi punti si sono giocati come voleva Diego e peraltro è stato comunque Medvedev ad avere la meglio in quasi tutte le occasioni.

I break sono arrivati nel terzo e nel nono gioco del primo set: una volta in vantaggio il numero quattro del mondo ha verticalizzato il più possibile in risposta (anche esagerando a tratti), scendendo a rete e rispondendo in maniera molto aggressiva. Ha regalato qualche punto in ribattuta, ma coscientemente, perché il servizio l’ha supportato alla grande nei suoi turni. Vinto il primo parziale, si è portato avanti di un break anche nel secondo (3-1) e qui Schwartzman ha avuto la sua unica grande occasione di rimettersi in partita, ma ha sbagliato la risposta su una seconda del russo, che ha poi chiuso senza mai più soffrire. A tratti l’argentino è stato sommerso da una pioggia di vincenti, soprattutto col dritto: in totale Daniil ne ha piazzati 30 in tutto il match, a fronte di 18 non forzati.

 

Nonostante abbia chiuso con zero vittorie e tre sconfitte, non ha tanto da recriminare Diego Schwartzman, alla sua prima partecipazione alle Finals: “Vedere questo torneo, i giocatori contro cui ho giocato e sapere dove sono ora significa tanto per me” ha detto in conferenza stampa. “Sono con i migliori del Tour. Ma ho tanto da migliorare. Sono molto fiero, ho avuto tante buone settimane quest’anno, ma sento che per essere ancora qui alle Finals dovrò migliorare tanto. Proveremo a tornarci per fare meglio di questi tre match” ha concluso.

“Ero in fiducia dopo aver giocato bene nelle prime due partite” ha detto Medvedev in campo prima di rientrare negli spogliatoi. Volevo comunque questa vittoria nonostante fossi già qualificato. Se mi piace giocare con Nadal? Mi piace giocare con tutti i Big Three. Sono cresciuto guardando in TV le loro vittorie negli Slam, prima Federer e poi Rafa e Novak, che sono i miei due idoli da quanto ho iniziato a giocare a tennis”. Tuttavia non ha mai vinto con Nadal in carriera e le ultime due sconfitte sono quelle più dolorose: una è arrivata in finale allo US Open, 6-4 al quinto dopo quasi cinque ore, l’ultima proprio alla O2 Arena, malgrado conducesse 5-1 nel terzo (e match point a favore). È arrivata l’ora della rivincita? Rafa non sarà tanto d’accordo.

Tra Schwartzman e Medvedev non corre buon sangue dopo uno screzio risalente all’ATP Cup del gennaio scorso, ma il russo ha speso comunque belle parole per lui, che ha chiuso con zero vittorie proprio come gli capitò dodici mesi fa: Diego ha avuto una stagione straordinaria. Si è qualificato comunque nonostante non ci siano stati tanti tornei sulla sua superficie, la terra. Sono felice di vederlo qui. Uno 0-3 al primo Master non significa niente, lo dico per esperienza. Speriamo si possa qualificare l’anno prossimo”. Ha infine commentato il fatto che siano stati due più giovani a scalzare Djokovic e Nadal nel Round Robin: Non significa nulla. Il fatto che due giovani abbiano vinto il girone non è un gran vantaggio. Quando Zverev vinse due anni fa, perse prima da Djokovic nel girone”.

Tutti i risultati e la classifica aggiornata dei gironi

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

Il tabellone completo

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settima, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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