Sei giovani da tenere d’occhio nel 2021

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Sei giovani da tenere d’occhio nel 2021

Si sono fatti notare in questa stagione. E sembrano pronti per fare il salto di qualità. Chi ci riuscirà? Gli Under 21 più interessanti fuori dalla Top 100, incluso Musetti

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Comincia davvero a soffiare il vento del cambiamento sul circuito ATP. A Flushing Meadows, Dominic Thiem ha spezzato finalmente spezzato un monopolio del triumvirato Federer-Nadal-Djokovic sui tornei dello Slam che durava da quattro anni. L’austriaco è stato inoltre il primo tennista nato negli anni Novanta, la “generazione nera” del tennis maschile, schiacciata dai fenomeni del decennio precedente e che tanti talenti ha perso per strada, a raggiungere questo traguardo. Dopo l’exploit nel 2019, il 23enne Daniil Medvedev ha confermato di essere un tennista formidabile, vincendo le ATP Finals in una finale su lo stesso Thiem. Da notare come i due abbiano sconfitto proprio Nadal e Djokovic nelle rispettive semifinali a Londra. 

Un altro russo, il classe 1997 Andrey Rublev, è stato il tennista che ha vinto più partite quest’anno, guadagnandosi l’ingresso nella Top 10. In cui peraltro sono ancora presenti altri due under 23, Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas. È stato anche, fortunatamente per noi, l’anno di Jannik Sinner, che a Parigi è stato capace di centrare i suoi primi quarti di finale in carriera e che ha persino conquistato il suo primo titolo a Sofia. Ma potrebbe non essere finita qua. Sì, perché ci sono altri tennisti giovani che nel 2021, in una stagione in cui si potrebbe tornare almeno ad una parziale normalità, potrebbero irrompere nella Top 100 e contribuire alla rivoluzione in atto. E trasformare questo vento in una bufera. 

Thiago Seyboth Wild, classe 2000, n.115 

Il brasiliano, campione junior agli US Open del 2018, ha stabilito un record notevole e di sicuro imbattibile. Quello del primo tennista nato negli anni 2000 a vincere un torneo ATP. Ci è riuscito a Santiago del Cile, nella ronda sudamericana che è terminata prima della interruzione del circuito a causa del Coronavirus, battendo in finale Casper Ruud, che sulla terra è un osso duro per tutti. Prima di quel torneo, aveva vinto una sola partita a livello ATP, la settimana precedente a San Paolo. È stato anche il primo tennista di un certo rilievo ad essere risultato positivo al Covid. Che chissà non abbia lasciato qualche scoria visto che nel post-lockdown non ha vinto nemmeno un match. Insomma, una stagione movimentata quella di Wild, che ha comunque “il pacchetto completo” per fare il salto di qualità. A partire da una struttura fisica molto ben sviluppata rispetto ai coetanei, che gli permette di generare grande potenza sia al servizio che con il dritto. La grinta è pure quella giusta. 

 
Thiago Seyboth Wild – Santiago 2020 (via Twitter, @chile_open)

Sebastian Korda, classe 2000, n.117

Un cognome che pesa quello dell’americano. Ma da papà Petr, Sebastian, vincitore degli Australian Open junior nel 2018, non ha ereditato solo quello, i capelli biondi e un fisico slanciato. Ha ereditato anche un bel talento. Un talento sicuramente più contemporaneo tuttavia. Lo statunitense è il prototipo di quello che deve essere un tennista di successo nel 2020: colpi pesanti, buon equilibrio tra dritto e rovescio, servizio solido, capacità di anticipare e non perdere campo. La sua scorsa stagione era stata di transizione. E sembrava che le cose dovessero andare così anche quest’anno prima della pausa. Poi, un po’ d’improvviso, sono arrivati gli ottavi al Roland Garros, Slam non proprio fortunato per i tennisti a stelle e strisce di solito, partendo dalle qualificazioni e battendo tra gli altri Isner e il nostro Andreas Seppi. Korda ha poi confermato di essere sulla strada giusta e di non soffrire i cambi di superficie, vincendo il suo primo Challenger a Eckental, sul cemento indoor. E chissà che gli Stati Uniti, resisi già conto che i vari Fritz, Tiafoe ed Opelka non sono proprio destinati all’olimpo del tennis mondiale, non abbiano trovato in lui una nuova speranza. 

Sebastian Korda – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Lorenzo Musetti, classe 2002, n.127

“Per certi aspetti è più forte lui di me”. Questo ha detto Sinner di Musetti, più giovane di lui un anno. Ed è abbastanza chiaro a cosa si riferisse. I due non potrebbero essere più diversamente talentuosi, lo yin e yang del futuro del tennis azzurro. L’altoatesino è pulizia tecnica, geometria, compostezza, potenza che cerca sempre un equilibrio con il controllo. Il toscano è puro talento, imprevedibilità, esplosività, capacità di accendersi (e accendere chi lo segue) come un fuoco. E proprio considerato questo suo essere un giocatore “naif”, un’esteta della racchetta, colpisce quanto in fretta sia riuscito a progredire in questa sua stagione, in fondo la prima a tempo pieno sul circuito da professionista. 31 vittorie e 16 sconfitte. Un bilancio di 7 successi e quattro sconfitte contro i Top 100, su cui spiccano le due affermazioni consecutive su Wawrinka e Nishikori al Foro Italico. La semifinale al Sardinia Open, con il rammarico per un infortunio che lo ha costretto al ritiro. Insomma, per quanto completamente diverso da Sinner, Musetti con lui ha dimostrato di condividere carattere, determinazione e voglia di migliorarsi. Oltre a quella bandierina tricolore di fianco al nome naturalmente. 

Carlos Alcaraz, classe 2003, n.140

Il nuovo Nadal. È il fardello pesante che ogni nuovo talento del tennis spagnolo si dovrà portare addosso. Ma la schiena di Carlos Alcaraz Garfia sembra di quelle belle solide, nonostante abbia solo 17 anni. A tenerlo ulteriormente con i piedi per terra e farlo lavorare sodo ci pensa Juan Carlos Ferrero, il suo allenatore. E già il fatto che un ex campione Slam si dedichi ad un teenager dice tanto di quanto prometta bene il ragazzino di Murcia. In questo 2020, Alcaraz ha dimostrato di poterle in realtà già mantenere le sue promesse. Battesimo nel circuito ATP a Rio e subito successo contro il connazionale Albert Ramos-Vinolas. Dopo la pausa, primo titolo nel circuito Challenger a Trieste, con una vittoria in semifinale proprio sul nostro Musetti. Bis a Barcellona, battendo in finale Dzumuhr. Tris addirittura ad Alicante. In totale fanno quasi 39 vittorie nel 2020 a fronte di 7 sconfitte. Ed è proprio la capacità di trovare sempre la vittoria che colpisce di Alcaraz. Nonostante un servizio ancora inadeguato per gli standard ATP e un gioco abbastanza basilare. Immaginiamo quindi quante altre partite possa conquistare se riuscirà a colmare le sue lacune, normalissime vista l’età. Potrebbe perfino diventare un nuovo Nadal. 

Carlos Alcaraz – Challenger Alicante 2020 (via Twitter, @ATPchallenger)

Hugo Gaston, classe 2000, n.161

Il 20enne Hugo Gaston è stato capace di esaltare il poco pubblico francese presente sugli spalti del Roland Garros come nessun altro partecipante al torneo. Da wild card, ha sconfitto niente di meno che Wawrinka, vincitore a Parigi nel 2015, e trascinato al quinto set Thiem, due volte finalista. Ma è il come lo ha fatto che ha galvanizzato i transalpini. A suon di palle corte, variazioni di gioco, colpi anticipati. Gaston, dal suo metro e settanta e poco più, che gli impedisce di demolire gli avversari con la forza, gioca un tennis tutto suo, ordinatamente variopinto e lucidamente folle. Un tennis che più francese non si può. Tornato nella sua dimensione dei Challenger, il folletto di Tolosa non ha poi raccolto moltissimo. Ma la discontinuità potrebbe persino diventare un suo marchio di fabbrica, con quelle caratteristiche tecniche e fisiche. Piccoli Santoro crescono per fare ammattire piccoli Hewitt.

Hugo Gaston – Roland Garros 2020

Brandon Nakashima, classe 2001, n.166

Korda è anche fortunato perché potrà condividere l’attenzione dei tifosi USA con un tennista che è più giovane di lui di un solo anno, Brandon Nakashima. Di lui si è cominciato a parlare alla fine dell’anno scorso, grazie ad un bel bottino di vittorie nei Challenger americani. E quest’anno Nakashima, nonostante la lunga pausa per Covid, è riuscito a riprendere il filo del discorso da dove lo aveva interrotto, conquistando la prima vittoria in un torneo ATP a Delray Beach e il primo successo in uno Slam agli US Open contro il nostro Lorenzi. Proprio la scorsa settimana ha ottenuto il primo successo Challenger in carriera ad Orlando. Dotato forse di meno forza rispetto al connazionale Korda, il californiano, seguito da niente di meno che da Pat Cash, compensa con completezza di gioco e varietà di soluzioni. Lo abbiamo anche intervistato in esclusiva e il ragazzo sembra avere la testa sulle spalle e ben chiari gli obiettivi da raggiungere. Ha tutto per bruciare le tappe molto in fretta nel 2021. 

Brandon Nakashima – US Open 2020 (courtesy of USTA)

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ATP

ATP Montecarlo: Evans continua a stupire. Rimonta Goffin e sfiderà Tsitsipas in semifinale

La terra non è la sua superficie preferita? Eppure Dan non si ferma: prima semifinale in un 1000. Ma il favorito sarà Tsitsipas

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Dan Evans - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

Stefanos Tsitsipas e Daniel Evans si giocheranno il posto in finale riservato alla parte alta del bizzarro draw di Montecarlo 2021. Una semifinale inaspettata, ci si perdonino gli eufemismi del caso, ma se Tsitsipas in qualche modo era atteso al varco, lo stesso non si può dire del buon Dan, sin qui autore di una settimana tra le più imprevedibili ed esaltanti degli ultimi anni di tennis. Esagerato? Non crediamo: il ribelle da Birmingham per entrare nel privé riservato ai quattro migliori del torneo ha battuto il finalista dell’edizione 2019, l’ultimo campione di Miami, il numero uno al mondo e un tizio che su terra non vorresti incontrare, se non proprio necessario. Quattro vittorie contro pronostico, come quattro erano state sino a domenica scorsa le vittorie ottenute dall’estroso inglese on clay in tutta la carriera nel Tour maggiore. Se la numerologia è scienza di valore, il greco ha di che preoccuparsi.

Tsitsipas, da par suo, mancava dalle semifinali in un Masters su terra da Roma 2019, un’assenza ampiamente emendata dalla lunga pausa imposta dalla pandemia. Sta giocando bene il capellone greco, i precedenti sono a suo favore e il tempo da dedicare a riposo e massaggi pure. Per aver ragione di Goffin, il buon Dan ha dovuto correre in mezzo al vento per più di due ore e mezza, e avrà anche una partita di doppio da onorare nel pomeriggio. Stefanos è stato in campo meno di un’ora, prima di dare il cinque consolatorio all’affranto Davidovich Fokina, costretto al ritiro da un guaio alla coscia sinistra. Peccato, per Alejandro e per un match che stava promettendo molto bene, eppure sostanzialmente spirato sul tre pari quando lo spagnolo ha convocato d’urgenza il fisioterapista.

Sento tirare qui, peggiora sempre di più“: pomata, massaggio, antidolorifico e un’altra contrattura consegnata ai posteri nel 2021 delle lesioni muscolari. Quella che ha colto il biondo Alejandro non è migliorata nel corso dell’incontro, e il break colto a sorpresa nel settimo gioco, gentile omaggio di uno Tsitsipas distratto dagli eventi, è stato un sussulto estemporaneo. Impossibilitato a muoversi, Fokina ha atteso per altri cinque giochi che il medicinale facesse effetto, ma constatatone il ritardo, o l’inefficacia, ha servito da sotto sul set point nel dodicesimo game, incassato la risposta vincente, e alzato bandiera bianca per poi sedersi asciugamano in testa e lacrime.

 

Evans ha vinto una partita che moltissimi colleghi, e per comprovati mismatch, e per andazzo preso dalla contesa, avrebbero lasciato andare. La fiducia è il sale di ogni sport, ma nel tennis conta forse un po’ di più: è benzina pura, e il serbatoio di Dan ne è colmo. Scattato feroce dai blocchi, l’ex reprobo d’Inghilterra ha messo da subito pressione a David accorciando il campo a più non posso, affettando e spingendo e decelerando. Non dando punti di riferimento, per farla breve, a un rivale che sul ritmo ha costruito gran parte della propria fama. Gliel’ha messa scomoda, Dan, e Davidino non è mai riuscito a trovare la posizione, a sentire la palla, eccezion fatta per la porzione finale di primo set, giocata su livelli da Goffin e sufficiente a ribaltare con un parziale di quattro giochi consecutivi il break di vantaggio preso all’inizio dall’inglese.

In genere quando il favorito rimonta la partita per lo sfidante si fa dura, specie se gli scambi si allungano e l’avversario è un corridore come il belga. La proverbiale solidità di David avrebbe dovuto fare il resto, e invece Goffin si è sgonfiato come un pallone, cedendo molto male la seconda frazione. “A inizio secondo set ho perso un game stupido – ha dichiarato in conferenza stampa l’undicesima testa di serie -. Nel terzo ho avuto le opportunità migliori, 0-40 sul suo servizio e tutte quelle palle break sul 4-4, lui è stato bravo ad annullarle con il serve & volley, ha un grande tocco. Sa mischiare le carte ed è in grado di fare qualsiasi cosa sul campo. Poi oggi era difficile giocare a causa del vento. Oggi tra di noi c’è stata una differenza molto piccola, è stata davvero una questione di un punto qui e là“.

Nel vento, che ha condizionato sempre più il terzo set, lo skipper migliore si è dimostrato Evans. Miglior acrobata, anche: sotto zero-quaranta nel terzo gioco e costretto a fronteggiare tre pericolosissime palle break nell’ottavo, Dan ha preso ad attaccare come se fossimo sui prati, annullando una per una le molte chance avute da Goffin in risposta con altrettanti serve and volley. Il giocatore di Liegi – due su diciassette sulle palle break in tutta la partita, roba che nemmeno il Federer più prodigo – ha via via perso la pazienza, forse per colpa dei molti scialacqui. Di solito silenzioso e imperturbabile, egli ha sempre più spesso accompagnato gli scambi con gemiti per lui inusuali, sintomo di estrema prostrazione fisica. La condizione atletica, e la convinzione che tutto in certe settimane possa accadere, ha spinto il match dalla parte di Dan nel decimo gioco, dopo l’ultimo colpo mandato largo da un Goffin annaspante. C’è stato tanto spettacolo, nonostante non ci fosse nessuno dei favolosi tre in campo, e, siamo sicuri, tanto ce ne sarà domani: Dan Evans, nella sua magica settimana sotto la terrazza, ha intenzione di raccontare ai nipoti altre favole monegasche.

Il tabellone completo di Montecarlo

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ATP

Montecarlo 2021, LIVE venerdì 16 aprile: Nadal resuscita ancora una volta, si va al terzo con Rublev

La diretta dei quarti di finale dell’ATP Masters 1000 di Montecarlo. Fognini-Ruud terzo match di giornata. A seguire Nadal contro Rublev

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Dan Evans - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

L’ordine di gioco, i campi e gli orari del day 6 – Le quote dei match di oggi
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19:37 – Nadal recupera un set dove ha rincorso fino al 4-2 Rublev, vince 4 giochi di fila

 

18:23 Rublev chiude il set dopo aver salvato un break point: 6-2 netto per il russo con Nadal che ha ceduto 3 volte il servizio

18:17 – Andrey Rublev conduce 5-2 con DUE break di vantaggio nei confronti di Rafael Nadal. 5 doppi falli per lo spagnolo

17:45 – Iniziato l’ultimo quarto di finale, il più nobile del torneo: Rafael Nadal affronta Andrey Rublev

17:22 Fognini cede ancora 3 giochi consecutivi dal 3 pari nel secondo e saluta il torneo dov’era campione uscente: Ruud attende il vincente di Nadal-Rublev

17:05 – Dopo un inizio drammatico del secondo set Fognini evita di andare sotto 4-0 poi recupera il break di ritardo, 3-2 Ruud nel secondo set

16:35 – Dopo un primo set estremamente equilibrato, Fognini cede il servizio sul 4-5 e quindi il parziale. Ora il match è in salita

15:55 – Fognini fa 1-1. La partita sembra indirizzarsi subito verso una lotta caratterizzata da scambi lunghi

15:45 – Il programma si è allungato parecchio con le quasi tre ore di Evans-Goffin, tornando circa alla conformazione ipotizzabile a inizio giornata. Fognini e Ruud scendono dunque in campo subito: comincia il norvegese al servizio (precedenti 2-0 in suo favore)

15:25 – EVANS IN SEMIFINALE! Il britannico trova il colpo di coda proprio nell’ultimo game, e forse per l’attitudine offensiva espressa negli ultimi due set è anche il risultato più giusto. Giocherà la prima semi in un 1000 della sua carriera, sulla sua superficie meno preferita

15:19 – Il vento non impedisce a Dan Evans di annullare ben quattro palle break. Partita vibrante, 5-4 per il britannico. Al servizio Goffin

15:10– Adesso è una partita davvero appassionante. Goffin annulla palle break (due nel sesto game con altrettanti dritti vincenti), Evans fa gioco e cerca di mischiare le carte a ogni quindici. Ora è 4-4

14:48 – Adesso sembra che in campo regni l’equilibrio. 2-2 nel set decisivo, con Evans che però è stato costretto già ad annullare tre break point. Il suo gioco offensivo continua a essere proficuo

13:30 – Questa volta Evans riesce a condurre in porto il vantaggio. 6-3, si deciderà tutto al terzo set

14:00 – Gran dimostrazione di carattere di Dan Evans, che inizia il secondo set a tutti e si porta nuovamente in vantaggio di un break, 3-1

13:46 – Goffin ribalta il set! 7-5 in suo favore, gran colpo di coda del belga

13:35 – Evans tiene il break fino al 5-4 e servizio, ma al momento di concretizzare cade sotto i colpi di un Goffin finalmente più convinto. 5-5, set ancora in bilico

13:04 – Buona partenza di Evans, che va avanti di un break e conduce 3-1

12:45 – Sono scesi in campo Evans e Goffin, un po’ prima del previsto visto il ritiro di Davidovich Fokina dopo un set.

12:11 – Con un servizio da sotto sul set point, Davidovich Fokina si consegna al suo avversario che chiude col rovescio vincente in risposta. Subito dopo, il giocatore spagnolo decide di ritirarsi. Stefanos Tsitsipas accede in semifinale, con pochissima fatica nelle gambe

12:07 – Le condizioni fisiche di Davidovich-Fokina sembrano in leggero miglioramento, tiene un bel turno di servizio. Tsitsipas non si distrae nel successivo e va 6-5

11:57 – Ad auto-break risponde auto-break: lo spagnolo, adesso visibilmente limitato nei movimenti, regala praticamente il game a zero. 4-4

11:53 – Tsitsipas si esibisce… in un auto-break! Davidovich Fokina gioca una gran palla corta e poi si limita a tenere la palla in campo, al resto pensa il greco che prende anche un warning per un’imprecazione. Fokina, invece, al cambio campo prende un antidolorifico e un altro breve trattamento alla coscia

11:48 – Il fisioterapista ha eseguito il trattamento, una pomata e un massaggio alla coscia sinistra. Davidovich Fokina scuote la testa: proverà a tornare in campo, ma sembra ugualmente vicino al ritiro

11:44 – Dopo aver venuto un turno di servizio con più fatica dei precedenti, Davidovich Fokina chiede l’intervento del fisioterapista. Il problema sembra alla coscia sinistra. Tsitsipas, nel frattempo, si mette a provare qualche servizio

11:40 – Partita molto divertente. Lo spagnolo attacca di più, proposito e vicino alla riga; Tsitsipas è costretto a difendersi, ma la sua palla ha più peso e può provare il vincente anche quando è lontano dal campo. Per ora siamo 3-3

11:00 – Giornata di quarti di finale al Rolex Montecarlo Masters. Si parte con la sfida tra Tsitsipas e Davidovich Fokina, poi Evans-Goffin

COSA È SUCCESSO NEL DAY 5

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ATP

Clamoroso a Montecarlo: Daniel Evans elimina in due set un Djokovic disordinato

Il serbo fa segnare 45 errori non forzati. Le variazioni di Evans fanno il resto: 6-4 7-5 per il britannico che elimina il numero 1. Nei quarti di finale sfiderà David Goffin

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Dan Evans - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

Il numero uno del mondo Novak Djokovic è fuori dal Masters 1000 di Montecarlo. Nel terzo turno è stato il primo giocatore britannico Dan Evans a eliminarlo in poco più di 2 ore di partita. 6-4 7-5 il punteggio finale. Un match caratterizzato dagli errori di Djokovic, molto sottotono e mai in grado di contrastare il gioco vario e spesso volto all’attacco di Evans. Tuttavia il serbo ha avuto un set point in risposta sul 5-4, ma ha sbagliato un semplice rovescio. Dall’altro lato bisogna fare tanti complimenti a Evans, che ha saputo combinare soluzioni rischiose a una grande solidità nel palleggio, soprattutto nei momenti decisivi di entrambi i set.

È il primo a battere Djokovic in questo 2021, dopo una striscia di 10 vittorie. Come premio, potrà giocare un apertissimo match con David Goffin, il suo primo quarto di finale in un Masters 1000. Curioso che raggiunga questo risultato sulla terra battuta. Una superficie che mai prima di questa settimana gli aveva dato soddisfazioni. Sette giorni fa usciva sconfitto all’esordio a Cagliari (dove era testa di serie numero 1) contro Lorenzo Musetti, giocando in modo estremamente offensivo. Questa settimana, con un paio di aggiustamenti ha battuto Lajovic, Hurkacz (campione di Miami) e Djokovic. Non male per uno che prima di arrivare a Montecarlo aveva vinto soltanto due partite a livello di circuito maggiore sulla terra battuta, più altre due in Coppa Davis e un altro paio a livello di qualificazioni (Roma 2019).

LA CRONACA – La sfida (la prima tra i due) parte in modo abbastanza insolito, con un’ammonizione per “start of play violation” data dall’arbitro a Evans, reo di aver ritardato il primo servizio di Djokovic. Paradossalmente non è stato il britannico a turbarsi, bensì Nole che con quattro non forzati ha regalato il break iniziale al suo avversario. L’ingresso in partita del numero uno del mondo è lentissimo. Stenta a trovare il giusto timing e le contromisure alle variazioni che Evans propone. Riesce a scuotersi sotto 0-3 (doppio break), accorciando nel punteggio. Il numero uno di Gran Bretagna rischia di perdere anche il secondo break, ma recupera da 15-40 e dopo 9 minuti allunga 4-2. Il controbreak però arriva poco più tardi: Evans sbaglia uno smash che l’avrebbe portato 40-15 e finisce per rimettere definitivamente un brutto Djokovic in partita, 4-4.

 

La partita cambia nel suo andamento, ma offre sempre lo stesso spettacolo. In mezzo agli errori di Djokovic, il buon Daniel pesca un gran passante di dritto che gli frutta un break preziosissimo. Al servizio sul 5-4, dopo 57 minuti, il britannico chiude al terzo set point. Nole è evidentemente ancora fuori condizione: può forse ritenersi fortunato ad aver pescato Jannik Sinner all’esordio, dal momento che trovarsi di fronte un giovane da lui stesso definito “il futuro del tennis” l’ha portato a giocare un match molto solido e ordinato. Tutto il contrario di quanto è accaduto quest’oggi. I meriti però vanno dati anche all’avversario e soprattutto al suo modo di interpretare il gioco. Un avversario come Evans, che gradisce il serve&volley e il back non aiuta un giocatore (come Nole) al rientro nel tour a guadagnare il ritmo.

Dan Evans – ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

Tuttavia è il serbo a partire meglio nel secondo: stavolta è lui a salire 3-0, ma contro ogni pronostico non è riuscito a consolidare il vantaggio. Con due vincenti di dritto Evans si è ripreso il break sul 3-1, stavolta senza particolari aiuti nel turno di servizio da parte di Novak. È ancora il dritto del britannico il protagonista indiscusso nel mezzo del secondo set: altro vincente per salvare la palla del 5-3 in favore Djokovic. Ci pensa la palla corta è il rovescio tagliato a fare il resto e a mandare Djokovic al servizio sul 4-4, situazione scomodissima. Infatti Evans sale 15-30, ma sbaglia un rovescio di chiusura dentro la riga del servizio che l’avrebbe portato al doppio break point.

Qui è parso che Nole avesse preso coraggio: con servizio e dritti vincenti si porta sul 5-4 e ha anche un set point sul servizio di Evans, ma se lo cancella da solo con l’ennesimo errore di rovescio, non riuscendo poi ad evitare il 5-5. Bravo ancora una volta Evans a concedere il minimo: se proprio lo fa, sbaglia proponendo gioco, che è un po’ il suo tratto caratteristico. Nel game in cui Novak colpisce il 40esimo non forzato della sua partita (saranno 45 a fine match), Evans pesca il break decisivo (doppio fallo di Djokovic sul 30-40!) e riesce con la collaborazione del numero uno del mondo (di solito in modalità ‘muro’ quando l’avversario è sul punto di batterlo) a chiudere il match. Senza dubbio è la vittoria più bella della sua vita, sulla superficie che gli aveva dato meno soddisfazioni. Sfiderà David Goffin nei quarti di finale, contro il quale conduce 1-0 nei precedenti.

Djoko è consapevole di quanto male abbia giocato questo match di ottavi di finale, ma dopo il match point ha comunque riconosciuto i meriti del suo avversario: “Complimenti a lui, ha meritato di vincere. Ha giocato meglio nei momenti decisivi. Se devo essere onesto, però, questa è stata probabilmente uno delle peggiori partite che riesco a ricordare negli ultimi anni. Non voglio togliere niente alla sua vittoria, ma mi sentivo malissimo in campo. Non ha funzionato niente”.

Il tabellone completo

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