Federico Gaio: "La top 100 è la priorità"

Flash

Federico Gaio: “La top 100 è la priorità”

In attesa di certezze da Melbourne, il faentino farà base allo Sporting di Torino con un nuovo staff capitanato da Fabio Colangelo

Pubblicato

il

Federico Gaio - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)
 
 

Terminata le competizioni due settimane fa con i quarti di finale raggiunti al Challenger di Ortisei, per Federico Gaio è già arrivato il momento di dedicarsi alla preparazione in vista della dell’inizio della stagione 2021. Nell’intervista pubblicata sul sito della FIT, Federico tira le somme di un’annata per tutti senza precedenti e parla dei progetti per l’immediato futuro.

Dal suo punto di vista, l’interruzione del Tour dello scorso marzo non è certo arrivata nel momento migliore, con il successo a Bangkok di fine gennaio che lo aveva portato al best ranking (n. 124 ATP), avvicinandolo alla top 100: “Peccato che lo stop causa pandemia sia arrivato proprio nel momento in cui non avevo punti da difendere in classifica” spiega. “Nel complesso, tuttavia, non mi posso lamentare: anche dopo la ripresa ho giocato abbastanza bene e, considerando che sono uno a cui piace mettere nelle gambe tante partite, lo stesso può dirsi anche per il finale di stagione, a parte qualche torneo indoor”.

Come hanno avuto modo di rilevare tanti suoi colleghi, però, sarebbe potuta andare anche peggio. E, in effetti, le prospettive della scorsa primavera con le cancellazioni di fette del Tour che si susseguivano erano tutt’altro che rosse: È già andata bene che l’attività sia ripresa ad agosto e si sia potuto giocare altri tre-quattro mesi, dopo i due iniziali, una prospettiva che a un certo punto pareva impossibile”.

 

Con la ripresa del circuito e l’esperienza della prima bolla a New York, l’attuale n. 137 della classifica racconta che quella del Roland Garros è stata “molto più pesante da sopportare. A differenza dello US Open, dove dall’organizzazione erano stati previsti spazi all’aria aperta, con un maxi-schermo e la possibilità di mangiare nel rispetto delle distanze di sicurezza, a Parigi non c’erano spazi all’aperto in hotel ma solo al circolo: ci si sentiva quasi in carcere, come in gabbia. E pure le mascherine da indossare sempre e il distanziamento sociale, o l’assenza di pubblico, sono aspetti che non si possono dimenticare tanto facilmente”.

Per quanto riguarda il presente, è radicalmente cambiato il team del ventottenne faentino. Finita la collaborazione con l’allenatore Daniele Silvestre e il preparatore atletico Umberto Ferrara, Gaio spiega che sarà seguito da Fabio Colangelo al circolo della Stampa Sporting di Torino, lo stesso in cui lavora Lorenzo Sonego con coach Arbino. “Punto di riferimento importante sarà anche il preparatore atletico Riccardo Zacco e un prezioso aiuto verrà da Danilo Pizzorno con la sua video-analisi. Il club ospiterà anche gli allenamenti dei protagonisti delle ATP Finals e sta quindi per attrezzarsi anche con impianti ancora più moderni”. Federico non ha dubbi sugli obiettivi da perseguire: “L’ingresso tra i primi cento del mondo è la priorità, io lavoro sempre per arricchire il mio bagaglio tecnico-tattico oltre che atletico, e risultati e classifica ne sono una conseguenza. Spero davvero di riuscire a compiere questo ulteriore step, imitando quanto sono già stati capaci di ottenere altri giocatori italiani”.

Con il periodo primaverile in cui ha pochissimi punti da difendere, l’obiettivo è quello di ingranare bene con la ripartenza in Australia. Certo, gioverebbe sapere quando ci sarà questa ripartenza. Con il nodo fondamentale della possibilità di allenarsi durante la quarantena ancora da sciogliere, i primi arrivi internazionali nello Stato della Victoria che inizieranno contingentati dalla prossima settimana solo per permettere il ritorno in patria in occasione delle feste natalizie, le ipotesi che si rincorrono su bolle, hotel, qualificazioni in altri continenti, per tacere di una data di inizio della quale si ignora anche il mese, Gaio è capace di riassumere la complessa situazione delle trattative fra Tennis e Australia e governo statale con una semplice, incontestabile battuta: “Ad oggi, l’unica vera certezza è che non ci sono certezze”.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Roland Garros: Pliskova sorpresa da Jeanjean

La n.8 Pliskova battuta nettamente dalla laureata Leolia Jeanjean. Avanza Kudermentova

Pubblicato

il

Leolia Jeanjean - Parigi 2022 (foto @rolandgarros)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

[WC] L. Jeanjean b. [8] K. Pliskova 6-2 6-2

La wild card francese Leolia Jeanjean estromette la testa di serie n.8 Karolina Pliskova con un doppio 6-2. Lo aveva approfondito anche nel suo editoriale il Direttore Scanagatta, il tema delle teste di serie prestigiose cadute in questo Roland Garros, e la giornata di giovedì regala un’altra vittima illustre. La tennista ceca viene nettamente sconfitta dopo un’ora e un quarto di gioco, contro la n.227 del mondo la quale, supportata dal pubblico di casa, ha messo in mostra una prestazione impeccabile. Lo stile di Jeanjean è chiaro: sempre all’attacco con i due fondamentali da fondo, variando spesso il ritmo con smorzate di rovescio. Questo è il mio gioco quindi non ho fatto molto di diverso, mi piace giocare in questa maniera e oggi tutto è andato bene. Ho pensato a non pensare troppo al punteggio, e alla fine sono riuscita a gestire le emozioni” ha spiegato con grande disinvoltura Jeanjean.

La sconfitta di Pliskova corrisponde alla decima testa di serie femminile a lasciare questo torneo, la sesta top10 dopo n.2 Krejcikova, n.4 Sakkari, n.5 Kontaveit, n.6 Jabeur, e n.10 Muguruza. Karolina non è mai stata efficace con il suo gioco poco profondo, troppo piatto e prevedibile; non ha mai impensierito la francese in risposta (salvo un moto d’orgoglio a metà secondo set, ma che non gli è valso neanche un break) e ha chiuso la partita perdendo quattro volte la battuta (due per set), con un ace e 4 doppi falli.

 

È talmente incredibile essere qui, sono contenta di avere avuto questa chance per poter giocare. Grazie a tutti quelli che sono venuti qui a vedermi, non mi capita spasso di giocare in questi grandi palcoscenici quindi grazie davvero” ha affermato la 26nne Jeanjean, intervistata in campo a fine match, dopo la sua prima vittoria su una top10. La tennista francese, dopo qualche infortunio di troppo da giovane, si era trasferita negli Stati Uniti nel 2014 per affiancare alla sua precaria carriera da tennista, quella di studentessa e in cinque anni ha ottenuto una laurea in sociologia, una laurea in giustizia penale e un master in finanza di investimento patrimoniale, tutto ciò partecipando con successo alle partite di tennis di livello universitario. Nel 2020 la decisione di dedicarsi stabilmente al tennis. “Ho voluto tornare in campo per non avere rimpianti e così è stato”.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

Flash

Raducanu e la prematura sconfitta: “Sono la stessa persona di dodici mesi fa, anche se le cose attorno sono cambiate”

Una brutta uscita al secondo turno, affrontata con filosofia da Emma Raducanu: “Guardo a questi match come uno strumento per migliorare”

Pubblicato

il

Emma Raducanu - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

L’impressionante ascesa di Flushing Meadows lo scorso settembre, culminata con la vittoria dello US Open, sembra così lontana nel tempo per Emma Raducanu. La britannica, dopo una brutta(sotto ogni punto di vista) sconfitta contro Alexandra Sasnovich, nonostante la delusione riesce a creare un’atmosfera di riflessione e quasi di ottimismo nella conferenza post gara.

D: Sfortuna oggi, un’avversaria molto complicata. Parlaci di quei tre set.

Raducanu: Pensavo sarebbe stata una partita lunga, anche abbastanza fisica. Penso che la mia avversaria abbia giocato abbastanza bene per tutto il tempo, e non ha commesso errori. Ma, voglio dire, tutta la stagione sulla terra battuta è stato nel complesso abbastanza positiva.

 

D: Quali pensi che siano le cose più positive da prendere non solo da questa partita, ma da tutta la stagione sulla terra?

Raducanu: Penso di essere decisamente diventata più forte mentre la stagione su terra andava avanti. Ci vuole semplicemente molto di più per vincere il punto su questa superficie e, se colpisci la palla piatta, non fa molto; è come se avessi ancora molta strada da fare su questa superficie, ma nel complesso, direi che ho sicuramente avuto una buona prima esperienza sulla terra. Penso di poter sicuramente migliorare molto di più di quello che sono in questo momento.

D: Immagino che parte dell’abituarsi alla vita in tour sia abituarsi a perdere, perché tutti i giocatori tranne uno perdono ogni settimana. Il modo in cui affronti la sconfitta è cambiato, migliorato negli ultimi mesi? È stato un processo?

Raducanu: Direi sicuramente. Penso che prima avrei lasciato che le sconfitte mi influenzassero più di quanto non lo facciano adesso. Ora guardo tutto come una lezione, e so esattamente dove ho sbagliato, dove posso migliorare, dove le altre sono meglio. Considero tutte queste partite come un buono strumento per insegnarmi dove migliorare il mio gioco.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

D: La stagione del tennis arriva in fasi abbastanza distinte. Siamo appena arrivati, per te, al termine di una di queste. Sei il tipo di giocatrice che in qualche modo fissa un obiettivo per la fase? Stai pensando in questo modo per l’erba?

Raducanu: Per la stagione su terra, non avevo aspettative. Mi sono iscritta in quattro tornei di fila, probabilmente pensando che avrei perso al primo turno in tutti, ma in realtà ho giocato un paio di partite in ciascuno. Per la stagione sull’erba onestamente sto solo pensando su come è meglio usare il mio gioco per adattarlo ai campi in erba e cercando di cambiare il più rapidamente possibile dalla terra all’erba. Perché lì non puoi stare così indietro come fai sulla terra e ci sono alcune cose che devi cambiare. Come per quanto riguarda i risultati, non ho davvero messo enfasi su questo.

D: Hai parlato di decidere quando spingere di più sulla palla o no. Qual è la più grande difficoltà tra trovare quell’equilibrio prendendo la palla prima, attaccare e tornare indietro e giocare in modo più conservativo su questa superficie rispetto a superfici più veloci?

Raducanu: Suppongo che qui su terra sia ancor più enfatizzato, perché quando la palla rimbalza corto, per esempio, ma alto, è in realtà abbastanza difficile da prendere presto perché salta sopra la tua testa e poi sei bloccato in mezzo al campo. Quindi ci sono delle decisioni da prendere definitivamente, anche su terra battuta senza dimenticare di essere aggressivo. A volte puoi essere risucchiato dal gioco lento e scambi alti e lunghi, ma, alla fine della giornata, devi comunque entrare se hai l’occasione.

D: Oggi significa la fine del tuo primo tipo di tour completo, se partiamo da Nottingham dell’ultimo anno. Mi chiedo solo come stai visualizzando la prospettiva di andare davvero per la seconda volta ora nei posti. È qualcosa di simile a te benvenuto? Se c’è qualcosa in particolare negli ultimi 12 mesi che spicca come una sorta di apprendimento sulla faccenda di fare un giro completo del tour?

Raducanu: Dicevamo cose del genere con la mia squadra questa mattina, è praticamente un anniversario. Stavo giocando in un tour britannico a Connaught, penso di aver fatto molta strada da allora. Penso che avrò davvero il benvenuto per la seconda volta; quest’anno sarebbe sempre stato difficile da adattare per me, con sempre qualcosa di nuovo. Sarà molto più familiare questa volta, sento come se negli ultimi 12 mesi sia cresciuta molto. Dentro e fuori dal campo mi sento come se fossi probabilmente migliorata per come e quanto combatto. Penso che sia stato un anno piuttosto positivo solo perché ho imparato così tanto, e la quantità di apprendimento che ho fatto supera in qualche modo qualsiasi tipo di risultato, a dire il vero.

D: Puoi parlare di quanto è cambiato per te dalla tua corsa sensazionale agli US Open, fuori dal campo, ma anche se forse c’è un diverso tipo di approccio mentale in campo?

Raducanu: Penso che se mi chiedi quello, alcune parti del mio gioco siano effettivamente migliorate rispetto allo scorso anno. È diverso quando sei qualcuno che potrebbe avere un bersaglio sulla schiena: ognuno alza il proprio gioco, vuole giocare bene, vuole batterti. È qualcosa che ho sicuramente imparato durante il tour quest’anno, e accettato. Ma sono esattamente la stessa persona di 12 mesi fa, anche se le cose intorno a me sono un po’ cambiate. Solo che mi sento come se avessi molta più consapevolezza ed esperienza ora.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

Flash

Alcaraz dopo la maratona: “Ho creduto in me stesso tutto il tempo. Sono pronto per queste partite in questi tornei”

Il fenomeno del momento, dopo più di 4 ore, dimostra forza mentale anche nel rispondere :” Non sono stato nervoso. Nel quarto e nel quinto set ho sorriso”

Pubblicato

il

Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Abbiamo già un’altra seria candidata a partita dell’anno, e il Roland Garros è iniziato solo da 4 giorni, e neanche si sono completati i secondi turni. Eppure, quando in campo va Carlos Alcaraz, lo spettacolo è in qualche modo sempre assicurato: più di 4 ore di partita, e match point annullato, per battere uno stoico Albert Ramos Vinolas. E, dopo una battaglia da stakanovista, il n.6 del mondo risponde pronto e dimostrando forza anche in sala conferenze.

Domanda: Ti aspettavi una partita così dura? Ovviamente conosci Albert molto bene e lo rispetti tanto.

Alcaraz: Sì, certamente. Lo rispetto e lo conosco molto. Sapevo che sarebbe stata una grande partita, e ovviamente difficile. Ma sono molto contento del livello, di aver potuto rimontare e ovviamente di averlo battuto alla fine.

 

D: Qual è il segreto del tuo successo? Non stasera, ma in generale, essere alla tua età uno dei migliori giocatori al mondo.

Alcaraz: Credere in me stesso e, naturalmente, lavorare sodo ogni giorno. Devi avere un buon obiettivo, buoni sogni, certamente cercando di seguirli. Lavorare sodo ogni giorno, penso che questo sia il segreto.

D: Oggi sei stato chiamato fenomeno, e così via, che sarai il prossimo grande. Come ti fa sentire che tutti parlano di te, come il prossimo grande numero 1? Ed essere chiamato fenomeno.

Alcaraz: Bene, è fantastico che la gente parli di te, pensi che sarò il numero 1 al mondo, ma ovviamente mi mette un po’ sotto pressione. Ma provo a non pensarci. Ovviamente essere il numero 1 al mondo è il mio sogno da quando ho iniziato a giocare a tennis. Quindi ci sto lavorando di più, ma cerco di non pensarci.

D: Mi chiedevo solo come ti sei sentito in quel quarto set. Quando eri giù e poi lui ha servito per il match, match point, come ti sentivi? Come ne sei uscito?

Alcaraz: Beh, è ​​stato un set difficile. Voglio dire, avevo fatto il break all’inizio del quarto. Lui è rientrato nel game successivo, ma sapevo che avrei avuto le mie possibilità nel quarto set, alla fine. Voglio dire, credo in me stesso per tutto il tempo, ma ovviamente è stata dura, salvare il match point lo è sempre.

D: Ho una domanda sul tuo movimento, sulla copertura del campo, in quello sei davvero molto veloce. Quindi mi chiedevo se è stata prestata molta attenzione a questo quando tu stavi crescendo, quando eri davvero giovane. E inoltre, se hai fatto 50 o 60 metri, se passa un po’ di tempo, se puoi dirci quale tempo è.

Alcaraz: Il movimento è una cosa su cui lavoro molto. Penso che sia molto importante muoversi bene in campo, nel tennis in generale è davvero importante. Io ci lavoro duro, per muovermi bene. Non so il tempo, ma direi veloce.

D: Sei ancora abbastanza nuovo a tutto questo. Non hai giocato in molti tornei del Grande Slam, sei ancora un giovane. Ti sembra però come se fossi calmo e stai bene su questi grandi palchi in questi momenti? Non è troppo grande per te?

Alcaraz: Come hai detto, sono ancora giovane, ma direi un giocatore piuttosto esperto ora. Mi sento a mio agio giocando su grandi stadi, grandi partite, giocando negli Slam. Come ho detto, fisicamente, anche mentalmente, sono forte. Penso di essere pronto a giocare questo tipo di partite in queste situazioni, questi tornei.

D: Come descriveresti i tuoi nervi oggi? Quanto sei diventato nervoso? Quanto ti è piaciuta la battaglia là fuori rispetto ad altre partite? Hai sentito più pressione a causa dell’essere all’Open di Francia?

Alcaraz: Hai sempre i nervi saldi la partita, ma oggi penso di non essere stato nervoso durante. Solo forse alla fine del quarto quando ha avuto match point, forse ho pensato che, beh, sei a un punto dal perdere, ma cerca solo di non pensare che sei agli Open di Francia. Sto cercando di godermi il momento, e mi divertono queste battaglie. Voglio giocare grandi e dure battaglie contro i migliori giocatori del mondo.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement