WTA Abu Dhabi: cade Muguruza, Kenin e Svitolina si salvano per un pelo

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WTA Abu Dhabi: cade Muguruza, Kenin e Svitolina si salvano per un pelo

Le prime due teste di serie portate al limite da Putintseva e Alexandrova, Sakkari vince in due set il big-match contro la spagnola

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Maria Sakkari - San Pietroburgo 2020 (via Twitter, @WTA)

Poche sorprese negli ottavi del primo WTA 500 della stagione ad Abu Dhabi. Apre la giornata il giovane talento sfolgorante di Marta Kostyuk, che si prende vittoria e best ranking in carriera contro la slovena Tamara Zidansek. Una prestazione autoritaria quella della 18enne ucraina, che lascia le briciole all’avversaria nei suoi turni di battuta e si concede il lusso di breakkare Zidansek per 5 volte. Kostyuk ritoccherà da domani il suo best ranking con il numero 89 del mondo, ma avrà una grande occasione per salire ancora in classifica. Domani sfiderà Sorribes-Tormo che ha superato, non senza qualche difficoltà, la russa Gasanova, numero 231 del mondo. In una partita caratterizzata da servizi non impeccabili di tutte e due ha pagato la maggiore capacità della tennista spagnola di attaccare la seconda dell’avversaria.

La sorpresa di giornata arriva nella parte alta del tabellone, quella più ricca di teste di serie rimaste. Garbine Muguruza e Maria Sakkari si scambiano i ruoli e la tennista greca mette a segno 11 ace per respingere gli assalti di Garbine, capace di costruire 13 palle break. In quasi due ore di battaglia la resilienza di Sakkari sotto pressione fa la differenza in una partita in cui Muguruza ha avuto più volte in mano il pallino del gioco. La tennista spagnola non è mai riuscita a rispondere con costanza alla prima dell’avversaria, granitica nei momenti di maggiore pressione.

La potenza di Aryna Sabalenka è troppo per il tennis di fino di Ons Jabeur, che deve avere tanti rimpianti per la parte finale del secondo set. La tennista tunisina si era portata in vantaggio di un break per poi sciogliersi al momento di servire per il 5-3, subendo due break consecutivi. Nessun problema per la sfidante di Sabalenka nei quarti di finale, la kazaka Elena Rybakina, che oltrepassa per 6-3 6-4 l’ostacolo posto dalla giovane russa Daria Kasatkina con un’ottima prestazione al servizio.

 

A due facce le prestazioni delle due teste di serie del torneo di Abu Dhabi, Sofia Kenin ed Elina Svitolina. La campionessa in carica degli Australian Open parte in sordina contro Yuliya Putintseva per poi salire alla distanza. La tennista americana ha una partenza sprint nel secondo set che la porta avanti di un break, ma al momento di servire per il secondo set un improvviso calo di rendimento rimette in discussione il parziale.

Kenin viene breakkata per due volte di fila e deve salvare un match point per portare il match al tie-break, dove nessuna delle due riesce a prendere il controllo. Entrambe lasciano la bellezza di 8 minibreak nei primi 10 punti ma Kenin ha quel pizzico di costanza in più che le vale il parziale decisivo. I problemi al servizio continuano nel terzo set e Putintseva si trova sotto addirittura di due break. Un sussulto della tennista kazaka la riporta sotto di un break ma questa volta la numero 1 del tabellone riesce a chiudere la partita al terzo match point. Sfiderà Sakkari in un’altra partita difficile per un posto in semifinale.

Ancora più nei guai si è messa Elina Svitolina, che contro la russa Alexandrova vince agevolmente il primo set, ma che dopo aver servito per il match nel secondo set rischia addirittura di perderla. La tennista ucraina approfitta delle indecisioni della sua avversaria al servizio e con una prestazione dominante in risposta riesce a coprire le falle di una seconda di servizio non impeccabile per larghi tratti. Qualcosa però si inceppa quando serve per il match e il momento di confusione si protrae fino al tie-break, con Svitolina incapace di tenere la battuta.

La fase critica della numero 2 del tabellone continua nel terzo set, e Alexandrova ringrazia. Un break conquistato in avvio permette alla tennista russa di condurre fino al 5-4, ma anche lei ha un momento di calo repentino e l’inerzia del match cambia di nuovo quando una delle due va a servire per chiuderlo. Svitolina riesce a riprendere la partita per i capelli e portarla al tie-break, che, come nella partita di Kenin, non ha un padrone e solamente 5 volte su 18 punti chi serviva non ha subito un mini-break. Svitolina salva i primi due match point a sfavore e chiude dopo due ore e trentacinque di battaglia. Il prossimo turno le riserverà un’altra russa, la numero 46 del mondo Kudermetova, che ha superato Paula Badosa in tre set.

Risultati:

Kostyuk b. Zidansek 6-1 6-1
Sabalenka [4] b. Jabeur [15] 6-2 6-4
Sorribes-Tormo b. Gasanova 7-5 6-3
Rybakina [6] b. Kasatkina 6-3 6-4
Sakkari [9] b. Muguruza [5] 7-5 6-4
Kudermetova b. Badosa 6-4 4-6 6-1
Kenin [1] b. Putintseva [13] 3-6 7-6(5) 6-4
Svitolina [2] b. Alexandrova [17] 6-2 6-7(5) 7-6(8)

Il tabellone completo

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WTA 1000 Roma, l’entry list: tutte presenti ai piani alti, per ora nessuna italiana

Da Barty a Osaka, da Halep a Williams: nessuna defezione al momento nella lista delle partecipanti al torneo della capitale

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Simona Halep - Roma 2020

Dopo la lista dei partecipanti al torneo maschile, sono stati rilasciati anche i nomi delle tenniste che dal 9 al 16 maggio si contenderanno il titolo agli Internazionali di Roma. Nel WTA 1000 della capitale finora non si registrano defezioni ed infatti sono presenti tutte le tenniste di vertice, a partire dalla n. 1 del mondo Ashleigh Barty che su questa superficie ha vinto il suo titolo più prestigioso (Roland Garros 2019). Poco dietro in classifica troviamo Naomi Osaka, ancora in fase di apprendimento sulla terra rossa per sua stessa ammissione mentre come testa di serie n. 3 momentaneamente c’è Simona Halep, una che certamente potrebbe darne eccome di lezioni alla giapponese sul rosso.

La campionessa in carica precede di circa 1000 punti la statunitense Sofia Kenin, la quale a sua volta precede di una manciata di punti Elina Svitolina, quest’ultima vincitrice a Roma nel biennio 17-18; un altro nome di grande spicco presente nell’entry list è ovviamente quello di Serena Williams, vincitrice a Roma per quattro volte. Se nel tabellone maschile il tennis italiano è degnamente rappresentato con quattro giocatori, purtroppo quello femminile bilancia questa cifra con la totale assenza di tenniste azzurre. Se si vorrà tifare per Giorgi, Paolini, Errani e via dicendo si dovrà ricorrere alle qualificazioni o più probabilmente alle wild card.

Ancora non è stato comunicato nulla di ufficiale per quanto riguarda la presenza o meno del pubblico. Il presidente della FIT Binaghi ha dichiarato un paio di settimane fa che è possibile riproporre la soluzione dei 1000 spettatori al giorno vista a settembre, ma anche organizzare un piano che prenda in considerazione la parte di popolazione già immune al Covid-19.

 

L’entry list aggiornata

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WTA Charleston 2: Errani battuta da McHale, avanza la favorita Jabeur

La tennista bolognese non sfrutta un set point nel primo parziale e cede 7-6 6-3. Prima vittoria in carriera per la 15enne Fruhvirtova

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Ons Jabeur - WTA Charleston 2021 (via Twitter, @VolvoCarOpen)

Mentre il tennis maschile ha fatto il salto oceanico trasferendosi in Europa, la WTA resta ancora per una settimana negli Stati Uniti, sempre nella città di Charleston e sempre sulla terra verde, per un torneo di categoria ‘250’. Nelle prime giornate di gioco non si sono registrate particolari sorprese. La più grande forse è l’uscita di scena della testa di serie n. 2 Magda Linette per mano della tennista colombiana Maria Camila Osorio Serrano. Quest’ultima sta attraversando il periodo più felice (e “irreale” come ha ammesso lei stessa) della sua carriera: provenendo dal primo titolo della carriera vinto in patria, a Bogotà, ha battuto la n. 51 del mondo Linette per 6-3 4-6 7-5, portando a sei il numero di vittorie consecutive. Al secondo turno affronterà la statunitense Christina McHale che a sua volta ha battuto l’unica italiana presente nel tabellone principale.

Sara Errani infatti è uscita sconfitta contro la n. 91 del mondo e avrà certamente qualche rimpianto. Nel primo set la tennista bolognese, dopo una serie di break e contro-break, si era ritrovata a servire sul 5-3 e ha anche avuto un set point. Svanita l’occasione si è proseguito fino al tie-break vinto da McHale per 7-3. Il secondo set è stato più lineare nei primi game ma alla fine un break nell’ottavo gioco ha deciso le sorti per la n. 112 condannandola alla sconfitta per 6-3. Vittoria senza patemi invece per la favorita n. 1 Ons Jabeur che ha battuto 6-4 6-1 la svizzera Stefanie Vogele.

Il programma di ieri si è concluso con il match più combattuto di giornata il quale però si è concluso con un ritiro. Alize Cornet ha dovuto alzare bandiera bianca sul 4 pari del terzo set contro la 15enne Linda Fruhvirtova, alla sua prima vittoria WTA. La giovane e talentuosa ceca si è meritata una wild card a suon di titoli ITF vinti e a Charleston non ha steccato all’esordio: il primo set è andato in suo favore per 6-2 e nel secondo – durato quasi un’ora e mezza – ci sono stati continui ribaltamenti di fronte, compreso un match point non sfruttato da Fruhvirtova nel tie-break finito poi in favore di Cornet 9 a 7. Alla fine comunque la francese si è ritirata concedendo così la vittoria alla n. 499 del mondo.

 

Il tabellone completo

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WTA Bogotà: la favola a lieto fine di Osorio Serrano

Primo titolo nel circuito maggiore per la diciannovenne colombiana, campionessa dello US Open Junior nel 2019. Zidansek ko dopo quasi tre ore, con la colpa di aver sprecato tante occasioni

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Camila Osorio Serrano - WTA Bogotà 2021 (via Twitter, @CopaColsanitas_)

Si completa nel migliore dei modi la straordinaria settimana di Maria Camila Osorio Serrano. Al WTA 250 di Bogotà, giocando in casa, la diciannovenne di Cucuta ha ribaltato il pronostico della finale contro Tamara Zidansek (5-7, 6-3, 6-4). La Colombia torna così a sollevare un trofeo WTA dopo 11 anni, quando lo stesso torneo venne vinto (era il 2010) da Mariana Duque Marino in finale su Angelique Kerber. Con le porte semi-aperte che le hanno garantito il supporto del tifo, Osorio Serrano è uscita vincitrice da una battaglia di quasi tre ore che ne ha esaltato – tra tanti errori – le doti di resistenza fisica e mentale. La slovena, 80 del ranking, ha portato a casa il primo set risalendo dalla difficoltà iniziale (era sotto 3-1) e sembrava godere dell’inerzia a favore, trovandosi avanti di un break in avvio del secondo. Da quel momento in poi, però, ha perso i punti di riferimento.

Le continue variazioni imposte dalla più giovane avversaria hanno moltiplicato i suoi errori, insieme al servizio che l’ha completamente abbandonata (ha subito quattro break consecutivi tra la fine del secondo set e l’inizio del terzo). Anche il parziale decisivo si è risolto su un turno di servizio che ha visto Zidansek smarrirsi, consegnando alla colombiana il punto del 3-2. Nemmeno Osorio è sembrata inattaccabile quando le toccava iniziare il gioco, ma la slovena è stata capace di concretizzare a proprio favore soltanto sei palle break su 25, scendendo addirittura a una su 13 nel parziale decisivo. Sicuramente la garra sudamericana ha aiutato la vincitrice, ma i regali sono stati tanti. Fino all’ultimo game, che Zidansek – anche lei in cerca del primo titolo, ma travolta da tensione e stanchezza – comandava 0-40, prima di sciogliersi e farsi rimontare.

È stata una settimana irreale per me – ha commentato l’ex campionessa dello US Open junior 2019 e numero uno di categoria -, in finale ho giocato una partita fantastica che ancora non so come sia riuscita a portare dalla mia parte. Con questo successo avrò maggiori possibilità di giocare tornei più importanti, questo mi dà gioia“. La colombiana balza dal 180 al 135 del ranking ed è stata la giocatrice dalla più bassa classifica a vincere un trofeo dal 2018, quando Margarita Gasparyan trionfò a Tashkent da 299 WTA. Osorio Serrano diventa così la quarta giocatrice sotto i 20 anni a conquistare un torneo del circuito maggiore nel 2021: a precederla, Iga Swiatek ad Adelaide, Clara Tauson a Lione e Leylah Fernandez a Monterrey. Entrata in tabellone da wild card, si è fatta notare arrivando all’ultimo atto del torneo senza perdere un set contro Vickery, Martincova, Voegele e Tan. Un percorso netto, prima di una finale da romanzo.

 

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